Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in comments
Search in excerpt
Search in posts
Search in pages
Search in groups
Search in users
Search in forums
Filter by Categories
artisti locali
blog
Cultura ed eventi
Innovazione tecnologica
Moda e design
progetto tilgher
Risorse del territorio
Storia locale
Tradizione e folklore
Vincenzo Colantonio ufficiale di marina ed eroe della seconda guerra mondiale
3 novembre 2015
0
quattro-novembre-liberazione

In occasione dell’anniversario del 4 Novembre festa della forze armate pubblichiamo un’altra storia di un illustre figlio dell’allora Resina (odierna Ercolano), imbarcato sull’unità C.T. BOMBARDIERE, in qualità di ufficiale medico di Marina eroe e medaglia d’argento al valor militare.

Vincenzo Colantonio nato a Resina (NA) il 16/08/1914, ufficiale medico col grado di Sottotenente di Vascello,  Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria” imbarcato sul Cacciatorpediniere BOMBARDIERE.

Rct_BombardiereUna volta operativo il Bombardiere fu destinato alle missioni di scorta sulle rotte del Mediterraneo orientale e poi su quelle per la Tunisia, svolgendo un servizio piuttosto breve. Per tutto il periodo in cui l’unità fu operativa – dal luglio 1942 all’affondamento – ne fu comandante il capitano di fregata Giuseppe Moschini.

Il 18 novembre 1942 scortò a Biserta, insieme al gemello Legionario ed alla moderna torpediniera Groppo, i trasporti truppe Puccini e Viminale: il convoglio giunse indenne a destinazione nonostante attacchi da parte di sommergibili inglesi al largo di Capo San Vito.

Tornando in Italia l’unità scortò da Biserta a Napoli le grandi e moderne motonavi Monginevro e Sestriere insieme ai gemelli Legionario e Velite, ma alle 15.04 del 21 novembre, circa 18 miglia a sudovest di Ischia, il Velite fu centrato ed immobilizzato da un siluro: il Bombardiere prese a rimorchio la nave danneggiata, trainandola a Napoli.

Il 17 gennaio 1943 salpò da Biserta per scortare a Palermo, insieme al Legionario, la motonave Mario Roselli. Alle 17.30, poco dopo il tramonto, quando ormai la Sicilia era già in vista, fu avvistata la scia di un siluro, lanciato dal sommergibile britannico United: il Bombardiere cercò di virare a dritta per evitare l’arma, ma fu centrato all’altezza della plancia: l’esplosione distrusse la plancia, gettandone in mare una parte, e fece scoppiare le caldaie, spezzando in due la nave.

Il troncone di poppa affondò quasi subito, alle 17.25, in posizione 38°15′ N e 11°43′ E (24-26 miglia a nordovest di Marettimo), la prua s’inabissò qualche minuto dopo. Il comandante Moschini liberò il timoniere intrappolato nei rottami e lo gettò in acqua, prima di scomparire con la nave: alla sua memoria fu conferita la Medaglia d’oro al valor militare. Il Legionario, senza fermarsi, si limitò a gettare ai superstiti del cacciatorpediniere gli zatterini di salvataggio che aveva a bordo.

Tra coloro che morirono prima dell’arrivo dei soccorsi vi fu il direttore di macchina, capitano del Genio Navale Eugenio Amatruda, che, ferito gravemente, era salito su di uno zatterino dopo essersi prodigato per il salvataggio dei suoi uomini (ricevette la medaglia d’argento al valor militare alla memoria).

Altre unità inviate in soccorso da Palermo trassero in salvo 49 uomini del Bombardiere, in buona parte feriti od in stato di ipotermia. Scomparvero in mare il comandante Moschini, 7 ufficiali, tra cui il nostro Vincenzo Colantonio ed altri 167 tra sottufficiali e marinai.

vincenzocolantonioRitornando al nostro concittadino la motivazione per la concessione della M.A.V.M. fu la seguente: “Giovane ufficiale medico imbarcato su cacciatorpediniere affondato per siluramento da parte di sommergibile nemico in agguato, durante scorta a convoglio proveniente dall’Africa settentrionale, rimaneva miracolosamente illeso dallo scoppio del siluro, e nei brevi istanti precedenti l’affondamento si prodigava per portare ai numerosi feriti i primi soccorsi oltre alla sua parola consolatrice.

Inabissatosi il cacciatorpediniere, rinunziava a prendere posto su zattera già sovraccarica di naufraghi per non toglierlo ad altri marinai. Allontanatosi, si perdeva nella notte e, nel fugace chiarore di un razzo luminoso, il suo corpo veniva visto galleggiare nei pressi della zattera stessa. Sublime esempio di sentimento del dovere e di spirito di sacrificio.” (Canale di Sicilia, 17 gennaio 1943).

Fonte. Archivio Storico Marina Militare Italiana

Informazioni autore

Studioso ed autore di molti testi su Ercolano e le sue tradizioni