Una storia del 1423 di Santa Maria a Pugliano

0 4 anni fa
Pugliano inizio 800

Inter cetera Capitula existentia in libro visitationis factre in anno d(omi)ni millesi­ mo quatricentesimo vicesimo tertio, ponti­ficatus s(anctissi)mi in xpo (christo) p(at) ris d(omi)ni martini divina providentia papre quinti Die nono mensis madij primre in(dictio)nis per R(everendissi)mum ar­chiepiscopum Nic(olau)m Neap(olita)num per Not(ariu)m rogerium pappansognia scripta in libro in pergameno existente in posse m(agnific)lorum extauritario­ rurm ven(erabilis) ecc(les)ie et extaurite s(anc)tre marire appugliano de resina extatinfr(ascript)um capitulum: Item detti ostoritarie deveno appresentar lo Cappellano in vita; et darle vinti docati l’anno de detta ostorita à ditto Cappellano deve tenere in ditta ostorita Corpus domini nostri Jesu xpi (Christi) oleum sanctum, et sancta (sic) Crisma et deve battizare in det­ ta ostorita, et Communicare».
Questo documento, autenticato dal nota­ io Oliviero de Acampora e presentato nella Curia Arcivescovile di Napoli il 30 marzo
1593, si trova in un fascicolo manoscrit­to dal titolo «Acta concursus pareochia) lis Ecc(lesi)re s(anc)tre Marire à pugliano Villre Resinre Neap(oIitanre) dioc(esis).
1593»; fascicolo che si conserva nella Par­rocchia di S. Maria a Pugliano. Il nostro documento (che costituisce il foglio 14 del
ricordato fascicolo) ci fornisce diverse inte­ressanti notizie, che cercheremo di elencare brevemente.
lO – S. Maria a Pugliano fu visitata, il 9 maggio 1423, dal nostro Arcivescovo Nicola de Diano. Solo da pochi anni (1417) si era
conclusa la dolorosa vicenda dello scisma d’Occidente che, cominciato nel 1378, aveva trascinato la cristianità in una confusione ter­ribile, poichè riusciva enormemente difficile raccapezzarsi tra i vari Papi e Antipapi che si accapigliavano e si scomunicavano scam­bievolmente. Anche Nicola de Diana era stato trascinato dalla furiosa tempesta (Na­poli ebbe un ruolo di primo piano in quelle turbinose vicende, sin dali ‘ inizio), ma nel 1418 era stato confermato Arcivescovo dal legittimo (e finalmente unico papa) Martino V. La Santa Visita era una necessità, dopo lo scompiglio provocato dal lungo scisma; e Nicola de Diano vi si dedicò appunto nell’anno 1423, come ci fanno sapere gli storici della Chiesa di Napoli. Il Chioccarelli ci in­ forma anche che egli, in questa occasione si servì dell’opera di due notai:

Dionigi de Samo e Ruggiero Pappanso­ gna, il quale ultimo è appunto il notaio che scrisse i Capitoli del]’ Estaurita di S. Maria
a Pugliano. Trascrivo la notizia del Chioc­carelli (Antistitum prreclarissimre nrepo­ litanre ecclesire catalogus, Neapoli, 1643;
pag.271):
«Fuit autem Nicolaus diligentissimus pastor, et crebris visitationibus, et prreser­ tim anno 1423 omines eius dioecesis ec­clesias accurate, et solemniter visitavit, et singulis illarum fundationis historiam, red­dituum, censuum, bonorum, iurium, atque indulgentiarum inventarium, ac reliquias sacras scribi, illarumque privilegia repeti feci t, qure omnia per notarios Dionysium de Samo, et Rogeriurn Pappansugnam pa­tricios Neapolitanos describi curavit, ut ex eorundem actis, ac pubblicis monumentis clare liquet».
Purtroppo, gli Atti della S. Visita di Ni­cola de Diano sono scomparsi; come è da ritenersi scomparso il libretto con i Capi­toli della Estaurita di S. Maria a Pugliano, libretto che nel 1593 gli estauritari con­ servavano ancora, e dal quale fu estratto il Capitolo sopra riportato, secondo la autore­ vole testimonianza del notaio Oliviero de Acampora.

I Capitoli approvati nel 1423 furono compilati proprio allora, oppure esisteva­no già da un certo tempo? Difficile, e forse
impossible rispondere. Può darsi che esi­stessero già da tempo, e che, alla fine dello scisma, magari con qualche eventuale mo­difica, furono di nuovo approvati (pare che ciò sia conforme anche alla notizia che ci riferisce il Chioccarelli, secondo il quale l’Arcivescovo si preoccupò di raccogliere e ordinare e scrivere, magari, i diritti e i pri­vilegi ecc. già esistenti delle Chiese della sua diocesi ).
Resta, comunque, saldamente assodato che nel 1423 già esisteva con una fisiono­mia ben definita la Estaurita di S. Maria a
Pugliano.
2°_ Almeno sin dai 1423 in S. Maria a Pugliano c’ è stato il Battistero. n Cappel­lano aveva la completa cura delle anime e
aveva, tra gli altri obblighi, quello di «bat­tezzare in detta ostorita». Le parole del Ca­pitolo sono chiare ed inequivocabili. Biso­gna, dunque, ritenere certamente sbagliata la opinione di coloro che ritengono che sino al Concilio di Trento l’unico Battiste­ro della zona vesuviana si trovasse in Tor­re del Greco. n Di Donna (Foris fiubeum, Territorio plagiense. Tipografia poliglotta vaticana, 1939. Peg. 24) dice: «La chie­ sa di S. Maria dell’ Ospedale, dopo detta della SS.ma Trinità ed ora scomparsa con l’ eruzione del 1794, era sede dell’ Arci­pretura, ossia la chiesa maggiore dell’ex­ tra fiumen, perché solo li v’era il battistero di tutta la regione»: evidentemente, specie se si pretende estendere tale stato di cose sino alla «istituzione dei parroci in ogni centro di piccola estensione prescritta dal Concilio di Trento» (o. c., pago 22), tale affermazione ne deve essere riveduta. E se i Capitoli approvati nel 1423 sono sta­ti compilati prima di quella data (come è, del resto, assai probabile), la presenza del Battistero in Resina diventa accertata per un tempo anche più antico.

Del resto, la S. Visita fatta nel 1542 1543 (prima, dunque, del famoso Concilio), al tempo dell’arcivescovo Francesco Carafa,
ci assicura della esistenza del Battistero in molte chiese della nostra zona. Tra le altre, anche S. Maria «ad Pogliano» (FrancescoCarafa. voI. n. fol. 178 a terzo).

NOTA – Il Capasso (Le fonti della Storia delle provincie napolitane dal 568 al 1500, Napoli, 1902, a pago 142 sq.) dimostra una forte diffidenza per le cronache compilate dai notai Ruggero Pappan­ sogna e Dionisio di Samo; e anche il Mallardo (S. Candida. La Diaconia di S. Andrea a Nilo, Anno scolastico 1940-41. Peg. 106) ci mette in guardia per le falsificazioni del Pappansogna. Ne terremo conto, se ci interesseremo della leggenda della venuta di S. Pietro, della conversione di Ampellone, ecc. Nel caso dei Capitoli approvati nel 1423, e compilati dallo stesso Pappansogna, non abbiamo alcuna ragione di diffidare di lui. Era un imbroglione sissignore; ma nel nostro caso non poteva imbrogliare, nè aveva ragione di farlo.