Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in comments
Search in excerpt
Search in posts
Search in pages
Search in groups
Search in users
Search in forums
Filter by Categories
artisti locali
blog
Cultura ed eventi
Innovazione tecnologica
Moda e design
progetto tilgher
Risorse del territorio
Storia locale
Tradizione e folklore
Harry Truman in visita agli scavi di Ercolano nel 1953
maggi_truman

In una nostra intervista telefonica il prof. archeologo Giuseppe Maggi come già riportato nel suo libro “Archeologia e ricordi” – Ed. Tullio Pironti 2003, ci racconta del suo incontro con l’ex Presidente degli Stati Uniti Harry Truman  (Presidente dal 12 aprile 1945 al 20 febbraio 1953) durante la visita di quest’ultimo presso gli scavi di Ercolano nel 1953, anno in cui lo stesso Truman avendo da poco terminato l’incarico di Presidente si concesse un viaggio in Europa.

“Era il 1953 e dovevo accompagnare l’ex presidente USA Harry Truman poichè all’epoca ricoprivo l’incarico di Direttore degli scavi di Ercolano con soprintendente Amedeo Maiuri. Arrivai all’appuntamento un po’ in ritardo in quanto provenivo da Napoli e l’ex Presidente mi apparve un po’ seccato.

Lo accompagnai in uno dei luoghi piu’ caratteristici degli scavi di Ercolano ovvero la Casa dell’atrio a Mosaico come testimoniato dalla foto. Però come molti americani era una persona pragmatica. Mi dette l’impressione di non essere molto interessato agli scavi, ma di volere soltanto affermare di averli visitati.”

Ricordiamo ai nostri lettori che il prof. Giuseppe Maggi ha dato un grande contributo alla rinascita degli scavi di Ercolano, già nel 1954 con i primi lavori di demolizioni  a Via Cortili e via Mare per riportare alla luce gli edifici sottostanti.

Il nome di Giuseppe Maggi è apparso sui più autorevoli giornali e periodici del mondo – dal New York Times al Washington Post, al Times, Le Monde, Die Zeit, Selezione, Cambio, National Geografic ecc. – quando negli anni Ottanta ha cambiato la storia dell’antica Ercolano dimostrando che durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. gli abitanti non avevano evacuato la città, come si pensava.
Si erano ammassati in ambienti presso la spiaggia nella speranza di un’impossibile fuga via mare, colti dalla morte in inestricabili grovigli di corpi.

E’ stato anche Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli per dieci anni.

Noi Ercolanesi dobbiamo molto a questo studioso per aver speso una vita intera per portare alla luce e conservare al meglio un tesoro dell’umanità intera ovvero il parco degli scavi di Ercolano.

Si ringrazia il Prof. Giuseppe Maggi per la sua disponibilità e per la concessione delle foto nel presente articolo.

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Promenade con vista scavi via alla rivoluzione Packard
intestazione_articolo

Con l’abbattimento di tre vecchie palazzine sono partiti i primi lavori del progetto per la riqualificazione dell’area urbana disegnata da via Cortili e via Mare e a sud ovest dagli Scavi e il riavvicinamento della città di Ercolano con l’antica Herculaneum, parte del più ampio sito Unesco. Nell’area dove fino a ieri sorgevano i fabbricati, liberati grazie a un accordo multilaterale e all’azione espropriativa del Ministero dei Beni Culturali, sorgeranno nuovi spazi pubblici con vista su tutto il Golfo e sulla città antica distrutta dalla furia dell’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo: a nord una piazza panoramica che ricollegherà finalmente il Miglio dOro con questa parte della città, offrendo spazi di gioco e sosta per residenti e turisti, più a sud un parco verde che insieme all’esistente passerella lungo la scarpata nord degli Scavi arricchiranno lesperienza dei visitatori creando un circuito alternativo per meglio comprendere il sito e il suo rapporto con la città. Ancora più a sud, inoltre, previsto labbattimento dell’alto muro di cinta che oggi nasconde il sito al quartiere di via Mare e che alla fine dei lavori verrà trasformato in una recinzione. Una piccola rivoluzione nel cuore del centro storico di Ercolano, in un’area fino ad oggi abbandonata dalle amministrazioni, mutilata dagli scavi novecenteschi, che hanno lasciato ruderi fatiscenti, zone incolte e un muro di cinta come unica vista dei residenti verso il sito archeologico. Le misure previste cambieranno potenzialmente tutte le dinamiche dei flussi di visitatori e promuoveranno nel tempo nuove iniziative sociali e commerciali. L’iniziativa “Via Mare” ha creato anche un piccolo miracolo collaborativo, con l’accordo siglato lo scorso anno tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, il Ministro per la Coesione Territoriale, la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, la Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli, il Comune di Ercolano e lIstituto Packard per i Beni Culturali, per la tutela e valorizzazione del sito archeologico di Ercolano e per la riqualificazione delle aree comprese tra Via Cortili e Via Mare.

comeracomeL’iniziativa venne avviata a partire dal 2006, su spinta del filantropo David Packard, con l’intento di estendere il progetto alle aree di confine con la città moderna, promuovendo la ricerca e la conservazione dei resti archeologici ancora parzialmente sepolti, garantendo la sicurezza delle scarpate e favorendo il miglioramento dell’interfaccia tra la comunità locale e la città antica. Proprio il coinvolgimento dei residenti della zona ha guadagnato riconoscimenti da parte della Direttore Generale di Unesco, Irina Bokova, in visita nellarea vesuviana nel 2012 per una valutazione delle opere in corso nei siti archeologici della zona. Del resto, fin dal suo arrivo in città, l’Herculaneum Conservation Project, braccio operativo del Packard Humanities Institute, rafforzato dall’iniziativa parallela dell’Herculaneum Centre ha provato a instaurare una collaborazione con i residenti del luogo. Numerosi i laboratori che sono nati proprio qui, in particolare con i residenti più giovani. Uno su tutti, quello che l’estate scorsa ha visto lavorare fianco a fianco gli operatori dell’Herculaneum Centre, i volontari di Radio Siani e i ragazzi del quartiere per riqualificare un’area abbandonata e adibirla a campo di calcetto.

Fonte Francesco Catalano – Il Mattino, 18 marzo 2015

 

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Scavi di Ercolano negli anni 40
foto8

Alcune foto realizzate negli anni 40 degli scavi di Ercolano.

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Il primo Re d’Italia a Resina in visita agli scavi
aprile 28, 2014
0
vittorioemanuelescavi

La serie sei sindaci ha inizio al tempo di Giuseppe Bonaparte (1806-08), quando fu abolita l’antica «Università» e istituito, al suo posto, il «Comune».
Non essendo stato tuttavia possibile ricostruire la successione dei primi cittadini di Resina da quell’epoca fino all’Unità, ci limiteremo a indicare alcuni di . quelli che si sono avvicendati alla guida delle amministrazioni locali, dal 1860  nostri giorni, aggiungendo tutte le notizie che siamo riusciti a raccogliere sugli stessi.

Il primo ad inaugurare la serie fu, il 6-9-1860, Alfonso Correale, esponente di una famiglia facoltosa, nota tra l’altro per possedere edifici (1) e suoli (2). ;fra i problemi che la sua amministrazione dovette affrontare fu, preliminarmente, quello di trovare una decorosa casa municipale, per sistemarvi gli uffici fino a quel momento ospitati in locali di fortuna (3).
.Eletto sindaco una seconda volta (5-6-1866), il Correale si trovò ad occupare l’importante carica in un periodo in cui il nuovo governo nazionale concesse al soprintendente Giuseppe Fiorelli l’autorizzazione a procedere ai nuovi scavi nell’area archeologica di Ercolano. Ecco la cronaca dell’inaugurazione solenne dei lavori, tolta dal Giornale degli Scavi :

«Lunedì 8 febbraio (1869 N.d.A.) – Sua Maestà il Re (Vittorio
Emanuele II), accompagnato da S.A.R. jl principe Umberto, dai
Ministri Menabrea, Cantelli, Riboty, de Filippo, dal Generale Cialdini
e dall’ Ammiraglio Provana in mezzo a numeroso concorso di popolo,
poco dopo le ore nove a.m., è giunto in Ercolano. Lo hanno quivi
ricevuto il Soprintendente generale degli scavi comm. Fiorelli, il
segretario del Museo e l’ispettore degli scavi. Sua Maestà, dopo aver
osservato col più vivo interesse gli avanzi sotterranei del gran Teatro,
si è recato ad inaugurare i novelli scavi che dal R. Governo s’intraprendono
sopra un suolo che l’Amministrazione ha recentemente
acquistato dal sacerdote Pasquale Scognamiglio, e che confina ad
occidente col vicolo di mare ed a mezzogiorno si riattacca agli scavi
precedentemente fatti in questa città.

Il Ministro della RealCasa senatore Gualtiero ha pronunziato un discorso ove tra l’altro ha dato partecipazione del R. Decreto segnato oggi stesso con la data di Ercolano da Sua Maestà Vittorio Emanuele II Re d’Italia.
“Considerando che a Noi spetta l’esempio di tutte le grandi iniziative nazionali e la tutela del decoro di quanto forma patrimonio secolare delle glorie d’Italia, abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1 – Sul nostro bilancio della lista civile sarà stabilita una
somma di lire trentamila da ripartirsi in più esercizi all’articolo belle
arti incoraggiamento degli scavi di Ercolano.
Art. 2 – È stabilito un posto gratuito a nostre spese nella scuola
archeologica di Pompei. Le norme di ammissione’ saranno concentrate
fra il Ministro della Real Casa e il Soprintendente generale degli scavi
Comm. Giuseppe Fiorelli, Senatore del Regno. Il Ministro della R.
Casa è incaricato dell’ esecuzione del presente decreto. Dato in
Ercolano il dì 8 febbraio 1869. Firmato Vittorio Emanuele”.
Tutti gli astanti plaudendo hanno salutato questa comunicazione
con ripetute grida di Viva il Re; e S.M. visibilmente commosso, rjngraziando,
ha espresso con gentili parole la sua compiacenza al Comm. Fiorelli augurando buona fortuna ai nuovi scavi. La M.S. si è
quindi restituito in Napoli verso le ore 11 a.m., e per quest’oggi gli
scavi non sono stati più oltre continuati».

Altri meriti della civica azienda furono: l’acquisto (deliberazione consiliare del 16-2-1870) di parte del Demanio (nella proprietà una volta dei Barnabiti) per alloccarvi gli uffici municipali; la sistemazione delle via Savastano e Panto; la ricostruzione della via Trentola e della via Mare: la deliberazione (5-8-1870) di un regolamento per le guide e i facchini del Vesuvio, il primo di una serie he prefetti e sindaci adotteranno negli anni a venire per tutelare i diritti e precisarne i doveri.

Testo tratto da PROFILI E FIGURE volume IV di Ciro PARISI

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

David Packard Jr un americano che ha salvato Ercolano
marzo 10, 2014
0
packard2

davidpackardDavid Packard rafforza l’ impegno per Ercolano e apre una fondazione tutta italiana per continuare a restaurare l’ antica città vesuviana. Dopo 12 anni di attività e 18 milioni di euro erogati per salvare gli scavi di Ercolano da quel destino che invece sembra non risparmiare Pompei, il mecenate americano si lancia in una nuova sfida per salvare i beni culturali della Campania e non solo. MANCANO ancora poche settimane e la prefettura di Pisa approverà lo statuto della nuova “Fondazione istituto Packard per i beni culturali”. Una fondazione che si occuperà direttamente della gestione dell’ “Herc u l a n e u m C o n s e r v a t i o n Project“, che si realizza sotto il controllo della Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei. Una scelta che mantiene fede allo stile che il mecenate statunitense si è dato da quando nel 2001 corse al capezzale dell’ antica Ercolano: fare senza apparire. Nessuna sponsorizzazione, dunque, nessuna ribalta mediatica, niente a che vedere per esempio con quanto accade per il restauro del Colosseo sostenuto da Diego Della Valle.

Nessuna targhetta, niente pubblicità per un’ attività che deve restare filantropia allo stato puro. Così nasce la fondazione italiana di Packard: ha sede a Pisa, perché in Toscana la famiglia californiana ha una masseriae vi risiede quando è in Italia, e perché lì vi sono alcuni degli esperti che hanno lavorato al nuovo soggetto giuridico. A cominciare dall’ avvocato Michele Barbieri, che spiega: «Per il progetto Ercolano la fondazione americana Packard Humanities Institute ha agito tramite la British school di Roma, che era incaricata di pagare i lavori, stipulare i contratti. La British School resta partner scientifico, ma i soldi raccolti negli Usa arriveranno direttamente alla fondazione italiana, che svolgerà un’ azione filantropica nei settori dell’ archeologia, dell’ arte e si occuperà di portare avanti il lavoro avviato su Ercolano».

L’ archeologo inglese Richard Hodges, presidente dell’ American University di Roma, siede nel consiglio di amministrazione delle due fondazioni: sarà lui il delegato di Packard a sovrintendere al progetto Ercolano. «David Packard da tempo voleva fare una fondazione italiana. Agirà anche nel campo della musica e del cinema, che sono gli altri grandi interessi di Packard: si è già occupato di restaurare vecchie pellicole di Hollywood e di sostenere progetti musicalia Salisburgo». Ma si farà il museo archeologico a Ercolano? «Non si sa bene che tipo di museo si può fare, dobbiamo collaborare con la Soprintendenza – precisa il professor Hodges – ma noi proseguiamo il nostro impegno per evitare i problemi che ci sono per esempio a Pompei. David Packard vuole vedere un parco archeologico ben gestito per un pubblico internazionale. Vuole fare il massimo per Ercolano, questo resta il suo obiettivo, e per questo è nata la fondazione italiana». Che sarà operativa a settembre, non appena la prefettura di Pisa approverà lo statuto.

La nuova fondazione subentra in tutti i rapporti legali con il ministero dei Beni culturali. «Invece del contratto di sponsorizzazione – spiega il responsabile della fondazione, Michele Barbieri – useremo lo strumento della donazione liberale senza nulla in cambio». Dopo 12 anni di lavoro il team guidato dalla manager Jane Thompson e dall’ archeologo Domenico Camardo ha rifatto l’ 80 per cento delle coperture nel sito e rispristinato l’ antico sistema fognario, eliminando gran parte dei problemi di umidità che affliggeva le case di Ercolano sopravvissute all’ eruzione del Vesuvio, ha salvato decine di metri quadrati di affreschi e mosaici. E continuerà a farlo sotto l’ egida di questo professore californiano di latino e greco, 72 anni, figlio del fondatore della Hewlett-Packard, grande appassionato di arte e cultura europea.

fonte Repubblica online http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/20/packard-il-benefattore-di-ercolano.html

Informazioni autore

Studioso ed autore di molti testi su Ercolano e le sue tradizioni