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Presentazione del libro di Giovanni Guida “La basilica di Santa Maria a Pugliano”
novembre 5, 2016
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locandina

Lunedì 7 novembre 2016, alle ore 17.30, nella chiesa di Santa Maria a Pugliano, si terrà la presentazione del libro di Giovanni Guida “La Basilica di Santa Maria a Pugliano”.

Il libro è il frutto di un accurato lavoro di ricerca svolto dall’autore presso i principali archivi napoletani, a cominciare dall’Archivio Storico del Banco di Napoli, e rivela aspetti poco noti sulla millenaria storia di uno degli edifici di culto più celebri della Campania. Polizze di pagamento datate e firmate  attestano l’acquisto dei materiali per l’edificazione del campanile, per il pagamento delle maestranze, per i lavori svolti nella chiesa e fissano con certezza le epoche di realizzazione del tempio così come lo conosciamo oggi. I documenti rilevano pure la presenza nella fabbrica di Pugliano di Dionisio Lazzari, uno dei principali artefici del barocco napoletano insieme a Cosimo Fanzago.

Dagli studi di Guida Lazzari ha operato per molti anni sia come architetto, sovrintendendo ai lavori di armonizzazione delle parti preesistenti del complesso religioso di Pugliano, sia come artista, con la progettazione del bellissimo pulpito ligneo e degli eleganti armadi della sagrestia. L’analisi storica è seguita da un’altrettanto precisa analisi artistica della basilica e dei suoi tesori, il tutto corredato da una bella descrizione fotografica.

All’evento parteciperanno :

Mons. Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra;

Prof.ssa Helga Sanità, antropologa del patrimonio Università Suor Orsola Benincasa;

Prof. Salvatore Ferraro, Accademico Pontaniano.

Interverrà il Sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto.

webmaster

Informazioni autore webmaster

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Una storia del 1423 di Santa Maria a Pugliano
Pugliano inizio 800Pugliano inizio 800

Inter cetera Capitula existentia in libro visitationis factre in anno d(omi)ni millesi­ mo quatricentesimo vicesimo tertio, ponti­ficatus s(anctissi)mi in xpo (christo) p(at) ris d(omi)ni martini divina providentia papre quinti Die nono mensis madij primre in(dictio)nis per R(everendissi)mum ar­chiepiscopum Nic(olau)m Neap(olita)num per Not(ariu)m rogerium pappansognia scripta in libro in pergameno existente in posse m(agnific)lorum extauritario­ rurm ven(erabilis) ecc(les)ie et extaurite s(anc)tre marire appugliano de resina extatinfr(ascript)um capitulum: Item detti ostoritarie deveno appresentar lo Cappellano in vita; et darle vinti docati l’anno de detta ostorita à ditto Cappellano deve tenere in ditta ostorita Corpus domini nostri Jesu xpi (Christi) oleum sanctum, et sancta (sic) Crisma et deve battizare in det­ ta ostorita, et Communicare».
Questo documento, autenticato dal nota­ io Oliviero de Acampora e presentato nella Curia Arcivescovile di Napoli il 30 marzo
1593, si trova in un fascicolo manoscrit­to dal titolo «Acta concursus pareochia) lis Ecc(lesi)re s(anc)tre Marire à pugliano Villre Resinre Neap(oIitanre) dioc(esis).
1593»; fascicolo che si conserva nella Par­rocchia di S. Maria a Pugliano. Il nostro documento (che costituisce il foglio 14 del
ricordato fascicolo) ci fornisce diverse inte­ressanti notizie, che cercheremo di elencare brevemente.
lO – S. Maria a Pugliano fu visitata, il 9 maggio 1423, dal nostro Arcivescovo Nicola de Diano. Solo da pochi anni (1417) si era
conclusa la dolorosa vicenda dello scisma d’Occidente che, cominciato nel 1378, aveva trascinato la cristianità in una confusione ter­ribile, poichè riusciva enormemente difficile raccapezzarsi tra i vari Papi e Antipapi che si accapigliavano e si scomunicavano scam­bievolmente. Anche Nicola de Diana era stato trascinato dalla furiosa tempesta (Na­poli ebbe un ruolo di primo piano in quelle turbinose vicende, sin dali ‘ inizio), ma nel 1418 era stato confermato Arcivescovo dal legittimo (e finalmente unico papa) Martino V. La Santa Visita era una necessità, dopo lo scompiglio provocato dal lungo scisma; e Nicola de Diano vi si dedicò appunto nell’anno 1423, come ci fanno sapere gli storici della Chiesa di Napoli. Il Chioccarelli ci in­ forma anche che egli, in questa occasione si servì dell’opera di due notai:

Dionigi de Samo e Ruggiero Pappanso­ gna, il quale ultimo è appunto il notaio che scrisse i Capitoli del]’ Estaurita di S. Maria
a Pugliano. Trascrivo la notizia del Chioc­carelli (Antistitum prreclarissimre nrepo­ litanre ecclesire catalogus, Neapoli, 1643;
pag.271):
«Fuit autem Nicolaus diligentissimus pastor, et crebris visitationibus, et prreser­ tim anno 1423 omines eius dioecesis ec­clesias accurate, et solemniter visitavit, et singulis illarum fundationis historiam, red­dituum, censuum, bonorum, iurium, atque indulgentiarum inventarium, ac reliquias sacras scribi, illarumque privilegia repeti feci t, qure omnia per notarios Dionysium de Samo, et Rogeriurn Pappansugnam pa­tricios Neapolitanos describi curavit, ut ex eorundem actis, ac pubblicis monumentis clare liquet».
Purtroppo, gli Atti della S. Visita di Ni­cola de Diano sono scomparsi; come è da ritenersi scomparso il libretto con i Capi­toli della Estaurita di S. Maria a Pugliano, libretto che nel 1593 gli estauritari con­ servavano ancora, e dal quale fu estratto il Capitolo sopra riportato, secondo la autore­ vole testimonianza del notaio Oliviero de Acampora.

I Capitoli approvati nel 1423 furono compilati proprio allora, oppure esisteva­no già da un certo tempo? Difficile, e forse
impossible rispondere. Può darsi che esi­stessero già da tempo, e che, alla fine dello scisma, magari con qualche eventuale mo­difica, furono di nuovo approvati (pare che ciò sia conforme anche alla notizia che ci riferisce il Chioccarelli, secondo il quale l’Arcivescovo si preoccupò di raccogliere e ordinare e scrivere, magari, i diritti e i pri­vilegi ecc. già esistenti delle Chiese della sua diocesi ).
Resta, comunque, saldamente assodato che nel 1423 già esisteva con una fisiono­mia ben definita la Estaurita di S. Maria a
Pugliano.
2°_ Almeno sin dai 1423 in S. Maria a Pugliano c’ è stato il Battistero. n Cappel­lano aveva la completa cura delle anime e
aveva, tra gli altri obblighi, quello di «bat­tezzare in detta ostorita». Le parole del Ca­pitolo sono chiare ed inequivocabili. Biso­gna, dunque, ritenere certamente sbagliata la opinione di coloro che ritengono che sino al Concilio di Trento l’unico Battiste­ro della zona vesuviana si trovasse in Tor­re del Greco. n Di Donna (Foris fiubeum, Territorio plagiense. Tipografia poliglotta vaticana, 1939. Peg. 24) dice: «La chie­ sa di S. Maria dell’ Ospedale, dopo detta della SS.ma Trinità ed ora scomparsa con l’ eruzione del 1794, era sede dell’ Arci­pretura, ossia la chiesa maggiore dell’ex­ tra fiumen, perché solo li v’era il battistero di tutta la regione»: evidentemente, specie se si pretende estendere tale stato di cose sino alla «istituzione dei parroci in ogni centro di piccola estensione prescritta dal Concilio di Trento» (o. c., pago 22), tale affermazione ne deve essere riveduta. E se i Capitoli approvati nel 1423 sono sta­ti compilati prima di quella data (come è, del resto, assai probabile), la presenza del Battistero in Resina diventa accertata per un tempo anche più antico.

Del resto, la S. Visita fatta nel 1542 1543 (prima, dunque, del famoso Concilio), al tempo dell’arcivescovo Francesco Carafa,
ci assicura della esistenza del Battistero in molte chiese della nostra zona. Tra le altre, anche S. Maria «ad Pogliano» (FrancescoCarafa. voI. n. fol. 178 a terzo).

NOTA – Il Capasso (Le fonti della Storia delle provincie napolitane dal 568 al 1500, Napoli, 1902, a pago 142 sq.) dimostra una forte diffidenza per le cronache compilate dai notai Ruggero Pappan­ sogna e Dionisio di Samo; e anche il Mallardo (S. Candida. La Diaconia di S. Andrea a Nilo, Anno scolastico 1940-41. Peg. 106) ci mette in guardia per le falsificazioni del Pappansogna. Ne terremo conto, se ci interesseremo della leggenda della venuta di S. Pietro, della conversione di Ampellone, ecc. Nel caso dei Capitoli approvati nel 1423, e compilati dallo stesso Pappansogna, non abbiamo alcuna ragione di diffidare di lui. Era un imbroglione sissignore; ma nel nostro caso non poteva imbrogliare, nè aveva ragione di farlo.

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.