Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in comments
Search in excerpt
Search in posts
Search in pages
Search in groups
Search in users
Search in forums
Filter by Categories
artisti locali
blog
Cultura ed eventi
Innovazione tecnologica
Moda e design
progetto tilgher
Risorse del territorio
Storia locale
Tradizione e folklore
Domenica 8 novembre la cerimonia degl’incappucciati della reale anciconfraternita della ss. trinità
ottobre 19, 2015
0
realearciconfraternita

La Reale Arciconfraternita della SS.Trinità  fondata nel 1716.

Domenica 8 novembre  il solenne suffragio universale con la classica processione degl’incappucciati  per tutti i confratelli,fedeli,carabinieri,caduti delle guerre e religiosi defunti.

Nella Grande Storia della Chiesa Cattolica non e’ da trascurare la piccola storia delle confraternite che,fin dai primi secoli del Cristianesimo,sotto vari nomi sacri ma sempre con fin finalita’ religiose e’ caritative,hanno avuto notevole sulla formazione della spiritualita’ cristiana. Nel Medievale confraternite sorsero accanto alle corporazioni di arti e mestieri. Cosi’a Napoli molte di esse vantono di aver avuto tra i loro associati medici,artisti,sacerdoti,orefici,etc. Nei Secoli XVI si ebbe nella Diocesi di Napoli un period0 di Massimo sviluppo delle congreghe,le quali hanno avuto una storia ricca di Benemerenze.

L’Arciconfraternita della SS.Trinità era annoverata tra le prime della Archidiocesi di Napoli. I titoli di prestigio di questo sodalizio sono parecchi : l’Antichita’,la priorita’ rispetti agli altri enti locali similari, l’Attributo di Reale concesso da Re Ferdinando IV e Ferdinando II L’Arciconfraternita della SS.Trinita fu edificata per volontà di alcuni Ercolanesi,che già tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600 avevano fondato una congregazione e’ stabilito la loro sede nella chiesa parrocchiale di S.Maria a Pugliano,L’attuale Basilica che si accedeva dalla cappella dello Spirito Santo attraverso un’ingresso che ancora oggi e possibile ammirare nella detta cappella nella navata sinistra della Basilica con degli scalini che portava nella attuale sacrestia della congrega. La congrega fu fondata nel 1716 con l’approvazione della curia di Napoli dello Statuto di cui per diritto canonico e dipendente. L’oratorio aveva come sede un luogo molto angusto per cui si penso di fabbricarne uno nuovo accanto alla storica basilica di Santa Maria a Pugliano e fu completato nel 1703 e benedetto nell’aprile dello stesso Anno dal Domenicano Raimondo Ceppaluni, che porto dal cimitero di Nola una casetta di Terra Santa,previa autorizzazione delle autorita’ locali e religiose.

Il Culto dei defunti :

Da epoca remotissima gli uomini ebbero il culto’ delle tombe presso le quali si raccoglievano in preghiera,invocando gli ave defunti come tutori del loro presente e del loro avvenire .Illuminati dalle divina rivelazione,i cristiani hanno sempre praticato il culto dei morti ed avevano massimo rispetto per le loro tombe. In molte occasioni degli anniversari dei defunti si riunivano presso le loro tombe per celebrare della liturgia eucaristica che nella chiesa cattolica ha un significato escatologico di unire la Gerusalemme terrena a quella della gerusalemme celeste che già vive la luce di Dio e dare sollievo grazie ai frutti della pasqua del signore celebrata e preannunciata in ogni celebrazione eucaristica a chi soffre nelle pene del purgatorio allo scopo di purificarsi. Il termine cimitero dal greco Koimèterion : dormitorio,luogo di riposo contiene il concetto cristiano che la morte e’ un sonno in attesa della resurrezione finale.

I cristiani secondo opera di misericordia di seppellire i morti,ebbero la carità di seppellire i loro defunti presso le tombe dei santi martiri. Nel Medioevo si ebbe l’usanza di seppellire sotto il pavimenti delle chiese in tal modo i fedeli venivono a trovarsi in quotidiano contatto con i loro morti. Durante il sec.XVIII con l’estendersi e affollarsi dei centri urbani,incominciavano a proibire salvo eccezioni,per motivi igienici le sepolture nelle chiese o in cimiteri venutisi a trovare intorno alle chiese stesse. Anche le confraternite che tra i tanti più e caritatevoli hanno quello in particolare di seppellire e suffragare i loro associati defunti hanno avuto de hanno i loro cimiteri e le loro chiese cimiteriali nel cimiteri cittadino. Fin dalla fondazione della congrega ha avuto il suo cimitero esclusivamente per i suoi confratelli e consorelle defunti. L’Antico e bellissimo cimitero sottostante l’oratorio in Piazza Pugliano a sinistra della Basilica di Pugliano in Ercolano visitabile il mercoledì dalle 15:40 alle 19:00 conserva la memoria dei nostri antenati,dove ogni mercoledì scendono moltissimi ercolanesi per pregare anche l’antico rosario in napoletano ercolanese che viene recitato alle ore 16:00. Quando nel 1902 per l’ordine legislativo che aboliva i cimiteri all’interno della città,il comune di Ercolano dovette costruire il nuovo cimitero fuori dal centro urbano in via fosso grande. La nostra reale arciconfraternita ideo di costruire una cappella cimiteriale dove custodire i suoi confratelli erano gli anni 1809.

defunti

Antico cimitero sottostante l’oratorio della Congrega detto dal popolo ercolanese “ ‘O Priatorio” (il Purgatorio)

 

defunti2

Il Solenne suffragio universale Annuale.

In tutto il napoletano è molto sentita e praticata la devozione delle anime del purgatorio. La fede ne Purgatorio trova la sua speciale espressione nella pietà cristiana. Nella nostra Reale Arciconfraternita da molti anni si svolgono particolari pratiche di culto dei defunti. Ogni Mercoledì si recita nell’antico cimitero sottostante oratorio il rosario in napoletano dei defunti alle ore 16:00. Nel mese,poi,consacrato ai defunti,ossia nel mese di novembre nella domenica successiva al 02 novembre si svolge il solenne suffragio universale per tutti i confratelli,fedeli,carabinieri e caduti nelle grandi guerre e religiosi defunti nell’oratorio di Piazza Pugliano alle 9:20 celebrata da P.Luigi Ortaglio Gran Cancelliere del Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli con la partecipazione delle Associazioni dei carabinieri locali e cittadine,e le Autorità cittadine.

Al termine della celebrazione si svolge la solenne processione penitenziale all’interno dell’oratorio con la partecipazione di alcuni confratelli che indossono gli abiti da incappucciati che anticamente partecipano alle esequie di confratelli e che ora vediamo nelle processione del Venerdì Santo a Sorrento.Il Solenne corteo processionale scendendo nel sottostante cimitero cantano inni di resurrezione e si conclude al centro del cimitero con la supplica ai fedeli defunti scritta dalla santa carmelitana di S.Teresa D’avila e con la benedizione finale. Questa pia pratica ripresa da alcuni anni dai confratelli giovani amanti della cultura e delle tradizioni del luogo e stata fondata nel 1917 dal P.Spirituale Don Vincenzo Fiengo fu messa sotto la protezione di S.Odione.La Pia opera del suffragio universale. Nel 1916 ricorrendo il secondo centenario dell’approvazione dello statuto da parte della curia di Napoli il superiore di allora il Cav .Ferdinando Guarracino volle celebrare un solenne funerale per tutti confratelli defunti in quei due secoli di vita della congrega. In tale occasione fu costruito attuale pulpito e una lapide commemorativa che attesta tale evento. Per tale evento fu invitato il parroco di Santuario di S.Maria a Pugliano di allora il compianto Mons.Gioacchino Cozzolino che alla fine della celebrazione esorto il Padre Spirituale Don.Vincenzo fiengo e i confratelli di fare voto che quel solenne funerale si potesse ripetere tutti gli anni,Don Vincenzo Fiengo che già nutriva nell’animo un Ardente desiderio per le anime del purgatorio non si lascio sfuggire l’occasione. Perciò con tutto il suo zelo sacerdotale si prodigo per dare vita a tale evento che trovo spazio nella devozione dei fedeli ercolanesi.

Cosi nel 1017 come già detto inzio’ il Solenne Suffragio Universale nella congrega della SS.Trinità. Nel 1930 quando l’opera del suffragio era giunto nel suo massimo splendore il cardinale di Napoli di Allora Sua.Emm. Alessio Ascalesi venuto a conoscere tele opera volle con la sua augusta presenza celebrare la messa solenne. Da Allora si e sempre celebrato con grande partecipazione di popolo e di fede. Quest’anno si svolgerà Domenica 08 Novembre alle ore 9:20 sarà a celebrare P.Luigi Ortaglio Padre Guardiano del convento di S.Pasquale al Granatello in Portici e Gran Cancelliere del Cardinale.Saranno presente le associazione cittadine dei carabinieri,di S.Sebastiano al Vesuvio,le U.C.O e i confratelli e popolo ercolanese,al termine come scritto sopra si svolgerà la solenne processione penitenziale nel sottostante cimitero della congrega.

incappuciati

Gli incappucciati nel Suffragio Universale del 2014

Padre Luigi Ortaglio,Padre Guardiano del convento di S.Pasquale al Granatello in Portici e’ stato nominato cancelliere nel 2015 della curia di Napoli da Sua.Emm Cardinale Crescienzio Sepe Arcivescovo Metropolita’di Napoli e stato già Padre Provinciale dei francescani dell’italia meridionale è tra le sue opere ricordiamo la ricognizione del corpo del giovane Salvo d’Acquisto.

padreortaglio

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

La Reale Arciconfraternita una storia secolare
agosto 18, 2014
0
arciconfraternita

Le Origini

L’origine di questo sodalizio, come ente, è .da datarsi tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. Nella S.Visita del card. Buoncompagno (1629) con riferimento all’oratorio della SS.Tririità, si legge “… visitò l’oratorio da poco eretto sotto le case della chiesa parrocchiale di S.Maria a Pugliano … “. Dato che il luogo dove si raccoglievano i confratelli era molto angusto si pensò di costruire un oratorio più conveniente quello attualmente adibito a sagrestia.

L’antico Oratorio

E’ costruito a volta e misura  mt 18,30 e mt 6 di larghezza in stile barocco. Aveva un ricco altare su cui sovrasta una tela della S.S. Trinità con la Beata Vergine.  Questo quadro si trova ora sull’altare maggiore del nuovo oratorio. Ai lati dell’altare vi erano due nicchie in cui si conservavano la statua della Vergine Santa del Rosario e la statua di Gesu’ risorto.

Sul lato destro dell’altare si accede per mezzo di una scalinata composta di 18 scalini di piperno (pietrarsa) alla terra santa dove venivano seppelliti gli associati defunti.

Il nuovo oratorio

I lavori per la costruzione del nuovo oratorio iniziarono nel 1830 e probabilmente terminarono nel 1843. Costruito con lamia a botte, ornata con stucco, cassettoni, fregio e cornicioni intagliati e con capitelli compositi, termina con l’Arco Maggiore nel cui centro vi è un unico altare rivestito di marmo. La sua facciata è di stile rinascimentale ed è rivolta verso mezzogiorno. Nel timpano del frontone è raffigurata la SS Trinità. La navata misura 28 mt di lunghezza e mt 9 di larghezza, la volta è alta mt. 14, le linee architettoniche sono di stile neo-classico. E’ ben illuminata da 6 grandi finestroni laterali e un altro al centro della facciata.  Le sue pareti sono affrescate con sei grandi quadri raffiguranti scene bibliche del pittore Federico Aprea. Molto interessante il vasto sviluppo laterale degli stalli del doppio coro ligneo opera di ebanisti napoletani del tardo barocco cui spicca cui spicca il banco del governo.

A metà della navata sul lato destro è posto il pulpito che è un piccolo trionfo candido di stucchi e il baldacchino che termina con fiocchi e nappine opera del sacerdote Luigi Fiengo. Ai lati dell’Altare Maggiore si trovano due buone tele raffiguranti S.Pietro e S.Paolo.

Sul lato destro dell’altare maggiore sorge l’altarino dedicato aS.Odilone, Patrono dell’opera del Suffragio. L’autore del quadro è il pittore resinese Salvatore Cozzolino che figura tra i personaggi dipinti. A fianco all’altarino di S.Odilone vi è un piccolo monumento a ricordo dei soldati resinesi caduti nella guerra del 1915-18. Inoltre due edicolette-cornici contengono le immagini di Gesù Risorto e della Madonna del Rosario. Sulla porta di ingresso vi è un’ampia cantoria in muratura con magnifico parapetto di legno. Su questa cantoria è posizionato un antico organo positivo del settecento di scuola napoletana. Il prospetto di facciata è diviso da quattro pilastrini con capitelli e basi dorate e fiori rossi con foglioline sul fondo verde.

L’altare maggiore

L’Altare Maggiore è di marmo pregiato ed è fiancheggiato da due porte di marmo bianco sulle cui aperture sono posti due piccoli quadri: il Sacro Cuore di Gesù (a destra) e il Cuore Immacolato di Maria (a sinistra). Sul fondo dell’abside sorge l’artistico tempietto di stucoo con due colonne di marmo donate dal Re di Napoli, Ferdinando II. Nel tempietto è racchiusa la tela, opera di scuola napoletana del Settecento di cui si ignora l’autore che si trovava nell’antico oratorio; raffigura la Vergine Santa che regge una palma nella mano destra e il Bambino Gesù nella mano sinistra, la testa coronata da dodici stelle e i piedi che poggiano su una mezza luna. Sul capo della Vergine, appare l’Eterno Padre con le braccia aperte, tra essi si scorge una piccola colomba bianca figura dello Spirito Santo. Il Bambino Gesù regge un piccolo globo terrestre di color verde e ha sul capo una stella.

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

‘O Re Ferdinando pe dint’ ‘a cuparella pe saglì Pugliano
luglio 5, 2014
0
ferdinando_ii

Questo straordinario aneddoto storico ci è stato raccontato dal Superiore dell’Arciconfraternita della SS. Trinità il cav. Luigi de Martinis, che ci ricorda quest’episodio legato alla storia dell’Arciconfraternita stessa.

decretoferdinando

La storia andò piu’ o meno così : “..Nell’anno 1850 durante i suoi tanti periodi  trascorsi nella Reggia di Portici, il Re Ferdinando II di Borbone delle due Sicilie, era solito, specie la Domenica, che il sovrano amava recarsi al Santuario di Pugliano attraversando la Via Cuparella, che oggi come allora taglia in maniera trasversale il Bosco di Portici per giungere direttamente in piazza Pugliano.

Durante una di queste domeniche egli, come al solito, giunse in Piazza Pugliano e si avvicinò verso la Reale Arciconfraternita, visto che il Re stesso l’aveva intitolata Reale, e guardando i confratelli all’opera con lavori di restauro (eseguiti da sempre a titolo gratuito) chiese a che punto erano.

Uno dei confratelli ribattè al sovrano che c’era la necessità di inserire due colonne nel corpo centrale dell’altare ed il Re ordindò motu proprio che le due colonne fossero prelevate dal deposito Reale degli scavi dell’antica Ercolano in segno di dono del sovrano…

 

 

Luigi de Martinis
Superiore della Reale Arciconfraternita della SS Trinità

 

 arciconfraternita

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.