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Ercolanesi non si nasce
marzo 21, 2014
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Ho ripreso il titolo di un mio articolo pubblicato alcuni anni fa sul periodico “Tutto è …” di Torre del Greco.

L’occasione di riproporlo, in modo diverso e aggiornato, si è presentata allorquando sono stato invitato a collaborare a questo nuovo sito di “Blog in Resina”

In effetti  c’è un legame, ma anche una discontinuità tra i nati di Resina (fino a marzo del 1969) e quelli nati ad Ercolano (da aprile 1969) dopo il cambio di toponimo fortemente voluto dall’Amministrazione del tempo condotta dal Sindaco Francesco Scognamiglio.

Uno spartiacque che ha portato nel giro di 13 anni all’azzeramento delle nascite sul territorio resinese-ercolanese.

Ovviamente il cambio del toponimo Resina forte di 2000 anni di storia (anche se l’origine del nome viene accreditata intorno all’anno 1000) in quello di Ercolano che riprende, in italiano, l’antica denominazione di Herculaneum sepolta nel 79 dC, non è stata la causa che ha determinato il calo e l’azzeramento delle nascite.

Altri fattori sono da considerare: la chiusura della Clinica Cataldo, la scomparsa della figura della levatrice, la tendenza dei medici ginecologi ad indirizzare le partorienti presso strutture più attrezzate dove erano accreditati, forse anche la moda (spero non la volontà) di far nascere i figli altrove.

Sta di fatto che dal 1982 ERCOLANESI NON SI NASCE e, per me, questa è una cosa grave.

Lo specchietto che segue riporta le nascite a partire dal 1969 fino al 1981 con a fianco il numero dei nati.

 

                               ANNO                  NUMERO NATI

                                                              Resina  Ercolano

                               1969                      170         434

                               1970                                      497

                               1971                                      394

                               1972                                      249

                               1973                                      188

                               1974                                      125

                               1975                                        72

                               1976                                        52

                               1977                                        36

                               1978                                        28

                               1979                                        10

                               1980                                          7

                               1981                                          2

 I due nati del 1981, oggi trentatreenni, rappresentano già un record e, ritengo, possiamo già considerarli famosi per essere stati gli ultimi a venire alla luce sul territorio resinese-ercolanese.

Siamo diventati una CITTA’, abbiamo un nome altisonante, ma non abbiamo nativi ercolanesi, solo residenti.

Un giorno questi giovani residenti diventeranno famosi, certamente qualcuno già lo è, ma, nel nominarli, si farà riferimento al loro luogo di origine e non sarà Resina, non sarà Ercolano, ma Napoli, Torre del Greco, Massa di Somma, Pollena Trocchia, ecc.

Sì, diranno “vissuti ad Ercolano”, ma non avrà lo stesso impatto e importanza che dire “nato ad Ercolano”

Quale conseguenza di questo stato di fatto è la scomparsa del codice ISTAT H243 che identifica la città di Ercolano, dal codice fiscale dei nativi “immigrati”

Un’ultima disquisizione vorrei farla sull’aver dovuto accettare di veder modificato per legge il mio luogo di nascita da Resina in Ercolano; a me piaceva e forse a tanti altri sarebbe piaciuto conservare la vecchia denominazione.

Queste note spero siano di stimolo a quanti sono preposti ad amministrare la cosa pubblica affinché si trovi un correttivo a questa situazione.

Informazioni autore

Studioso ed autore di molti testi su Ercolano e le sue tradizioni

Don Alfonso Alfano: 50 anni di apostolato.
marzo 15, 2014
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Il 19 marzo di 50 anni orsono, era il 1964, il chierico don Alfonso Alfano veniva ordinato sacerdote; la cerimonia si svolse nel Duomo di Castellammare di Stabia, città nella quale aveva trascorso i suoi anni giovanili frequentando lo Studentato dei Salesiani di Don Bosco, nel rione di Scanzano.

 Sulle immaginette preparate per l’occasione fece scrivere “Che tutti siano uniti nella carità” e “Il più gran dono che Dio possa concedere ad una famiglia è un figlio sacerdote”.
 

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5 aprile 1964 – Celebrazione S. Messa nel cortiletto dell’oratorio    S. Domenico Savio

Don Alfano nasce a S. Antonio Abate nel 1936 in una famiglia di contadini con forti radici cristiane; una mamma molto devota gli insegna l’amore per il prossimo e la carità cristiana. In uno dei suoi 8 libri, quello autobiografico dal titolo “Quando il pane profumava di fatica”, racconta come la mamma esortava i suoi figli a non sprecare nemmeno le briciole del pane perché era un dono di Dio; al massimo, diceva, datele agli uccellini.

Finita la seconda guerra mondiale, tragedia che vive in prima persona con i “poveri cristi” del suo paese natio, prende la strada che lo condurrà ad unirsi a Dio e vestire l’abito nero della congregazione dei Salesiani di Don Bosco.

Nell’agosto del 1956 inizia, era ancora un chierico, il suo rapporto con Villa Favorita in quel di Resina. Dal novembre del 1953 la prestigiosa villa, reggia di Ferdinando IV di Borbone, ospitava il collegio degli orfani dei militari di carriera Esercito. Il nostro don Alfano entra a pieno titolo nella storia dei 13 anni di vita dell’Istituto,  nel quale assume anche la carica di Consigliere.

Animatore nato, don Alfano porta una ventata di novità nel rigido sistema educativo allora in voga. Ancora oggi, a 50 anni da quei giorni, gli allievi interni e gli oratoriani lo ricordano con affetto e simpatia.

Zì Fonzo, come affettuosamente lo chiamano i suoi fans, è un vulcano di idee; le sue iniziative spaziano dal teatro ai campionati di calcio senza trascurare, ovviamente, le pratiche religiose, il catechismo, ecc.

Memorabili i campionati di calcio in notturna svolti nell’oratorio “S. Domenico Savio” inaugurato nel 1958; anni indimenticabili il 1961 e il 1964 quando sostituì il direttore don Giuseppe Pignataro e, aiutato dai responsabili del tempo, riuscì a focalizzare l’attenzione dei cittadini di Resina, Portici e Torre del Greco sulle attività dell’oratorio.

Nel 1964, dopo la sua ordinazione sacerdotale e la sua prima messa nell’oratorio, fu destinato a Caserta in qualità di Direttore dell’oratorio. Successivamente passa all’Istituto di Via Don Bosco ed assume la carica di Ispettore.

Tra i salesiani vige la regola dei 7 anni, con rotazione delle mansioni, eccolo quindi parroco a Soverato (CZ). Appassionato tifoso del Napoli assiste, con alcuni oratoriani di Resina, all’incontro di calcio Catanzaro – Napoli. Passa quindi a Roma, all’Istituto salesiano ubicato nei pressi della stazione Termini e vi rimane per 25 anni profondendo tutte le sue energie fisiche e mentali nel recupero dei diseredati, dei tossicodipendenti, degli emarginati. Le esperienze quotidiane di vita vissuta diventano soggetto per i suoi libri, alcuni specifici per gli operatori del settore.

Nel 2007 ritorna a Napoli dove, infaticabile, dà vita al progetto “LE ALI” per il recupero dei ragazzi a rischio di devianza minorile. Con la collaborazione di volontari e cooperatori lo troviamo impegnato nel suo 7° ciclo per i corsi di specializzazione dell’anno 2013 – 2014. In totale sono stati accolti e istruiti circa 400 ragazzi, maschi e femmine, tra italiani e stranieri.

Il suo apostolato all’insegna dei sistemi educativi di Don Bosco ha trovato riscontro nelle parole di un dipendente che lo conosce ormai da più di 30 anni, il quale ha affermato, qualche giorno fa, che Don Alfano è l’unico che riesce ad attirare l’attenzione dei giovani laddove “il cortile” non li attira più.

Ai festeggiamenti del giorno di S. Giuseppe, incentrati sulla Santa Messa delle ore 10:30, saranno presenti parenti, amici ed estimatori, ma una cornice particolare sarà la presenza dei tanti ex allievi di Villa Favorita, per la quale una volta ebbe a dire di averla nella testa mentre Caserta l’aveva nel cuore.

Lunga vita Zì Fonzo

Dal basso in alto e da sinistra a destra: prima fila Roberto Tranzillo, Raffaele Marrone; seconda fila Vincenzo Felleca, Giulio Cozzolino, don Alfonso Alfano, Luigi Capuano, Ernesto Gargiulo; terza fila Gennaro Marrone, Mario Di Dato, Gaetano Gargiulo, Ciro Scotti, Isidoro Casteltrione; quarta fila Carlo Doldo, Ernesto Caracciolo,AntonioDe Simone, Ciro Formisano

Dal basso in alto e da sinistra a destra: prima fila Roberto Tranzillo, Raffaele Marrone; seconda fila Vincenzo Felleca, Giulio Cozzolino, don Alfonso Alfano, Luigi Capuano, Ernesto Gargiulo; terza fila Gennaro Marrone, Mario Di Dato, Gaetano Gargiulo, Ciro Scotti, Isidoro Casteltrione; quarta fila Carlo Doldo, Ernesto Caracciolo,AntonioDe Simone, Ciro Formisano

 
 
 

Informazioni autore

Studioso ed autore di molti testi su Ercolano e le sue tradizioni