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Storia del cinema teatro Ercolano dai fasti degl’anni 20 al declino nel dopoguerra.
Nella storica foto d'epoca scattata 86 anni fa; òsserviamo i componenti della
"Primaria Compagnia Teatrale", diretta dal
Commendatore Federico Stella nello
spettacolo rappresentato al Cinema Teatro
Ercolano di Corso Ercolano di Resina, oggi Ercolano, dal titolo: "Napoli, canto e
prosa", con Salvatore Papaccio e VIttorio Parisi ed' altri eccellèntl artisti' dell'epoca; con i seguenti prezzi d'ingresso:
platea: lire 2,O; Barcaccia lire 1,50.
La Compagnia, in tourné a Resina, si esibì il 7 settembre 1930, alle ore 19:30.Nella storica foto d'epoca scattata 86 anni fa; òsserviamo i componenti della "Primaria Compagnia Teatrale", diretta dal Commendatore Federico Stella nello spettacolo rappresentato al Cinema Teatro Ercolano di Corso Ercolano di Resina, oggi Ercolano, dal titolo: "Napoli, canto e prosa", con Salvatore Papaccio e VIttorio Parisi ed' altri eccellèntl artisti' dell'epoca; con i seguenti prezzi d'ingresso: platea: lire 2,O; Barcaccia lire 1,50. La Compagnia, in tourné a Resina, si esibì il 7 settembre 1930, alle ore 19:30.

Il non più esistente Cine·Teatro “Ercolano” è stato, nel passato, uno dei (pochi) luoghi di intrattenimento dei Resinesi. Si trovava nel Vico Posta, al lato del Municipio, ora ora sede del Comando dei Vigili Urbani.
Seduto presso il Bar Roma (detto: ‘e Sarau) il signor Ciro Gargiulo, anziano gestore del Teatro a riposo, ne rievocava i trascorsi, trovando in me, giovane appassionato, attento ascoltatore. Citava, per la parte cinematografica, film interpretati dai famosi attori dell’epoca quali, Amedeo Nazzari, Alida Valli, Gino Cervi, Vittorio De Sica (futuro regista di capolavori indimenticabili).

Ma i suoi ricordi che più mi affascinavano erano quelli che riguardavano le attività teatrali.
Prima di portarsi a Resina, le Compagnie “di giro” (famose quelle di Federico Stella, Cafiero e Fumo, Di Maio ) venivano presentate nei Teatri Politeama San Ferdinando, Sannazzaro… che videro le prime esibizioni del più grande comico di tutti i tempi: Il Principe Totò! Don Ciro mi raccontava che, per l’ingaggio delle Compagnie, si portiva per Napoli, presso la Galleria Umberto I° per trattare con Impresari ed Attori. Personaggi, talvolta cbsì squattrinati che per raggiungere Resina si servivano del mitico tram “55” o della “Vesuviana”.

Uno degli spettacoli più in voga era il “Varietà” con le esibizione di cantanti, baIlerine, duetti comici ed orchestra. Fra prosa è canto, ai leggendari Gennaro Pasquariello, Vittorio Parisi, Salvatore Papaccio, si aggiunsero poi i nomi di Sergio Bruni (inimitabile cesellatore), Franco Ricci, Giacomo Rondinella, Nunzio Gallo, e tanti altri che meriterebbero di essere ricordati, che immagino esibirsi nella famosa Orchestra di Giuseppe Anepeta!

Ai nomi celebri dello spettacolo sono da ricordare Nino Taranto, Aldo e Carlo Giuffrè, Ugo D’Alessio… ed, ovviamente i De Filippo: Peppino, Titina e, principalmente, Eduardo, le cui commedie ed interpretazioni avrebbero avuto risonanza mondiale! In quegli anni erano famose le “Piedigrotte” durante le quali le Case Editrici (Bideri, La Canzonetta…) lanciavano le nuove canzoni.

Il culmine si ebbe con i vari Festival della Canzone Napoletana, con l’avvento della televisione Un capitolo a parte merita la “Sceneggiata” spettacolo che prendeva spunto da una canzone. Classico svolgimento: un “Isso“, accertato che “Essa” era insediata da “‘O malamente“, si vendicava di questi, uccidendolo dopo un tragico duello. Seguivano processo, condanna e disperazione di figli piangenti e mamma morente! La partecipazione degli spettatori era così sentita che spesso, l’attore aveva interpretato “‘0 ‘nfamone” insultato e minacciato anche dopo lo spettacolo! Inimitabile numero uno  della sceneggiata è stato Mario Merola con la famosa: “‘o Zappatore“, tratta da una canzone di Libero Bovio.
trama: Merola, nei panni di un vecchio contadino si presentava, inaspettatamente, a casa dell’ingrato figlio avvocato, ave si svolgeva una festa con “uommene scicche e femmene pittate”! Gli ricordava i sacrifici fatti per lui e che “mamma toia se ne more” e gli intimava: “addenocchiate e vaseme ‘sti mmane”!
Conclusione finale: applausi interminabili con ripetute richieste di bis, pubblico così in delirio che “se ne cade ‘o tiatro“, come avrebbe detto il grande Eduardo!

Informazioni autore

Ex Dirigente delle Poste in pensione Profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi.