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Resina ed il mito della Sirena per i Resinesi
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La Sirena bifida è stata sullo stemma ufficiale del Comune di Resina, fino al 30 marzo del 1969, anno in cui Resina assunse la nuova denominazione di Ercolano.

A proposito della Sirena che costituiva l’elemento più decorativo della fontana borbonica, occorre ricordare che quella figura è un elemento ricorrente della iconografia di Resina e di molte contrade della fascia costiera napoletana.

sirena1Infatti, proprio all’ingresso del favoloso golfo di Napoli, tra Capri e Sorrento, gli antichi collocarono la dimora di quei mitici personaggi femminili. Licofrone, poeta del I11 sec. a.C., ed altri ancora affermano che le tre sirene Partenope, Leucosia e Ligea (figlie del fiume Acheloo e della musa Melpomene) entrarono nel mito, seducendo con il loro canto gli sfortunati navigatori che si avventuravano nei pressi della loro dimora marina.
La leggenda narra che, non avendo Ulisse ceduto alle loro lusinghe, le tre Sirene si precipitarono in fondo al mare; ma solo Leucosia e Ligea perirono, in quanto la più fortunata Partenope fu rigettata dalle onde sui nostri lidi.

I napoletani la raccolsero, le composero un sepolcro e le intitolarono la città, e da allora Napoli si chiamò Partenope o terra delle Sirene.
Questo rapporto privilegiato tra le Sirene e le località che si specchiano nelle azzurre acque del golfo di Napoli è stato cantato in ogni tempo da artisti, poeti e letterati ed è presente in modo particolare nelle pagine di Giovanni Pontano.
Nelle ecloghe dell’umanista napoletano tale legame si trasforma in una sorta di simbiosi poetica e le contrade napoletane finiscono addirittura per identificarsi nell’immagine stessa di quelle affascinanti creature.

La prima di queste ecloghe descrive le nozze del dio fluviale Sebeto con la ninfa Partenope, ai quali fanno festa e recano doni processionalmente sette cortei di divinità agresti e fluviali della regione napoletana. In un boschetto del suburbio, Hacrone e Lepidina, giovani sposi contadini che attendono la nascita del loro primo figlio, si riposano perché stanchi del lungo cammino e del peso dei doni che portano alla ninfa.

In quell’oasi di pace attendono che giunga e sfili davanti a loro la successione dei sette cortei. Ed ecco, giunge la prima schiera: maschi e femmine che vengono dalla campagna e che con canto alterno esaltano il dio e la ninfa e celebrano le delizie dell’amore.
Viene poi dal mare il secondo corteo: le Neueidi. Lepidina e Macrone commentano alternamente la sfilata.

La prima nereide è Posillipo, cerula e incoronata di edera; segue Mergellina, che procede blandamente con candidi piedi ignudi, e poi Sarnite, la cacciatrice; e Resina dal candidissimo seno, ed Heracle ‘ricca di coralli e di miele’, e Capri, che da un lato ha Equana e dall’altro Amalfi, famosa domatrice di ostriche e di ricci marini.
Come si vede, Resina è qui fantasticamente trasfigurata in un mitico personaggio muliebre dimorante nelle acque del golfo partenopeo, ed è questo forse il motivo per il quale qualcuno ha voluto ricavare l’origine del nome di Resina dalla parola Sirena, di cui costituisce I’anagramma oppure la metatesi.
Ma, come si è già detto, la figura della Sirena è un elemento ricorrente della iconografia di Resina, anche indipendentemente dalle suggestioni poetiche o dai giuochi di parole, ed è più volte effigiata nei monumenti, nei dipinti e negli stemmi della nostra città.
Abbiamo già parlato nel precedente capitolo della sirena di marmo che ornava la fontana borbonica; accenneremo qui ai luoghi in cui appare ancora la figura della sirena.
Nella cappella dello Spirito Santo della chiesa di Pugliano c’è la già citata pala d’altare dedicata a S. Veneranda.

In quel dipinto la Santa stringe nella mano sinistra uno stemma, in cui è raffigurata una sirena, il simbolo stesso del Comune di Resina.
La figura di una sirena è scolpita su una Campana del campanile di Pugliano.
Due sirene sono scolpite nel marmo dell’altare dedicato alla Natività (ora cappella di S. Anna), nella chiesa di Pugliano.
L’altare fu fatto costruire dal Comune di Resina come ex-voto.
Infine, una sirena figurava sullo stemma ufficiale del Comune di Resina fino al 30 marzo del 1969, anno in cui Resina assunse la nuova denominazione di Ercolano.

Lo stemma in marmo della sirena è ancora visibile sul frontespizio della casa comunale.

Da ricordare che il nuovo simbolo del Comune di Ercolano è la figura dell’Ercole Farnese.

dal libro di Mario Carotenuto “Ercolano attraverso i secoli”

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.