Pio IX ‘o Papa venette a Resina

4 5 anni fa

Il più illustre personaggio che abbia mai messo piede sul territorio ercolanese è certamente Pio IX, il quale dovette lasciare la cattedra di S. Pietro in seguito ai moti rivoluzionari del 1848.
L’incendio terribile del 1848, infatti, non risparmiò nemmeno la Chiesa di Roma. Dopo l’assassinio di Pellegrino Rossi Rossi, Pio IX fu costrelto ad abbandonare la sede papale e a raggiungere la fortezza di Gaeta, per mettersi sotto la protezione di Ferdinando II. Ma la permanenza nella cittadina laziale fu solo la prima tappa del suo esilio: dopo nove mesi il Sommo Pontefice acconsentì alle richieste dei napoletani, che lo volevano tra loro per esprimergli la propria devozione, e si diresse alla volta della Reggia di Portici, che il Re di Napoli aveva messo a sua disposizione.

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L’illustre esule, accompagnato da Ferdinando II, sbiarcò al Granatello di Portici in mezzo a un tripudio di popolo:
erano ad  attenderlo il Principe di Salerno e il Conte d’Aquila.

Era il 4 settembre del 1849:

da allora comincia il soggiorno napoletano dell’immortale Pontefice e ha inizio anche il Diario della venuta e del soggiorno in Napoli di Sua Beatitudine Pio IX di Stanislao D’Aloe, segretario della Direzione del Real Museo Borbonico  e della Soprintendenza generale degli scavi del Regno.

Durante il percorso che si snodava dal Granatello al Palazzo Reale di Portici, attraverso via Marittima e via Cecere, Pio IX passò in meno a due fitte ali di popolo osannante.
All’angolo di via Cecere, tra la chiesa di S. Agostino e Villa Maltese, il Sommo Pontefice passò sotto un grande arco di trionfo, che il Municipio di Resina aveva fatto costruire per rendere omaggio all’illustre ospite. Si trattava di un arco, con drappi multicolori,  articolarmente fastoso: in cima aveva una croce con la scritta: In hoc signo vincer, e ai lati vi erano i simboli dello Stato pontificio (il triregno e le chiavi) e della Casa borbonica (il giglio sormontato dalla corona reale).

Sotto la croce erano scritti i seguenti versi:

Dà Resina gloria a Dio
dona ossequio al sommo Pio
offre omaggio al suo buon Re
Si Resina in questo giorno
offre lieta il suo soggiorno
al Pontefice ed al Re.

Nel Palazzo Reale di Portici Pio IX occupò alcune stanze del grande appartamento verso mare, che ancora si chiamano stanze di Pio IX. Durante i sette mesi di soggiorno a Portici, il Papa si recb a visitare i paesi, i monasteri e i santuari dei dintorni.
Il 13 settembre 1849 si recò a far visita all’albergo dei Poveri ‘ dove volle rendersi conto di persona delle svariate opere di beneficenza, tra cui anche la scuola dei sordomuti. In quell’occasione furono presentati al Papa Vito e Gennaro Cozzolino, l’uno direttore e l’altro maestro della scuola dei sordomuti, entrambi cittadini di Resina.

La sera del 15 settembre, dopo una visita alla chiesa di Piedigrotta, Egli ammise al bacio del sacro piede il clero di Resina, presentato dal Parroco don Luca Formisano (1829-63) dal Vicario Foraneo don Carmine Ruggiero, primo Rettore della chiesa di S. Agostino.

I1 4 ottobre, festa di S. Francesco, Pio IX celebrò la messa nella chiesa del convento di S. Antonio e nel pomeriggio dello stesso giorno si recò in carrozza alla sontuosa villa della Favorita: << Osservato il palagio, nel quale nei trascorsi i tempi si facevano giuochi di ginnastica e si davano spleendidissime feste, Sua Santità percorse i belli giardini ed ll bosco passeggiandovi fino all’Ave Maria. Durante la processione della SS. Vergine del Rosario del 7 ottobre di quell’anno, il Sommo Pontefice ne volle venerare l ‘immagine e benedire la folla da una delle grandi finestre della Reggia.

I1 10 ottobre, Sua Santità andò a piedi alla vicina chiesa di S. Ciro, u accompagnato religiosamente da Cardinali di Santa Rornana Chiesa, dal Municipio, dal clero, da confratelli e da tutto il popolo: una lapide murata di fronte alla pila destra dell’acquasanta ricorda ancora l’avvenimento ». Alle ore quattro pomeridiane del 25 ottobre 1849,  il Papa si recò a piedi all’antico Teatro e agli Scavi di Ercolano.
Nella circostanza era accompagnato da un drappello di guardie reali e dal solito seguito lo. Arrivato alla chiesa di S. Agostino, vi si raccolse in breve preghiera  e proseguì poi il suo cammino per il corso Ercolano, in mezzo alla consueta cornice di folla plaudente. Arrivato al vecchio ingresso del Teatro (che si trovava e si trova tuttora di fronte alla chiesa di S. Caterina), il Pontefice <( discese per la scalinata interna di esso, la quale mena al vicolo di Resina, che conduce all’antica città di Ercolano ed al mare ».
Durante il tragitto, il D’Aloe stava sempre accanto al Pontefice e gli ricordava la storia di Ercolano, l’eruzione pliniana del 79 d.C. che seppellì la città, i primi scavi avventurosi  e furtivi da parte del principe austriaco d’Elboeuf. Mentre tali cose si andavano rammentando, il Pontefice traversava a piedi il già detto vicolo di mare, ch’era tutto sparso di fiori, ed era quasi interamente coperto al di sopra di panni di tutti i colori, sospesi a tante cordelline attaccate con chiodi alle finestre delle case poste l’una incontro all’altra … Vi fu tra le altre una donna la quale, aprendo le braccia, disse piena di fede: Santo Padre, benediteci il mare.

Giunto all’ingresso degli scavi, il Pontefice fu ricevuto dal Ministro della Pubblica Istruzione e dal Soprintendente generale Francesco M. Avellino, il quale fece osservare all’Ospite i pochi edifici portati alla luce dal 1828 al 1837. Il Santo Padre visitò accuratamente tutti gli scavi, specialmente la casa di Perseo e Medusa, poi quella bellissima di Argo e <<si degnò di scendere anche nel piano inferiore per vedere il tempietto privato di esse, in mezzo a cui sorgeva un’ara ».
Assistette anche ad un piccolo scavo, dal quale vennero fuori un unguentario di vetro ed un’accetta di ferro.

Approssimandosi poi l’ora del tramonto, il Papa e le autorità uscirono dagli scavi per la piccola porta »: il muro di cinta era tutto illuminato >> e i lumi facevano un bel contrasto con gli ultimi raggi che il sole, già scomparso, gettava sui vecchi ruderi di Ercolano ».
Dagli scavi, risalendo il uicolo di mare, il corteo si recò all’antico teatro: tutti avevano in mano un cero acceso ad eccezione del Pontefice », il quale si degnò di scendere fino : il pavimento dell’antico edificio (situato alla profondità di quasi 100 palmi, oltre 26 metri), percorrendo i corridoi, le cavee, i vomitori, i cunicoli e i sotterranei di passaggio che erano rischiarati da mille lumi a cera e con altrettanti ad olio, ai quali si univano i lumi portati dalle persone e facevano uno splendore mai visto >>. Il Papa rimase soddisfatto di avere visto un monumento così insigne. Al termine della visita, il Sindaco e i decurioni di Resina si fecero trovare all’ingresso del Teatro con torce accese disposte in doppio ordine e accompagnarono l’augusto Ospite fino ai piedi della scalinata del Palazzo Reale.

I1 18 dicembre 1849 Pio IX verso le tre pomeridiane si recò in carrozza alla parrocchiale chiesa di Resina dal titolo di S. Maria a Pugliano », accompagnato dalla corte e da un drappello di guardie reali del corpo a cavallo. Erano ad accoglierlo il parroco don Luca Formisano, il clero tutto e 1’Arciconfraternita della SS. Trinità. Dopo la benedizione eucaristica, il Papa prese posto su un trono precedentemente allestito per lui ed ammise al bacio del sacro piede il clero, i confratelli e moltissime altre persone. Durante questa pia cerimonia, il parroco Formisano narrò a Sua Santità le antichissime tradizioni della chiesa di Pugliano che risalgono ai tempi apostolici. Infine Pio IX benedisse il foltissimo numero di fedeli affluiti nella vastissima piazza davanti al tempio.

Intanto gli eventi maturavano e si ripristinarono le condizioni per il ritorno a Roma del Papa. Il 4 aprile del 1850 . – Panorama di Reszna in una stilzzzata « veduta settecentesca del Petrini.
Pio IX lasciò Portici e si diresse alla Reggia di Caserta e, attraverso Capua, raggiunse la fortezza di Gaeta ed entrò nello Stato pontificio.
A Roma Pio IX continuò ad assolvere agli alti compiti del suo Ministero pastorale: nella città eterna, tra l’altro, proclamò un dogma di fede destinato a restare una pietra miliare nella storia della Chiesa, il dogma dell’Immacolata Concezione.
Dopo un pontificato lunghissimo, Pio IX si spense il 7 febbraio 1878.
A eternare la visita del grande Pontefice a Resina, I’Azione Cattolica della nostra città volle che fosse posta la seguente lapide sotto il porticato della chiesa di Pugliano:

 IL 18 DICEMBRE 1849
IL PONTEFICE DELL’IMMACOLATA
PIO IX