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Palazzo Tarascone un illustre passato ed un futuro incerto
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Il Palazzo Tarascone di Corso Resina fu realizzato dal Sanfelice ai primi del ‘700, per conto del Conte Raffaele Tarascone o Tarasconi Esmeraldi.
Il Conte Raffaele Tarasconi Esmeralrdi fu una figura di primo rilievo nei primi decenni del 700, sostenitore di un’indipendenza dal regno austriaco in quell’epoca che ebbe un nutrito rapporto epistolare con Bernardo Tanucci futuro primo ministro di Carlo e di suo figlio Ferdinando di Borbone.
sanfeliceL’incarico venne affidato dal Conte Tarasconi all’architetto Sanfelice e delle sue maestranze ingrandì un precedente edificio allargandosi verso il giardino interno.
Il Palazzo Tarascone è un buon esempio di architettura europea, stratificata, benjaminana, che su corpi di fabbrica risalenti al passato rielaborò un’interessante risveglio della civiltà e dell’ingegno duosiciliano.
E’ questa una costruzione che presenta una planimetria alquanto singolare dal momento che essa si sviluppa in lunghezza lungo una stradina stretta.
Il suo impianto, a tre livelli, incorpora nella sua facciata l’arco di accesso alla stradina ed il portale d’ingresso alla villa. Attraverso un lungo vestibolo voltato, si accede in uno stretto cortile rettangolare che immette in un passaggio a volta che porta ad un bel cortile di forma ottagonale. Ricchissime sono le decorazioni che si trovano sulle pareti di questo cortile: gli spigoli sono messi in risalto dalle lesene ad angolo su cui poggiano a mo di capitello dei grotteschi mascheroni in stucco, con la bocca spalancata in funzione di gocciolatoio e le aperture sono sovrastate da coppie alterne di timpani curvi e triangolari. L’edificio ha subito delle manomissioni a causa di un piano aggiunto più tardi e forma un corpo unico con gli altri edifici che lo fiancheggiano in una continuità ininterrotta lungo il Corso Resina.

Nell’architettura settecentesca assume una propria tipicità, proprio grazie al Sanfelice, la struttura delle scale dette anche scala sanfeliciana.

Il Palazzo già c’era all’ inizio del 700 quando Raffaele Tarascone passeggiando per il Granatello a Portici vide l’ architetto (nobile) Sanfelice che stava lavorando ,disegnando la piantina della villa dell’ Elbauef , si soffermò a guardarlo e gli chiese se volesse gentilmente rivisitare il suo palazzo. Bene lui accettò, all’ inizio i piani erano due successivamente agli inizi del 900 fu innalzato il terzo piano. È unico in Italia ad avere il cortile ottagonale.  Il palazzo ha avuto i primi danni già nella seconda guerra mondiale infatti le colonne al corso resina fuori al portone una fu distrutta da una bomba.

La facciata era abbastanza modesta, addirittura, per certi versi anonima, ma curiosa e particolare nella formazione ad arco che caratterizzava, e continua a farlo, la copertura di quella che è oggi “a’ Cuparella”, un percorso che corre in tutto il perimetro del Palazzo. Insolita e originale è la pianta ottagonale e il complesso di viali che intessono il giardino, dovuta più che altro alla conformazione del terreno edificabile, il quale sconnette il viale principale da quelli subalterni. Il cortile ottagonale è, ed era, preceduto da tre elementi: un vestibolo voltato, un successivo cortile rettangolare e stretto, e una seconda fase voltata. Le pareti del cortile sono ricche di decorazioni, di cui i vani delle aperture recano timpani ricurvi alternati da coppie di timpani triangolari. Le lesene angolari all’ottagono sono sormontati da mascheroni in stucchi. Una cornice disposta al penultimo piano sottolinea la pretesa della struttura di conquistare più importanti altezze. Ai lati dell’ingresso dalla strada colpisce quella che è ormai solo una delle due colonne che la caratterizzavano, l’espressione più adatta a rendere lo stato di assoluta precarietà del Palazzo; ma forse non tanto come il nuovo rischio di crolli.
Nel 1921, alla presenza di politici di rilievo nazionale quali Giovanni Porzio, fu addirittura inaugurato un Liceo Ginnasio che ebbe come suo illustre allievo il futuro capitano dei CC Dante Iovino (Resina 1912- Milano 1961) M.O.V.M.
Nel 2010 all’interno di Palazzo Tarascone, al corso Resina di Ercolano, fu ritrovato un ordigno bellico probabilmente risalente alla seconda guerra mondiale.

Ci informa Cira Riccardi che il palazzo è abitato da almeno una decina d’anni mentre risiede ancora una famiglia nel lato del palazzo non pericolante.

Come tante ville vesuviane in stato di degrado le properità sono molteplici pur essendo comunque stato tutelato dagl’organi competenti quali sovrintendenza ed ente ville vesuviane.

Ringrazio gli iscritti Cira Riccardi per le foto fornite e Pietro Pezzella per il loro contributo tecnico sul gruppo BLOG IN RESINA.

 

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.