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Mostra Impressioni vesuviane di Carlo Montarsolo
9 novembre 2016
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lavevesuviane

Domenica 13 novembre dalle ore 18:00 alle 21 presso le Scuderie di Villa Favorita si terrà la mostra Impressioni vesuviane dell’artista Carlo Montarsolo.

A Cura di Pasquale Lettieri, Marcello Palmentieri , Ermenegildo Frioni. Testi di Luigi Caramiello, Giovanni Cardone, Franco Lista.

Montarsolo Nasce a Marmore (Terni) il 29 maggio 1922. Dopo qualche anno si trasferisce con la famiglia a Portici (Napoli) dove consegue il diploma di ragioniere e successivamente la laurea in Economia e Commercio presso l’ateneo partenopeo. A 16 anni nasce l’amore per i pennelli e per i colori e, dopo il tirocinio di un anno presso un ricco signore di Bellavista, esegue le prime tavole a olio insieme con un esperto ed abile pittore locale, Placido, a cui si accompagna su per le balze vesuviane e nel porticciolo di Granatello,alla ricerca del taglio giusto e del plein-air di scuola crisconiana. In una di queste clandestine sedute “dal vero”, il giovanissimo pittore, durante un temporale che lo sorprende nella villa comunale di Napoli intento a ritrarre la famosa Cassa Armonica fra i secolari alberi che la circondano ancor oggi, trova il segreto di quella materia colorata o “pasta cromatica” che fa dire anni dopo a Felice Casorati, davanti ad una sua tela: “La tecnica di questo pittore non si sa dove incominci, ed è assurdo pensare di imitarla”.

L’acqua piovana caduta sulla tavolozza gli ha dato l’idea di un nuovo impasto che perfezionerà successivamente con l’uso della aniline. A 19 anni Montarsolo è chiamato alle armi: sarà prima ufficiale di fanteria e poi dell’Aeronautica Militare. Non cessa per questo di dipingere, molti Enti militari, infatti, posseggono sue opere eseguite dal 1946 al 1950. L’Accademia Aeronautica di Pozzuoli acquisterà, nel 1961, la grande tela “Einstein”. Risale al 1948 la sua prima importante personale alla “Galleria Forti”. Scrivono di lui critici quali Barbieri, Schettini, Girace e, successivamente, per una mostra collettiva al Circolo Professionisti ed Artisti, Paolo Ricci, fra i più impegnati del momento.Nel 1950 Montarsolo si reca a Milano dove è apprezzato da Marco Valsecchi che non solo esprime giudizi lusinghieri, ma lo invita a far parte di un ristretto gruppo di giovani artisti per i quali organizza più tardi, nella stessa Milano, una mostra patrocinata dal quotidiano “Il Giorno” che riscuote grande successo.

Nel 1957 Montarsolo vince il “Premio Mancini” dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, unico pittore “esterno” ad aver ottenuto tale riconoscimento. Ma Carlo sogna nuovi spazi, anela a respirare aria europea. Parte per il Belgio prima (dove visita due grandi mostre di Picasso) e poi per altre mete, sempre alla ricerca di nuove esperienze. Quando rientra in Italia, a Portici, si porta dietro la lezione fondamentale del cubismo analitico. Prepara la nuova immagine fra realtà e astrazione, attraverso un lungo e sofferto tirocinio personale, dal 1951 al 1971. In quel periodo nascono le sue più importanti composizioni astratto-geometriche che culminano in due vaste tele: l’Einstein, prima di tutta una serie di “firme” catturate ed espresse in forme e colore (Mozart, Brahms, Beethoven, Bach e Leopardi) e il “Tempio Sommerso”, una grande tela che si ispira alla Cathédrale Engloutie di Debussy e che rappresenta il primo autentico esemplare visto a Napoli in cui si articolano mirabilmente la lezione europea del cubismo analitico ed il sentimento dell’uomo del Sud.
In breve Montarsolo perviene al successo internazionale. Le opere vengono esposte a Parigi, Monaco di Baviera e, infine, alla Permanente di Milano. Le tele sono notate e apprezzate da critici di tutto il mondo, vincono premi. Jean Cassou sottolinea “la felicità espressiva e la ricchezza cromatica delle opere dell’artista napoletano”. Seguono altri riconoscimenti: Montarsolo partecipa a quasi tutti i concorsi nazionali dal 1968 al 1973, vincendone molti. Viene ricevuto da Paolo VI in Vaticano nel 1969 dopo aver ottenuto il Primo premio alla Mostra d’Arte Sacra all’Antoniano di Bologna.
E’ presente alle Quadriennali romani, alla Biennale Internazionale d’arte del Mediterraneo dove rappresenta l’Italia così come a Melbourne, New York e Sidney.
Gira il mondo svolgendo un’appassionata attività culturale ed artistica, impegnato in conferenze e dibattiti sulla pittura moderna. Rientrato a Portici dopo un decennio, dipinge in una “soffitta borbonica tra il Vesuvio ed il mare” e riaffronta il tema appunto del mare ispirandosi al delirio di Montale. Nasce così “L’ombra delle Ande”, esposta a Gaeta al X Porticato Gaetano. In questo periodo gli viene dato il giusto risalto sul piano nazionale ed internazionale. Viene insignito dal Capo dello Stato della “Commenda” al merito artistico della Repubblica. Nel 1996 ottiene a Gela il Sileno d’Oro, prestigioso riconoscimento alla carriera già assegnato a Pirandello e Guttuso.

Nel 2002 viene pubblicato dall’editore Guida di Napoli il suo libro “Un Artista racconta l’Arte”. L’anno dopo a Villa Pignatelli, tiene un’importante conferenza sul cubismo di Braque e Picasso. Negli ultimi anni tiene mostre soprattutto in Sicilia. Importanti,nel 2005, le tele raffiguranti il veliero della Marina Militare “Vespucci”. Muore a Roma il 23 luglio 2005.

Fonte: https://www.facebook.com/events/1066472753465307/

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