Mario Carotenuto, lo storico di Resina ed Ercolano

0 5 anni fa

Mario Carotenuto – è di lui che parliamo – ha messo a nostra disposizione un prezioso materiale documentario (libri, cartoline illustrate, opuscoli, ritagli di giornali, ecc.) raccolto in almeno due decenni di studi e ricerche, lo stesso peraltro che egli è servito per le sue numerose pubblicazioni, cominciando da copertinabisquell’ Ercolano attraverso i secoli (1980) su cui è bene spendere qualche parola.

Pur non risultando esente da problemi e difficoltà, come lo stesso autore ha sempre onestamente riconosciuto, quel volume rappresentò il primo tentativo di inserire in una visione unitaria le «sparte membra» di un corpus (il Vesuvio, gli scavi di Ercolano, le ville vesuviane del Settecento, il santuario di Pugliano) che andava invece studiato e fatto conoscere nel suo insieme.
Questa la recensione di Mario Forgione: <<In edizione curatissima ha visto la luce questo ponderoso volume di Mario Carotenuto (con prefazione di don Giuseppe Matrone), che è costato anni di studio e di ricerca al suo giovane e valoroso autore. Il giudizio sul grosso volume, a parte le stranissime brache imposte in copertina all’Ercole Farnese (ma qui c’è lo zampino malizioso del Gambardella, eccellente grafico e umorista eccellente) non può non essere positivo. Si tratta di un’ opera di notevole interesse che tutti gli ercolanesi dovrebbero leggere e conservare, “a futura memoria”, nella propria biblioteca e che va ben oltre gli interessi locali.

 È l’affresco di una città, su cui gli “specialisti” limitano il campo di ricerche alle ville barocche e agli scavi archeologici.
Sono senza dubbio gli elementi caratterizzanti della città vesuviana e del suo territorio, ma accanto ad essi c’è uno strepitoso patrimonio di cultura materiale che emerge, nel libro di Carotenuto, con precisi connotati. Ci sembra quindi meritato, allibro e al suo autore, il plauso di Marcello Gigante»

Tale, anche, il giudizio di Ciro Di Cristo: «Il libro, nato da- un “atto di amore” verso una città che affonda le sue radici in un passato lontano e ricco di storia, è apprezzabile nel suo complesso, ed è stato acquistato da appassionati di storia locale e di archeologia, nonostante il prezzo piuttosto alto; altri non dovrebbero lasciarsi sfuggire l’occasione per leggerlo e arricchire la loro biblioteca personale».

In un lettera spedita da Pompei il 23 settembre 1982 all’ «Egregio Scrittore Mario Carotenuto, presso il Rev.mo Parroco mons. Giuseppe Matrone, Piazza Pugliano, 80056 Ercolano», così si esprimeva il professore Michele D’Avino:
«Egregio Signor Carotenuto, ieri ho acquistato il vostro Ercolano attraverso i secoli. Bel libro, ottime l’impostazione e l’informazione. In appendice l’origine di alcuni cognomi. Manca Carotenuto. In una mia conferenza, che comparirà in un mio libro di prossima pubblicazione, avanzai un’ipotesi. Felicitazioni ed auguri. Michele D’ Avino».

Biagio Felleca, dopo avere più volte citato il libro di Carotenuto nel testo e nelle note, ne raccomandava la lettura a tutti quegli alunni di scuola media che volessero approfondire lo studio della fascia costiera vesuviana.

Nel frattempo, le pubblicazioni del Carotenuto erano aumentate di numero.
Occorre, perciò, citare Da Resina a Ercolano. Una città tra storia e cronaca, del 1983, con una “Presentazione” oltremodo gratificante di Antonio Zefiro. Anche in questo caso il libro fu oggetto di attenzione da parte degli studiosi, e noi ricordiamo – fra gli altri – di nuovo l’Alagi  e il Pappalardo.
Nel 1984 il nostro autore dava alle stampe Ercolano e la sua storia, un lavoro nato dall’ esigenza di rettificare quanto sostenuto in precedenza sull’ «origine classica di Resina e della sua storia bimillenaria». In realtà – si leggeva nella “Premessa” – «i fiumi di storia locale sono due: calato il sipario sulla scena del disastro evocato dal giovane Plinio, il primo sparì per sempre nei meandri degli infiniti mali (eruzioni, terremoti, devastazioni, epidemie, ecc.) che afflissero i dintorni di Napoli in tutto l’arco dell’alto Medio Evo; il secondo cominciò a serpeggiare solo intorno all’anno mille, quando le prime documentazioni diplomatiche registrano un casale col nome di Resina (al di fuori della metafora e neanche a farlo apposta, questo toponimo deriva, probabilmente, proprio dal nome di un torrente»).

Questa tesi convinse Giorgio Mancini, che la riportò in una sua monografia del 1989 . Altro motivo di soddisfazione per il Carotenuto fu l’aver visto il suo nome inserito nella corposa bibliografia che suggellò un bel volume di Sergio Brancaccio su Le coste in Campania.
«In considerazione della notevole diffusione dei due Suoi precedenti libri (Ercolano attraverso i secoli e Da Resina a Ercolano) – scriveva allo stesso autore l’Assessorato ai Beni Ambientali e Culturali del Comune di Ercolano, con nota n. 14777 del 28 settembre 1989 – si chiede alla S.v. la stesura di un nuovo libro sulla nostra città che funga da fusione dei due primi libri. Detta opera dovrebbe contemplare la storia di Ercolano fino ai nostri giorni».

L’invito non cadde nel vuoto. Nel dicembre dell’anno successivo vedeva la luce Ercolano e il Vesuvio. Luoghi, tradizioni, vicende, firmato stavolta con lo pseudonimo Mario Gaudio. Il Carotenuto, promosso da poco a funzioni direttive nelle scuole statali, compendiava in quelle pagine «i risultati di una lunga ricerca sul versante ercolanese del territorio vesuviano».

Nel biennio 1991-1992 due agili monografie, pubblicate a cura del Lions Club ERCOLANO HOST, arricchirono la produzione del nostro concittadino. La prima, Storia di Ercolano, era una sintetica rassegna degli avvenimenti che si sono succeduti nel territorio di riferimento, in un arco di tempo che abbraccia quasi 28 secoli. La seconda, distribuita agli studenti delle scuole di Portici, aveva per titolo Bellavista, luogo dell’anima, e per argomento i motivi di richiamo di un sito che aveva attirato in passato innumerevoli villeggianti.

Nel 1993 fu la volta di Via Trentola ad essere oggetto di una nuova pubblicazione, stimolata dal dibattito sulla necessità di salvaguardare un centro storico che forse è il più antico, articolato e ramificato della zona vesuviana.
L’interesse per la storia, quanto meno recente, della fascia costiera vesuviana trovò la sua più significativa espressione nel 1996, quando il Carotenuto offrì ai lettori alcune sue riflessioni sullo stato dei luoghi e la vita dei Paesi della costa vesuviana, da San Giorgio a Cremano a Torre del Greco, nel periodo che va dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento. Il volume, pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Electa, La costa vesuviana nelle cartoline d’epoca (n. 8 dei “Paesaggi della memoria”), ottenne un successo immediato, e le copie andarono rapidamente esaurite.
Sullo stesso argomento, ma limitatamente a Portici, il nostro concittadino diede alle stampe nel 1998 Portici, paradiso perduto. Residenti e villeggianti di altri tempi (1860-1960), un gozzaniano viaggio nella memoria e nel sentimento materiato di nostalgia per un mondo irrimediabilmente scomparso. A riprova del gradimento ottenuto presso i lettori con quest’ ultima fatica, ecco il testo di una missiva spedita da Portici il 22 gennaio 2001 :

«Egregio Professore,
ho letteralmente … divorato il bellissimo libro “Portici, paradiso perduto” e desidero ora congratularmi con l’Autore che, per un certo tempo, invano ha cercato di rintracciare presso l’Editore [… ].
Sappia intanto, [… ], che ho molto apprezzato l’iniziativa, e non di meno, lo stile del discorsivo cui è improntata tutta l’opera che la rende moderna e piacevole e, per chi ne vuole capire il messaggio, stimolante.
La costruzione del nostro futuro passa necessariamente per la conoscenza del passato.
Nel formulare i migliori voti augurali di sempre maggiori successi editoriali, colgo l’occasione per inviarle i migliori auguri di buon anno nuovo. Suo, cordialmente, Carlo Arcari dei Baroni Zelo»

Altri scritti sono quelli che abbiamo volentieri ospitato in Chiese e cappelle di Ercolano , nonché in Ercolano. Profili e figure.
L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo dei meriti del Carotenuto, «diventato una pregevole fonte di ricordi ed aneddoti, presentati nel suo stile colorito di ricercatore del folklore ercolanese», è quanto si legge in una recente pubblicazione di Antonio Irlanda, Noi, oratoriani di Resina, che accoglie un «gradito e appassionato contributo» dello stesso Carotenuto .
Anche noi vogliamo associarci al generale riconoscimento di tali meriti, pubblicando parte di un memoriale del nostro concittadino sui suoi ricordi di scuola:

Già ordinario di materie letterarie negli Istituti secondari superiori, nonché vincitore di concorso a preside nelle scuole medie statali, Mario Carotenuto compendia in questa pubblicazione i ricordi di una vita quasi interamente trascorsa tra le pareti scolastiche.
Il lavoro, che può considerarsi una rarità letteraria, offre uno spaccato di diverse epoche, dagli anni difficili del dopoguerra alla “contestazione” studentesca ed oltre. Particolarmente felici le pagine dedicate agli antichi compagni di classe, ai professori del liceo e dell’Università, ai colleghi nell’insegnamento.

Mario Carotenuto è morto nell’ottobre del 2012 lasciando un vuoto profondo e tanti manoscritti ancora in cantiere in possesso della vedova. Si racconta che non amasse molto la tecnologia ed avesse abitudine di trascrivere tutti i suoi scritti a mano.

Siamo in attesa che il Comune di Ercolano lo ricordi nella maniera degna.