Marco De gregorio e la scuola di Resina

0 6 anni fa

Tra il 1863 e la seconda metà degli anni settanta, operò nella  zona vesuviana una corrente pittorica – la cosiddetta Scuola di Resina – i cui fondatori furono Marco De Gregorio,  Federico Rossano e Giuseppe De Nittis.
Si tratta di un gruppo di pittori che, armati di tavolette e di pennelli, si diedero a percorrere le località e le campagne alle falde del Vesuvio, in cerca di motivi originali per imporre  una loro coraggiosa << pittura di avanguardia che si precisava con un’assidua ricerca di sintesi formale a macchia ».
Per il suo contenuto verista, che si opponeva al realismo romantico del Morelli e all’eccessivo realismo del Palizzi (pittori i che dominavano incontrastati la scena della pittura napoletana del tempo), la Scuola di Resina si attirò giudizi e commenti sarcastici, ma ebbe un’influenza <<non irrilevante nell’evolversi della scuola napoletana e contribuì non poco al movimento unitario dell’Arte italiana ».
Uno degli artisti più in vista della Scuola di Resina fu, come  si è detto, Marco De Gregorio, nato proprio a Resina il nel  1829 e morto a Napoli nel 1875.
La sua vita artistica fu, dunque, delle più brevi e si sviluppò prevalentemente negli anni che vanno dal 1865 al 1875: quel decennio fu, tuttavia, sufficiente perché la critica gli assegnasse un ruolo preminente nell’arte italiana dell’Ottocento.
Tra i momenti piu’ alti ed originali di Marco De Gregorio – scrive Paolo Tiicci – sono quelli nei quali l’artista, raggiunge la perfetta sintesi luce colore quali la Veduta di Portici di Capodimonte, il grande paesaggio della Collezione Vecchione e La Favorita, della raccolta Portolano; opere stupende per la purezza cromatica e per il modo, sereno ma umoroso, di riscoprire certi caratteri remoti, antichi del paesaggio campano. Si è parlato, a proposito dell’opera del De Gregorio, di toscanismo e di vezzo quattrocentista (quasi che il nostro artista si fosse appropriato dei modi espressivi di un Silvestro Lega). A noi sembra invece che l’originalità di quella pittura risieda proprio nel mantenersi fedele ai modi particolari dell’arte- campana: alla tradizione
viva, insomma, del vedutismo; risalente non solo al PaIizzi e al Gigante, ma ancora più indietro: fino a Micco Spadaro D.
Nel 1963, in occasione del primo centenario dell’inizio dell’attività della Scuola di Resina, fu allestita a Napoli una Mostra di Giuseppe De Nittis e dei pittori della Scuola di Resina. Vi furono esposti, tra gli altri, molti dipinti di Marco De Gregorio, come risulta dal Catalogo pubblicato nell’occasione a cura di L. Autiello con testi di E. Piceni e di P. Ricci.
Si tratta di 17 dipinti ad olio, contrassegnati nel catalogo dal n. 109 al n. 125 ed illustrati con brevi note storico-bibliografiche.