Libero Bovio, ‘o poeta d”e canzone se spose a Resina

0 5 anni fa

Da un aneddoto raccontato da Giovanni De Caro nel suo volume Planetario napoletano, e che s’intitola “Bovio e Ercolano”, ricavinmo quanto segue.


Bovio doveva sposare una delle figliuole di Amedeo Maiuri e l’illustre archeologo volle che la cerimonia avesse luogo ad Ercolano, dove in quel tempo dirigeva gli scavi.
Durante il festoso banchetto, al quale presero parte in gran numero autorità, scrittori. scienziati ed anisti, Maiuri invitò Libero Bovio a pronunciare un discorso.
I! poeta, a disagio in un voluminoso tight, non si fece pregare. Si alzò. si guardò intorno e cominciò con comica gravità:
– Certamente tutti questi signori, nel vedermi. si saranno domandati; Dove diavolo Maiuri ha scavato quest’oratore…
L’episodio la dice lunga sull’ironia, che spesso era un’autoironia, di Libero Bovio. i cui rapporti  con la zona vesuviana datavano da un bel pezzo.
Parlare di tanto personaggio non è un’impresa facile, come del pari difficìle è comporre un preciso quadro delle sue molte attività nell’ambito della cultura napoletana, fra le quali primeggiano, oltre a quella di poeta, l’attività di drammaturgo, di editore, di giornalista e di novelliere. Fu inoltre brillantissimo parIatore, caustico, fantasioso: i suoi motti di spirito gli diedero lustro quasi quanto i suoi versi.

Limitatamente alla sua produzione poetica, così Gianni Cesarini ha lasciato
scritto:

Quando si concluse il primo periodo della canzone napoletana, quello aureo che abbraccia gli ultimi vent’anni dell’ottocento, un nuovo stuolo di musicisti e poeti seppe per almeno un trentennio tenere alto il prestigio della Napoli capitale mondiale dclla canzone.

Libero Bovio, Ernesto Murolo ed E,A. Mario furono in prima fila nel comporre una gran quantità di testi per canzoni in moltissimi cui
destinate a sfuggire all’oblio. Capace come pochi di accenti accorati e nostalgici, ineguagliabile nel genere drammatico, Libero Bovio ha lasciato moltissime canzoni (Aldo Bovio dice ohre 600 che ci piacerebbe studiare in manienl esauriente. anche perché si tratta di canzoni in cui meglio che in altre si evidenziano le capacità interprelative dei cantanti. Per nessun altro maestro della canzone è imponante il valore dell’interprete come avviene con Bovio, che non a caso usava scegliere con cura i cantanti cui affidare le proprie composizioni. Molte sue canzoni sono state cantate e incise dai maggiori interpreti. e l’ascolto comparato dalle varie versioni di una stessa canzone è avvincente sia per le emozioni che destano i grandi cantanti e sia perché si finisce col capire molto di più il mondo espressivo e poetico di Bovio I…].

La carriera di Bovio cominciò nel 1900 e si concluse verro il 1940. Nella prima decade del nuovo secolo Bovio si fece strada senza
cogliere rapidamente i primi consensi. Di canzoni come “Napulitana”, musicata da Falvo nel 1904, della idilliaca'” A muntanara”, scritta con De Curtis nel 1905, “Na cammarella” ancora con Falvo nel 1905. ‘”A furastiera” con Di Capua nel 1906 si è ormai perso il ricordo e non è facile trovare reperti discognr.fici (ad eccezione di “Na cammarella” cantata da Giuseppe Godono su un disco Pllonotype). Un raro disco Fonorono con “Viato a me!” magistralmente cantata da Pasquariello rappresenta il primo importante documento su una canzone del giovane ne Bovio. Scrilla nel 1906 con Falvo. “Viato a me!” conobbe un grande successo di pubblico. Una eanzone del 1907 da cui emerge in pieno il lana rassegnato di Bovio è “Si ehiagnere me sieme”, scritta in collaborazione con Ernesto Murolo e musieata dal geniale Salvatore Gambardella. Si tratta di un piccolo gioiello, impreziosilo ancor piu’ dall’accento sinceramente doloroso di Fernando De Lucia che ne ha lasciato un disco di rara reperibilità.

SEGUE PUBBLICAZIONE ALTRO MATERIALE…..