Leonardo Filotico il primo sindaco di resina dopo l’unità d’italia

0 4 anni fa

palazzofiloticomanduriaLa famiglia Filotico, di probabile origine greca, giunse in Casalnuovo (Manduria) agli inizi del 1500 dal borgo di Monacizzo presso Torricella, secondo quanto riportato nel Librone Magno delle Famiglie Manduriane, con il capostipite Giulio. Nel Librone è riportata inoltre, nel secolo successivo, un’altra famiglia omonima nel ceto popolare, generata da un Ottavio, non imparentata e tuttora esistente in Manduria.

La famiglia a fine ‘600 si divise in due rami, quello di Francesco (tuttora fiorente) e quello di Giovanni, estinto nella seconda metà del’900.Secondo la tradizione, i Filotico accumularono cospicue ricchezze con il commercio delle stoffe, inserendosi nel secolo XVIII nella borghesia intellettuale cittadina.

Oltre al palazzo Imperiali di Manduria, attuali dimore della famiglia sono il palazzo Primicerj, portato nell’800 in dote a Vincenzo Filotico dalla nobile Concetta Maggi-Primicerj (nipote ed erede del barone Claudio, morto senza discendenti maschi), il neoclassico palazzo Filotico ad Ercolano, eretto da Leonardo davanti all’ingresso degli scavi archeologici sul “Miglio d’Oro” delle ville vesuviane, il palazzo Monaco a Oria (secolo XVIII), la tenuta Montebelli in Maremma a Gavorrano (GR). La famiglia possedette (fino agli inizi del XX secolo) il castello diruto di Uggiano Montefusco (oggi distrutto), inoltre a Manduria il cinquecentesco palazzo Sala in via Cardinal Ferrara, le masserie Torre Bianca, Ripizzata, Serpente, Potenti, Eredità, Pozzi, la casina Schiavoni a Uggiano Montefusco. A Napoli, la famiglia visse nel palazzo de Simone, sul lungomare di Posillipo. Nel Quadrilatero degli Uomini illustri, al cimitero monumentale di Poggioreale, esiete ancora oggi la cappella Filotico-Pulli.

I Filotico si imparentarono con le illustri famiglie Pasanisi Gaetani, Schiavoni Carissimo, Pila (conti Palatini di Spoleto), Clavica, Martucci, Mongio’ dell’Elefante, Maggi, Primicerj (baroni di Paretalto), Marugj, Preite, Contento, Monaco, Maya, Sala, Pulli, Bianchetti, Dattilo, Foresio, Chimienti, Cioni, Squitieri, Claudi de Saint Mihiel.

Dalla seconda metà dell’800, secondo l’usanza dell’epoca nelle famiglie “di distinta civilta’” che vivevano more nobilium, la famiglia ebbe uno stemma gentilizio, senza corona, con elmo chiuso posto di lato, con la seguente blasonatura (fonte: Archivio Araldico Cimino di Palermo): “Alla biscia in palo al naturale, sormontata da tre gigli d’azzurro, 1 e 2, e la bordura di rosso”.

stemmafilotico

Motto” FORTUNAM SUAM QUISQUE PARAT

La biscia in araldica simboleggia il vero repubblicano, che per il bene della patria con la sua morte dona agli altri la vita, indica inoltre perspicacia, prudenza e vigilanza. Con ogni probabilita’, tale iconografia e’ riferita al martirio del canonico Filotico avvenuto a seguito dei moti repubblicani del ’48. Questo stemma venne usato soltanto da alcuni componenti della famiglia.

Il motto è senza dubbio legato all’interpretazione del nome greco Filotico –  “amico della fortuna”, “colui che propizia la buona sorte”.

Tra i personaggi di rilievo della famiglia si ricordano:

Leonardo (seconda metà XVIII sec.) doctor iutriusque iuris, fu  “regio giudice ai contratti” in Casalnuovo, ebbe il titolo di “Magnifico” che nel regno di Napoli era concesso a chi aveva un ufficio universitario o regio.

Vincenzo (1748-1834), fu pittore piuttosto rinomato, allievo di Matteo Bianchi, formatosi a Roma e Napoli, attività che affiancò a quella di proprietario terriero. Grazie ai rapporti nella capitale con gli Imperiali del ramo dei marchesi di Latiano, dopo la fine della feudalità svolse per essi l’incarico di agente generale e procuratore.Nello stesso periodo, corrispondente al decennio di occupazione Francese (1806-1815) Vincenzo fu componente del Decurionato cittadino. Sue tele si conservano in Manduria, Latiano, Aversa, presso la famiglia e in collezioni private. Acquistò il palazzo Imperiali nel 1827.

Raffaele (fine XVIII sec) giureconsulto, fu sindaco di Manduria nel 1804. Salvatore, nato nel 1811, canonico, fu coinvolto nei moti antiborbonici del 1848 a causa delle sue arringhe in cui aizzava il popolo manduriano contro il re, fu arrestato e deportato assieme a Nicola Schiavoni, Sigismondo Castromediano ed altri patrioti salentini. Mori’ nel 1953 nel carcere di Nisida.

Ma il piu’ importante e vicino alla nostra storia è senza dubbio Leonardo Filotico.

Leonardo (1800-1880 circa)  fervente antiborbonico di idee mazziniane, legato alla cerchia di Raffaele De Cesare. Fu architetto, ufficiale di marina, scienziato, console pontificio a Pozuuoli. Fu un uomo, come si direbbe oggi, d’azione e d’impegno politico rischiando anche la vita dovendo sposare idee risorgimentali per un’Italia unita.

Sposo’ la scrittrice e poetessa Virginia Pulli (Milano 1800-Portici 1860), figlia del celebre chimico Pietro, scienziato e direttore delle Reali Polveriere. L’opera più nota di Virginia è il romanzo “Carlo Guelfi” edito da Le Monnier nel 1857.

Nella loro casa, Leonardo e Virginia aprirono un salotto letterario-politico che divenne famoso, ospitando artisti e patrioti impegnati politicamente per l’unità d’Italia. La coppia trascorreva le estati nel palazzo di Manduria.

Nonostante avesse sempre vissuto a Portici, dove lì conobbe sua moglie Virginia Pulli (poetessa e scrittrice), subito dopo l’Unità d’Italia, dal 1861 al 1866 fu sindaco di Resina (Ercolano).

Proprio a lui si deve il famoso monumento della colonna d’italia in piazza colonna del plebiscito meglio conosciuta come ‘a piazza d”a colonna d’Italia, non si hanno documenti certi ma sembra che sia il primo monumento post-unitario su tutto il territorio nazionale.

Il suo diretto discendente fu :

Pietro (seconda metà XIX sec) fu avvocato, deputato alla Provincia di Napoli, candidato al Parlamento Nazionale nel 1879 nel collegio di Manduria, si distinse per il suo operato durante il colera di Napoli del 1884.

Successivamente verso la fine del XIX secolo fu costruito, probabilmente da Ettore Filotico (figlio di Pietro?), l’attuale palazzo all’inizio di corso resina subito dopo l’ingresso degli scavi andando in direzione Portici. Una curiosità, proprio in questo palazzo aveva studio al primo piano il grande medico e sportivo Alfonso negro.

Del ramo della famiglia filotico rimasta in puglia a manduria ricordiamo comunque altri illustri personaggi :

 

Leonardo (1870-1950)  ingegnere, visse tra Napoli e Manduria, fu autore di numerosi brevetti tra cui, nel 1910, quello per una macchina di sua invenzione per il taglio della pietra di tufo, depositato anche negli Stati Uniti d’America.

Cesare (fine sec. XIX-inizi XX) fu Avvocato Generale dello Stato, nominato Cavaliere Ufficiale dell’Ordine di SS. Maurizio e Lazzaro dal Re Vittorio Emanuele III di Savoia.

 Enrico (1896-1986) fu Generale di Artiglieria, e Gran Legato del Sovrano Militare Ordine di Malta.

 Pietro (1904-1990) fu Questore di P.S. a Roma, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 Carlo (sec. XX) colonnello dell’Arma dei Carabinieri, Cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia, fu Podestà di manduria nel 1932.

Umberto (1932-2005) fu pilota automobilistico, corse su Lancia Aurelia B20, successivamente su Ferrari 250 tdf Zagato con cui vinse la Coppa Fagioli nel 1960, partecipo’ a 2 gran premi in Formula 1 nel 1962 (GP del mediterraneo, GP di Napoli) su monoposto Cooper-Climax S4.

Fonte notizie e testi arch. Nino Filotico