La storia e i nomi delle strade.

0 6 anni fa

Come per I’onomastica, diamo qui di seguito un elenco delle strade più importanti di Ercolano, aggiungendo anche in questo caso tutte le notizie che siamo riusciti a raccogliere sull’argomento.

Corso Ercolano (ora Corso Resina)

Come già abbiamo accennato, l’attuale Corso Resina (meglio conosciuto come Corso Ercolano) era parte integrante di quella grande via litoranea che, nell’antichità, da Napoli portava a Pompei e di là a, Stabia e a Nocera Alfaterna l. Dopo l’eruzione del 79, che distrusse Ercolano, l’imperatore Adriano ordinò la ricostruzione di questa via, che passava per le città sepolte prolungadosi fino a Nocera. Il tratto che da Napoli portava ad Ercolano era detto via Herculea. Questa strada, diventata infida e malsicura per la presenza di ladri e di scorie vulcaniche, fu rifatta a nuovo nel 1562 dal Vicerè Afan Parafan de Ribera e battezzata Via regia delle Calabrie
Nel 1792, come informa B. Ascione , furono per la prima volta in Napoli, e in seguito nei comuni della provincia, affisse le iscrizioni alle vie  ed è probabile che già a partire da quell’anno la nostra strada assumesse il nome tanto familiare di Corso Ercolano.

Nel 1969, infine, all’indomani del cambio di denominazione di Resina in Ercolano, Corso Ercolano assunse l’attuale denominazione di Corso Resina.

Via Trentola

Si tratta della più antica strada di Ercolano, dopo il Corso Resina, e collega il centro cittadino con la Piazza e il Santuario
di Pugliano (cfr. cap. XVI, n. 9).
Nella Tav. 28 della nota Pianta del Duca di Noya (1775) la via è indicata come: << Vico detto de’ trenta >t. Invece, nella topografia della zona litoranea vesuviana rilevata da Francesco La Vega e annessa alla Dissertati0 isagogica del Rosini, è indicata una zona col semplice nome di « Trento ».
Per quanto riguarda l’etimologia, molti mettono in relazione questo toponimo con la caratteristica divisione del terreno in centuriae, che i Romani hanno lasciato in più parti della nostra penisola (Veneto, Emilia, Toscana e Campania). Infatti, ricorda E. Migliorini (La terra e gli uomini, VI ediz., Napoli 1970, pagg. 234-35), 6 più di mille kmq. lasciano vedere in Italia una simile suddivisione del suolo; spesso anche la toponomastica si riferisce alla suddivisione dei fondi (Ducenta, Trecenta, Cento…). Talvolta la centuriazione, dopo un periodo di abbandono, è stata successivamente ringiovanita .
A proposito di Trentola, così scrive E. Finamore (Origini e e storia dei nomi locali campani, Napoli 1964, pag. 86) : Ducenta indica campo di duecento jugeri, cosi Trecentola: campo di trenta jugeri.

Corso Umberto I°

Già nel secolo scorso, il traffico sul Corso Ercolano creava non pochi problemi ai nostri concittadini per l’incessante andirivieni di carrette, carrozze, carrozzelle, trabiccoli di ogni sorta, calessi o corricoli 7, sciarraballi e tramways su rotaie trainati da cavalli e muli. Scrive, a questo proposito, I’avv. Vincenzo Gaudino (Passeggiate resinesi. Via Circumvallazione o Corso Umberto I in << Boll. parr. S. Maria a Pugliano >> del 15-6-1958, pag. 5):
<< Dato il sempre crescente traffico di carri, di vetture e di altri mezzi di trasporto non solo cittadini ma dell’intera provincia, nella nostra Resina si sentiva il bisogno assoluto di avere un’altra strada per disimpegnare in parte l’enorme traffico che passava per il Corso Ercolano.

Per provvedere in merito, con deliberazione di Giunta n. 587 del 25 gennaio 1888, si dette incarico all’ing. Emilio Majer per il progetto della costruzione della circumvallazione o nuova strada alla contrada marittima parallela al C. Ercolano.
Con deliberazione di Giunta n. 243 del 21 maggio 1889 fu approvato il testo definitivo degli atti consiliari del 10 dicembre 1888 e 4 febbraio 1889 per la costruzione e l’appalto di questa nuova via di circumvallazione che fu appr6vato dalla G.P.A. nella seduta del 27 luglio 1889.
Con deliberazione di Giunta del 3 ottobre 1891 n. 152 fu stabilito di portare al Consiglio Comunale del 12 ottobre 189 1 la discussione per avere l’autorizzazione per fare l’offerta a trattative private per l’appalto e la costruzione di questa nuova via di circumvallazione, perché le aste pubbliche andarono deserte. E tutto questo si dice per dimostrare come le pratiche furono lunghe e laboriose.
Fatta la costruzione, essa strada fu consegnata all’Amministrazione Comunale con verbale di presa di possesso del 31 luglio 1893, che rappresenta poi il vero atta di nascita della strada.
Morto il re Umberto I nel 1900, fu fatta solenne commemorazione in Consiglio Comunale, che deliberò che la strada circumvallazione fosse intitolata in omaggio Corso Umberto I. Questa strada incomincia da Via 4 Orologi e termina a Via Macello. Essa è lunga metri 630 e larga metri 10 .

Cupa Aveta

Cupa Aveta era un antico tratturo, conosciuto in passato come strada delle capre, e prendeva nome dal facoltoso proprietario di un palazzo (abbattuto in occasione dell’apertura di Via IV Novembre), che sorgeva all’altezza di Via Tironi di Moccia.
11 percorso, attraverso il quale questa stradina si snodava, era sinuoso e impervio; partiva dalla menzionata Via Tironi di Moccia e si arrampicava verso la campagna rasentando la non più esistente trattoria di Dauidiello e biforcandosi in due diramazioni: la prima passava davanti d’attuale Villa Ulisse  e sbucava nella parte alta di Via Caprile; la seconda deviava a sinistra e si immetteva in Via Trentola 11.
Oggi Cupa Aveta ha cambiato notevolmente fisionomia, attraversata com’è dai binari della ferrovia circumvesuviana e da un tratto di via Panoramica. Inoltre, lungo il suo antico percorso sono sorti numerosi palazzi e case, che ne hanno completamente alterato l’aspetto primitivo.

Piazza Fontana

Piazza Fontana (già Piazza dei Colli Mozzi) assunse l’attuale denominazione dopo che, nel 1792, fu ultimata in quel sito una monumentale fontana borbonica. 

Piazza Pugliano

Piazza Pugliano ha subito notevoli trasformazioni nel corso della storia. Fin verso la metà del secolo scorso, essa « appariva tutto un piano solo con dei cimoni di lava vulcanica che qua e là si erge6ano anche fuori del piano >>. Inoltre, nell’angolo in cui era fino al 1969 la stazione della ferrovia circumvesuviana, si vedeva una folta boscaglia.
Lo Scherillo definì la piazza << una spianata ricoperta di brugiata e nera sabbia ».
Solo nella seconda metà dell’ottocento: l’Amministrazione comunale di Resina promosse una serie di lavori che consentirono alla piazza di assumere un aspetto più decoroso.

Nel 1905 fu costruita la stazione vesuviana e la piazza si arricchi di un nuovo elemento di interesse e di richiamo per turisti e visitatori del Vesuvio.
Nel 1913, la società Cook costruì la ferrovia Pugliano-Osservatorio-Stazione inferiore. La nuova stazione del Vesuvio venne così a congiungersi con la ferrovia circumvesuviana, per cui i loro binari correvano per un certo tratto paralleli.
La grande piazza fu trasformata, all’inizio degli anni trenta, « in attraenti giardini divisi da tre grandi strade e da bei viali con centri in pietre vulcaniche artisticamente lavorate ed il tutto splendidamente illuminato ».
Infine, l’attuale sistemazione della piazza risale all’inizio degli anni sessanta.

Piazza Trieste

Questa piazza fu aperta nel 1952. Al suo centro, sorge il monumento ai caduti inaugurato il 4 novembre 1965

Via canalone

Via Canalone è la strada che fiancheggia l’arciconfraternita della SS. Trinità dal lato occidentale e congiunge Piazza Pugliano con Via Madonnelle.

 Via cuparella

Via Cuparella è una stradina che rasenta dal lato orientale il poderoso muro di cinta del Bosco superiore e collega il Corso Ercolano con Piazza Pugliano.

Via doglie

Si tratta di fina zona di grande interesse storico e archeologico.
In Via Doglie, infatti, sono state trovate nel gennaio del 1976 delle anfore con scheletri, attribuite dagli esperti al tipo di tombe cosiddette povere e risalenti al II°-III° sec. dopo Cristo. Ciò è la dimostrazione inconfutabile che un primo nucleo di persone si insediò ben presto nei luoghi sconvolti dall’eruzione del 79 e testimonia incontrovertibilmente dell’origine classica di Resina, che molti per secoli si sono ostinati a negare.

 Via della fragolara

Via della Fragolara era una stradina situata tra la chiesa di S. Giacomo e la vecchia chiesa di S. Caterina, che sorgeva presso a poco all’altezza dell’attuale Piazza Colonna d’Italia.
Lo si rileva da un prezioso documento conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli, un << Progetto di Chiesa da costruirsi in Resina lungo la strada della Fragolara ». (Sez. Manoscritti, Catal. Carte geografiche, n. Ba/27b/78).
Com’è noto, la nuova chiesa di S. Caterina fu costruita nel 1822 ed a quell’anno risale probabilmente il cambio di denominazione di Via della Fragolara, che divenne parte integrante del Corso Ercolano.

Via madonnelle

E’ la vecchia strada che porta al cimitero e prende il nome dalle Madonnelle, edicole mariane che sorgevano agli angoli di quelle case che furono abbattute, per consentire la costruzione di un viadotto dell’autostrada Napoli-Pompei.

Via Marconi

Scrive ancora l’avv. Vincenzo Gaudino (Via Guglielmo Marconi in << Boll. parr. S. Maria a Pugliano >> del 15-1 1-1 958) :
<< I nostri antichi contadini la chiamavano lava di Fonso o cupa di Fonso … Era una via campestre, stretta, piena di terriccio e di pietre e con curve, come sono quasi tutte le vie della nostra campagna.

I nostri amministratori, considerando che questa via era nelle immediate vicinanze del centro decisero di sistemarla …
Questi lavori di allargamento, di sistemazioni e di ableratura furono fatti al principio del 1900 e furono consegnati al Municipio
con verbale di presa di possesso del 9 luglio 1902 e fu chiamata Via Belvedere.
Avvenuta la morte di Guglielmo Marconi … anche la nostra Resina volle associarsi alle onoranze verso il grande scienziato e volle rendergli omaggio intitolando questa via al suo nome:
Guglielmo Marconi. E tutto ciò con deliberazione podestarile n. 75 del 1939, essendo Podestà il Dr. Salvatore Coppola.
Questa strada ha avuto un grandissimo sviluppo. Infatti vi è sorta la grande Casa della Maternità e Infanzia, bellissima opera di igiene e di sanità e di grande valore sociale, che onora la nostra città.
Questa via finisce con una piccola piazza ed ivi la S.M.E. ha costruito una sottostazione elettrica capace di produrre millecinquecento
Watt al giorno … costruita e messa in funzione nel 1954 … ».

Via Mare o vico di mare

E’ la strada che da Piazza Fontana porta al mare.
Scrive A. Maiuri [Ercolano. I nuovi scavi (1927-58), op. cit., pag. 281: << La città, nei quartieri finora scoperti, appare fondata sopra un promontorio fortemente acclive da monte a mare, né diversamente dovevano esserei quartieri rimasti sepolti nella soprastante moderna Resina: si ritrova cioè nella dissepolta e sepolta Ercolano lo stesso profilo che si osserva nella soprastante Resina, in cui la vecchia arteria che risale in prosecuzione del Vico di mare fino a Pugliano, mette, con il suo erto pendio, a dura prova carnaggi e bestie da soma. .. ».
Da ricordare che, quando fu rettificato il Corso Ercolano , il vico di mare rimase e palmi 19 inferiore alla strada della Fragolara, la quale lo cavalca con un ponte-strada. Quel <( ponte-strada >> è ancora oggi conosciuto come ‘o ponte ‘e Savastano.

Via Luigi Palmieri

E’ la strada che da Via Semmola si arrampica verso il Genovesi e prende il nome dall’illustre scienziato che fu direttore dell’Osservatorio vesuviano. Molti ricorderanno ancora le caratteristiche ondulazioni del suo livello stradale, dette in gergo capitatene, sorte di briglie del tutto incapaci di frenaré l’azione rovinosa delle alluvioni. E’ noto, infatti, che l’alluvione del 1911 si incanalò proprio in Via Palmieri e rovinò precipitosamente a valle, tutto travolgendo al suo passaggio.
L’azione devastratrice delle acque torrenziali e l’insufficienza delle briglie imposero più tardi alle Autorità la costruzione di quei lagni o collettori d’acqua, di cui si è poi parlato in precedenza.

Via Panoramica

Inaugurata nel 1962, Via Panoramica è una strada moderna che unisce Via IV Novembre a Via Semmola.

Via Pignalver

Secondo un’informazione, che non ci è stato possibile controllare per mancanza di tempo, Via Pignalver (una stradina lunga e tortuosa che dal Corso Ercolano porta al Corso Umberto I) prende il nome da un ufficiale spagnuolo. Ne parlerebbe il Buttà nel suo I Borboni di Napoli al cospetto di due secoli. La sua esistenza è, comunque, accertata fin dall’ottocento nella Planimetria dell’abitato di Resina e della zona degli scavi di Ercolano (1828-75), curata da G. Trascone.

Via Pugliano

E’ di origine settecentesca ed è segnalata fin dal 1775 pianta del Duca di Noja . All’inizio di questa strada che da Piazza Fontana porta a Piazza Pugliano, c’era lino a qualche anno fa anno fa una lapide di marmo, che ricordava essere <<Strada che conduce al Reale Osservatorio Astronomico ».
Così la descrive lo Scherillo (op. cit., pag. 578): « …la stessa strada che mena al suo cratere, costeggiata di edifici piantati sulle rocce laviche del vulcano, di cui qua e là  vetli sulle sponde gli scabri rocchi, che ora sporgono con le acute punte dalle pareti, ora occupano  l’interstizi tra un’abitazione e l’altra ».
Ma, indipendentemente da ogni altra considerazione, Via Pugliano è oggi conosciuta un po’ dovunque per il suo celebre mercato dei panni usati.

Via 4 Novembre

Si tratta di un’importante arteria progettata all’inizio degli anni trenta allo scopo di collegare il nuovo ingresso agli scavi di Ercolano con la stazione della ferrovia circumvesuviana di Pugliano. Essa fu destinata fin dal principio ad allacciarsi anche all’autostrada Napoli-Pompei, inaugurata proprio in quegli anni, quale logico e naturale collegamento di Ercolano alla nuova grande arteria turistica del golfo.

Via 4 orologi

E’ la strada che dal Corso Ercolano porta al bagno della Favorita. I vecchi cultori di memorie locali asseriscono questa via prese il nome da quattro orologi, che avrebbero dovuto essere sistemati nei lucernari della cupola di  Villa Campolieto. Gli orologi non furono mai sistemati nei lucernari, ma il nome alla strada rimase.

Via Roma

L’antica Via Cecere, che prendeva il nome dal proprietario di una costruzione indicata nella pianta Carafa come Casino del Cecere (ora Villa Passaro), segna il confine tra Portici ed Ercolano.
La strada, che scende fino al mare, giungeva un tempo fino al portino del Granatello, mentre oggi si arresta all’incrocio con Via A. Consiglio, già Via Marina.
L’attuale denominazione fu decisa con Deliberazione Podestarile 20-9-1931.

Via santa venera

Si tratta di una strada che ha assunto una fisionomia e dei nomi diversi rispetto all’epoca in cui le fu assegnata questa denominazione. Via S. Venera prendeva il nome da S. Veneranda, che nei secoli scorsi godeva a Resina di un culto particolare, e si snodava tortuosamente (prima che fosse rettificata a Resina la Via Regia delle Calabrie) dalla chiesa di S. Giacomo fino alla Villa De Bisogno, passando attraverso le attuali Via Fontana, Piazza Fontana e Via Dogana. (Cfr. cap. XXXI, note 4 e 12; cfr., altresì, Note d’arte e di storia relative al Santuario di Pugliano. Altare di S. Veneranda in <( Boll. parr. S. Maria a Pugliano », del 15-12-1952, pag. 2, e del 15-1-1953, pag. 2).

Via Semmola

E’ l’importante arteria che si trova a monte del Santuario di Pugliano e che collega con Via Palmieri Via Semmola prende il nome dal giureconsulto Vincenzo Semmola. Questi acquistò dai Borboni nel 1839 un fondo, la Fagianeria, che egli accrebbe e migliorò e dove, ricreandosi nello studio della natura, attese ad importanti lavori di agronomia, nella quale scienza divenne eccellente.

Via tironi di moccia

E’ la strada che collega Via IV Novembre con Via Marconi.
Nella topografia della zona litoranea tra Portici, Resina e Torre del Greco, rilevata da Francesco La Vega e annessa alla Dissertati-
isagogica, del Rosini, la zona è indicata col nome di Torrioni di Moccia.
Da rilevare che all’inizio di questa strada sorge la cappella Strigari dedicata a S. Francesco di Paola.

Via Winckelmann

Inaugurata nel 1964, collega Via Tironi di Moccia con Piazza Trieste e prende il nome dal celebre archeologo tedesco Winckelmann, le cui considerazioni estetiche « influenzarono il mondo delle lettere orientando lo stile e il costume dell’epoca verso quelle forme che da lui e dalla scoperta di Ercolano si dissero neo-classiche.