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La Madonna di Ampellone la sua storia secolare
15 settembre 2015
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Era una immagine bizantina della Madonna, venerata fin dai tempi più antichi; essa venne trafugata da mani ignote il 12 ottobre 1980.
La Madonna di Ampellone (fig. 4) era anche detta Madonna Antiqua per distinguerla dal simulacro in legno della Madonna delle Grazie che dal 1300 in poi troneggia sull’altare maggiore della Basilica.
Il titolo Madonna di Ampellone risale certamente al tempo in cui a Napoli (e nei dintorni di Napoli) si parlava la lingua greca e cioè nel periodo bizantino; dal VI secolo in poi Napoli era un Ducato che, attraverso l’Esarca di Ravenna, dipendeva dall’Imperatore d’Oriente.

Madonna di MPELLONEMa la più antica testimonianza che abbiamo del titolo Madonna di Ampellone, risale alla Santa Visita del 1423, ma è certo che detto titolo è assai più antico di quell’epoca. Ampellone è. parola evidentemente greca. Ampelon è un nome comune di genere maschile e significa «vigna»; il genitivo tou ampelonos significa della vigna. Il titolo, dunque, di Madonna di Ampellone può agevolmente significare Madonna della Vigna.
Questa spiegazione è quella che più soddisfa e per chiarezza etimologica e per ragioni ambientali e storiche. Infatti le pendici del Vesuvio sono state sempre famose, sin dall’antichità classica, per le belle vigne e per i prelibati vini. A sostegno di ciò ci sono due testimonianze storiche:

1) sappiamo con certezza che nei secoli IX-XI esistevano molte vigne sulle pendici del Vesuvio: lo ricaviamo da un grande numero di documenti di quel tempo raccolti nei Regii Neapolitani Monumenta e nei Regesta del Capasso;
2) inoltre, nella Santa Visita del 1578, ai tempi del Card. Burali D’Arezzo, dai conti riportati in quella occasione, sappiamo che le entrate annuali di S. Maria a Pugliano si aggiravano, in quel tempo, sui 590 ducati! Ebbene, di essi oltre 370 si ricavavano dal vino che i fedeli donavano per devozione alla Madonna o dal vino che si produceva nei campi di proprietà della chiesa. .
Ritornando alla immagine della Madonna di Ampellone, sappiamo che essa era dipinta su tela e incollata su una tavola; era stimata del IX secolo. Essa si trovava addossata a una parete della cappella di S. Maria Maddalena; un tempo le era dedicato un culto particolare come si rileva dalle Visite Pastorali degli Arcivescovi di Napoli.
Nella Santa Visita del Card. Decio Carafa, del 1619, così si legge: «Altare S. Mariae de Ampellone. Fuit etiam visitatum altare cum imagine B. Mariae nuncupata d’Ampellone, quod altare est situm a parte dextra intra arcum altaris majoris in quo est infrascripta descriptio» (segue la citazione della scritta della lapide sottostante il quadro della Madonna di Ampellone).
Nella Santa Visita del Card. Francesco Buoncompagno, del 1629, lo stesso altare si chiama: «ALTARE SANCTAE MARIAE ANTIQUAE SEU DE CAMPELLONE».

Nella Santa Visita del Card. Innico Caracciolo, del 1677, troviamo, per la prima volta, una menzione in lingua volgare dell’antichissima immagine e della cappella e dell’altare ad essa dedicati: «Dall’istessa parte (a destra dell’altare maggiore) vi è la cappella con l’altare con un quadro della Vergine Santissima ed il Figliuolo in braccio chiamata S. Maria Vecchia, cioè «Madonna Antica».
Tuttavia, fin dal secolo scorso, alcuni studiosi cominciarono a sostenere che quella tela non poteva dirsi la primitiva immagine della Vergine di Pugliano, la quale doveva essere una immagine ancora più antica, forse un dipinto murale o un affresco o mosaico che decorava l’antica abside della Basilica.
Nell’opuscolo su S. Maria a Pugliano scritto da Mons. Galante leggiamo: «Sappiamo pure di altre immagini della Vergine di Pugliano, ma non possiamo notare se abbiano relazioni con quella di Resina, e se il culto di Resina sia passato altrove. Nella chiesetta del Salvatore agli Orefici a Napoli si venera una immagine della Vergine, dipinta sopra tavola di stile bizantino col titolo di A1ater Dei o la Vergine di Pugliano, incoronata il 14 agosto del 1803. Narrasi che questa immagine fosse primariamente nella chiesa di Pugliano, a Resina, donde prodigiosamente venisse in quella del Salvatore cl Napoli ».
Nella Santi Visita del Card. Sisto Riario Sforza è confermata questa notizia.
In passato si credeva che la Madonna di Ampel1one, custodita a Pugliano, fosse dipinta su tavola di legno. Ma d,a un sondaggio fatto nel 1975 s’era ricavato che l’immagine della Madonna di Ampellone era dipinta su tela incollata alla tavola. Questo fatto ha indotto più di uno studioso a chiedersi se il quadro della Madonna, che si conserva a Napoli, non sia in effetti l’originale della Madonna cosiddetta Antiqua o di Ampellone.

Molti particolari, però, ci portano a pensare che la vera Madonna di Ampellone era quella che è stata rubata.
Infatti, anche se i bizantini non erano soliti dipingere su tela incollata su legno, ciò non significa che ignoravano questo procedimento. Anche se rare, si conservano immagini bizantine dipinte su tela e incollate su tavola di legno.
Inoltre, sul secondo quadro a sinistra nel Coro, è raffigurata la celebrazione della messa all’altare della Madonna di Ampellone (questo quadro è del 1728). Possiamp dire ciò in quanto la Madonna raffigurata sull’altare somiglia all’originale rubato della Madonna di Ampellone.
Infine, ci piace chiudere riportando questa nota tratta dal bollettino di S. Maria a Pugliano del 15 aprile 1924:

« Addì 17 novembre fecero visita al nostro Santuario due Eminenti prelati di Santa Romana Chiesa: l’Eminentissimo Cardinale Arcivescovo di Toledo e l’Eccellentissimo Arcivescovo di Madrid. Durante la visita, il quadro della Madonna di Ampellone destò l’ammirazione degli illustri visitatori, i quali, per meglio osservarne le finezze dell’arte, ordinarono che fosse sceso dal suo posto e così, da vicino, ne esaminarono le linee ed i profili e, nella loro alta competenza in materia di arte, ne riconobbero il pregio e la rarità».

Informazioni autore

Studioso ed autore di molti testi su Ercolano e le sue tradizioni