Immagini inedite alluvione del 26.9.1911

0 5 anni fa

Grazie alla gentile collaborazione del sig. Franco Cozzolino ci sono pervenute immagini inedite di quella terribile catasfrofe che fu l’alluvione del 1911. Per chi non l’avesse letto l’articolo di qualche mese fa ripubblico quello che fu il notiziario ufficiale dell’epoca che causò pensate danni per 5 miliardi di lire che paragonata alla cifre attuali corrispondeva a quasi un miliardo di euro.

 

intestazione

I danni del maltempo. – Durante l’altra notte a Varese, si scatenò un violento temporale che allagó in. diversi punti, la città. Gravissimi danni si constatarono neiadintornia specie in Valle Olona, a Robarello, in Val. Ganna ove la Varese-Luino à interrotta in vari punti.
Le officine elettriche di Sant’Ambrogio rimasero allagate, ma senza conseguenze. Maggiori furono i danni alla stazione di Valle Olona, dove l’acqua uscita dal letto dell’Olona sorpassò il livello del ponte e inváse i prati, raggiungendo il livello di un metro e mezzo, determinando il crollo di terrazze ed altri incidenti.
. Il paese di Porto Seresto venne completame,ate allagato, Fra Sondrio e Morbegno la ferrovia venne interrotta per una ventina di metri. Fortunatamente non si devono deplorare vittime umane, In seguito a nuove pioggie altri danni si sono verificati a Porlezza.
Il torrente Rezzo si è riversato sulla .strada provinciale e si è scaricato nel lago abbattendo il muro frontale della strada provinciale.
Si teme l’ostruzione del ponte. La truppa lavora a riparare la strada.
La stazione di Porlezza è allagata. Il servizio dei treni ò mantenuto fino al cancello estremo della stazione.
Il maltempo ha pure infuriato nella stessa notte a Napoli e dintorni.
Dalle notizie pervenute fino ad iersera si apprendo che i danni prodotti a San Giovanni a Teduccio, a Portici e soprattutto a Resina sono gravissimi. alluvione piccola
La viabilità à completamente interrotta da valanghe di fango, che raggiungono quasi l’altezza dei fanali.
Varie case sono crollate, altre sono pericolanti.
Moltissimi pianterreni sono interrati; le masserizie sono andate completamente distrutte. Le condotture dell’acqua, del gas e della luce sono rotte in diVersi punti.
Sono stati presi i più urgenti provvedimenti.
A Torre del Greco sono maggiormente danneggiate le vie XX Settembre e Nazionale e Vico Fiorillo, dove sono crollate due case, senza vittime.
In via Umberto è sprofondato il cortile del palazzo Scognamillo.
È perita una bambina di 5 anni.
Sono state costituite diverse squadre di soccorso.
In seguito all’alluvione, si è verificato un avvallamento sulla strada terrata a qualche chilometro dalla stazione di Torre del Greco, per cui il passaggio dei treni è interrotto.
Si sono soppressi guindi i treni in partenza per Castellammare di Stabia e Gragnano.
Ulteriori notizie apprendono che a Resina sono stati trovati quattro cadaveri, ma si teme che altre vittime siano sotto le macerie di
alcune case crollate.
A Torre del Greco si deplorano due vittime e due scomparsi sulla strada di Bella Vista, che è ridotta in modo irriconoscibile. E crollata dalle fondamenta la villa Fucile, edificata in parte su un vecchio pozzo. Gli abitanti per fortuna hanno potuto mettersi in salvo mentre la villa crollava con grande fragore.
Il prefetto, comm. Ferri, parti subito per i luoghi del disastro, si reco a presenziare i lavori di salvataggio e a distribuire i primi sussidi ai colpiti dalla alluvione.
Al Capo di Posillipo si è avuto uno sprofondamento stradale per una estensione di 500 metri.
Sono stati constatati gravi danni anche a Boscoreale ed a San Giovanni a Teduccio, ove le strade sono completamente ingombre ed è interrotto il servizio tramviario.

A seguito di quel terribile evento atmosferico che causò all’epoca nella zona del vesuviano danni per 5 miliardi di lire, una cifra sbalortiva per quei tempi, Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III, che intervenne sul posto pochi giorni dopo, assegnò a questi eroi l’onoreficenza al valor civile :

Migliardi Antonio, maresciallo dei RR. carabinieri – Guarino Raffaele, vice brigadiere id., 11 21 settembre 1911, in Resina, (Napoli), in occasione di iin violento nubifragio, davanó prova di grande coraggio e salvando col concordo di altri animosi, e con evidente loro pericolo – numerose, persone, minacciate nelle loro abitazioni, invase dalla corrente d’acqua e di fango.

Romanó Mario, studente il 21 settembre 1911, in Resina (Napoli), in occasione di un violento nubifragio, prestavasi coraggiosamente per venire in aiuto a persone in pericolo, rimanendo vittima del suo generoso ardimento, perchè travolto dalla impetuosa corrente di acqúa e di fango.

Di Fraía Franceseo, carabiniere – Lauri Parise, id. – Iavarone Biagio, id. aggiunto – Bulfone Giovanni, id. id. – Iardino Giusseppe, guardia municipale – D’Antonio Ciro, id. – Incoronato asquale, id. — Imperato Carmine ,- Pastore Natale appuntato – Gallo Antonio, carabiniere, il 21 settembre 1911, in Resina (Napòli), in occasione di un violento nubifragio prestavano opera coraggiosa con evidente loro pericolo, nel salvamento di persone minacciate nelle loro abitazioni dalla corrente di acqua e di fango.