Il Vesuvio e Resina sulle edizioni Baedeker le prime guide turistiche metà ottocento

0 2 mesi fa

A Thomas Cook, organizzatore nel 1864 ciel primo viaggio in comitiva in [talia che’ sia stato mai organizzato, può essere fatto risalire l’inizio di una nuova era, l’atto cii nascita del turismo moderno Cl). In quei primi anni del regno d'[talia si verificò tutta una serie di eventi che rivoluzionarono l’arte del viaggiare: l’avvento, delle ferrovie, l’apertura dei trafori del Fréjus e del Gottardo, l’inaugurazione della cosiddetta “Valigia delle Indie”, l’apparizione dei grandi breviari del viaggio nella Penisola di John Ruskin e di Jacob 8urkhardt, nonché quella dei Baedeker.

La storica svolta si può anzi riassumere proprio con le parole di questo grande benemerito del turismo moderno: Karl Baedeker.

Non è un caso infatti che i tre volumi rossi, telati, tascabili, dedicati ali’Italia dal celebre editore di Lipsia, appaiano proprio in quegli anni, tra il 1863 e il 1867.

Scriveva il Baedeker nella prefazione: «Dai tempi più remoti e sino al giorno d’oggi l’Italia ha esercitato una potente attrazione sugli abitanti di regioni più settentrionali, e un viaggio in Italia è stato spesso l’agognato desiderio di innumeri aspiranti viaggiatori. Oggi questo desiderio può essere appagato con comparativa facilità. Il Nord Italia è congiunto da una strada ferrata diretta con la parte meridionale della penisola fino a Napoli e Brindisi, e presto il compimento della grande rete permetterà di penetrare nell’ interno di province mai sinora percorse dal1′ ordinario viaggiatore. La rapidità di locomozione non è tuttavia il solo vantaggio ottenuto. Un unico sistema monetario è succeduto alle numerose e incomprensibili varietà di monete prima in uso; le noie inseparabili da passaporti e dogane, da cui il viaggiatore era assalio a ogni frontiera e perfino dinanzi a insignificanti cittadine, sono state per la maggior parte abolite, ed energiche misure sono state prese al fine di por termine alle estorsioni di vetturini, facchini e altri membri di questa irritante categoria di persone…».

I “Baedeker” rappresentarono in effetti l’apparizione di uno strumento di viaggio di una completezza, razionalità e meticolosità senza precedenti: un prezioso condensato di esperienze nell’arte del viaggiare creato dall’autore a costo di cluro lavoro, percorrendo di persona ogni itinerario e annotando i più minuti dettagli per ua nuova specie di viaggiatori che il progresso aveva creato proprio allora: i turisti.

È ora il caso di ricordare anche il turismo degli italiani, che, com’è noto, sbocciò in ritardo rispetto a quello dei forestieri e per contraccolpo delle voghe straniere. Qui daremo la parola all’ abate Stoppani, per il quale bisognava «applicare alla nazione il nosce te ipsum che la sapienza dell’antichità ha posto come base della sapienza dell’individuo… Nelle condizioni politiche che resero per tanto tempo gli italiani stranieri all’Italia, le stesse persone colte e meglio educate, si trovano sovente in difetto delle nozioni più elementari sul bel Paese».

Stranieri in patria: questa sua celebre frase ci fa comprendere perché negli italiani migliori il turismo fu subito concepito in chiave nazionale. Non era cioè, come per gli stranieri, ricerca di una seconda piccola patria; ma conoscenza della grande patria comune, appena riunita e ancora mal conosciuta. E così, mentre i forestieri calavano da noi e spesso si facevano cittadini di elezione del nostro paese, il turismo nostrano doveva aiutarci a «fare gli italiani».

Uno dei maggiori protagonisti dello sviluppo del turismo italiano fu Luigi Vittorio BertarelIi, fondatore del Touring Club nel 1894. Sua iniziativa fu l’invio vio ai soci, nell’ agosto del 1927, di 400 mila esemplari della Guida di Napoli e dintorni, nella cui prefazione si poteva leggere: «Napoli e dintorni: vi è qualcosa di affascinante anche nella semplice enunciazione del titolo. Ma noi riteniamo che il contenuto superi l’aspettazione, sia perché il lembo d’Italia descritto è uno di quelli in cui più sono condensati bellezze e fenomeni di natura impareggiabili, sia perché l’esperienza affinata ormai con un lungo esercizio, ha consentito di mettere a profitto tutte le risorse che potevano concorrere alla migliore riuscita del lavoro».

Ecco gli itinerari previsti per la classica gita dell’ascensione del Vesuvio:

«L’ascensione si fa abitualmente: l°, da Ovest, partendo da Pugliano (parte superiore di Resina), sia con la ferrovia funicolare Vesuviana, che ivi ha la sua Stazione inferiore (ed è questo il mezzo più rapido e più comodo e la via più frequente) sia con la carrozzabile dell’Osservatorio e di là per mulattiera e sentiero -2°, da Sud, partendo da Boscotrecase, per carrozzabile e carreggiata, poi per mulattiera -3° e 4°, da Ottaiano e da Somma Vesuviana, cioè da Nord Est e da Nord, salendo alla Punta del Nasone, la cima più elevata della cresta del Monte Somma. Queste varie vie di salita si prestano a diverse interessanti traversate. Si consiglia di fare l’ascensione con bel tempo e quando non spira scirocco. Preferire i periodi nei quali il vulcano è in una fase un po’ accentuata di attività. L’ascensione da Ovest non richiede equipaggiamento speciale, che invece è necessario per le altre […].

Ascensione da Occidente, per due vie:
a) con la Ferrovia e Funicolare Elettrica Vesuviana “Thomas Cook and Son” (Uffici nella Galleria Vittoria, via Chiatamone, Napoli). L’escursione, andata e ritorno da Napoli, richiede circa 5 ore. Con la Circumvesuviana (partenza ogni ora; fino a Pugliano, I classe, lire 2,20; III, lire 1,45; col diretto di lusso, 5,50 e 2,50); oppure in vettura (percorso poco comodo per la lunghezza e per lo stato delle strade) a Pugliano in 21-31 minuti, donde con la ferrovia e funicolare in 55 minuti all’orlo del cratere. Il prezzo del biglietto da Napoli alla Stazione superiore della Funicolare e ritorno è di lire 94,30 […].
Sulla Ferrovia Vesuviana si hanno normalmente 4 corse giornaliere, in coincidenza coi treni della Circumvesuviana: alle 8,45 (diretto), alle 10 (omnibus), alle 13,45 (diretto), alle 15 (omnibus).

Al ritorno, breve sosta a Pugliano; così che i viaggiatori possono essere di ritorno a Napoli rispettivamente alle 13,53, 14,51, 18,08, 18,51. Dal 15 maggio al 15 settembre, ogni martedì, giovedì e sabato si fanno corse serali da Napoli al cratere, in partenza da Pugliano alle 17,15 e ritorno in tempo per prendere l’ultima corsa del tram (ore 22,20) per Napoli (piazza Municipio) –

A Pugliano la Stazione inferiore della Vesuviana è di fronte a quella della Circumvesuviana. La lunghezza totale della Ferrovia e Funicolare Vesuviana è di circa 9 chilometri. Il primo tratto della Ferrovia, di 4 Km., è a semplice aderenza, con una pendenza massima dell’8%; il secondo tratto, di 1500 metri, è dentato, con la pendenza del 18-25% (dislivello, m. 346); il terzo tratto, di 0,2 km., ritorna a semplice aderenza con pendenza dell’ 8% e porta alla Stazione inferiore della Funicolare: questa, rifatta nel 1909-10 un poco a sud della precedente, distrutta dall’eruzione del 1906, è lunga 820 metri (dislivello, m. 385), con pendenza del 49-55%. Le vetture della Ferrovia sono capaci di 32 viaggiatori; quelle della Funicolare, di 20.

Stazione Inferiore Pugliano Cook, m. 67.

La linea gira verso Nord, poi prende la direzione Nord Est salendo tra vigneti che producono il Lacryma Christi, tra ville e giardini e numerose case coloniche. Si arriva alla colata lavica del 1858, poi a quella del 1872. Km 4, Stazione Centrale (generatrice). La linea si svolge nel tratto dentato e nel versante del M. Canteroni, attraverso castagneti sul margine di profondi burroni. La vista si allarga sempre più sul golfo e la Campania. Km. 6, Stazione Eremo, m. 596. Hotel Eremo in magnifica posizione in mezzo ad un grande parco, frequentato l’estate come stazione climatica (sconto del 10% ai soci del T.c.!. per un soggiorno di 1-2 giorni). Qui di solito i viaggiatori si fermano un’ora per la colazione e per la visita del vicino Osservatorio Vesuviano (m. 608), una grandiosa costruzione di stile neo-classico (circondata da un caratteristico giardino), fatta erigere da Ferdinando II su disegno di Gaetano Fazzini (1841-44) sul Monte Canteroni, propaggine estrema verso Ovest del Monte Somma e che, per la sua posizione elevata, è stata finora rispettata dalla lava.

La linea, che ritorna a semplice aderenza, gira sotto l’Osservatorio, poi riprende la direzione Sud Est; a sinistra, il Colle Umberto, m. 888, formatosi nel 1895-99; a destra, le lave del 1895-99, del 1858, del 1867. Tutta questa zona si sta attualmente trasformando in una grandiosa pineta per cura dell’Istituto forestale di Napoli. Si arriva a km. 8, Stazione Inferiore della Funicolare, m. 754. Già di qui, vista panoramica di’ tutto il golfo coi Flegrei, la costa sorrentina, le isole. Qui si passa nella vettura della Funicolare, la quale posa su un muro costruito nel pendio Ovest -Sud Ovest del cono, con pilastri affondati nel terreno ora sabbioso ora di vecchie colata laviche. Le vetture sono azionate da motori propri come quelli delle carrozze tranviarie, ossia per semplice aderenza e agiscono di comune accordo, collegate da una fune. II percorso dura lO minuti. km. 9, Stazione Superiore della Funicolare, m. 1137. Un poco più in alto, a m. 1170 si vede, sull’orlo del cratere, un’ altra Stazione, che fu abbandonata in seguito ad una frana avvenuta il 12 marzo 1911 (essa abbassò l’altezza del cratere, da quel lato, di circa 40 metri e avvenne mentre il convoglio stava per salire, ma non vi furono vittime) e venne sostituita dall’attuale […].

Dalla Stazione Superiore si prende a destra una comodissima stradetta lunga 400 metri e larga più di 2 metri e in circa lO minuti si arriva alla Capanna Vedetta della R. Aereonautica (è affidata all’Osservatorio Vesuviano per osservazioni meteorologiche e aero10giche) quindi all’ orlo Sud del cratere, dove una breve spianata, m. 1165, permette di sostare per osservare lo spettacolo dell’attività della bocca eruttiva. Guardando verso Sud si vedono le varie colate laviche del 1906, la più estesa delle quali giunse in vicinanza del Cimitero di Torre Annunziata. Il panorama sul golfo è immenso e affascinante. Di qui discesa nel cratere.

b) per carrozzabile, poi’;a piedi. La carrozzabile, di circa 9 chilometri, è mal tenuta, specialmente nell’ attraversamento delle lave, ma percorribile con auto. La carrozzabile si stacca a 380 metri dopo la Villa Reale di Portici, a sinistra (targa: Strada che conduce al R. Osservatorio Vesuviano), che prima discende poi a sinistra sale fra le case di Resina a Pugliano, traversa la Circumvesuviana, passa a destra della chiesa di S. Maria a Pugliano (via Giuseppe Semmola) dirigendosi a Nord Est tra folta vegetazione e salendo vivamente a soprapassare la ferrovia Cook. Alla Villa Semmola. m. 140, si piega a sinistra a vvicinandosi alla ferrovia, poi a destra verso la Masseria Buongiardino poi, parallelamente alla ferrovia, si arriva alla chiesa di
S. Vito, dove si attraversano le lave del 1767 e poco dopo, dirigendosi verso Sud Est, quelle del 1858-60, interessanti per la loro struttura spugnosa e per la superficie a mammelloni e cordami. Più in alto lastrada entra negli antichi tufi del Somma, nei quali si possono trovare cristalli di idocrasia o vesuvianite (silicato di alluminio e calcio): La strada con vive serpentine piega verso Nord Est, giunge al Piano delle Ginestre e, presso le rovine della casa dell’Eremita, m. 520, incontra la lava del 1895, con formazioni bellissime a cordami e che contengono grossi cristalli di leucite, detta granato bianco del Vesuvio. Di qui si sale alI’ Hotel Eremo e all’ Osservatorio, dove termina la carrozzabile. Quindi proseguendo a piedi per mulattiera lungo la ferrovia, si arriva alla Stazione Inferiore della Funicolare, prima della quale sono le lave compatte del 1858, di struttura schiettamente basaltica. Poi, per il sentiero a svolte detto delle guide, tracciato attraverso le scarie, i lapilli, le sabbie e le ceneri che costituiscono in massima parte il cono, si sale alla cima di questo. Lungo la salita da S. Vito al cratere il panorama viene sempre ampliandosi»