Il primo Re d’Italia a Resina in visita agli scavi

0 5 anni fa

La serie sei sindaci ha inizio al tempo di Giuseppe Bonaparte (1806-08), quando fu abolita l’antica «Università» e istituito, al suo posto, il «Comune».
Non essendo stato tuttavia possibile ricostruire la successione dei primi cittadini di Resina da quell’epoca fino all’Unità, ci limiteremo a indicare alcuni di . quelli che si sono avvicendati alla guida delle amministrazioni locali, dal 1860  nostri giorni, aggiungendo tutte le notizie che siamo riusciti a raccogliere sugli stessi.

Il primo ad inaugurare la serie fu, il 6-9-1860, Alfonso Correale, esponente di una famiglia facoltosa, nota tra l’altro per possedere edifici (1) e suoli (2). ;fra i problemi che la sua amministrazione dovette affrontare fu, preliminarmente, quello di trovare una decorosa casa municipale, per sistemarvi gli uffici fino a quel momento ospitati in locali di fortuna (3).
.Eletto sindaco una seconda volta (5-6-1866), il Correale si trovò ad occupare l’importante carica in un periodo in cui il nuovo governo nazionale concesse al soprintendente Giuseppe Fiorelli l’autorizzazione a procedere ai nuovi scavi nell’area archeologica di Ercolano. Ecco la cronaca dell’inaugurazione solenne dei lavori, tolta dal Giornale degli Scavi :

«Lunedì 8 febbraio (1869 N.d.A.) – Sua Maestà il Re (Vittorio
Emanuele II), accompagnato da S.A.R. jl principe Umberto, dai
Ministri Menabrea, Cantelli, Riboty, de Filippo, dal Generale Cialdini
e dall’ Ammiraglio Provana in mezzo a numeroso concorso di popolo,
poco dopo le ore nove a.m., è giunto in Ercolano. Lo hanno quivi
ricevuto il Soprintendente generale degli scavi comm. Fiorelli, il
segretario del Museo e l’ispettore degli scavi. Sua Maestà, dopo aver
osservato col più vivo interesse gli avanzi sotterranei del gran Teatro,
si è recato ad inaugurare i novelli scavi che dal R. Governo s’intraprendono
sopra un suolo che l’Amministrazione ha recentemente
acquistato dal sacerdote Pasquale Scognamiglio, e che confina ad
occidente col vicolo di mare ed a mezzogiorno si riattacca agli scavi
precedentemente fatti in questa città.

Il Ministro della RealCasa senatore Gualtiero ha pronunziato un discorso ove tra l’altro ha dato partecipazione del R. Decreto segnato oggi stesso con la data di Ercolano da Sua Maestà Vittorio Emanuele II Re d’Italia.
“Considerando che a Noi spetta l’esempio di tutte le grandi iniziative nazionali e la tutela del decoro di quanto forma patrimonio secolare delle glorie d’Italia, abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1 – Sul nostro bilancio della lista civile sarà stabilita una
somma di lire trentamila da ripartirsi in più esercizi all’articolo belle
arti incoraggiamento degli scavi di Ercolano.
Art. 2 – È stabilito un posto gratuito a nostre spese nella scuola
archeologica di Pompei. Le norme di ammissione’ saranno concentrate
fra il Ministro della Real Casa e il Soprintendente generale degli scavi
Comm. Giuseppe Fiorelli, Senatore del Regno. Il Ministro della R.
Casa è incaricato dell’ esecuzione del presente decreto. Dato in
Ercolano il dì 8 febbraio 1869. Firmato Vittorio Emanuele”.
Tutti gli astanti plaudendo hanno salutato questa comunicazione
con ripetute grida di Viva il Re; e S.M. visibilmente commosso, rjngraziando,
ha espresso con gentili parole la sua compiacenza al Comm. Fiorelli augurando buona fortuna ai nuovi scavi. La M.S. si è
quindi restituito in Napoli verso le ore 11 a.m., e per quest’oggi gli
scavi non sono stati più oltre continuati».

Altri meriti della civica azienda furono: l’acquisto (deliberazione consiliare del 16-2-1870) di parte del Demanio (nella proprietà una volta dei Barnabiti) per alloccarvi gli uffici municipali; la sistemazione delle via Savastano e Panto; la ricostruzione della via Trentola e della via Mare: la deliberazione (5-8-1870) di un regolamento per le guide e i facchini del Vesuvio, il primo di una serie he prefetti e sindaci adotteranno negli anni a venire per tutelare i diritti e precisarne i doveri.

Testo tratto da PROFILI E FIGURE volume IV di Ciro PARISI