David Packard Jr un americano che ha salvato Ercolano

0 7 mesi fa

davidpackardDavid Packard rafforza l’ impegno per Ercolano e apre una fondazione tutta italiana per continuare a restaurare l’ antica città vesuviana. Dopo 12 anni di attività e 18 milioni di euro erogati per salvare gli scavi di Ercolano da quel destino che invece sembra non risparmiare Pompei, il mecenate americano si lancia in una nuova sfida per salvare i beni culturali della Campania e non solo. MANCANO ancora poche settimane e la prefettura di Pisa approverà lo statuto della nuova “Fondazione istituto Packard per i beni culturali”. Una fondazione che si occuperà direttamente della gestione dell’ “Herc u l a n e u m C o n s e r v a t i o n Project“, che si realizza sotto il controllo della Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei. Una scelta che mantiene fede allo stile che il mecenate statunitense si è dato da quando nel 2001 corse al capezzale dell’ antica Ercolano: fare senza apparire. Nessuna sponsorizzazione, dunque, nessuna ribalta mediatica, niente a che vedere per esempio con quanto accade per il restauro del Colosseo sostenuto da Diego Della Valle.

Nessuna targhetta, niente pubblicità per un’ attività che deve restare filantropia allo stato puro. Così nasce la fondazione italiana di Packard: ha sede a Pisa, perché in Toscana la famiglia californiana ha una masseriae vi risiede quando è in Italia, e perché lì vi sono alcuni degli esperti che hanno lavorato al nuovo soggetto giuridico. A cominciare dall’ avvocato Michele Barbieri, che spiega: «Per il progetto Ercolano la fondazione americana Packard Humanities Institute ha agito tramite la British school di Roma, che era incaricata di pagare i lavori, stipulare i contratti. La British School resta partner scientifico, ma i soldi raccolti negli Usa arriveranno direttamente alla fondazione italiana, che svolgerà un’ azione filantropica nei settori dell’ archeologia, dell’ arte e si occuperà di portare avanti il lavoro avviato su Ercolano».

L’ archeologo inglese Richard Hodges, presidente dell’ American University di Roma, siede nel consiglio di amministrazione delle due fondazioni: sarà lui il delegato di Packard a sovrintendere al progetto Ercolano. «David Packard da tempo voleva fare una fondazione italiana. Agirà anche nel campo della musica e del cinema, che sono gli altri grandi interessi di Packard: si è già occupato di restaurare vecchie pellicole di Hollywood e di sostenere progetti musicalia Salisburgo». Ma si farà il museo archeologico a Ercolano? «Non si sa bene che tipo di museo si può fare, dobbiamo collaborare con la Soprintendenza – precisa il professor Hodges – ma noi proseguiamo il nostro impegno per evitare i problemi che ci sono per esempio a Pompei. David Packard vuole vedere un parco archeologico ben gestito per un pubblico internazionale. Vuole fare il massimo per Ercolano, questo resta il suo obiettivo, e per questo è nata la fondazione italiana». Che sarà operativa a settembre, non appena la prefettura di Pisa approverà lo statuto.

La nuova fondazione subentra in tutti i rapporti legali con il ministero dei Beni culturali. «Invece del contratto di sponsorizzazione – spiega il responsabile della fondazione, Michele Barbieri – useremo lo strumento della donazione liberale senza nulla in cambio». Dopo 12 anni di lavoro il team guidato dalla manager Jane Thompson e dall’ archeologo Domenico Camardo ha rifatto l’ 80 per cento delle coperture nel sito e rispristinato l’ antico sistema fognario, eliminando gran parte dei problemi di umidità che affliggeva le case di Ercolano sopravvissute all’ eruzione del Vesuvio, ha salvato decine di metri quadrati di affreschi e mosaici. E continuerà a farlo sotto l’ egida di questo professore californiano di latino e greco, 72 anni, figlio del fondatore della Hewlett-Packard, grande appassionato di arte e cultura europea.

fonte Repubblica online http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/20/packard-il-benefattore-di-ercolano.html