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I funerali solenni di Ettore Iaccarino eroe di Resina
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“La famiglia di Menotti Iaccarino ci ha inviato una copia digitale della “Gazzetta dell’Aeronautica” del 1926 contenente un articolo sui funerali del fratello Ettore, pilota abbattuto in Albania, che si tennero a Resina in forma solenne. Ringraziamo e pubblichiamo sperando così di rendere omaggio ad un illustre eroe, grande figlio di Resina”

Riportiamo integralmente l’articolo dell’epoca datato 22 Febbraio 1926.

LE SOLENNI ONORANZE AD ETTORE IACCARINO

Qualche settimana fa, Resina, uno dei piu’ ridenti e patriottici paesetti della plaga vesuviana, ha tributato solenni onoranze alla salma di un eroico cittadino: il valoroso sottotenente di vascello pilota Ettore Iaccarino, prode soldato ed intrepido volatore.

Fu educato sin dai primi anni ad una vita laboriosa ispirata ai nobili sentimenti del dovere e del piu’ alto patriottismo; seguendo poi vecchie tradizioni familiari scelse la carriera marinara: d’ingegno svegliato e dotato di una vasta cultura conseguì giovanissimo nel 1916 il diploma di capitano di lungo corso presso il Regio istituto Nautico di Napoli, e fu subito ammesso a frequentare la Regia Accademia navale di Livorno, di cui uscì, nel successivo 1917, con il grado di aspirante guardimarina di complemento.

 Destinato subito alla scuola d’Aviazione di Taranto, conseguì successivamente i brevetti di osservatore e di pilota e fu inviato alla Squadriglia Idrovolanti di Brindisi.

Ancora aspirante con decreto del 25 ottobre 1917 per un importante azione militare su Durazzo meritò un encomio solenne, che fu piu’ tardi convertito in una croce di guerra.

Promosso guardiamarina il 21 luglio 1917 e sottotenente di vascello il 16 maggio 1918, prese parte a numerosi bombardamenti di basi navali ed unità avversarie ed a tutte le azioni svolte in quell’epoca dalla sua squadriglia. Con decreto del 22 dicembre 1918 gli fu così conferita una medaglia d’argento al valor militare e piu’ tardi una croce al merito di guerra.

Un’altra croce gli venne poi conferita in occasione di un’interessante azione svolta insieme al valoroso Comandante De pinedo; i due intrepidi aviatori difatti “arditamente portavansi con il loro idrovolante su una munitissima base nemica, mai raggiunta da altri ed in pieno giorno assumevansi volontariamente di lanciare manifestini di propaganda pur non ignorando la sorte loro riservata in caso di cattura.

In seguito fu qualche tempo alla squadriglia idrovolanti di Napoli, finchè nel 1920 non partì per Brindisi ed indi il 17 giugno 1920 per Valona. partecipò così il giorno 18 giugno 1920 all’azione combinata fra esercito e marina contro gli insorti albanesi , levandosi in volo con un “F.B.A.”, con rotta verso Drasciovitza, in serivio di ricognizione.

Era in volo da oltre mezz’ora, quando improvvisamente, si vide l’idrovolante prima planare e poi cadere verso Penkova nelle linee degli insorti. A nulla valsero le immediate ricerche eseguite a cura delle truppe italiane e della nostra Base navale: il piu’ fitto mistero regnò quindi sulla sorte toccata al valoroso Iaccarino ed al suo compagno di volo; solo piu’ tardi il nostro console di Valona potè essere informato che l’apparecchio, colpito dal fuoco della fucileria nemica era precipitato in fiamme, causando la morte dei due intrepidi aviatori italiani.

Resina, grata perciò al sacrificio compiuto dal suo eroico figliuolo, ha voluto onorare la memoria in occasione dell’arrivo della sua salma gloriosa.

Ai funerali riusciti imponentissimi parteciparono largamente autorità e cittadini: il corteo formatosi dopo la cerimonia in chiesa, attraversò il Corso Ercolano, la via fontana la salita pugliano e la piazza omonima. Alla testa erano le guardie municipali, le guardie campestri ed i vigili daziari in grande uniforme, la banda civica, l’avanguardia fascista, le scuole municipali e private i giovani esploratori.

Seguivano la centuria di Resina della Milizia Nazionale, la squadra fascista Ettore Iaccarino con la fiamma, una compagnia del corpo Reale equipaggi, gli studenti medi ed universitari, il clero al completo e tutte le autorità civili e militari, nonchè una larga rappresentanza della R. Aeronautica. La salma gloriosa riposava su di un carro di artglieria fiancheggiato dai vessili delle Sezioni mutilati e combattenti di Resina, Portici, San Giovanni a Teduccio e Torre del Greco.

 

La salma, dalla chiesa di S. Agostino al carro fu portata a spalla dai fratelli dell’eroe e dalla Piazza Pugliano alla Chiesa da quattro ex combattenti decorati al valore.

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Le onoranze riuscirono austere e solenni, degne perciò dell’Eroe. Al padre di Ettore Iaccarino, Cav. Francesco Saverio, che vive nel culto della memoria del suo valoroso figluolo ed alla famiglia tutta inviamo intanto il saluto commosso e cordiale di aviatori italiani, che in Ettore Iaccarino ebbero un camerata buono, intelligente e valoroso.

 

BONIFACIO

Informazioni autore

Ex Dirigente delle Poste in pensione Profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi.