Gustavo Adolfo VI di Svezia il re archeologo innamorato degli scavi di Ercolano

0 4 mesi fa

Prendiamo spunto dall’intervista che lo scrittore Mario Carotenuto fece al Dottor Alfonso Negro presso il suo studio nei primi anni 80 e da grande appassionato e studioso quale era il Dottor Negro raccontò delle due grandi personalità che portarono gli scavi di Ercolano ad avere un successo mondiale a partire dal secondo dopoguerra.

Alfonso Negro racconta nell’intervista: “Uno dei piu’ grandi amici di Ercolano fu questo sovrano svedese, il cui amore per la cultura e la passione per le bellezze naturali ed artistiche dell’Italia erano universalmente noti. Ogni anno egli veniva nel nostro Paese, con la moglie e qualche nipote, a dirigere scavi archeologici. Non erano velleità da dilettante. La sua eccezionale competenza negli studi delle civiltà sepolte era riconosciuta dagli stessi professori Universitari di tale difficilissimo campo. Così come la sua collezione d’arte cinese era tra le piu’ interessanti al mondo. La storia dell’arte era la preferita da questo sovrano, che, oltre ai libri (soltanto la biblioteca personale ne aveva centomila), amava i viaggi di istruzione, la vita all’aria aperta, la floricoltura. Quando seppe che ero anch’io stato uno sportivo, per giunta vincitore di un torneo calcistico alle Olimpiadi di Berlino, mostrò un vivo interesse per la mia persona, invitandomi a fornirgli molti dettagli su quella mia esperienza: le persone che avevo conosciuto, gli atleti che avevo incontrato, e via di questo passo. Un uomo davvero eccezionale…”

Ma scopriamo un pò di piu’ chi era questo sovrano svedese e come mai tanto amore per l’arte classica.

Gustavo Adolfo era il figlio primogenito del re Gustavo V di Svezia (1858-1950) e della regina Vittoria (1862-1930), nata principessa di Baden. I suoi nonni paterni erano il re Oscar II di Svezia e Norvegia (1829-1907) e la regina Sofia di Nassau (1836-1913); quelli materni il granduca Federico I di Baden (1826-1907) e la granduchessa Luisa di Prussia (1838-1923).

Gustavo Adolfo nacque sabato 11 novembre 1882, alle 16.25, alla presenza del conte Arvid Posse, primo ministro, e del barone Hochshild, ministro degli esteri, con le loro rispettive mogli. Poco dopo, la sua nascita venne annunciata al popolo con 42 colpi d’artiglieria.

Il battesimo del principe si tenne al Palazzo Reale di Stoccolma il 25 novembre di quello stesso anno ad opera di Anton Niklas Sundberg, arcivescovo di Uppsala, con acqua che in teoria avrebbe dovuto essere originaria del fiume Giordano, ma che in realtà, per motivi di praticità, era stata presa dal pozzo locale del castello.

Presenti alla cerimonia furono anche Claes Herman Rundgren, vescovo di Karlstad, e Frithiof Grafström. Per la presentazione ufficiale del piccolo alla corte venne usata una culla che già aveva accolto Carlo XII di Svezia ancora infante. Gustavo Adolfo trascorse gran parte della sua infanzia tra il castello di Tullgarn ed il castello di Mainau, presso i genitori della madre. La regina Sofia, sua nonna, spesso lo invitava al palazzo di Ulriksdal.

Il principe godette di un’ottima istruzione privata e si guadagnò il diploma di maturità nel 1900, iscrivendosi nella primavera dell’anno successivo all’Università di Uppsala, ove ebbe l’occasione di avere per docenti lo storico Harald Hjärne, il politologo Simon Boezio, l’economista David Dodsworth e l’archeologo Oscar Almgren, che largamente influenzò la sua passione per l’archeologia e lo coinvolse nel ritrovamento di alcuni reperti dell’età del bronzo presso gli scavi di Håga Kurgan, ora conservati presso il museo storico di stato.

 Nel contempo, Gustavo Adolfo ricevette un addestramento militare ed ottenne la qualifica di ufficiale nel 1902. Entrato nell’accademia, nel 1909 ne uscì col grado di Capitano per poi giungere nel 1913 a quello di Maggiore, Tenente Colonnello nel 1916 e Colonnello nel 1918, sino a passare al grado di Tenente Generale nel 1928. Gustavo Adolfo parlava fluentemente, oltre alla lingua madre, anche l’inglese, il francese e il tedesco. Leggeva bene anche l’italiano ed il latino, ma non era abile nel parlarli. Il 10 maggio 1906 venne eletto membro onorario dell’Accademia Reale delle Scienze di Svezia.

Il 29 ottobre 1950 Gustavo divenne re all’età di 68 anni, alla morte di suo padre Gustavo V. A quel tempo egli era il più vecchio tra i principi ereditari del mondo. Il suo motto personale era Plikten framför allt, “Il dovere innanzitutto”. Durante il regno di Gustavo VI Adolfo, stavano avviandosi i lavori per rimpiazzare la costituzione svedese del 1809 con un nuovo documento più al passo coi tempi. Tra le riforme che la nuova costituzione implicò vi fu la rimozione della frase “Il re da solo governi il reame” che rimandava a tesi assolutiste.

Le qualità personali di Gustavo VI Adolfo lo resero popolare tra il popolo svedese e questo fu uno dei motivi per cui in epoche di cambiamento la monarchia in Svezia mantenne salde le redini al governo. L’attenzione e l’esperienza accumulata dal re in campo architettonico e botanico lo resero rispettato ancor più in quanto, seguendo la propria inclinazione naturale, si presentò al pubblico informale e naturale evitando gli sfarzi e il lusso del suo ruolo. Gustavo VI Adolfo fu un archeologo di formazione, nonché appassionato di studi classici.

Il re morì nel 1973, dieci settimane prima del suo 91º compleanno, all’Ospedale di Helsingborg dopo una polmonite. Egli venne succeduto al trono dal ventisettenne nipote Carlo XVI Gustavo, figlio del principe Gustavo Adolfo, duca di Västerbotten. Rompendo la secolare tradizione, egli non venne sepolto nella Riddarholmskyrkan di Stoccolma ma nella Kungliga begravningsplatsen di Haga a fianco delle due mogli premortegli.

Interessi personali

Il principe ereditario Gustavo Adolfo incontra alcuni calciatori inglesi (c. 1910-1915).La reputazione del re per i suoi molteplici interessi personali era conosciuta a livello nazionale e internazionale. Gustavo VI Adolfo era appassionato di archeologia e venne ammesso come membro della British Academy per la sua opera di botanica nel 1958. Gustavo VI Adolfo prese parte a spedizioni archeologiche in Cina, Grecia, Korea e Italia e fondò l’Istituto svedese di studi classici a Roma.

Gustavo VI Adolfo possedeva un’enorme biblioteca privata consistente in 80.000 volumi e, cosa più impressionante, egli ne aveva letta una buona parte. Egli aveva interessi specifici nella letteratura dell’arte cinese e della storia orientale. Altra sua area di grande interesse era la botanica che egli coltivava anche come hobby nel giardinaggio, al punto da venire considerato un vero esperto nel campo dei Rododendri.

A Sofiero (residenza estiva reale) egli creò una delle migliori collezioni al mondo di rododendri. Come suo figlio, il principe Bertil, Gustavo VI Adolfo fu un appassionato di sport per tutta la sua vita e giocava regolarmente a tennis, golf e praticava la pesca sportiva per scopi benefici.

Fonti:

Mario Carotenuto – ALFONSO NEGRO campione nello sport e nella vita – Editore Effegi

https://it.wikipedia.org/wiki/Gustavo_VI_Adolfo_di_Svezia