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2 aprile 2014 alle 18:44

Ciro Buonajuto nasce a Resina il 27 gennaio 1906, frequenta nella Napoli degli anni Venti il liceo classico “Garibaldi”, noto allora per severità degli studi, che raccoglieva i giovani della Provincia di Napoli più inclini e capaci nelle materie umanistiche, molti dei quali segneranno la storia civile della prima Repubblica: tra i tanti, Giovanni Leone, che di Ciro Buonajuto fu amico e collega. Conseguita nel 1929, col massimo dei voti e la lode, la laurea in giurisprudenza presso l’Università’ di Napoli, fu nello studio dello zio materno che ha i primi contatti con la pratica legale, apprendendo i rudimenti di quell’arte oratoria che, misurata e trascinante allo stesso tempo, gli fa’ presto guadagnare la generale simpatia degli ascoltatori e lo accompagnerà per tutta la sua intensa vita professionale. Nel 1930 vince il concorso per l’accesso alle avvocature ed inaugura il suo primo studio legale in Resina, al Corso Ercolano, poi, anche a Napoli, alla Via dei Mille n.47, facendosi presto apprezzare per il rigore della condotta e la qualità di giurista.

Richiamato alle armi nel 1941 e congedato con i gradi di maggiore e la croce al merito di guerra, Ciro Buonajuto continua, nel dopoguerra, la sua professione di avvocato, che gli conferì una notorietà nazionale. coniugandola a quella dell’uomo politico. Egli, infatti, è coinvolto nell’appassionato dibattito sull’assetto istituzionale della Repubblica voluta dai Costituenti e sulla sua collocazione internazionale nella difficile stagione della “guerra fredda”. Il suo impegno sociale e professionale lo ha portato a diventare uno dei padri della democrazia nei Comuni vesuviani. Egli, ha contribuito da protagonista alla ricostruzione morale e civile della Nazione ed alla sua grande ripresa economica. Tra le alte cariche ricoperte, sul territorio, si ricorda quella di commissario per gli alloggi e, poi, segretario della Democrazia Cristiana, Sindaco di Ercolano.

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Durante il suo impegno politico la città di Resina cambio la propria denominazione in Ercolano, perchè come lui scrive “non per un nostalgico mutamento di nome, ma perche’ Resina aveva esaurito il suo ruolo di reggente e depositaria di antiche glorie, ed era giusto e legittimo che restituisse ad Ercolano quello che era stato sempre di Ercolano, il diritto al nome e al certificato di nascita”. L’Avv. Ciro Buonajuto, grazie alle sue qualità professionali, ha patrocinato in tutta Italia, affascinando i Giudicanti ed il colleghi per la sua onestà, l’umiltà e austerità dei costumi. Oratore forbito e coltissimo, che, pur affidandosi all’eloquenza non intendeva correre i rischi della cattiva retorica, Egli riteneva che la professione di avvocato deve essere finalizzata esclusivamente alla crescita sociale attraverso la legalità e soprattutto la giustizia. Ciro Buonajuto si spegne all’improvviso nel suo studio di Ercolano, l’8 gennaio 1986, tra le sue carte ed i suoi fascicoli, nel mentre adempiva i propri doveri di avvocato: lasciando ai figli Renato ed Antonio il testimone di una vita professionale e civile intensa e corretta. Della sua attività di professionista di altri tempi, circondato da stima e rispetto generali, rimane una deliberazione del Consiglio dell’Ordine degli avvocati e dei procuratori di Napoli che, in data 20 dicembre 1983, offrì all’Avvocato Ciro Buonajuto una medaglia d’ oro, in ricordo della sua lunga carriera professionale nella quale si distinse per competenza, probità e attaccamento alla toga. Il ricordo di Ciro Buonajuto è ancora vivo tra quanti lo conobbero e ne compresero la saggezza dei comportamenti e il progetto politico.