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Presentazione del libro Disinformazia di Francesco Nicodemo presso le scuderie di villa favorita
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Domenica 8 ottobre 2017 alle ore 11:30 si è tenuta la presentazione del libro DISINFORMAZIA – La comunicazione al tempo dei social media di Francesco Nicodemo.

Hanno partecipato il Sindaco avv. Ciro Buonajuto, Piero de luca della segreteria regionale del PD  e Francesco Nicodemo autore del libro esperto di comunicazione ed innovazione digitale.

presentazionedisfinroamzia

La presentazione è stata moderata dal giornalista de IL MATTINO Paolo Mainiero.

Informazioni sull autore.

Francesco Nicodemo, classe 1978, esperto di Comunicazione ed innovazione digitale, lavora a Palazzo Chigi nello staff del Presidente del Consiglio. Già consigliere della comunicazione di Matteo Renzi, è stato il responsabile nazionale del PD tra il 2013 ed il 2014. Collabora con l’Università Luiss di ROMA alla cattedra di Diritto del Web.

Per coloro i quali volessero acquistare il libro nella zona del vesuviano possono rivolgersi alla :

Informazioni autore

Exhibit Design – laboratorio di Architettura per la Musica all’aperto
04_brochure_Pagina_1 - Copia

“Exhibit Design – laboratorio di Architettura per la Musica all’aperto”

Un Corso-Percorso Formativo per acquisire conoscenze di exhibition design, metodi avanzati per progettare e curare una mostra di design e la realizzazione di ReS (Resonant String shell) ovvero un manufatto temporaneo in legno per la musica e lo spettacolo all’aperto, autocostruito, arredato e illuminato. Una struttura pensata come una vera e propria macchina scenica per la musica da camera all’aperto, realizzata con materiali economici e tecniche elementari, reversibile e per sua natura sostenibile.
I partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione ed il materiale didattico.
Il corso verrà attivato al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti pari a 60.

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La NETCON S.r.l. è un organismo accreditato presso la Regione Campania, utilizza per la formazione un modello innovativo che supera il concetto di corso professionale statico per quello più ampio di azione formativa globale, individualizzata e flessibile che determina qualità, specializzazione ed alta professionalità.
La NETCON S.r.l. è nata nel 2001, per l’impresa pubblica e privata, con lo scopo di svolgere un’attività di consulenza, formazione e sviluppo software in materie a lei congeniali quali informatica, telematica, organizzazione e gestione d’impresa.
L’Ente opera con proprio knowhow nei settori della Formazione, Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane, Creazione d’Impresa e Sviluppo Locale.
In collaborazione con partner nazionali e internazionali quali Associazioni, Aziende, Università, Istituti Scolastici Superiori, è impegnata da anni nella progettazione e nell’attuazione di percorsi formativi e di orientamento finanziati da: MIUR, Regione Campania e Fondo Sociale Europeo nell’ambito delle politiche comunitarie volte allo sviluppo ed alla promozione delle sinergie tra i diversi stati membri ed alla riduzione delle disparità tra le aree più ricche e quelle più disagiate dell’Unione Europea.
NETCON si rivolge specialmente ai lavoratori che intendono approfondire le loro competenze e migliorare la loro professionalità o che hanno bisogno di formazione professionale attestata per regolarizzare la propria situazione lavorativa.
La formazione erogata ha il duplice obiettivo di sviluppare le competenze disciplinari, metodologiche e di processo delle persone che ricoprono ruoli e svolgono mestieri chiave per l’azienda e contemporaneamente supportare l’evoluzione continua del prodotto, dell’organizzazione e della tecnologia. In questi ambiti merita di essere sottolineata la continuità che la Netcon offre alle attività di formazione e addestramento.
ThesignEvent nasce a Napoli con lo scopo di promuovere la cultura di progetto e di design in contesti regionali, nazionali ed internazionali.

L’Associazione persegue finalità di sviluppo e divulgazione della cultura di progetto attraverso attività di ricerca e formazione, valorizzando ogni risorsa che possa essere occasione di innovazione, progetto, sviluppo e supporto ai professionisti, all’artigianato ed alle attività territoriali. Sostiene e gestisce processi di relazioni tra mondo professionale, enti ed aziende con azioni mirate alla promozione del territorio e delle sue tradizioni. Attraverso piani formativi, workshop, eventi e convegni investiga le relazioni tra architettura, design e territorialità. L’Area Formazione, che opera su indirizzo di un Comitato Scientifico di alto profilo formato da Professori universitari, Storici del design e Professionisti del settore scelti ogni volta con particolare attenzione e perizia, organizza corsi e convegni in materie di architettura e design il cui ricavato va a sostenere i progetti dell’Associazione.

Fan page ufficiale

https://www.facebook.com/exhibitdesignformazione/

Sito ufficiale TheSign event

http://www.thesignevent.it/percorsi/

 

Bando

 

Per scaricare Allegati e documentazione

Bando Allegato A scheda iscrizione Allegato B dd_n_7_2017 Brochure
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Brochure

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Rete wi-fi comue di ercolano, gratis fino a tre ore al giorno di navigazione in internet
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È stata presentata ufficialmente la Rete Wi-FI del Comune di Ercolano che consentirà l’accesso gratuito ad internet in vari punti della città. Sono per il momento 15, infatti, gli access point attivi che consentono la connessione ad internet mediante la rete “Città di Ercolano WIFI” installata in prossimità dei luoghi più frequentati della città (Scavi, Mav, Villa Maiuri) e nei pressi di tutti gli edifici comunali. Altri quattro hot-spot, inoltre, sono in via di attivazione in via Marconi, Piazzale Stazione, Parco Inferiore di Villa Favorita e Cimitero.

(la mappa completa: https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=17Sak9hsoZqeqB0QEWceVBOGx2K0 )

 article

Per effettuare l’accesso e poter ricevere fino a 3 ore al giorno di internet gratuito è necessario accedere attraverso la rete Città di Ercolano WIFI, registrarsi con i propri dati ed il proprio numero di cellulare e scegliere le proprie username e password (la registrazione può essere effettuata anche mediante la pagina https://ercolano.publicwifi.it/).

 «Nell’epoca in cui tutto passa attraverso internet, dotare la città di una rete wi-fi gratuita era una delle priorità che avevamo individuato. Si tratta di una novità che si rivolge principalmente ai giovani, ma che coinvolgerà una gran parte della popolazione visto che oggi c’è almeno uno smartphone in ogni famiglia. Fatto il primo passo, siamo già al lavoro per installare nuovi hot-spot e, nel giro di qualche settimana, coinvolgeremo i commercianti in modo da estendere ulteriormente la rete wi-fi in tutte le zone della città», così il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto.

La rete wi-fi del Comune di Ercolano è federata con la Rete Nazionale Free ItaliaWiFi, che opera già in decine di città italiane. «Grazie all’adesione alla Rete Nazionale, le stesse credenziali per accedere al wi-fi comunale di Ercolano consentiranno di accedere anche alle reti di città come Roma, Torino, Venezia, Genova e tante altre – dice Paolo Grillanti, responsabile del Centro Elaborazione Dati del Comune di Ercolano che ha  coordinato il lavoro per la realizzazione del wi-fii gratuito a Ercolano -. Utilizzando esclusivamente risorse open-source, siamo riusciti a portare a termine il progetto praticamente a costo zero per l’Amministrazione Comunale. Si tratta di una buona prassi che continueremo a portare avanti per offrire ai cittadini servizi sempre più efficienti».

link all’articolo sul sito del comune di ercolano

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Informazioni autore webmaster

CMS WordPress, Joomla, Prestashop. Open source community membership. Referente sul territorio Informatica Solidale.

Il comune di presenta a villa maiuri il progetto di wifi gratuita sul territorio di Ercolano
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Venerdì 14 ottobre 2016 alle ore 19:30 nella sala di Villa maiuri verrà presentato il progetto comunale della wifi gratuita per tre ore al giorno che sarà distribuita con degli hotspot in venti punti strategici della città.

 

fonte: https://www.comune.ercolano.na.it

webmaster

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La ferrovia funicolare vesuviana da pugliano al cratere una storia attraverso due secoli
ferrovia funicolare vesuviana

Verso il 1870 il finanziere Ernest Emmanuel Oblieght ebbe l’idea di costruire una funicolare sul Vesuvio. Nel 1878 ottenne la concessione di suoli e la locazione dei suoli per trenta anni. Il progetto, redatto dall’ingegnere Olivieri, prevedeva due direzioni lungo le quali scorrevano altrettante carrozze del peso ciascuna di 5000 kg tirate da cavi d’acciaio grazie a delle macchine a vapore da 45 hp.

Tracciato

Tracciato della ferrovia funicolare Vesuviana

Il costo dell’opera, che fu completata nel 1880, ammontò a 435.000 lire. Il 25 maggio prima dell’inaugurazione ufficiale si era riunita in Napoli la Commissione per il collaudo ed il 6 giugno, verso le 5 pomeridiane, fu inaugurata la funicolare del Vesuvio. Al brindisi parteciparono il senatore Piedimonte, presidente della società esercente la linea, il sindaco di Resina ed il sindaco di Napoli. Il 10 giugno la funicolare, diretta da Enrico Treiber, fu aperta al pubblico iniziando così il servizio regolare.

La linea della funicolare sul Vesuvio. Nel 1886 Oblieght cedette la funicolare, in difficoltà finanzarie, alla francese Société Anonyme du Chemin de fer funiculaire du Vesuve, la quale la cedette a sua volta due anni dopo alla britannica Thomas Cook & Son. Con l’avvento della nuova compagnia si procedette al rinnovo dei rotabili, ma anche la nuova gestione continuò ad avere scarso successo, a causa della difficile accessibilità alla funicolare da Napoli e delle pressanti richieste estorsive delle guide locali, che incendiarono una stazione, tagliarono i cavi e spinsero giù per il burrone una carrozza. John Mason Cook, che nel frattempo era succeduto al padre Thomas morto nel 1892, giunse ad un accordo con le guide sulle somme da corrispondere per ogni passeggero trasportato.

IL primo novecento la funicolare si completa che la ferrovia funicolare vesuviana da Pugliano

La nuova ferrovia leggera, in parte a cremagliera, costruita nel 1903 sul tratto Pugliano (Resina)-San Vito-Osservatorio-Vesuvio (Stazione Inferiore) contribuì a raddoppiare il numero dei turisti trasportati al cratere, anche grazie alla vicinanza della stazione di Pugliano con la stazione di Resina della ferrovia Napoli-Pompei-Poggiomarino.

Stazione di Pugliano a m 70

Questo spinse la compagnia a demolire i vecchi impianti ed a costruire una nuova funicolare più funzionale, con motori elettrici al posto degli antiquati e dispendiosi motori a vapore, binario unico con raddoppio a metà percorso (anziché a monorotaia); inoltre entrarono in servizio nuove carrozze più capienti. La linea così ricostruita entrò in funzione nel settembre 1904.

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Stazionamento Via ulivi inaugurato nel 1913

Ma il fiorire della tecnologia agli inizi di secolo fu offuscato da una tremenda eruzione, quella del 1906. Il 7 e l’8 aprile furono distrutte la stazione inferiore e superiore, le attrezzature, i macchinari, le due vetture della funicolare; il tutto fu sepolto sotto una coltre di cenere alta 20-30m.

Stazionamento Cook a San vito

Stazionamento Cook a San vito m 195. Cambio vettura con tratto a cremagliera

In poco tempo i danni alla ferrovia elettrica furono riparati, mentre solo nel 1909 su progetto dell’ingegnere Enrico Treiber, i lavori per una nuova funicolare ebbero fine. Una frana occorsa il 12 marzo 1911 presso la stazione superiore provocò una nuova interruzione della funicolare, che riaprì il 3 febbraio 1912 previo arretramento della stazione di monte di circa 80 metri.

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Stazione Osservatorio Eremo ripresa tratto a trazione elettrica m 596

Nel 1927 la “Cook” cedette la concessione alla Ferrovia e funicolare vesuviana Società Anonima Italiana[8], società controllata dalla Cook stessa[9]. L’impianto rimase in funzione fino al 1944, allorché il Vesuvio si risvegliò. La funicolare, già sotto il controllo degli alleati dal 1943 subì danni irreparabili, e non fu più ricostruita.

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Stazione funicolare inferiore 753 m

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Convoglio della funicolare per arrivare fino a quota mille sul cratere

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Risalita della funicolare

Finita la guerra la Thomas Cook Group vendette gli impianti superstiti alla S.F.S.M.(Strade Ferrate Secondarie Meridionali S.A.) che nel 1947 la rimise in funzione. La SFSM (Oggi Circumvesuviana) per meglio gestire l’impianto creò la Società Ferrovia e Funicolare Vesuviana e nel 1953 la funicolare fu sostituita da una più moderna seggiovia.

Tra il 1947 ed il 1961 l’impianto funzionò regolarmente trasportando sulla cima del Vesuvio anche mille persone al giorno. Il 31 maggio 1961 la Società Ferrovia e Funicolare Vesuviana mutò la propria ragione sociale in Seggiovia ed Autolinee del Vesuvio S.p.A. sempre controllata dalla Circumvesuviana.

Col passar del tempo la seggiovia divenne poco adatta al trasporto dei turisti, perché spesso inagibile a causa del vento, che faceva dondolare pericolosamente i sediolini, e perché incapace di trasportare contemporaneamente le sempre più numerose comitive che trovavano più agevole proseguire lungo la strada asfaltata aperta dal 1955 fino al parcheggio posto a quota 1.000.

Nel 1984, per i motivi precedentemente citati, anche la seggiovia fu fermata per sempre. Dal 1953 al 1984 l’impianto ha trasportato quasi centomila persone l’anno, di cui oltre la metà provenienti da tutto il mondo.

 

Fonti web :

https://it.wikipedia.org/wiki/Funicolare_vesuviana

http://www.vesuvioinrete.it/stazione_cook.htm

 

 

 

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Progetti dimenticati la nuova funicolare del vesuvio di Nicola Pagliara
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In occasione della  proposta del Presidente della Regione Campania De luca di voler ripristinare la funicolare del vesuvio, riproponiamo uno dei primissi articoli relativo al progetto della nuova funicolare del Vesuvio che si sarebbe dovuto realizzare verso l’inizio del 1992 a firma del prof. arch. Nicola Pagliara.

La chiusura della seggiovia era stabilita per il 14 febbraio 1983, data di scadenza dell’agibilità dell’impianto: la “vita tecnica” di un impianto a fune non può infatti superare i trent’anni di esercizio, dopo di che bisogna rinnovare l’intero complesso dagli organi di trazione ai tralicci e dalle carrucole alle seggiole adeguando il tutto alle nuove, aggiornate normative di sicurezza.
La Società esercente riuscì tuttavia ad ottenere uno slittamento di due anni da questa data per cui la seggiovia sarebbe stata disattivata improrogabilmente il 14 febbraio 1985: la chiusura definitiva avvenne invece nel settembre del 1984 allorché, durante un violento temporale un fulmine danneggiò seriamente il cavo di trazione.

Visto l’insoddisfacente servizio offerto dalla seggiovia, il Consiglio Regionale della Campania deliberò nel 1980 la costruzione della nuova funicolare ed il relativo progetto venne inserito nel piano triennale di sviluppo approvato dallo stesso Consiglio nel novembre 1994.

Il mancato decollo dell’area vesuviana pur ricca di attrattive naturali, storiche e culturali, era facilmente individuato nella difficoltà di trasporto in assenza di un sistema viario in grado di smaltire l’intenso traffico locale e di consentire un rapido accesso alle zone di maggior interesse turistico.

La gestione Diretta Trasporti Pubblici della Regione Campania “Linee del Vesuvio” istituita nei primi mesi del 1987 dispose una gara internazionale di appalto per la costruzione della nuova funicolare che venne aggiudicata all’ANSALDO Trasporti mentre la progettazione delle stazioni e delle carrozze venne affidata all’architetto prof. Nicola Pagliara, un esperto del settore. Il progetto esecutivo dell’impianto fu approvato dalla Regione Campania e successivamente dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali e dagli altri Ministeri competenti.
Pareva che tutto andasse per il meglio: i giornali napoletani dedicarono molto spazio all’argomento pubblicando articoli dai toni entusiastici, ricchi di notizie non solo storiche su questo particolare mezzo di trasporto; si accennò finanche ad un eventuale ritorno della tranvia.

Nicola_PagliaraNel 1988 l’architetto Nicola Pagliara, già conosciuto per altri progetti simili, si aggiudicò la gara per la progettazione e la realizzazione di una nuova funicolare per il Vesuvio. Il costo dell’opera ammontava a tredici miliardi e mezzo di lire.

La nuova funicolare avrebbe richiamato folle di turisti sul Vesuvio in occasione del Campionato Mondiale di Calcio in programma allo stadio San Paolo nel 1990 e si era stabilito che nel corso della cerimonia dell’inaugurazione sarebbero echeggiate le note della canzone “Funiculì funiculà” cantata dal grande tenore Luciano Pavarotti. Una dose di ottimismo generale senz’altro eccessiva…

Le imprese aggiudicatarie dell’appalto-concorso, riunite in consorzio, (la Ansaldo Trasporti di Napoli e la Ceretti-Tanfani dì Milano) avevano una scadenza: consegnare l’opera entro 450 giorni a partire dal momento della consegna dei lavori avvenuta, a metà settembre 1991, dopo aver ottenuto tutti i permessi e le autorizzazioni necessarie.

funicolare-vesuvio-1990

L’avvio fu quanto mai spedito, in breve tempo vennero abbattuti i tralicci e le due stazioni della seggiovia. La demolizione di quella inferiore riservò una emozionante sorpresa: durante lo sbancamento della coltre di ceneri e di lapilli, divenuta nel tempo compatta come una roccia, che nel 1944 aveva ricoperto quasi del tutto la vecchia stazione, proprio lì dove aveva inizio il binario di corsa, dal materiale rappreso spuntarono i resti di una vettura della vecchia funicolare: della cassa, in quanto lignea, nessuna traccia, il telaio metallico invece era praticamente intatto.

Era stato inoltre avviata la realizzazione delle due nuove stazioni progettate  dal prof. Pagliara; di quella a valle, in particolare, era stata costruita, a livello
stradale, una grande piattaforma in cemento armato al di sopra della quale sarebbe sorto il fabbricato viaggiatori mentre al di sotto avrebbero trovato posto i motori e le varie apparecchiature indispensabili per il funzionamento dell’impianto, era stata poi anche realizzata, per lungo tratto, la trincea con la piattaforma in acciaio e cemento sulla quale si sarebbe dovuto posare l’armamento.

Erano però trascorsi sei mesi dall’apertura dei cantieri che il Comune di Torre del Greco, ritenendo che parte del tracciato nonché la stazione inferiore della costruenda funicolare ricadessero sul suo territorio, con ordinanza del 28 maggio 1992 sospese i lavori intrapresi sul territorio di sua pertinenza richiedendo la demolizione delle opere abusivamente realizzate ed il ripristino dello stato dei luoghi. In effetti sul foglio catastale n. 36 del Comune di Torre del Greco risultava che il tracciato della funicolare distrutto dall’eruzione del 1944, ad esclusione della stazione superiore, insisteva tutto sul territorio di questo Comune. Com’era possibile?

Ecco cosa era accaduto. L’antica funicolare, quella di “Funiculì funiculà” per intenderci, la quale ricadeva interamente sul territorio del Comune di Ercolano venne demolita nel 1904 e ricostruita dalla società Cook, secondo criteri tecnici più al passo con i tempi, esattamente sul vecchio tracciato.
Questa nuova funicolare riprese ad andare allegramente su e giù lungo il fianco del vulcano soltanto per breve tempo perché la furia della natura avrebbe spazzato in un amen l’opera dell’uomo. Nell’aprile del 1906 infatti, come accennato nella precedente puntata, ebbe inizio una tremenda eruzione che incenerì letteralmente la funicolare appena ricostruita.

La Cook, lungi dall’arrendersi, ricostruì ancora una volta l’impianto che venne inaugurato nel 1909: stavolta però, il tracciato, che prima era rettilineo, fu modificato. Per diminuirne la pendenza, infatti, invece di seguire la generatrice del Gran Cono, fermo rimanendo il punto in cui sorgeva la stazione superiore, il tracciato venne ricostruito in due tratte uguali raccordate in corrispondenza dei binari di incrocio da una curva: il binario, facendo perno idealmente sul suo capolinea a monte ruotò verso sud di una settantina di metri e fu proprio in seguito a questo spostamento che quasi tutto il tracciato finì per ritrovarsi sul territorio del Comune di Torre del Greco.

Per ben 83 anni non si dette alcun peso alla cosa fin quando cioè, non cominciarono i lavori per la nuova funicolare.

Ebbe allora inizio allora una estenuante battaglia a colpi di carta bollata, una serie di ricorsi e controricorsi poi, finalmente il Commissario Prefettizio di Comune di Torre del Greco, in data 16 febbraio 1995 rilasciò al dott. Vincenzo De Rensis, nella sua qualità di Commissario della Gestione Diretta Trasporti Pubblici della Regione Campania “Linee del Vesuvio”, la concessione in sanatoria per i lavori già eseguiti e per quelli da eseguire, previo versamento a titolo di oblazione per il contributo di concessione ed a condizione che prima della ripresa dei lavori venissero indicate le zone di parcheggio e di sosta come richiesto dalla Sovrintendenza. I lavori sarebbero dovuti ricominciare il 16 febbraio 1996 e concludersi il 16 febbraio 1998.

Pareva dunque che non vi fossero più ostacoli per la ricostruzione della Funicolare, e ad assicurare anche i più scettici in materia, contribuiva anche la consegna da parte della ditta Ceretti & Tanfani delle due vetture che avrebbero dovuto trasportare i turisti sul cratere del Vesuvio. Le carrozze, in vivace livrea (una era verniciata in giallo, l’atra in colore rosso amarena, entrambe  con il telaio in nero) e capaci ciascuna di 30 posti a sedere, furono trasportate a Pollena Trocchia e “temporaneamente” ricoverate presso deposito delle locali autolinee CPL. Dunque la nuova funicolare del Vesuvio poteva considerarsi una realtà!

Ma ecco ad appena tre mesi di distanza dalla concessione, in data 25 maggio 1995, al Commissario De Rensis veniva recapitata da parte della II^ Sezione del TAR l’ordinanza di sospensione dei lavori a seguito di ricorso proposto da WWF Associazione Italiana interessata al mantenimento dell’assetto del territorio.
A tanto si aggiungeva il divieto assoluto di costruzione sui fianchi del vulcano.

Era l’assurda fine di un sogno e di tante illusioni ma era anche la dimostrazione di come, tra risarcimenti alle industrie impegnate, elaborazioni di progetti vari, costruzione e poi parcheggio delle vetture ed altro si possa sprecare pubblico denaro sacrificando tra l’altro una risorsa turistica che in altri Paesi europei sarebbe stata certamente valorizzata!

Il sogno era che a dicembre 1992 la prima comitiva di turisti avrebbe dovuto prendere posto in vettura e arrivare a quota 1.162, cioè sul bordo del cratere. All’inaugurazione, Pavarotti avrebbe dovuto cantare Funiculì funiculà. Tuttavia, dopo vari mesi, i lavori ebbero una battuta d’arresto, inciampati in una serie di cavilli, primo fra tutti lo sconfinamento di pochi metri nel territorio del Comune di Torre del Greco. Le due vetture realizzate (vedi foto) giacciono, a dispetto dei soldi che furono spesi, nel deposito dell’azienda di trasporti Clp a Pollena Trocchia (NA). La stazione di monte si trova, smontata, in un deposito ad Avellino. I binari, invece, furono prestati all’Atan, e utilizzati per un’altra funicolare, meno famosa, ma sicuramente più bisognosa, quella di Montesanto a Napoli, allora in ristrutturazione. Ci fu l’impegno a restituire il tutto, in moneta, nel momento del completamento della funicolare del Vesuvio.


Una delle vettura costruite per la funicolare fantasma


Vettura


Stazione inferiore

 

Fonti bibliografiche sul web :

http://www.vesuvioinrete.it/vesuvionews/tag/nicola-pagliara/

Alfredo falcone articolo su IL CRALLINO del febbraio 2006.

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Tux incontra Ercole presentazione del progetto software libero a scopo didattico nelle scuole di Ercolano
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In data Lunedì 21 Dicembre 2015 alle ore 11:30, presso l’aula Consiliare del Comune di Ercolano, Salvatore Iengo, già referente di Informatica Solidale associazione noprofit per l’abbattimento del digital divide, presenterà il  progetto software libero a scopo didattico per le scuole di Ercolanoai Dirigent Scolastici e personale docente ed a tutti coloro che vorranno partecipare.

Il progetto già presente nel programma di governo della Giunta Buonajuto, è stato preso in forte considerazione, viste le prospettive di innovazione e crescita del progetto stesso, anche da alcuni consiglieri dell’opposizione ed infine grazie alla collaborarazione e sensibilità sulla tematica del Presidente del Consiglio Comunale Luigi Simeone.

Vediamo in sintesi perchè può essere così importante l’attuazione anche in minima parte di questo progetto ?

Ci sono diverse buone ragioni per adottare sia nelle scuole, visto che è già presente nelle abitudini tecnologiche di quasi ciascuno di noi in maniera inconsapevole mediante l’utilizzo di smartphone, tablet e software che permettono la navigazione su internet.

Per software libero si intende tutto il software distribuito con licenza GPL (General Public Licence) ovvero è totalmente gratuito ed è permesso farne copia, modificarlo e qualsiasi altra operazione purchè non sia mai fatto a scopo di lucro. Il software libero deve essere sempre distribuito in maniera totalmente gratuita.

Il software libero nelle scuole può rappresentare il primo passo di un riscatto sociale e culturale per l’intera comunità ercolanese dando dimostrazione di creare un modello virtuoso che possa servire da esempio sul territorio regionale e nazionale.

I vantaggi immediati derivanti dall’utilizzo di software pubblico possono essere i seguenti :

DIDATTICA ED INNOVAZIONE

RISPARMIO E CRESCITA ECONOMICA

LIBERTA’ E LEGALITA’

SICUREZZA INFORMATICA

RECUPERO AMBIENTALE

COOPERAZIONE E CRESCITA SOCIALE

Didattica ed innovazione

Il software libero usato nelle scuole si compone di tutta una serie di programmi didattici che oltre a fornire apprendimento ed esercitazione hanno la capacità di stimolare l’interesse degl’alunni verso l’innovazione informatica.
Infatti alcuni ragazzi rimangono affascinati dall’informatica e vogliono sapere cosa succede all’interno del computer e come funzionano quei programmi.
Ma se quel programma è un software non libero ma proprietario (es. office) l’insegnante dovrà dire non lo so non sono autorizzato a saperlo e neanche tu sei autorizzato a saperlo.
E così la formazione dello studente finisce lì.
Avere accesso al sapere aiuta a crescere ed aiuta l’innovazione per tutta la comunità. Cosa sarebbe successo se Newton, Einstein non avessero dato accesso liberamente al loro sapere ed alle loro scoperte.

Risparmio e crescita economica

Ovvero risparmia ed aiuta l’Italia a risparmiare.

Per poter avere una copia di software non libero normalmente è necessario pagare.
Purtroppo anche nei paesi piu’ ricchi non ci sono mai fondi a sufficienza da investire nella scuola.
Quindi perché spendere soldi per investire su un software proprietario ?

Il sistema scolastico può adottare il software libero e fare liberamente e senza spendere nulla tutte le copie a sufficienza che possono servire.

E questo ci porta ad un altro dei motivi per i quali le scuole dovrebbero formare adulti che sappiano usare software libero.

Per quale motivo far crescere persone dipendenti da un software che impoverisce l’economia locale per arricchire l’uomo piu’ ricco del mondo ovvero Bill Gates.

Se le scuole insegnano alle persone l’uso di software non libero aiutano enormemente all’impoverimento dell’economia della loro comunità, sia a livello regionale che nazionale.

Se invece si insegnasse ad usare software libero si permetterebbe alla gente di diventare indipendente e forte.

Perché sappiate che Microsoft può anche distribuire copie omaggio dei propri programmi alle scuole per rendere un domani le persone dipendenti ma una volta cresciuti e formati la stessa MICROSOFT non fornirà piu’ lo stesso software in maniera gratuita ma a pagamento.

Cooperazione e crescita sociale

La ragione piu’ profonda per cui le scuole dovrebbero insistere all’uso del software consiste nell’insegnare alle persone ad essere dei bravi cittadini.
Abiturali alla cooperazione ad aiutare i propri vicini. Si deve condividere nella comunità.

Linux, cioè il sistema operativo del software libero, in quanto gratuito viene usato nei paesi in via di sviluppo quali India, Brasile con obblighi di utilizzo del software libero mediante la creazione di nome che impongono l’utilizzo del software libero nella pubblica amministrazione.
Oppure aiuta a superare barriere di tipo commerciale al fine di dare la possibilità a tutti di accedere all’informatica, come ad esempio in paesi sotto embargo dove la Microsoft non può vendere ma il software libero essendo tale può essere presente, tradotto in tutte le lingue del mondo.

Libertà e legalità

Perché copiare software non libero illegalmente quando puoi ottenere software equivalente e libero e copiarlo tutte le volte che vuoi senza violare nessuna legge ?
Utilizzare nelle scuole software non libero magari copiato illegalmente non è un buon esempio di legalità.
E la scuola dovrebbe educare i bambini sin da piccoli alla legalità.

Sicurezza informatica

Con il software libero dimenticati dei virus ed altri programmi pericolosi per la sicurezza del pc e delle reti.
Il software libero non usa programmi di tipo eseguibili es. .exe molto frequenti e pericolosi su windows.
Quindi usare software libero non solo ci mette al riparo da tutti questi attacchi ma ci evita l’impegno economico dell’acquisto di ANTIVIRUS molto costosi e spesso inefficaci.
Non a caso le maggiori banche di trading online utilizzano software libero per le loro reti proprio per il grande livello di sicurezza che offrono.
Linux non permette l’esecuzione di programmi eseguibili almeno che non si è amministratori del sistema e quindi costretti a digitare la password di amministratori.

Rispetto per l’ambiente

Ci si potrebbe chiedere ma perché Linux inquina meno di Windows ?
Infatti parliamo per entrambi di software per pc con un impatto minimo per l’inquinamento o cambio climatico.
Invece linux può essere scaricato da internet e non è presente sul mercato con confezioni ed imballi ingombranti che dovranno essere smaltiti.

Questo significa abbattimento per produrre carta e cartone per l’imballaggio del software proprietario, utilizzo del petrolio per il trasporto e dell’energia elettrica del negozio che lo deve vendere.

Inolte software non libero essendo sviluppato liberamente da milioni di programmatori sparsi nel mondo è costantemente aggiornato e quindi molto snello e funzionale a livello tecnico.
Questo lo rende utilizzabile anche su pc vecchi e datati, purchè funzionanti, e questo permetterebbe il recupero di questi computer che altrimenti dovrebbero essere smaltiti come rifiuti tecnologici con grande dispendio di risorse a danno della comunità.

Questi concetti sono stati estrapolati da un’ intervista a Mr. Richard Stallman – Laurea in Fisica cum magna laudae ad Harvard– Founder FREE SOFTWARE FOUNDATION.

Noi gia’ usiamo il software libero

Anche sei in maniera inconsapevole noi come altri milioni di utenti già usiamo il software libero e ne godiamo dei suoi benefici.
Ad esempio il sistema operativo ANDROID per gli smartphone è un software libero e quindi può essere studiato e migliorato da milioni di programmatori o sviluppatori nel mondo.
Il browser MOZILLA FIREFOX nasce con il progetto MOZILLA che è una community di software libero.

 opensource

Ricordate che i formati .doc .xls etc sono proprietari

In conformità del fatto che MICROSOFT OFFICE e’ un software proprietario quindi devi comprare una licenza d’uso ne deriva anche che i files generati con questi programmi ovvero i .doc, .xls etc sono formati proprietari e quindi la MICROSOFT potrebbe chiedere un domani delle ulteriori limitazioni per poter usare i nostri files personali.

La pubblica amministrazione per legge deve scegliere il software libero

Ci sono delle valide alternative ai programmi della suite MICROSOFT OFFICE ovvero le due suite open source (software libero) :

 

 

Credits:

RIFERIMENTI PER CONSULTARE E SCARICARE SOFTWARE LIBERO IN ITALIA

Per le distribuzioni linux EDUBUNTU possono essere scaricate dal sito :

www.edubuntu.org

Per la distribuzione linux FUSS creata e sviluppata dala provincia di bolzano :

http://fuss.bz.it/download-di-fuss-gnu-linux

Per la distribuzione creata dall’Istituto Majorana di Gela :

http://www.istitutomajorana.it

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Promenade con vista scavi via alla rivoluzione Packard
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Con l’abbattimento di tre vecchie palazzine sono partiti i primi lavori del progetto per la riqualificazione dell’area urbana disegnata da via Cortili e via Mare e a sud ovest dagli Scavi e il riavvicinamento della città di Ercolano con l’antica Herculaneum, parte del più ampio sito Unesco. Nell’area dove fino a ieri sorgevano i fabbricati, liberati grazie a un accordo multilaterale e all’azione espropriativa del Ministero dei Beni Culturali, sorgeranno nuovi spazi pubblici con vista su tutto il Golfo e sulla città antica distrutta dalla furia dell’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo: a nord una piazza panoramica che ricollegherà finalmente il Miglio dOro con questa parte della città, offrendo spazi di gioco e sosta per residenti e turisti, più a sud un parco verde che insieme all’esistente passerella lungo la scarpata nord degli Scavi arricchiranno lesperienza dei visitatori creando un circuito alternativo per meglio comprendere il sito e il suo rapporto con la città. Ancora più a sud, inoltre, previsto labbattimento dell’alto muro di cinta che oggi nasconde il sito al quartiere di via Mare e che alla fine dei lavori verrà trasformato in una recinzione. Una piccola rivoluzione nel cuore del centro storico di Ercolano, in un’area fino ad oggi abbandonata dalle amministrazioni, mutilata dagli scavi novecenteschi, che hanno lasciato ruderi fatiscenti, zone incolte e un muro di cinta come unica vista dei residenti verso il sito archeologico. Le misure previste cambieranno potenzialmente tutte le dinamiche dei flussi di visitatori e promuoveranno nel tempo nuove iniziative sociali e commerciali. L’iniziativa “Via Mare” ha creato anche un piccolo miracolo collaborativo, con l’accordo siglato lo scorso anno tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, il Ministro per la Coesione Territoriale, la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, la Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli, il Comune di Ercolano e lIstituto Packard per i Beni Culturali, per la tutela e valorizzazione del sito archeologico di Ercolano e per la riqualificazione delle aree comprese tra Via Cortili e Via Mare.

comeracomeL’iniziativa venne avviata a partire dal 2006, su spinta del filantropo David Packard, con l’intento di estendere il progetto alle aree di confine con la città moderna, promuovendo la ricerca e la conservazione dei resti archeologici ancora parzialmente sepolti, garantendo la sicurezza delle scarpate e favorendo il miglioramento dell’interfaccia tra la comunità locale e la città antica. Proprio il coinvolgimento dei residenti della zona ha guadagnato riconoscimenti da parte della Direttore Generale di Unesco, Irina Bokova, in visita nellarea vesuviana nel 2012 per una valutazione delle opere in corso nei siti archeologici della zona. Del resto, fin dal suo arrivo in città, l’Herculaneum Conservation Project, braccio operativo del Packard Humanities Institute, rafforzato dall’iniziativa parallela dell’Herculaneum Centre ha provato a instaurare una collaborazione con i residenti del luogo. Numerosi i laboratori che sono nati proprio qui, in particolare con i residenti più giovani. Uno su tutti, quello che l’estate scorsa ha visto lavorare fianco a fianco gli operatori dell’Herculaneum Centre, i volontari di Radio Siani e i ragazzi del quartiere per riqualificare un’area abbandonata e adibirla a campo di calcetto.

Fonte Francesco Catalano – Il Mattino, 18 marzo 2015

 

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

I papiri di Ercolano non hanno più segreti
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I papiri di Ercolano non hanno più segreti: si possono leggere virtualmente con i raggi x

Sopravvissuti alla disastrosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C., i papiri di Ercolano non hanno più segreti: adesso è possibile srotolarli e leggerli in modo virtuale, grazie a una tecnica ai raggi X applicata per la prima volta a questo tipo di documenti. Descritto su Nature Communications, il risultato si deve al gruppo coordinato dal fisico Vito Mocella dell’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi (Imm) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Napoli. Il gruppo comprende anche ricercatori del Centro nazionale delle ricerche scientifiche francese (Cnrs), dell’università tedesca Ludwig Maximilian e della struttura europea per la luce di sincrotrone, Esrf (European Synchrotron Radiation Facility), di Grenoble.

I rotoli fanno parte dell’unica biblioteca sopravvissuta dal mondo classico, scoperta nella cosiddetta Villa dei Papiri di Ercolano, e il metodo, sottolinea Mocella, potrebbe essere utilizzato per leggere i circa 450 papiri della stessa collezione non ancora aperti e conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli senza metterne a rischio l’integrità.

Scoperta 260 anni fa, la ‘Villa dei Papiri’ è una grande villa nella antica città romana di Ercolano, appartenuta a Lucio Calpurnio Pisone, console e suocero di Giulio Cesare, e sede di un’importante scuola epicurea sotto la guida di Filodemo di Gadara. Durante l’eruzione, il gas vulcanico caldo (a 320 gradi) ha carbonizzato i rotoli rendendoli fragili e i tentativi di leggerli fatti finora, con l’apertura meccanica, hanno inevitabilmente rovinato o distrutto i papiri.

A rendere ancor più complicato tale obiettivo, spiega Mocella, è l’inchiostro utilizzato, costituito prevalentemente da nerofumo la cui densità è praticamente identica a quella del foglio di papiro carbonizzato dall’eruzione, rendendo impossibile l’utilizzo di tecniche a raggi-X classiche. Il problema è stato superato grazie a una tecnica non invasiva, la tomografia a raggi X a contrasto di fase, utilizzata presso l’Esrf. Il metodo è estremamente efficace per distinguere tra materiali che hanno limitato contrasto tra loro, come i papiri carbonizzati e l’inchiostro nero. Gli esperimenti sono stati condotti su due papiri (uno integro e l’altro costituito solo da frammenti) conservati a Parigi presso l’Institut de France.

Fonte : http://napoli.repubblica.it/cronaca/2015/01/20/news/i_papiri_di_ercolano_non_hanno_pi_segreti-105370699/

Informazioni autore Francesco Catalano