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Fu…turismo da sviluppo spontaneo a mutazione governabile
manifesto_locandina

Il 21 giugno 2016, alle ore 15 presso il MAV, si terrà la  manifestazione FU…TURISMO  Da Sviluppo Spontaneo a Mutazione Governabile, organizzata dall’Associazione Vitruvio, formata da professionisti tra architetti, ingegneri, geometri e geologi avente sede in Ercolano e finora promotrice di varie iniziative sul territorio.
Tale manifestazione ha lo scopo di creare un grande workshop sul turismo nella città di Ercolano, con tutti gli studiosi ed operatori del settore.
Attraverso varie proposte progettuali l’Associazione propone, mettendo al centro di tali proposte i vari attrattori della città quali scavi Archeologici, Ville Vesuviane, Vesuvio,
MAV Museo Archeologico Virtuale, Percorsi sacri, Mercato di Resina, un sistema turistico integrato tra essi e le strutture ricettive, in modo che il turista si senta protagonista del suo itinerio nella città.

Saranno presenti all’evento i rappresentanti dei seguenti ordini professionali, di categoria ed istituzioni :

Comune di Ercolano

Ordine architetti Napoli

Ordine Ingegneri Napoli

Federalberghi Costa del Vesuvio

Ente Parco nazionale del Vesuvio

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, il turismo è il futuro della nostra città e della nostra economia locale.

L’Associazione Vitruvio ha scelto come sponsor dell’evento due grandi eccellenze del territorio ercolanese tra i quali il noto brand Roberto Zeno  ROBERTOZENO è il brand degli accessori di moda e si configura come un riferimento consolidato del Made in Italy nel mondo, vincitore nel 2015 e 2016 del premio Made in Italy award che si tiene ogni anno a New York che premia i migliori brand italiani nel mondo nel campo della moda e dello stile.

 webiste: www.robertozeno.com

Altro sponsor d’eccezione l’Andris Hotel L’Andris Hotel, albergo tre stelle superior, ha lo stile di una moderna villa vesuviana. E’ immerso nel verde del Parco Nazionale del Vesuvio, a pochi chilometri dal centro della cittadina di Ercolano e dai famosi Scavi dell’antica Herculaneum.

webiste: www.andrishotel.it

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Festa dello sport citta di ercolano 25 giugno 2016
festa dello sport citta di ercolano

Festa dello sport citta di ercolano 25 giugno 2016 maratona cittadini per bambini dai 6 ai 10 anni.

Segnaliamo questa bellissima manifestazione organizzata dall’associazione Ercolano Viva in collaborazione con la Image sas di Ciro SantoroOnda Animation di Carolinda Landolfi e Ciro Palomba e tanti altri sponsor locali che hanno dato supporto alla manifestazione stessa.

Il comunicato ufficiale :

L’iniziativa, organizzata per i giorni 25 e 26 giugno 2016 é finalizzata alla raccolta fondi per l’acquisto di una giostra per disabili ( Altalena – €2700), la stessa promossa dall’Assssorato allo Sport Cittá di Ercolano si é avvalsa della collaboraIone delle seguenti associazioni :

“Ercolano Viva,Onda,Libertas Vesuvio, ACT U.Grimaldi, N.P.Ercolano” e vedrá il posizionamento in piazza trieste per la mattina del 25 di oltre 10 postazioni di discipline sportive di altrettanti associazioni , con esibizioni ed attività coinvolgendo i cittadini (zumba-fitness) … nonché una maratona per bambini dai 6 ai 10 anni , oltre al 26 giugno presso lo Stadio Solaro dalle 18.00 alla realizzazione di una o piu partite di calcio tra istituzioni, associazioni e cittadini… tutto con l’obiettivo di raccogliere donazioni liberali…
L’evento potrà subire variazioni sulla data e sul programma.. ma é garantito che sarà realizzato!
Ora é compito dei cittadini ad essere partecipi e solidali…
Ercolano é una grande città e sono certo che con l aiuto delle aziende dei cittadini e delle istituzioni riusciremo tutti insieme a raggiungere questo obiettivo!

Iniziamo a dare un senso concreto a questa manifestazione.
Hai voglia di rincorrere un sorriso?
Il 25 Giugno alle ore 12 TI ASPETTIAMO!
La partecipazione é il miglior modo di essere vicino chi merita il tuo sostegno.
Una semplice occasione per divertirsi,stare insieme …ISCRIVI TUO/A FIGLIO/A e se vuoi lo accompagni anche tu in una piccola passeggiata per le strade cittadine.
ISCRIZIONE GRATUITA
Rivolgiti a Photocopy.center (Piazza Trieste – allo 0817774446 – mail ercolanoviva@gmail.com
Oppure iscriviti all’evento su facebook

Festa dello sport citta di ercolano


INSIEME SI PUÒ.
#ercolanocheconta

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Presentazione del libro Balvano 1944 cronaca di un disastro ferroviario
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Sabato 14 maggio alle ore 17:00 presso l’Hotel Poseidon in via Cesare battisti di Torre del greco ci sarà la presentazione del libro di Gianluca barneschi sulla tragedia ferroviaria di Balvano nel 1944 che vide conivolti parecchi cittadini dell’area vesuviana.

 

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

“Memoria dello sguardo” mostra fotografica del fotografo Giorgio Massimo
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Pubblichiamo alcuni degli scatti della mostra fotografica MEMORIA DELLO SGUARDO presente al MAV fino al 30 aprile. Il noto fotografo ed artista Giorgio Massimo da oltre 30 anni racconta i luoghi ed i volti di Ercolano spesso anche su commissione di Enti del territorio quali il Comune di Ercolano, Parco Territoriale del vesuvio etc. Sarà nostra cura pubblicare a breve una biografia professionale di questo nostro grande concittadino.

Alcuni dei fotogrammi risalgono a metà degl’anni 70 ed 80 e danno un’immagine cruda e fortemente documentaria di quella che era la città in quegl’anni.

 

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Campagna informativa Parliamo di salute della commissione sanità comune di ercolano
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A partire da venerdì 12 febbraio parte la campagna informativa parliamo di salute a cura della della commissione sanità comune di ercolano con una serie di incontri presso la struttura presso l’Officina della Pace in Via Aldo Moro ad Ercolano per gli incontri del 12 febbraio e del 7 marzo mentre l’incontro del 24 febbraio si terrà presso il Caffè letterario LE SCUDERIE DI VILLA FAVORITA.

Questa serie di eventi sono curati dalla Presidentessa della Commissione Sanità del Comune di Ercolano dott.ssa Colomba FORMISANO, e dall’assessore alle politiche sociale avv. TESORIERO.

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Andrea Sannino l’artista ercolanese ha ricevuto il premio nativity in the world memorial Mario da vinci
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andreasanninoUn altro grande successo per l’artista ercolanese Andrea Sannino che durante il concerto per l’epifania al teatro mediterraneo, trasmesso da raiuno, ha ricevuto il premio “Nativity in the world” Memorial Mario da Vinci consegnato dalla presentatrice della kermesse Elisa Isoardi alla presenza del direttore artistico della manifestazione Francesco Sorrentino.

Il comitato promotore, presieduto da Gennaro Matino ha deciso di assegnare  il premio dedicato alla memoria di Mario Da Vinci, prematuramente scomparso lo scorso anno, al giovane cantautore partenopeo per essere  testimone della nuova scena musicale napoletana. Il concerto,  che si è svolto lunedì 4 gennaio alle ore 20.30 al teatro Mediterraneo di Napoli,  sarà trasmesso mercoledì 6 gennaio alle ore 9.30 su Rai Uno.

Il Concerto dell’Epifania,  storico appuntamento di inizio anno ideato e promosso dall’associazione Oltre il Chiostro onlus di Napoli, in collaborazione con l’associazione Musica dal mondo e la produzione della Melos International con il patrocinio della Regione Campania e dell’Ente Provinciale del Turismo di Napoli, quest’anno ha ospitato artisti come Sarah J. Morris, Sal Da Vinci, Enzo Avitabile, Lucariello e tanti altri nomi. Durante la serata, Andrea Sannino ha commosso il pubblico con il brano “Abbracciame”, uno dei successi  del suo primo album “Uanema!” uscito da soli due mesi e già campione di vendite, dedicato a Lucio Dalla con cui Andrea Sannino ha condiviso importanti esperienze professionali.
Ricevere un premio come questo mi riempie d’orgoglio –  ha dichiarato Andrea Sannino – non solo perchè amplifica l’affetto che sto ricevendo dal pubblico. E’ una grande emozione e nello stesso tempo una responsabilità, perché è  dedicato alla memoria di Mario Da Vinci, un simbolo della canzone napoletana  che conosco e amo, un punto fondamentale di quella Napoli che vorrei sempre vedere quando incrocio lo sguardo di chi vive all’ombra del Vesuvio”.

Numerosi sono stati i riconoscimenti durante la seppur breve ma intensa carriera di Andrea, che oltre ad aver partecipato al remake di C’ERA UNA VOLTA SCUGNIZZI sostituendo proprio Sal Da vinci, figlio del compianto Mario, ha partecipato anche all’ultimo musical dello stesso Sal da vinci STELLE A META’ diretto da Alessandro Siani.

Fonte http://www.napolitan.it/2016/01/06/36323/arte-cultura/36323/

Grande soddisfazione pubblica per tutti gli ercolanesi anche pubblicamente da parte del sindaco Ciro Buonajuto.

 

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Prende il via l’iniziativa PIANO ERCOLANO inaugurata dalla pianista ercolanese Ivana d’Addona
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Non poteva esserci battesimo migliore per l’iniziativa “Piano Ercolano“.

Ad inaugurare, infatti, il pianoforte condiviso installato all’ingresso degli Scavi archeologici della cittadina vesuviana l’artista Ivana D’Addona, ercolanese doc. A fare gli onori di casa anche la principale artefice e promotrice del progetto che accompagnerà turisti e passanti sino al termine delle festività natalizie, ovvero l’assessore al Turismo Ivana Di Stasio, che ha creduto sin da subito alla possibilità di realizzare un qualcosa di unico per l’antica Resina.

Se anche Ercolano – seppur per un breve periodo – potrà godere di uno strumento musicale messo gratuitamente a disposizione di chiunque vorrà suonarlo molto lo si deve, infatti, non solo alla competenza professionale dello stesso assessore, ma anche alla sua generosità. Come ha svelato, infatti, Ivana D’Addona durante la breve cerimonia d’apertura “il pianoforte non avrà costi per il Comune perché lo strumento è stato messo a disposizione dalla dott. ssa Di Stasio in persona. E’ suo, ma lo ha voluto mettere a disposizione di tutti“. Simpaticissima e toccante allo stesso tempo la ricostruzione che la famosa pianista ercolanese ha fatto della telefonata con cui l’assessore le aveva comunicato la decisione: “Ivana mi ha chiamato e mi ha detto che il pianoforte per il progetto sarebbe stato il suo. Io non lo avrei mai fatto, ma lei mi ha risposto che lo faceva per lei, per Ercolano e per suo padre, che avrebbe voluto un pianoforte in ogni angolo di strada.

ivana1In quella di Corso Resina da oggi sino all’Epifania c’è per davvero e “questo è un grande risultato per Ercolanoha proseguito l’artistaperché l’arte abbatte ogni differenza. La musica è un elemento che unisce le anime. “In questo momento ne abbiamo proprio bisogno” – le ha fatto eco l’assessore Di Stasio -, che ha tenuto a ringraziare “l’artista stessa per la sua presenza, il sindaco Ciro Buonajuto per il sostegno e l’entusiasmo che ha messo nel progetto e tutti quanti sono accorsi qui nonostante il freddo. Il loro coinvolgimento ci spinge a lavorare sempre di più per la città“.

Un ringraziamento è toccato anche alla Protezione Civile. Saranno, infatti, gli uomini al comando del dott. Davide Pastore a garantire l’incolumità del pianoforte condiviso, che durante gli orari di chiusura degli Scavi sarà custodito nella loro guardiola. Durante quelli di apertura, invece, chiunque sarà libero di destreggiarsi con le proprie abilità musicali.

Immense quelle della pianista Ivana D’Addona, che ha deliziato la platea con ben cinque brani del suo repertorio, tra cui “Le note degli angeli” (perché la musica apre le porte dell’anima), “Tempesta” e “Viaggiando”, un cui estratto potete ascoltare nel video seguente:

Fonte articolo: http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/123649-video-pianoforte-condiviso-artista-ercolano-incanta-gli-scavi/

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Celebrazioni del terzo centenario della Reale Arciconfraternita della santissima trinità di Pugliano
arciconfraternita

Al via le celebrazioni delIII Centenario della fondazione dell’Arciconfraternita della SS.Trinità di Pugliano fondata agli inizi del 1500 nell’Antica Resina si costituì nel 1716 in Arciconfraternita col Decreto del Re Ferdinando IV di Borbone e della Curia di Napoli.Sarà un Sabato 12 Dicembre 2015 Inagurazione della IV mostra presepiale e arte sacra allestirà all’oratorio della Congrega a cura dell’Associazione Centro D’Arte Ercolanese alle ore 18:00 con un concerto natalizio.

Domenica 13 Dicembre 2015 Solenne Celebrazione Eucaristica alle ore 9:20 presieduta da Padre Luigi Ortaglio Gran Cancelliere del Cardinale con la Benedizione dei presepi a cui parteciperanno le varie componenti associazioni e componenti della citta’.

Gli altri Appuntamenti saranno svillupati durante questo anno in felice coincidenza con l’Anno Santo della Misericordia voluto dal Santo Padre.

Un pò di storia

Le Origini

L’origine di questo sodalizio, come ente, è .da datarsi tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. Nella S.Visita del card. Buoncompagno (1629) con riferimento all’oratorio della SS.Tririità, si legge “… visitò l’oratorio da poco eretto sotto le case della chiesa parrocchiale di S.Maria a Pugliano … “. Dato che il luogo dove si raccoglievano i confratelli era molto angusto si pensò di costruire un oratorio più conveniente quello attualmente adibito a sagrestia.

L’antico Oratorio

E’ costruito a volta e misura  mt 18,30 e mt 6 di larghezza in stile barocco. Aveva un ricco altare su cui sovrasta una tela della S.S. Trinità con la Beata Vergine.  Questo quadro si trova ora sull’altare maggiore del nuovo oratorio. Ai lati dell’altare vi erano due nicchie in cui si conservavano la statua della Vergine Santa del Rosario e la statua di Gesu’ risorto.

Sul lato destro dell’altare si accede per mezzo di una scalinata composta di 18 scalini di piperno (pietrarsa) alla terra santa dove venivano seppelliti gli associati defunti.

Il nuovo oratorio

I lavori per la costruzione del nuovo oratorio iniziarono nel 1830 e probabilmente terminarono nel 1843. Costruito con lamia a botte, ornata con stucco, cassettoni, fregio e cornicioni intagliati e con capitelli compositi, termina con l’Arco Maggiore nel cui centro vi è un unico altare rivestito di marmo. La sua facciata è di stile rinascimentale ed è rivolta verso mezzogiorno. Nel timpano del frontone è raffigurata la SS Trinità. La navata misura 28 mt di lunghezza e mt 9 di larghezza, la volta è alta mt. 14, le linee architettoniche sono di stile neo-classico. E’ ben illuminata da 6 grandi finestroni laterali e un altro al centro della facciata.  Le sue pareti sono affrescate con sei grandi quadri raffiguranti scene bibliche del pittore Federico Aprea. Molto interessante il vasto sviluppo laterale degli stalli del doppio coro ligneo opera di ebanisti napoletani del tardo barocco cui spicca cui spicca il banco del governo.

A metà della navata sul lato destro è posto il pulpito che è un piccolo trionfo candido di stucchi e il baldacchino che termina con fiocchi e nappine opera del sacerdote Luigi Fiengo. Ai lati dell’Altare Maggiore si trovano due buone tele raffiguranti S.Pietro e S.Paolo.

Sul lato destro dell’altare maggiore sorge l’altarino dedicato aS.Odilone, Patrono dell’opera del Suffragio. L’autore del quadro è il pittore resinese Salvatore Cozzolino che figura tra i personaggi dipinti. A fianco all’altarino di S.Odilone vi è un piccolo monumento a ricordo dei soldati resinesi caduti nella guerra del 1915-18. Inoltre due edicolette-cornici contengono le immagini di Gesù Risorto e della Madonna del Rosario. Sulla porta di ingresso vi è un’ampia cantoria in muratura con magnifico parapetto di legno. Su questa cantoria è posizionato un antico organo positivo del settecento di scuola napoletana. Il prospetto di facciata è diviso da quattro pilastrini con capitelli e basi dorate e fiori rossi con foglioline sul fondo verde.

L’altare maggiore

L’Altare Maggiore è di marmo pregiato ed è fiancheggiato da due porte di marmo bianco sulle cui aperture sono posti due piccoli quadri: il Sacro Cuore di Gesù (a destra) e il Cuore Immacolato di Maria (a sinistra). Sul fondo dell’abside sorge l’artistico tempietto di stucoo con due colonne di marmo donate dal Re di Napoli, Ferdinando II. Nel tempietto è racchiusa la tela, opera di scuola napoletana del Settecento di cui si ignora l’autore che si trovava nell’antico oratorio; raffigura la Vergine Santa che regge una palma nella mano destra e il Bambino Gesù nella mano sinistra, la testa coronata da dodici stelle e i piedi che poggiano su una mezza luna. Sul capo della Vergine, appare l’Eterno Padre con le braccia aperte, tra essi si scorge un una piccola colomba bianca figura dello Spirito Santo. Il Bambino Gesù regge un piccolo globo terrestre di color verde e ha sul capo una stella.

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Natale 2015 a villa favorita tra storia giardini e presepi
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Sfondo del divertimento reale già dal 1768, e scelta da Ferdinando IV per i 3 giorni di festeggiamenti delle sue nozze con Maria Carolina D’Austria, il Parco sul mare di Villa Favorita sarà sede della XV edizione di Natale in Villa organizzato dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane.

Tells Italy organizza delle visite guidate per condurvi alla scoperta della storia del Parco sul Mare, dove, con un po’ di immaginazione, potrete immergervi nell’atmosfera festaiola dell’antica aristocrazia borbonica. Tra risate, musica, fuochi pirotecnici e balli, vi basterà chiudere gli occhi per trovarvi al cospetto delle altezze Reali di Maria Carolina e Ferdinando IV e le Signorie Loro di Leopoldo e Maria Luisa di Borbone.

Verrete poi introdotti alla mostra presepiale, presente lungo il percorso, dove sarà possibile ammirare alcuni presepi contemporanei realizzati da maestri presepisti vesuviani.

Durante la manifestazione sarà anche possibile assistere ai concerti di musica classica realizzati dall’Associazione Anna Jervolino e l’Orchestra da Camera di Caserta.

Location: Parco sul Mare della Villa Favorita
Partecipanti: min. 20 – max.35
Costo: 5€ (include la visita guidata e il contributo associativo)
Partenza: Parco sul Mare della Villa Favorita- Via G. D’Annunzio, 36 – Ercolano
Data: Domenica 6 dicembre 2015
Orario: 11.30 a.m

Per maggiori informazioni e prenotazioni, utilizza i seguenti contatti:
email: tellsitaly@gmail.com

Evento facebook:

https://www.facebook.com/events/198578090476779/

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Bianca Granisso la studiosa e poetessa della lingua napoletana
ottobre 28, 2015
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poesia

Tra le tante personalità locali molto attive in campo artistico oggi parliamo di Bianca Granisso. Napoletana di nascita e di animo,laureata sia in Filosofia che in Lettere Classiche con tesi sperimentali sulla lingua latina e sul napoletano, studiosa di metrica e di ortografia dell’idioma partenopeo. Socia fondatrice del teatro Sanacore a San Giorgio a cremano,attrice e regista, scrive da sempre racconti, spot pubblicitari, canzoni e poesie in italiano ed in napoletano e testi teatrali per la compagnia da lei fondata ” Ll’’arte d”o sole”.

 

Ha inoltre diretto per circa 18 anni corsi di laboratorio teatrale e lettura espressiva per giovani.

‘E FFOTO
Fanno tristezza ‘sti ffotografie,
ca senza voce parlano ‘e passato,
so’ rricorde scurdate, nustalgìe…
E mmo nun torna cchiù chello ca è stato.
 mmente nun te veneno ‘sti vvie,
qual’anno era e cchi te l’ha scattate.
Dice:”So’ brutte!”, ma ‘o ssaje ch’è ‘na buscìa.
E rride pure, ma ‘e gguarde ‘ncantata.
Dinto ce stanno ‘e penziere d’allora,
risa e ppaure ca mo tiene ancora,
cca ‘nu surriso, lla ‘o ggelo ‘int’ȏ core,
ll’uocchie d”a ggiuventù o d”o dulore,
mumente ‘e gioia e llacreme cucente,
ce cagna ‘o tiempo, ma nu’ ccagna niente.
B.G.

Ha pubblicato di recente una raccolta di liriche in idioma partenopeo, fronne ô viento (ed.ag De luca – prefazione prof. Carlo Iandolo) curati metricamente e ortograficamente, in cui esprime la sua napolitudine ed il suo legame viscerale con la città di napoli “in versi ricchi di sensibilità e di accenti musicali”.

libro

Il libro è reperibile presso la libreria IOCISTO al Vomero, Librerie Marsiglia a Portici e a San Giorgio a Cremano e in quasi tutte le agenzie on line.

Di prossima pubblicazione “si nun nascevo cca” ed “accenti di sole”.

La prof. Bianca Granisso è anche autrice dei seguenti testi teatrali :

  • così si fa
  • ‘a cullana ‘e mammà
  • tre personaggi in cerca d’autore
  • ‘na canzona, ‘na poesia, ‘nu tiatro ‘mmiez’ â via
  • a mariuole dalle fuoco, a puttane dalle luoco (versione contestualizzata in napoletano da non tutti i ladri vengono per nuocere di dario fo)
    reginella (ispirata all’ opera di libero bovio)
  • ossequi, don salvato’!
  • miseria e dignita’
  • la presidentessa (versione contestualizzata in napoletano dell’opera di hannequin)
    napolitudine mia

Tra l’altro ha recitato in ruoli comici, brillanti, drammatici, in spettacoli musicali, teatro classico e popolare.

Un vero punto di riferimento per chi si avvicina allo studio lessicale della lingua napoletana tanto musicale ma con ferree regole grammaticali.

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Domenica 8 novembre la cerimonia degl’incappucciati della reale anciconfraternita della ss. trinità
ottobre 19, 2015
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realearciconfraternita

La Reale Arciconfraternita della SS.Trinità  fondata nel 1716.

Domenica 8 novembre  il solenne suffragio universale con la classica processione degl’incappucciati  per tutti i confratelli,fedeli,carabinieri,caduti delle guerre e religiosi defunti.

Nella Grande Storia della Chiesa Cattolica non e’ da trascurare la piccola storia delle confraternite che,fin dai primi secoli del Cristianesimo,sotto vari nomi sacri ma sempre con fin finalita’ religiose e’ caritative,hanno avuto notevole sulla formazione della spiritualita’ cristiana. Nel Medievale confraternite sorsero accanto alle corporazioni di arti e mestieri. Cosi’a Napoli molte di esse vantono di aver avuto tra i loro associati medici,artisti,sacerdoti,orefici,etc. Nei Secoli XVI si ebbe nella Diocesi di Napoli un period0 di Massimo sviluppo delle congreghe,le quali hanno avuto una storia ricca di Benemerenze.

L’Arciconfraternita della SS.Trinità era annoverata tra le prime della Archidiocesi di Napoli. I titoli di prestigio di questo sodalizio sono parecchi : l’Antichita’,la priorita’ rispetti agli altri enti locali similari, l’Attributo di Reale concesso da Re Ferdinando IV e Ferdinando II L’Arciconfraternita della SS.Trinita fu edificata per volontà di alcuni Ercolanesi,che già tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600 avevano fondato una congregazione e’ stabilito la loro sede nella chiesa parrocchiale di S.Maria a Pugliano,L’attuale Basilica che si accedeva dalla cappella dello Spirito Santo attraverso un’ingresso che ancora oggi e possibile ammirare nella detta cappella nella navata sinistra della Basilica con degli scalini che portava nella attuale sacrestia della congrega. La congrega fu fondata nel 1716 con l’approvazione della curia di Napoli dello Statuto di cui per diritto canonico e dipendente. L’oratorio aveva come sede un luogo molto angusto per cui si penso di fabbricarne uno nuovo accanto alla storica basilica di Santa Maria a Pugliano e fu completato nel 1703 e benedetto nell’aprile dello stesso Anno dal Domenicano Raimondo Ceppaluni, che porto dal cimitero di Nola una casetta di Terra Santa,previa autorizzazione delle autorita’ locali e religiose.

Il Culto dei defunti :

Da epoca remotissima gli uomini ebbero il culto’ delle tombe presso le quali si raccoglievano in preghiera,invocando gli ave defunti come tutori del loro presente e del loro avvenire .Illuminati dalle divina rivelazione,i cristiani hanno sempre praticato il culto dei morti ed avevano massimo rispetto per le loro tombe. In molte occasioni degli anniversari dei defunti si riunivano presso le loro tombe per celebrare della liturgia eucaristica che nella chiesa cattolica ha un significato escatologico di unire la Gerusalemme terrena a quella della gerusalemme celeste che già vive la luce di Dio e dare sollievo grazie ai frutti della pasqua del signore celebrata e preannunciata in ogni celebrazione eucaristica a chi soffre nelle pene del purgatorio allo scopo di purificarsi. Il termine cimitero dal greco Koimèterion : dormitorio,luogo di riposo contiene il concetto cristiano che la morte e’ un sonno in attesa della resurrezione finale.

I cristiani secondo opera di misericordia di seppellire i morti,ebbero la carità di seppellire i loro defunti presso le tombe dei santi martiri. Nel Medioevo si ebbe l’usanza di seppellire sotto il pavimenti delle chiese in tal modo i fedeli venivono a trovarsi in quotidiano contatto con i loro morti. Durante il sec.XVIII con l’estendersi e affollarsi dei centri urbani,incominciavano a proibire salvo eccezioni,per motivi igienici le sepolture nelle chiese o in cimiteri venutisi a trovare intorno alle chiese stesse. Anche le confraternite che tra i tanti più e caritatevoli hanno quello in particolare di seppellire e suffragare i loro associati defunti hanno avuto de hanno i loro cimiteri e le loro chiese cimiteriali nel cimiteri cittadino. Fin dalla fondazione della congrega ha avuto il suo cimitero esclusivamente per i suoi confratelli e consorelle defunti. L’Antico e bellissimo cimitero sottostante l’oratorio in Piazza Pugliano a sinistra della Basilica di Pugliano in Ercolano visitabile il mercoledì dalle 15:40 alle 19:00 conserva la memoria dei nostri antenati,dove ogni mercoledì scendono moltissimi ercolanesi per pregare anche l’antico rosario in napoletano ercolanese che viene recitato alle ore 16:00. Quando nel 1902 per l’ordine legislativo che aboliva i cimiteri all’interno della città,il comune di Ercolano dovette costruire il nuovo cimitero fuori dal centro urbano in via fosso grande. La nostra reale arciconfraternita ideo di costruire una cappella cimiteriale dove custodire i suoi confratelli erano gli anni 1809.

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Antico cimitero sottostante l’oratorio della Congrega detto dal popolo ercolanese “ ‘O Priatorio” (il Purgatorio)

 

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Il Solenne suffragio universale Annuale.

In tutto il napoletano è molto sentita e praticata la devozione delle anime del purgatorio. La fede ne Purgatorio trova la sua speciale espressione nella pietà cristiana. Nella nostra Reale Arciconfraternita da molti anni si svolgono particolari pratiche di culto dei defunti. Ogni Mercoledì si recita nell’antico cimitero sottostante oratorio il rosario in napoletano dei defunti alle ore 16:00. Nel mese,poi,consacrato ai defunti,ossia nel mese di novembre nella domenica successiva al 02 novembre si svolge il solenne suffragio universale per tutti i confratelli,fedeli,carabinieri e caduti nelle grandi guerre e religiosi defunti nell’oratorio di Piazza Pugliano alle 9:20 celebrata da P.Luigi Ortaglio Gran Cancelliere del Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli con la partecipazione delle Associazioni dei carabinieri locali e cittadine,e le Autorità cittadine.

Al termine della celebrazione si svolge la solenne processione penitenziale all’interno dell’oratorio con la partecipazione di alcuni confratelli che indossono gli abiti da incappucciati che anticamente partecipano alle esequie di confratelli e che ora vediamo nelle processione del Venerdì Santo a Sorrento.Il Solenne corteo processionale scendendo nel sottostante cimitero cantano inni di resurrezione e si conclude al centro del cimitero con la supplica ai fedeli defunti scritta dalla santa carmelitana di S.Teresa D’avila e con la benedizione finale. Questa pia pratica ripresa da alcuni anni dai confratelli giovani amanti della cultura e delle tradizioni del luogo e stata fondata nel 1917 dal P.Spirituale Don Vincenzo Fiengo fu messa sotto la protezione di S.Odione.La Pia opera del suffragio universale. Nel 1916 ricorrendo il secondo centenario dell’approvazione dello statuto da parte della curia di Napoli il superiore di allora il Cav .Ferdinando Guarracino volle celebrare un solenne funerale per tutti confratelli defunti in quei due secoli di vita della congrega. In tale occasione fu costruito attuale pulpito e una lapide commemorativa che attesta tale evento. Per tale evento fu invitato il parroco di Santuario di S.Maria a Pugliano di allora il compianto Mons.Gioacchino Cozzolino che alla fine della celebrazione esorto il Padre Spirituale Don.Vincenzo fiengo e i confratelli di fare voto che quel solenne funerale si potesse ripetere tutti gli anni,Don Vincenzo Fiengo che già nutriva nell’animo un Ardente desiderio per le anime del purgatorio non si lascio sfuggire l’occasione. Perciò con tutto il suo zelo sacerdotale si prodigo per dare vita a tale evento che trovo spazio nella devozione dei fedeli ercolanesi.

Cosi nel 1017 come già detto inzio’ il Solenne Suffragio Universale nella congrega della SS.Trinità. Nel 1930 quando l’opera del suffragio era giunto nel suo massimo splendore il cardinale di Napoli di Allora Sua.Emm. Alessio Ascalesi venuto a conoscere tele opera volle con la sua augusta presenza celebrare la messa solenne. Da Allora si e sempre celebrato con grande partecipazione di popolo e di fede. Quest’anno si svolgerà Domenica 08 Novembre alle ore 9:20 sarà a celebrare P.Luigi Ortaglio Padre Guardiano del convento di S.Pasquale al Granatello in Portici e Gran Cancelliere del Cardinale.Saranno presente le associazione cittadine dei carabinieri,di S.Sebastiano al Vesuvio,le U.C.O e i confratelli e popolo ercolanese,al termine come scritto sopra si svolgerà la solenne processione penitenziale nel sottostante cimitero della congrega.

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Gli incappucciati nel Suffragio Universale del 2014

Padre Luigi Ortaglio,Padre Guardiano del convento di S.Pasquale al Granatello in Portici e’ stato nominato cancelliere nel 2015 della curia di Napoli da Sua.Emm Cardinale Crescienzio Sepe Arcivescovo Metropolita’di Napoli e stato già Padre Provinciale dei francescani dell’italia meridionale è tra le sue opere ricordiamo la ricognizione del corpo del giovane Salvo d’Acquisto.

padreortaglio

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

rassegna stampa chiusura mostra il cuore delle donne
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Il Cuore delle Donne’. Chiusa la settimana di eventi in rosa alle Scuderie di Villa Fiorita

Al convegno finale sui “diritti e tutela della famiglia” si è discusso anche di lotta al femminicidio.

logostrillonuovoSì è conclusa ieri con l’interessante convegno sui “diritti e la tutela della famiglia” la mostra fotografica collettiva “Il cuore delle donne”. Una settimana piena di eventi (tra i quali la presentazione di ‘Federica, la ragazza del lago’, librodi Massimo Mangiapelo) tutti ospitati nella splendida cornice delle “Scuderie di Villa Fiorita” ad Ercolano. Una sette giorni dedicata ad un solo obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei diritti delle donne e della lotta al femminicidio.

E’ in questo contesto che si è svolto il convegno conclusivo della manifestazione. Una tavola rotonda all’insegna delle “pari opportunità e dei nuovi diritti in rosa”. Donne sempre più vittime di violenze ed abusi, soprattutto in ambito familiare. Agghiaccianti gli ultimi dati Istat al riguardo. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica sono 179 i femminicidi in Italia: in pratica, una vittima ogni due giorni. In aumento anche la percentuale dei delitti tra le mura domestiche, che segnano un +16,2%, passando da 105 a 122 in un solo anno.

 

Anche di questo si è discusso ieri nel convegno fortemente voluto dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata. Il suo Presidente, Gennaro Torrese, aprendo il dibattito ha ricordato l’impegno dell’Ordine al fianco delle donne, con la recente inaugurazione (lo scorso 27 aprile) del primo sportello d’ascolto anti-stalking al Palazzo di Giustizia di Torre Annunziata. A seguire la proezione di ‘slides’ sulla mediazione dei conflitti e la gestione delle crisi familiari, con gli interventi degli avvocati Graziella Silvetti e Maria Elena Palomba, entrambe esperte in materia.

Il dibattito, moderato dal giornalista Salvatore Perillo, ha ospitato inoltre la sensibilissima testimonianza della dottoressa Colomba Formisano, Presidente “Commissione Sanità” del Comune di Ercolano, che ha raccontato in sala il quotidiano impegno nell’assistere in prima linea, come medico ASL, le donne vittime di abusi. In chiusura, gli interventi della professoressa Carmela della Gatta, organizzatrice del forum e di Rosa Visciano (“Gazebo Rosa Onlus”).

http://www.lostrillone.tv/il-cuore-delle-donne-chiusa-la-settimana-di-eventi-in-rosa-alle-scuderie-di-villa-fiorita/5120.html

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Dibattito sui diritti delle donne e tutela della famiglia alle ex scuderie villa favorita
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All’interno della mostra collettiva IL CUORE DELLE DONNE, si è tenuto ieri alle ore 18:00 presso le ex scuderie di villa favorita il dibattito sui diritti delle donne e tutela della famiglia fortemente voluto dall’Ordine degli  avvocati di Torre Annunziata.

La brillante moderazione del gionalista Salvatore Perillo fa da apertura alla serata che successivamente ha visto gli interventi dell’avv. Gennaro Torrese, Sportello antiviolenza ed antistalking istituito dall’Ordine degli avvocati di Torre Annunziata, poi l’avv. Gabriella Spadaro, con l’ Introduzione del Tema del convegno.
A seguire sono intervenute l’avv. Graziella Silvetti, Mediazione come risorsa nella risoluzione dei conflitti familiari, con la proiezione di slides sulla tematica della mediazione dei conflitti familiari ed infine l’avv. Maria Elena Palomba, esperta nella gestione della crisi familiare.

Molto interessante anche a testimonianza della dott.ssa Colomba Formisano, consigliere comunale e presidentessa della commissione sanità per il consiglio comunale di ercolano, che ha ricordato la sua personale esperienza come medico nelle emergenze ASL ed i tanti casi di violenza e di abusi che ha dovuto assistere in qualità di medico prima con la prospettiva particolare di donna e di madre.

In chiusura gli interventi della prof. Carmela della gatta, membro ed organizzatrice per il FOTOFORUM e di Rosa Visciano presidentessa del GAZEBO ROSA ONLUS.

Infine dopo il dibattito apertivo e buffet offerto dalla struttura che ha ospitato l’evento ovvero Il caffè letterario delle ex scuderie di Villa favorita rappresentata dalla sig.ra Imma Sorrentino.

Courtesy photo by Angelo casteltrione

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Reportage fotografico mostra il cuore delle donne presso le ex scuderie villa favorita
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Grande successo di pubblico con le prima due giornate della mostra collettiva fotografica IL CUORE DELLE DONNE, presso il caffè lettarario delle ex scuderie di villa favorita, nelle prime due giornate  del 9 e 10 ottobre 2015. Si inizia il 9 ottobre con il vernisagge con la partecipazione di Maurizio Saleseamministratore di FotoForum (presentazione del gruppo FOTOFORUM) e dott.ssa Teresa Civitella –   docente Liceo classico “G . De Bottis (“La donna :il motore della storia). C’è stato anche il bellissimo momento musicale  a cura dei maestri     Angelo Ruggieri ( flauto) – Giuseppe Del Plato (chitarra).

Nella giornata di sabato 10 ottobre la bellissima presentazione del libro “Federica la ragazza del logo” in cui sono intervenuti il dott.  Massimo Mangiapelo autore del libro – Emilio Orlando giornalista de La Republica

Successivamente il bellissimo intervento della dott.ssa Olga Nocerino – ” Comitato donne Aifos Prospettive al femminile:salute e sicurezza negli ambienti di vita”. Successivamente la testimonianza della sig.ra Rosa Visciano Presidente del Gazebo Rosa onlus –   Il Femminicidio. Testimonianza territoriale. Infine il momento di recitazione e musica con l’attrice Susy Mennella insieme al grande sassofonista Marco Zurzolo e del bravo chitarrista Gianluigi Esposito.

Carmela della gatta :” Un’altra bellissima serata si è conclusa…torno a casa con un passo leggero e gli occhi pieni di tante immagini scattate in queste ultime due giornate. Mi sento bene, felice ,nonostante la pioggia che di solito mi intristisce, come faccio a non esserlo? Ho ricevuto la stima e sentito l’affetto dei tanti amici che hanno voluto esserci , ho conosciuto persone belle ,positive, in gamba, ho avuto la conferma che certe “reti” di relazioni si creano quasi per magia ,quando ci si ritrova a parlare la stessa lingua e ad usare la stessa quantità di cuore. Il confronto, l’incontro è sempre foriero di grande crescita ed io mi sono provata in questa nuova grande avventura insieme a compagni di viaggio che hanno risposto subito ad una chiamata d’amore per ciò in cui credono. È stato bello costruire qualcosa di nuovo e ancora di più vedere quanto la gente cerchi l incontro con temi importanti e tra se stessa …ne ha bisogno …ne abbiamo bisogno per migliorarci e sentirci meno indifesi meno soli…grazie e a presto Angelo Casteltrione Imma Sorrentino Teresa Civitella Maurice Gennaro Di Mauro Rosa Visciano Angelo Ruggieri Susy Mennella Massimo Mangiapelo “

fotogruppoRosa Visciano dalla sua pagina facebook :” GRAZIE A TUTTI ….finalmente…… Un lavoro straordinario svolto da realtà esplosive e valide. Ho avuto il cuore in gola e le emozioni che mi scappavano da tutti i pori …e vi assicuro che ne ho tanti. …ieri parlavate tutti la mia lingua …incompresa da tanti. …eravamo sulla stessa lunghezza d’onda un connubio perfetto tra CULTURA ARTE MUSICA SPETTACOLO FORMAZIONE SOCIALE ….una sinergia perfetta come se avessimo studiato insieme i copioni scritti dalle nostre consapevolezze.
Da adesso credo che saremo sempre di più sicura che per coloro che ne hanno bisogno avrete una parola giusta. I semini stanno diventando piantine …Avanti tutta ora tocca agli avvocati per completare la squadra.
Imma Sorrentino Angelo Casteltrione Veronica Entropia Bottigliero la prof. Carmela Della Gatta ed i suoi musicisti la straordinaria Teresa Civitella Maurice Gè lo scrittore @massimo mangiapelo I fotografi tutti , Susy Mennella e i suoi Artisti.
Marianna Spina Vera Cera Ada Pappacoda Concita Sollazzi Jessica Sorrentino Rosa Magliulo Michele W. Sorrentino Monia Merone Andrea Manuela Merone Marco Bottigliero Chiara Fiori Sergio Eco i giornalisti tutti il ‪#‎comunediercolano‬ Salvatore Iengo ‪#‎scuderiedivillafavorita‬ grazie a tutti….per finire un grazie speciale va a te Olga Nocerino il tuo intervento è stato limpido scorrevole e comprensibile per tutti tvb. Se ho dimenticato qualcuno perdonatemi.

Programma completo dell’evento:

https://www.bloginresina.it/programma-mostra-fotografica-collettiva-il-cuore-delle-donne-dal-6-al-14-ottobre-2015/

 

                        

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Vincenzo de luca incontra la cooperativa mercato di resina alla festa dell’unità ad ercolano
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Vincenzo de luca incontra la cooperativa mercato di resina alla festa dell’unità ad ercolano

Un ringraziamento speciale va al sindaco Buonajuto alla dott.ssa Assunta Tartaglione alla dott.ssa Saulino per averci invitato alla festa de L’Unità.
Un ringraziamento molto speciale va al nostro amico Ciro Cozzolino della MON JARDIN azienda leader nell’arte fiorista in Ercolano in via tirone di Moccia,che ci ha offerto tanti fiori per farci omaggiare gli ospiti alla festa…grazie alle tante persone non di Ercolano (ma anche di Ercolano) che si sono avvicinati al nostro stand con curiosità e complimenti.

Ieri ultima giornata della festa de l’unità ad Ercolano,la COOP ha incontrato il giornalista Peppe Iannicelli già nostro amico,poi il presidente della Regione Vincenzo de luca   che il sindaco Ciro Buonajuto ci ha presentato,gli abbiamo un po parlato del nostro mercato e anche lui da giovane ha detto veniva a comprare i montgomery inglesi.

Ciro Buonajuto : “ Si è conclusa la Festa dell’Unità. Sono arrivate in città migliaia di persone e decine di autorità che porteranno con sè un ricordo positivo di Ercolano. E mi fa piacere che a questa manifestazione abbiano attivamente partecipato alcune delle realtà positive della città. Gli stand di Ercolano Capitale, Mercato di Resina, Radio Siani e Giovani Democratici hanno mostrato per sei giorni le nostre eccellenze a migliaia di persone. Dobbiamo essere fieri di loro.”

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Programma Mostra fotografica collettiva il cuore delle donne dal 6 al 14 ottobre 2015
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FOTOFORUM ATTIMI NEL TEMPO

Presenta

“ Il cuore delle donne”

Dal 6 al 14 ottobre 2015

Mostra fotografica collettiva

In collaborazione con :

IL GAZEBO ROSA ONLUS E FONTETICA

Con il patrocinio del :

  • COMUNE DI ERCOLANO
  • ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TORRE ANNUNZIATA
  • COMMISISIONE PARI OPPORTUNITA’ DELL’ORDINE DEGLI   AVVOCATI DI TORRE ANNUNZIATA
  • COMITATO AIFOS donne
  • BANCA DI CREDITO POPOLARE di TORRE DEL GRECO

      Presso “LE SCUDERIE” – Caffè letterario di Villa Favorita Resina n. 330/332  – Ercolano – tel: 081.7778052

 PROGRAMMA DELL’EVENTO :

Dal 6 al 14 ottobre dalle 10:00 alle 20:00 esposizione e visita della mostra fotografica.

Venerdi 9 ottobre ore 18.00 :

VERNISSAGE

Con la partecipazione di :

Maurizio Saleseamministratore di FotoForum (presentazione del gruppo FOTOFORUM) e dott.ssa Teresa Civitella –   docente Liceo classico “G . De Bottis (“La donna :il motore della storia)

Momento musicale a cura dei maestri:

                                              Angelo Ruggieri ( flauto) – Giuseppe Del Plato ( chitarra)

Sabato 10 ottobre ore 18.00 :

PRESENTAZIONE DEL LIBRO   – “FEDERICA LA RAGAZZA DEL LAGO”

Intervengono: Massimo Mangiapelo autore del libro

Emilio Orlando giornalista de La Republica

Seguiranno:    Rosa Visciano – Presidente del Gazebo Rosa onlus

                       Il Femminicidio. Testimonianza territoriale        

                          dott.ssa Olga Nocerino – Comitato donne Aifos – Prospettive al femminile:salute e sicurezza negli ambienti di vita”

Martedi 13 ottobre ore 18.00 :

TAVOLA ROTONDA    “DIRITTI DELLE DONNE E TUTELA DELLA FAMIGLIA” (*)

Moderatore :   Salvatore Perillo

Intervengono :

avv. Gennaro Torrese, Sportello antiviolenza ed antistalking istituito dall’Ordine degli avvocati di Torre Annunziata

avv. Gabriella Spadaro, Introduzione del Tema del convegno

avv. Graziella Silvetti,    Mediazione come risorsa nella risoluzione dei conflitti familiari.

avv. Maria Elena Palomba, L’avvocato nella gestione della crisi familiare.

(*) “Evento accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata pertanto ai partecipanti saranno riconosciuti nr.3 crediti ai fini della formazione professionale”.

Info e Credits :

Ordine avvocati torre annunziata

Banca di credito Popolare

Gazebo Rosa Onlus

Fotoforum attimi nel tempo

Comitato donne aifos

Comune di Ercolano

 

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Convegno Francesco Mastriani le riflessioni del dott. emilio mastriani
settembre 27, 2015
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Ieri sera, alle Scuderie di Villa Favorita, in Ercolano, nell’ ambito della Mostra di Arte Contemporanea, si è svolto il Convegno su ‘Vita, Pensiero ed Opere di Francesco Mastriani’.

Vi è stata grande affluenza di pubblico. L’evento ha raccolto l’ adesione di molti studiosi, professori e scrittori affascinati dal romanziere napoletano.

Erano presenti, tra gli altri, oltre al moderatore Prof. Gennaro Mantile, Presidente dell’ Associazione Nazionale Mondoscuola (che ha condotto in maniera brillante la manifestazione), il Dott. Capo Pasquale (ex Provveditore agli Studi di Napoli), lo studioso Emanuele Cerullo, il ricercatore Rosario Mastriani, la Professoressa e scrittrice Clara Borrelli (Docente di Letteratura Contemporanea presso l’ Università Orientale di Napoli) e la scrittrice Anna Gertrude Pessina (autrice del saggio: “Mastriani Francesco, un escluso”) che ha catturato l’attenzione dei presenti, soffermandosi sull’aspetto psicologico del romanziere.

E’ stato un incontro interessantissimo che ha aperto degli utilissimi spiragli per continuare la nostra opera di sensibilizzazione, affinché le Istituzioni prestino più attenzione alle varie istanze culturali provenienti dai cittadini.

Come organizzatore dell’ evento, non posso che essere soddisfatto nel constatare quanta sia stata numerosa e qualificata la partecipazione di persone interessate al Mastriani.

Dott. Emilio Mastriani  

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Reportage fotografico convegno vita e opere di Francesco mastriani courtesy foto by alfio martone
settembre 26, 2015
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Grande partecipazione di pubblico e di studiosi per il convegno su: “ Vita,  Pensiero  ed  Opere  di Francesco Mastriani ”, che si è tenuto  in Ercolano (Na) presso le “ Scuderie di Villa Favorita ”- Corso Resina n. 291, il 25 settembre p.v. con inizio alle ore 18,30 organizzato dagli eredi del celebre romanziere napoletano, Emilio e Rosario Mastriani.

Tra i vari interventi  moderati dal  Prof. Gennaro Mantile, Presidente “Associazione Nazionale Mondoscuola” sono intervenuti :

Pasquale Capo, già Capo Dipartimento MIUR e Provveditore agli Studi di Napoli:

“ Mastriani e la Trilogia Socialista”;

  • Emilio Mastriani, già Segr. Gen. Uil-Scuola Campania: “Prosapia (DNA e Genealogia di Mastriani); Il pensiero, gli errori ed i pregi del romanziere napoletano; Polemica desanctisiana”;
  • Rosario Mastriani, ricercatore: “ I falsi, le estrapolazioni ed i doppioni dei romanzi pubblicati da Editori e Librai senza scrupoli, nella vasta opera Mastrianesca ”;

Con ulteriori interventi da parte di :

 Emanuele Cerullo, studioso: ”Mastriani, tra gotico ed attualità. Cenni sui romanzi inediti del romanziere napoletano”;

  • dott.ssa Anna Gertrude Pessina, già Docente negli Istituti Psicopedagogici, scrittrice: “Francesco Mastriani, un escluso”;
  • dott.ssa Patricia Bianchi, Docente di Linguistica c/o Università “ Federico II” di Napoli, scrittrice: ”Lingua e stile in Mastriani”;
  • dott. ssa Cristiana Anna Addesso, Docente di Filologia Moderna c/o Università “Federico II” di Napoli, scrittrice: “Che somma sventura è nascere a Napoli: rileggere e rivalutare Francesco Mastriani”.

L’evento era inquadrato nei venerdì letterari per la mostra Ombre Prosequio del maestro Amedeo gabucci in art Deò e curata dal prof. Giovanni Cardone.

Promozione dell’evento sul web & social Salvatore Iengo. Courtesy photo by Fotografando Alfio Martone.

 

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Venerdi 25 settembre Vita Pensiero ed Opere di Francesco Mastriani presso caffè letterario ex scuderie ercolano
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Continuano i venerdì letterari correlati alla mostra Ombre prosequio presso il caffè letterario ex scuderie villa favorita ercolano.

Convegno su: “ Vita,  Pensiero  ed  Opere  di Francesco Mastriani ”, che avrà luogo in Ercolano (Na) presso le “ Scuderie di Villa Favorita ”- Corso Resina n. 291, il 25 settembre p.v. con inizio alle ore 18,30 organizzato dagli eredi del celebre romanziere napoletano, Emilio e Rosario Mastriani.

 MODERATORE: Prof. Gennaro Mantile, Presidente “Associazione Nazionale Mondoscuola”.

 RELATORI:

Pasquale Capo, già Capo Dipartimento MIUR e Provveditore agli Studi di Napoli:

“ Mastriani e la Trilogia Socialista”;

  • Emilio Mastriani, già Segr. Gen. Uil-Scuola Campania: “Prosapia (DNA e Genealogia di Mastriani); Il pensiero, gli errori ed i pregi del romanziere napoletano; Polemica desanctisiana”;
  • Rosario Mastriani, ricercatore: “ I falsi, le estrapolazioni ed i doppioni dei romanzi pubblicati da Editori e Librai senza scrupoli, nella vasta opera Mastrianesca ”;

 

INTERVENTI PROGRAMMATI:

 Emanuele Cerullo, studioso: ”Mastriani, tra gotico ed attualità. Cenni sui romanzi inediti del romanziere napoletano”;

  • dott.ssa Anna Gertrude Pessina, già Docente negli Istituti Psicopedagogici, scrittrice: “Francesco Mastriani, un escluso”;
  • dott.ssa Patricia Bianchi, Docente di Linguistica c/o Università “ Federico II” di Napoli, scrittrice: ”Lingua e stile in Mastriani”;
  • dott.ssa Cristiana Anna Addesso, Docente di Filologia Moderna c/o Università “Federico II” di Napoli, scrittrice: “Che somma sventura è nascere a Napoli: rileggere e rivalutare Francesco Mastriani”.

 

Per info e contatti:

Avv. Luigi Sulo Mastriani – cell. 3394822981 – email – lumast@hotmail.it

Dott. Emilio Mastriani – cell. 3296110591 – email – emilio.mastriani@fastwebnet.it

 

BREVI NOTIZIE SULLO SCRITTORE

Francesco Mastriani è stato uno dei più prolifici romanzieri napoletani. Autore di ben 105 romanzi tra i quali si annoverano: La Cieca di Sorrento, La Sepolta viva, Il mio cadavere, La Medea di Porta Medina e la famosa trilogia socialista (I Vermi, Le Ombre ed i Misteri di Napoli). E’ stato anche autore di numerose commedie teatrali rappresentate al teatro S. Ferdinando di Napoli, ove è stata affissa sulla facciata, una targa con profilo. A lui è stata dedicata anche una scuola elementare (76° Circolo Didattico di Napoli) ed una stradina (Vico Francesco Mastriani), oltre ad una targa commemorativa, nella sua ultima dimora in Via Penninata San Gennaro dei Poveri ed un busto al Museo S. Martino di Napoli, opera del maestro Cifariello.

Alla sua morte il poeta Salvatore D’Aco scrisse:

E’ muorto!

Chiagnite, si … chiagnite tutte quante

De Napole signure e munezzaglia;

E’ Muorto chi pittava pure ‘e sante

E la suzzosa, nera, prevetaglia!

E’ muorto: ma facimmencella a chiante

Nu’ torne chi scenneva a la battaglia

E scommigliava ‘e zelle overo a tante

Nu so chi era, tutta la canaglia.

Da Foregrotta mmiez’ ‘a lu Mercato,

Napole, tutte quante, ‘o cunusceva

Chist’omme dotto, vero alletterato,

ch’ ’e pene de lu popolo sparteva …

E’ muorto faticanno, disperato,

E pure muribondo isso scriveva!

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Video evento la rivoluzione napoletana del 1799 presso caffè letterario ercolano
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Venerdì 18 settembre 2015 ore 19.00, Ercolano (Napoli) – Caffè letterario “le scuderie di Villa Favorita” – Incontro su: La Rivoluzione Napoletana del 1799, insegnamenti e valori. Sono intervenuti: Ciro Bonaiuto Sindaco di Ercolano, Nino Daniele Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Giovanni Cardone storico e critico d’arte, Antonella Orefice storica e direttore del Nuovo Monitore Napoletano, ha moderato l’incontro Salvatore Perillo giornalista TV City e Comuni Vesuviani news.

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

18 settembre 2015 Venerdì letterario presso caffè letterario ex scuderie courtesy photo by Ferdinando Scognamiglio
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Come evento integrante alla mostra Ombre Prosequio di Amedeo Gabucci in arte deò a cura di Giovanni Cardone presso Caffè Letterario ex scuderie di Villa Favorita – Corso resina 330 Ercolano, con il Patrocinio del Comune di Ercolano in collaborazione con la Universum Academy Switzerland – Regione Campania , e con l’Associazione Culturale Libera/mente, si è tenuto il secondo appuntamento dei Venerdì letterari.
In data di ieri Venerdì 18 settembre 2015 con a tema La Rivoluzione Napoletana del 1799 – Insegnamento e Valori, patrocinata dall’Archivio Diocesano di Napoli.
Nella splendida cornice dello spazio espositivo del Caffè letterario ex scuderie di Villa favorita, sono intervenuti il sindaco di Ercolano avv. Ciro Buoanjuto, il dott. Nino Daniele Assessore alla cultura del Comune di Napoli, Antonella Orefice Storica e Direttore del Nuovo Monitore Napoletano, Amedeo Gabucci in arte Deò, gli interventi sono stati moderati dal dott. Salvatore Perillo Giornalista tv city – Comuni Vesuviani News.
Grandissima la partecipazione di pubblico tra i quali studiosi giornalisti ed appassionati di storia locale per un tema così strettamente legato al territorio vesuviano e napoletano.
Si ringraziano per l’occassione la dott.ssa Imma Sorrentino per la sapiente gestione ed organizzazione degli spazi espositivi, il web designer Salvatore Iengo per la comunicazione dell’evento sul portale storico www.bloginresina.it e la capillare diffusione del medesimo evento sui social network.
Ercolano 19 settembre 2015
L’organizzatore della mostra e storico dell’arte Prof. Giovanni Cardone

Courtesy photo by Ferdinando Scognamiglio

 

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

La battaglia di Resina e portici e la fine della repubblica partenopea del 1799
settembre 16, 2015
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La Rivoluzione francese si rovesciò come una tempesta sul Regno delle Due Sicilie: la voglia di libertà, fraternità, eguaglianza, coinvolse gli uomini nligliori. Da quel cruciale 1789 tutto cambiò, dovunque. Inevitabilmente anche ai casali di Portici e resina piccola perla del reame, i contraccolpi furono fortissimi.
Da mezzo secolo i porticesi vivevano a contatto quotidiano con i Borbone, poiché qui il re Carlo, nel 1738, aveva fondato la Reggia, diventata una calamita per i cortigiani più influenti. Sotto il Vesuvio le famiglie della nobiltà e dell’alta borghesia avevano costruito ville e palazzi lussuosi in cui vivevano a lungo, e non soltanto nelle belle stagioni. La cittadina diventò presto il luogo di incontro dell’aristocrazia intellettuale napoletana.

Era fatale che in un simile ambiente le nuove idee trovassero terreno fertile. Eppure, il sentimento di fedeltà verso i Borbone restava intenso, sia al vertice del Regno sia nella popolazione. Il contrasto si rivelò lacerante e coinvolse gran parte dei porticesi.
Di questo scontro sotterraneo, durato un decennio prima della deflagrazione finale, mancano ricostruzioni conlplete, ma non mancano gli indizi. Da un lato, a Portici operarono società rivoluzionarie e segrete; si riunirono esponenti di punta del giacobinismo napoletano; scoppiò la prima ribellione ai voleri del sovrano. Dall’altro, cominciarono a organizzarsi i sostenitori del re, fino a diventare truppe di massa quando la situazione precipitò.

La storia di Portici e del miglio d’oro può diventare così una chiave di kttura di tutte le vicende della Repubblica Napoletana del 1799, di quel generoso tentativo di stabilire la democrazia, naufragato nel sangue. In questa prenlessa ci linliterenlo a delineare un quadro d’assienle, forse utile a seguire le varie fasi dell’avventura giacobina.
Se il contagio francese fu immediato, a rallentare lo scoppio del lnalcontento provvide il ricordo delle ri forme del re Carlo e delle prinle mosse non infelici di suo figlio Ferdinando. Il distacco dalla Corona fu progressivo.

Nei n10menti più felici del trono, gli idealisti avevano fondato sulla figura del monarca assoluto il loro desiderio di progresso. La Rivoluzione francese suggerì la sostituzione di questa forza dominante con quella democratica del popolo. Potevano n1ai coesistere queste spinte contrapposte in una capitale speciale COlne Napoli? Di sicuro i giacobini, anche quando fondarono i primi club libertari, non partirono all’attacco frontale della Corona. Nel loro anilno prevaleva l’importanza del traguardo, che restò identico: il progresso sociale.

La trasforn1azione, forse, sarebbe stata più lunga, se ad accelerarla non avesse provveduto il re, che mutò linea politica. Un ruolo decisivo fu esercitato dalla regina, l’austriaca Maria Carolina, con il sostegno dei tanti stranieri suoi alleati a corte.
Sul traballante trono di Parigi sedeva la sorella minore di Carolina, Maria Antonietta. Le sue angosce si riversarono sul trono di Napoli. Il timore diventò paura, poi terrore. Ferdinando -re cacciatore, re lazzaro re nasone, re pate -e ra troppo debole e distratto, troppo gretto, per opporsi alla volontà della moglie, ammesso che l’avesse davvero voluto.
La creazione del setificio di San Leucio presso Caserta, un villaggio industriale basato su regole vaganlente socialiste, fu l’ultimo guizzo civile del suo regno.

Ferdinando-e-Carolina

A esasperare lo stato d’animo dei sovrani, vennero le pene private. Il principino Gennaro, nove anni, e il piccolo Carlo, cinque Inesi, 1110rirono di vaiolo. Il 10 febbraio 1790 si spense l’altro fratello di Carolina, l’imperatore d’Austria Giuseppe, sostituito dall”altro gernano Leopoldo II, già granduca di Toscana.

Un altro episodio, di natura diplomatica, aggravò la tensione. A metà dicembre bre 1792 approdò a Napoli la notta da guerra francese. Una mossa intin1idatoria. Atterrito dall’eventualità di un attacco militare, il Borbone si piegò. Riaffern1ò, ahneno a parole, l’an1icizia per Parigi e garantì neutralità nelle contese europee.
Durante la pur breve permanenza di questi ospiti per forza, i napoletani più inquieti salirono a bordo della nave del con1andante Latouche. Ricevettero emblemi rivoluzionari, come le berrette rosse, e l’invito a organizzarsi in associazioni segrete più ambiziose. Nacque la Società Patriottica. La regina sopravvalutò la consistenza pratica deIl’opposizione e avviò le prime rappresaglie.

La situazione precipitò nel 1793. Nella furia che travolse Parigi, la ghigliottina ricadde selnpre più spesso, nel suo volo insanguinato. Il 21 gennaio a Parigi cadde la testa del re Luigi XVI. Il suo copricapo, ciocche dei capelli, frammenti del cappotto, vennero venduti all’asta dal boia Charles-Henri Sanson. Il 16 ottobre toccò a Maria Antonietta. La regina mostrò al popolo, dal patibolo, una chioma precocemente ilnbiancata e una faccia piena di rughe. Il nuovo carnefice, Henri Sanson junior, mostrò la testa Illozzata alla folla festante.
Maria Carolina incrudelì di dolore. Si procurò una macabra stampa dell’esecuzione della sorellina e sul bordo bianco scrisse: «le poursuiverai ma vengeance jusqu’au tombeau», perseguirò la mia vendetta fino alla tomba.

Si portò dietro quella stampa da un palazzo all’altro, anche a Portici. La guardava in continuazione. Stava male: vampate di calore, vertigini, emicranie. Per placare il tormento 111ento, con1inciò a prendere oppio. Non si fidava più di nessuno. Obbligò il n1arito a canlbiare letto ogni notte, nel tilnore di attentati. Obbl igò i servitori ad assaggiare tutte le pietanze prinla di servirle, nel tin10re del veleno.
Nell’odio verso i francesi, cambiarono la politica del Regno e i giochi delle alleanze. Le riforme vennero accantonate per investire negli arnlamenti. La controversia territoriale con il Papa fu arrangiata alla meglio. La repressione poliziesca di ogni fern1ento libertario diventò via via più dura. I legami di Napoli con l’Inghilterra, la vera nemica della Francia, si fecero sempre più stretti.

Vice-Admiral_Horatio_Nelson,_1758-1805,_1st_Viscount_NelsonQuando il famoso ammiraglio Orazio Nelson approdò sotto il Vesuvio, il re Ferdinando salpò dal Granatello per dargli il benvenuto, e in suo onore offrì nella Reggia di Portici un pranzo seguito da un ricevimento.
Segni esteriori di modernità non bastarono a soffocare il montante malcontento della parte illuminata dei sudditi. Ad esempio, il re aveva ordinato la sistemazione delle targhe stradali e dei numeri sui palazzi, a somiglianza di quanto già fatto a Londra e a Parigi. Furono usate lastre di ardesia. A Portici uno scalpellino, perché ignorante o perché rispettoso della fonetica popolare, invece di scrivere via Amoretti, in omaggio al canonico benefattore, scrisse via Moretta: l’errore si può ancora vedere. I porticesi continuarono per qualche tempo a orientarsi secondo i vecchi toponimi, a volte due o tre per la stessa strada.

Il disorientamento, in questa fase, fu generale. NeIl’opposizione alla Corona si incontravano due spinte diverse.
Da una parte gli uomini colti, pervasi di idealità, che avevano letto e assorbito la Scienza nuova di Giambattista Vico, la Storia Civile del Regno di Napoli di Pietro Giannone, la Scienza della legislazione di Gaetano Filangieri, gli Scritti economici di Antonio Genovesi: gli estratti del pensiero dei geni che avevano reso Napoli capitale europea della cultura. Molti degli innovatori erano essi stessi già famosi, come il giurista sonlmo Mario Pagano, il nledico e botanico Domenico Cirillo, il grecista Pasquale BatTi, e tanti altri.
Dall’altra parte, il partito degli scontenti per ragioni più L11aterial i, conle l’insopportabile peso dei forestieri nel l’anlL11inistrazione degli affari del Regno. Sul tavolo di lavoro del re, un giorno, fu lasciato un biglietto con polenlici versi:

Sire, tu torni al tuo letargo antico…,
Il merlo oppresso -il nazional mendico,
carco d’onor e gloria ogni-straniero…

Fu poi la linea degli idealisti a prevalere nettamente. Quegli uomini si battevano in nome del senso della giustizia e della cultura: della filosofia e della virtù, come si diceva a quel tempo.
Contro di loro i servizi segreti della corte lavoravano a tempo pieno, e riferivano di cene patriottiche, di cospirazioni. La reazione del Borbone diventò selvaggia. Perquisizioni, pedinamenti, retate e infine, il 18 ottobre del 1794, le prime pubbliche esecuzioni napoletane. Sul patibolo nel largo del Castello vennero impiccati tre ragazzi meridionali: Emmanuele De Deo, Vincenzo Galiani, Vincenzo Vitaliani. Furono i primi martiri della libertà italiana.

Il solco aperto fra il re e i libertari napoletani diventò un abisso. Anche a Portici e Resina ovviamente.

In quei mesi di dolore anche il Vesuvio s’infuriò. Il 12 giugno un rombo cupo fu il preludio dei sobbalzi della terra. Nella notte fra il 15 e il 16 il vulcano eruttò. La lava sfiorò le camagne fra Portici e Resina e distrusse Torre del Greco quasi totaln1ente. I torresi, allenati ai pericoli venuti dal vulcano, contennero il numero dei morti -ventisei -con una fuga tempestiva. Il magma incandescente si arrampicò sul campanile della chiesa di Santa Maria del Principio, fermandosi sul bordo degli ultimi due piani. Le campane sopravvissute suonarono l’ora della ricostruzione.

e1794procession

I danni furono ingenti anche a Torre Annunziata e Pompei, perché il diluvio che sempre accon1pagna l’ira del vulcano aveva trascinato a valle fiumi di fango. Qua e là spuntarono mofete velenose e sciacalli che saccheggiarono le case abbandonate.

Passato il rischio, in segno di ringraziamento, porticesi e resinesi posero al confine fra le due città, in contrada Farina, un’edicola di San Gennaro con una lapide istruttiva. Inutile cercare quella lapide, oggi: è scomparsa, soffocata da una gettata di cemento. ”
Se la massa vide nell’ennesima eruzione il segno della collera divina, gli uomini che tenevano leggere e scrivere la considerarono un’inevitabile violenza della natura. Solo i più avvertiti, pionieri dell’ambientalismo, maledirono l’imprudenza dei regi architetti, che già allora avevano costruito sulle prime pendici vesuviane.

A Portici la presenza di nobili e saggi legati agli alnbienti cosid.detti giacohini -dal nonle di quei rivoluzionari francesi :-fu lnassiccia. A leggere le cronache nlondane porticesi e qlielle successive della rivoluzione, troverete più volte gli stessi protagonisti.
Nella villa di fainiglia, in quella contrada di Bellavista che oggi chianlianlo Cassano, nacque nel 1772 Gennaro Serra di Cassano, eroico difensore della Repubblica Napoletana.
Eleonora Fonseca Pinlentel, letterata di genitori portoghesi, nella nostra Reggia e nei nostri parchi profumati lesse, applaudita, i giovanili omaggi in rima a Ferdenanno re guappone. Diventerà la più ardente tra le giacobine.
Alla Bagnara fondò una grande fabbrica di seta Domenico Piatti, di origine triestina, che si occuperà della Tesoreria della Repubblica. I porticesi lo elessero console dell ‘arte della seta.
In Largo Trio costruì un sontuoso palazzo, accanto a quello dei Rocel1a, la famiglia del capitano Francesco Buonocore che nel Novantanove sarà ardito e sventurato combattente.
A Portici possedeva una villa con podere l’avvocato Nicola Fasulo, nel cui appartamento napoletano in via Atri, si radunerà a partire dal 1798 il Comitato dei patrioti.
Governatore di Portici, Resina e Torre del Greco diventò alla fine del 1797 Nicola Fiorentino, poi scrittore e oratore nei giorni della libertà.
Avevano casa sotto il Vesuvio anche le famiglie di Giambattista De Simone, ufficiale di Marina, e di Filippo de Marini, marchesino di Genzano.

Nelle strade di Portici e Resina si mossero, dunque, molti protagonisti del giacobinismo napoletano; Gennaro Serra di Cassano, Eleonora Fonseca Pimentel, i Piatti, Fasulo, Fiorentino, De Simone, de Marini, Buonocore, Luisa Sanfelice, Baffi, Carafa: tutti nomi che riappariranno nel lungo elenco dei giustiziati sui patiboli del Novantanove.

I francesi e la loro avidità nel depredare i nostri tesori

9428Colpito dai primi sospetti deIl’avido Direttorio, a causa della sua eccessiva indulgenza verso i patrioti napoletani, il generale Championnet fu costretto a stringere i tempi delle confische e ad accelerare la riscossione dei contributi di guerra. Le casse parigine ne avevano bisogno.
Il decreto per la contribuzione supplementare fatalmente riguardò anche Portici. Tra l’altro, qui furono ripresi gli scavi archeologici, come a Ercolano e a Pompei, con l’avvertenza che tutti gli oggetti ritrovati sarebbero finiti a Parigi. Dallo sfruttamento da parte della Corona si passò a quello straniero. Nelle prime esplorazioni pompeiane fu scoperta una nuova casa romana, e la via in cui sorgeva venne intitolata a Championnet.
Fu inoltre deciso che tutte le riserve di caccia del Borbone, compresi i parchi della nostra Reggia, venissero inglobate dalla Repubblica.

Gabelle vecchie e nuove stremarono i porticesi, già salassati dalle spese per il mantenimento della truppa francese. Per far fronte agli obblighi, furono venduti perfino gli argenti di San Ciro potente. Il debito comunale crebbe. Il Museo Ercolanese -che sorgeva a Portici nel palazzo prima della Reggia, a destra salendo -fu spogliato dei capolavori. Esasperati, i dirigenti vesuviani presentarono un appello alla Repubblica.

I documenti di questa accorata protesta sono stati ritrovati recentemente da Mario Battaglini negli archivi di Mosca, finalmente accessibi li dopo il crollo dei nluri. Ecco che cosa è scritto nel rapporto del Conlitato di polizia repubblicano, in data 10  pluvioso:
«Le Municipalità di Portici, Resina ed altri vicini cOlnuni sono resi inabili a più continuare le gravi spese che soffrono, montando a circa 250 ducati il giorno le sole tavole degli ufficiali francesi.

«Portici pel mantenimento della truppa ha consumato tutto il pubblico peculio, ha contratto dei grossi debiti ed ha esitato un residuo di argento di questa chiesa. Il Ministro delta Guerra Arcambal ha rin1esso un patetico ed afflittivo ricorso di quella popolazione, coll’invito di darsi su di essa l’opportuna provvidenza.

«Si pretende il totale deperimento dei Musei e delle biblioteche e la rovina delle arti, col togliere dai Musei di Portici e Capodimonte, dalla Biblioteca degli Studj e dalla Stamperia Nazionale tutto quanto v’è di buono; allorché si debbono scegliere i soli capi d’opera, lasciandone per la repubblica i modelli e le fom1e».
Corsero un serio rischio di esportazione dolosa perfino le celebri statue equestri di Marco Nonio Balbo, affiorate a Ercolano, ch’erano esposte nel vestibolo della Reggia porticese in una grande teca di vetro protetta da cancellate. Infatti, Championnet scrisse al suo ministro parigino:

«Vi annuncio con piacere il recupero di ricchezze ritenute perdute. Oltre ai gessi di Ercolano nel museo di Portici, le statue equestri di Nonio padre e figlio (…) E poi le statue marmoree a grandezza naturale di Marco Aurelio, un bel Mercurio bronzeo, un Meleagro in rosso antico, molti busti di gran pregio tra cui un Omero. Il convoglio partirà fra pochi giorni».
Per nostra fortuna, le statue di Marco Nonio Balbo, poi, non partirono.

 NelI’opera di saccheggio i burocrati francesi esibirono una pignoleria meritevole di miglior causa., Ad esempio risalirono all’origine di alcuni beni porticesi -la Reggia, i boschi -ripescando i relativi atti stipulati dal notaio Giuseppe Ranucci. Accertarono che una parte del parco apparteneva ai monaci di Sant’ Agostino in Resina, ai quali il re aveva pagato regolare canone di affitto.

Non fossero bastati questi salassi, ai porticesi dai sedici ai cinquant’anni iù nuovamente chiesto di servire la patria, diventata Repubblica, e questa volta in Marina. Il bando parlò di «requisizione n1arittin1a per la difesa della loro fan1iglia e della loro libertà». Non vi furono rivolte, soltanto musi lunghi.
La fama dei porticesi ottimi n1arinai, diffusa fin dal tardo Medio Evo, spinse Championnet ad offrire loro patenti di corsa francesi, autentiche abilitazioni alla pirateria. L’invito era motivato dalla necessità di fronteggiare la flotta inglese alleata del re, che n1inacciava da vicino la capitale. Per incoraggiare l’accoglin1ento della proposta, il comandante francese donò ai porticesi, ai sorrentini, agli stabiesi e ai napoletani del Molo Piccolo alcune barche sequestrate a Gaeta, con tutto il carico. La generosità interessata non fu sufficiente, nessun porticese diventò corsaro.

Del n1alumore sempre più diffuso approfittò il capomassa borbonico della zona, Francesco Almeida, che cominciò a preparare i piani segreti della rivincita.
Le difficoltà di Championnet, sempre più pressato dagli avidi parigini, aumentavano di ora in ora. La crisi definitiva scoppiò quando il commissario civile francese presso la Repubblica Napoletana, Faypoult, emanò un decreto per il passaggio alla Francia di tutti i beni della Corona, comprese le banche, le proprietà dei Gesuiti, la Zecca, i possedimenti nelle provincie.
Championnet si oppose, annullò il provvedimento e scacciò Faypoult, «famelica arpia». Così segnò la sua condanna. Il 27 febbraio fu richiamato in patria affinché giustificasse il suo comportamento.

Gli successe il generale Macdonald, suo rivale, molto meno afflitto dagli scrupoli dettati dalla fraternità. Tra le sue prime decisioni, la vendita a minimo prezzo di alcuni arredi preziosi della Reggia di Portici e di Villa Favorita.
A sud, l’armata del cardinale Ruffo avanzava sempre più velocemente, uccidendo, saccheggiando, stuprando.

Cade il fortino del Granatello

fortino

Il 5 giugno la Commissione esecutiva della Repubblica mise in vendita ciò che restava dei tesori della Reggia di Portici e di Villa Favorita, sperando di ricavarne danaro indispensabile alla difesa. Non ci fu tempo di perfezionare l’asta. Ruffo era ormai in arrivo.
Portici fu direttamente investita dalla guerra civile, perché si trovava sulla rotta finale dei sanfedisti.
Allo scopo di fermare i rifornimenti di ortaggi, frutta e carne dalle campagne vesuviane alla capitale, il capomassa porticese ~lmeida organizzò barricate sulla strada diretta al Ponte della Maddalena. Come lui si comportarono altri capi degli insorgenti, Giorgio Punzo a San Giorgio a Cremano, Nunziante al Ponte di Casanova.
L’ iniziativa di Almeida, registrata da molti testimoni di quel tempo, è una prova che a Portici i monarchici si stavano imponendo ai giacobini.

Ci fu una vera e propria rivolta contro la Municipalità repubblicana? Carlo De Nicola, il più famoso tra i diaristi del Novantanove, sembra confermarlo. Il primo giugno scrisse che «la strada di Salerno è chiusa; e si diee arrivata la insurrezione a Portici». Tre giorni dopo annotò un colpo di cannone sparato dal fortino del Granatello, forse contro gli insorti, che fu udito in città e provoç,ò,un fuggi fuggi generale e la chiusura anticipata di molte botlèghe.
Ruffo, intanto, aveva accampato a Nola la sua armata. Era piuttosto innervosito poiché il re gli aveva ordinato di non puntare subito sulla capitale, n1a di fernlarsi ad attendere l’arrivo della flotta inglese con a bordo il principe Francesco. Evidenten1ente il Borbone voleva lasci~re al suo erede” e al potente alleato britannico, la firn1a della vittoria.
Ma il destino dispose diversamente. Già salpati da Palérn10, i vascelli deIl’ammiraglio Nelson furono costretti a rientrare da una burrasca e dalle voci -risultate poi infondate -del sopraggiungere della flotta franco-spagnola.
Rutfo ebbe così via libera. Decise di lanciare l’attacco finale il giorno 13, giorno della festa di Sant’Antonio, il protettore della sua arn1ata. Tutta la n1arcia dei sanfedisti fu scandita dai simboli della devozione popolare, della superstizione anche.

Il 10 giugno arrivò a Nola il capomassa Almeida, seguito da altri realisti porticesi. Cepisodio è narrato da Domenico Petromasi, un cronista ultramonarchico al seguito del cardinale. Portici si era già schierata dalla parte della Corona, disse Almeida a Ruffo, ma la truppa di massa era «incredibilmente inquietata» dalle artiglierie del Granatello.
Ruffo inviò in zona, di rinforzo, i fucilieri di montagna comandati dal tenente colonnello Costantino De Filippi, un plotone di calabresi e cento soldati di cavalleria agli ordini del tenente Giuseppe De Luca. Le avanguardie sanfediste conquistarono subito la batteria di Pietrarsa, dotata di un cannone da 33 pollici, e la Reggia di Portici. Protette dal fuoco di sbarramento, partirono all’assalto del fortino del Granatello, rafforzate all’ultimo momento da una compagnia di russi.

Due cannoniere e una batteria galleggiante deIl’ammiraglio Caracciolo tentarono di sostenere la difesa dei giacobini porticesi. Coraggio inutile. L’intervento di James Foote, a capo della squadra navale inglese che dal 9 presidiava la costa da Portici a Castellammare, decise le sorti della battaglia.
Il Cavai marino, la Mutine e la fregata Sirena scaricarono bordate di fuoco contro i vascelli di Caracciolo e contro il forte. Una cannonata dal mare centrò casualmente una bandiera repubblicana che sventolava sugli spalti: era il presagio della disfatta. Foote poté annunciare a Nelson la resa degli ultimi difensori del Granatello.
L’episodio, decisivo per le sorti finali della guerra, avvenne nelle ultime ore del 12 giugno, a detta di De Nicola che nel suo Diario registrò in quel giorno furiosi combattimenti lungo la costa vesuviana, finiti a notte inoltrata. I bagliori si vedevano nitidamente da Napoli. Il diarista li paragonò a fuochi artificiali.

Petromasi, invece, raccontò scene di massacro: «Subito preso il Granatello colla trucidazione di molti ribelli». E descrisse Portici come un panorama di rovine: «Questo delizioso real sito avea sofferto molto nelle fabbriche dal cannone nemico, il quale avrebbe recato un maggior guasto, se non veniva altronde malmenato».
Ruffo si stava spostando verso Somma Vesuviana quando seppe che la «caliginosa ferale ostinatezza» -altre parole di Petromasi -dei patrioti porticesi era stata sconfitta. Ordinò l’ultima offensiva. Era la mattinata chiara del 13 giugno 1799.

Rafforzato da una «piccola ma feroce compagnia di Turchi», il cardinale puntò su Portici. Voleva impedire la riconquista del forte del Granatello, considerato il penultimo ostacolo nella marcia su Napoli.
L’ultimo ostacolo era il forte di Vigliena, del quale oggi potete intravedere le rovine, davanti a una centrale elettrica. L’armata della Santa Fede attraversò San Giorgio e sboccò a Croce del Lagno, fermandosi. Nessuna ininaccia: oramai il Granatello era saldamente nelle mani dei realisti. L’avanzata riprese. Il parroco e gli altri preti della chiesa di Santa Maria del Soccorso vennero incontro al cardinale in processione aperta da un sacro ombrellino. Ruffo benedì e passò oltre. Pochi metri più avanti il suo esercito fu bloccato dalle cannonate di Vigliena. Prima di dare istruzioni per il pranzo, il cardinale ordinò al reggino Francesco Rapini di assediare il forte. Tre cOlnpagnie di cacciatori calabresi scattarono, le baionette in canna, sostenute dai cannoni.
Una 1110ssa spietata, perchéVigliena era difesa dalla Legione Calabra della Repubblica: fu uno scontro fratricida. Il cOlnandante dei difensori, Antonio Toscano, fece issare la bandiera nera su cui era scritto Vincere, vendicare, morire e si preparò al peggio. Veniva da Corigliano Calabro, aveva 25 anni, era stato sen1inarista, era diventato un poeta che sapeva combattere.

Un’impresa disperata, quella dei duecento uomini di Toscano. Erano aln1eno cinque volte inferiori nel numero e peggio armati; inoltre i loro undici cannoni puntavano dal lato del mare. E tuttavia resistettero ai prinli due attacchi, anche grazie all’intervento delle navi di Caracciolo.
Rapini ordinò una terza carica e questa volta i forti bastioni a forma di pentagono non ressero. All’interno delle mura si lottò all’arma bianca. Attorno a Toscano restarono in venti.
n comandante del forte e i sopravvissuti si trincerarono nel magazzino delle munizioni, sparando dalle feritoie. Toscano era ferito. Quando la resistenza diventò in1possibile, decise di dar fuoco alle polveri.

Lo scoppio, il turbinio delle schegge, uccisero insien1e gli ultimi calabresi della Repubblica e centinaia di sanfedisti. Nel fossato ricadde un mucchio di morti. La soldataglia di Ruffo perquisÌ i nemici caduti per rubare. Tre di quei corpi sfregiati e insanguinati, sotto brandelli di divisa della Guardia civica, erano di donna. Ne fu fatto scempio.
Il boato di Vigliena fu il segnale atteso da Ruffo. L esercito della croce si avviò verso il Ponte della Maddalena. Era il pomeriggio di quel 13 giugno.
A Napoli un colpo di cannone chiamò a raccolta i militi della Guarda nazionale. All’appello risposero in pochi, gli altri si nascosero o si prepararono ad aggiungersi ai vincitori.

I patrioti decisero di resistere ugualnlente. Si divisero in tre colonne. Quella di Capodinl0nte fu affidata a Gennaro Serra di Cassano. L’altro porticese, il capitano Canlpana, andò a conlbattere a Ponticelli. Il generale Francesco Basset si attestò a Foria. Il generale svizzero Writz ebbe il c0111ando al Ponte della Maddalena e fu tra i prinli a morire.
Morì anche il poeta Luigi Serio, morirono tantissinli altri. Travolte le fragili barricate sul fiu111e Sebeto, le staffette della Santa Fede penetrarono in città ed espugnarono il castello del Carmine, con una carneficina.
I capi della Repubblica Napoletana, dopo la ritirata, si barricarono nel Maschio Angioino, in Castel dell’Ovo e in una baracca di legno davanti a Sant’Elnlo, poiché il difensore del forte, Mejan -l’ultimo comandante francese rimasto nella capitale, con poche centinaia di soldati -gli aveva chiuso le porte in faccia. Tra i rifugiati nel Maschio era probabilmente il Porticese Gennaro Serra di Cassano.

Altri giacobini si nascosero in case ritenute sicure, nei boschi sulle colline o nelle grotte, sperando di poter riprendere la lotta.
Nelle strade roventi di Napoli si susseguirono scene di ferocia. Massacri, saccheggi, incendi, stupri.
Giulia e Maria Antonia -la madre e la zia di Gennaro come tante altre donne furono spogliate, forse violentate e trascinate nelle strade. Coperte appena da un lenzuolo, le obbligarono a recitare la pantomima del sinlbolo femminile stampato sui documenti della Repubblica.
Gli alberi della libertà vennero abbattt~ti e adoperati come latrine. Lì davanti, molti giacobini furono sommarianlente giustiziati. I sanfedisti mangiarono seduti su mucchi di cadaveri. Alcuni corpi vennero abbrustoliti e mangiati.

I prigionieri furono portati al Ponte della Maddalena, dove Ruffo aveva stabilito il suo quartier generale. Lungo il cammino, monarchiche imbestialite li bersagliarono di sputi e insozzarono le loro bocche di scorze di frutta, di polvere,di qualsiasi immondizia raccattata. Almeno cinquanta furono fucilati eduecento feriti alla presenza del cardinale. Del tutto esaurite le carceri, diventò prigione anche l’enorme edificio dei Granili.
Su richiesta dei vincitori, ai balconi e alle finestre sventolarono lenzuola bianche come le bandiere della Santa Fede: erano segnali di resa. Ma la tragedia della Repubblica Napoletana non era finita con la caduta. E neppure la tragedia di Portici, di resina e del miglio d’oro.

A Resina e Portici l’ultima decisiva battaglia

La Santa Fede era ormai padrona della capitale quando al generale repubblicano Giuseppe Schipani -attendato con i suoi uomini al confine fra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, di fronte all’ isolotto di Rovigliano -pervenne un messaggio del generale Basset:
«Voi in sentire tre colpi di cannone, che sparerà Sant’Elmo, avanzerete con la vostra colonna; quando sarete a Resina e a Portici, passerete tutti a fil di spada con sacco e fuoco, stanteché sono nemici della Patria. Quando sarete al Ponte della Maddalena, a vista nostra, faranno una calata i francesi da Sant’Elmo, un’uscita i Patrioti da San Martino, ed un’uscita faremo noi dalle Castella. Voi assalirete alle spalle e noi per avanti, li metteremo in mezzo, e così scacceremo questi pochi insurgenti. Tutta la nostra fidanza sta nella vostra Colonna, che l’attaccherà alle spalle».

La notizia di questo disperato tentativo di riscossa è di fonte borbonica: il messaggio sarebbe stato intercettato grazie alla cattura del suo latore. Una leggenda giacobina aggiunge che il messaggero fu un ragazzo venuto a nuoto da Napoli, dopo essersi calato con una corda dal Maschio Angioino.
La consistenza della truppa di Schipani è incerta, oscilla tra un migliaio di soldati e poco meno di duemila (1.800, sostenne Ruffo).
Schipani era stato semplice ufficiale sotto il Borbone. Non aveva mai combattuto, in compenso possedeva coraggio e grinta eccezionali, così la Repubblica gli aumentò i gradi sulle mostrine. In battaglia indossava un copricapo peloso una specie di colbacco. La sua spedizione in Calabria era stata sfortunata, anche per errori gravi. Ma se il ruolino strategico di Schipani non fu impeccabile, a riabilitarlo provvide la sua ultima battaglia. Il generale sapeva perfettanlente di essere condannato alla disfatta, perché le forze nemiche erano maggiori, ma tentò ugualnlente. Convocò i suoi ufficiali ed espose chiaramente tutti i rischi dell’inlpresa. Fra i sessanta designati al conlando figurava il sedicenne Guglielmo Pepe che diventerà un protagonista delle battaglie per l’Italia.
La colonna republicana si mosse all’alba del 14 giugno. I primi scontri furono vittoriosi. Superata Torre del Greco, si lottò con successo a Resina, davanti alla Favorita, dove furono strappati al nemico tre cannoni. Un’illusione, presto Ruffo inviò imbattibili rinforzi.

cardinaleruffoSull’episodio esiste una testimonianza a firma del cardinale. Ruffo narrò di aver mandato in aiuto dei cavalieri di De Luca trecento sanfedisti comandati da suo fratello Francesco -che alloggiava nella Reggia di Portici -oltre a duecento uomini di truppa regolare e «pochi Moscoviti» partiti dal Ponte della Maddalena.
«In poche ore furono disfatti i ribelli: molti rimasero sul campo di battaglia, 800 circa furon condotti la sera stessa prigionieri al real Palazzo di Portici, e gli altri dispersi furono presi nei giorni seguenti. In questa azione così segnalata, che decise della presa della Capitale, al De Luca fu ammazzato il cavallo che portava sotto e rimase gravemente ferito. Credetti giusto di premiarlo con dargli la patente di capitano proprietario di Cavalleria».

A parte l’esatta descrizione deIl’epilogo e il riconoscimento del ruolo cruciale della battaglia di Portici, il racconto del cardinale minimizza la portata delle sue forze: i russi comandati da De Cesare, i cacciatori e i cavalieri erano molti di più, e ad essi vanno aggiunti i pezzi di artiglieria, i duemila massisti -da truppe di massa -guidati dal vescovo Torrusio e i nlille affidati all’altro vescovo Ludovici. Inoltre Ruffo trascurò un fatto determinante: il tradimento dei Dalmati al servizio della Repubblica.
Erano cinquecento, quei Dalmati. Molti avevano difeso il fortino del Granatello e si erano nascosti nelle campagne sotto il Vesuvio dopo la sconfitta; altri seguivano Schipani. Una volta ricongiuntisi a Resina, ebbero l’ordine di aggirare il nemico e di sorprenderlo a Portici.

Scesero lungo vico di Mare oppure lungo la calata di Sant’Agostino (via Cecere) senza trovare ostacoli. Sboccarono davanti all’Epitaffio ai posteri murato dal viceré, nell’attuale corso Garibaldi, dopo la disastrosa eruzione del 1631. Contemporaneamente, completando la manovra a tenaglia, la colonna di Schipani raggiunse la Reggia di Portici.
La mossa fallì perché i Dalmati, appena arrivati a contatto diretto con il nemico, si gettarono in ginocchio gridando viva il re! E passarono dall’altra parte.

Isolati, gli uomini di Schipani battagliarono davanti alla Reggia. Una cannonata centrò la statua di Marco Nonio Balbo a cavallo, decapitandola.
Si lottò senza tregua anche nelle zone più vicine di Resina, in via Cecere soprattutto. Sulla salita di Pugliano i sanfedisti demolirono l’albero della libertà e lo sostituirono con una croce di legno. Gli insorti resinesi erano spinti dall’odio per i francesi, che avevano rubato i tesori della Madonna di Pugliano e della chiesa di Sant’Agostino. I padri Teresiani di Torre del Greco recuperarono invece munizioni, viveri e argenti abbandonati dai repubblicani in rotta.
Forse nel tentativo di raggiungere Napoli, Schipani due volte tentò invano di soverchiare i russi davanti alla parrocchia di San Ciro. Fu una strage.

Un articolo apparso nel 1878 sul Pungolo, con tutte le sue probabili esagerazioni, dà un’idea dell’agghiacciante bilancio «Ben presto i repubblicani furono quasi tutti nlassacrati; pochi scamparono e corsero verso Napoli, dove la plebe li nlise a inorte. I borbonici, dopo quel fatto d’arme, nonostante la perdita di circa duenlila de’ loro esultarono».
Questo resoconto, sia pure steso ottant’anni dopo, dinl0stra che nella memoria popolare era viva l’immagine di un’accanita resistenza, alla quale non furono estranei i giacobini porticesi. Se è vero che Almeida aninlò alcune centinaia di insorgenti del luogo, è altrettanto vero che a sostegno di Schipani si sparò da nlolte’ finestre. Sui realisti piovvero persino vasi da fiori.

Divisa dalla passione politica, Portici fu unita dal lutto: le strade «furono arrossate di sangue e coperte di uccisi in guerra».
La partecipazione di Almeida agli scontri trova conferma -e ridimensionamento -nel resoconto di Petron1asi, prezioso anche per determinare la successione cronologica degli avvenimenti. Il capomassa porticese inviò un n1esso al Ponte della Maddalena, il 14 giugno, avvertendo Ruffo dell’irron1pere di Schipani. Almeida aveva appena ingaggiato qualche scaramuccia. Alla notizia deII’ imminente arrivo dei rinforzi p~eferì retrocedere verso Resina, ed attendere.
Petronlasi aggiunse una nuova voce alla supremazia numerica dei sanfedisti: le due compagnie di granatieri comandate dal colonnello Scipione La Marra. r.;impresa di SchipanI era senza speranza.

 martiriLa cronaca di Petromasi lascia intendere che la battaglia si prolungò, ma fin dal giorno 14 il parroco di San Ciro -Nicola Nocerino, primo storico di Portici -vagò pietoso da un rione alI’ altro per assistere i feriti e confortare i morenti. Nel Registro dei Morti scrisse, con una grafia che rivela l’emozione: «Anno Domini 1799 alli 14 giugno due soldati uccisi, uno avanti questa mia casa alla Croce ed un altro in mezzo a Portici… Così altri due soldati uccisi nella piazza di Portici .. , altri uccisi alla Marina… altri uccisi avanti al quartiere a Sant’Antonio». Appunti utili a decifrare la diffusa geografia della battaglia. Don Nocerino annotò anche i nonli di alcuni caduti:
«Andrea Nocerino, figlio di notar Aniello di anni 18, ucciso davanti queste mie mura… Antonio Alnirante di anni 27… Domenico Cozzolino… uccisi innanzi a San Nicola. Ho scritto i nomi all’infretta e alla rifusa per non aver né forza, né spirito, né tempo, tante erano le fatiche ed il dolore, essendosi combattuto in questa nostra piazza a lnaniera di guerra, irregolare».
Il buon parroco raccolse i corpi dei caduti e «pietosamente, come una madre, ne ordinò il seppellimento in un luogo appartato a fianco della terra santa: un cumulo inlmenso di ossa alla rinfusa». (Petromasi).
I resti dei giacobini e dei sanfedisti si mischiarono, come in un primo tentativo di riconciliazione II 15 giugno il fratello del cardinale Ruffo, Sua Eccellenza il Sig. Commendatore D. Francesco, ispettore Generale dell ‘Armata di Sua Maestà, proprio a Portici firmò il bollettino della vittoria, diffuso in tutto il Sud da soldati a cavallo, affinché fosse letto-dovunque e affisso ai muri. C’era scritta «la fausta notizia di essersi dalla nostra Armata già preso Napoli, con essersi impadronito del Castello del Cannine, del Molo, e di tutte le Batterie littorali; e nella circostanza vantaggiosa per la presa de’ Castelli di Sant’Elmo, Castelnuovo e Castel de11’Ovo, mentre tutta la Città è presidiata dalle nostre truppe».

Fonte bibliografica: Pietro Gargano, La Battaglia di Portici – 2000

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Reportage fotografico mostra Ombre prosequio presso caffè letterario scuderie villa favorita ercolano
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Grande successo di pubblico ieri all’inaugurazione della mostra di arte contemporanea Ombre prosequio con le creazioni di Amedeo Gabucci in arte Deò.

L’organizzazione sapientemente curata da Giovanni Cardone con la grande ospitalità del Caffè Letterario delle scuderie di villa Favorita ad Ercolano gestito con  grande dedizione ed impegno da  Imma Sorrentino , già imprenditrice nell’area vesuviana, con l’organizzazione di molti eventi culturali anche di livello internazionale nelle sale espositive del caffè letterario.

La magia delle foto di un grande fotoreporter quale Angelo Casteltrione.

 

«L’arte di Amedeo Gabucci in arte deò è antitesi e sintesi allo stesso tempo, lo scontro tra la luce e l’ombra è senza fine e senza risoluzione. Penombra non datur. Le linee orizzontali e quelle verticali non generano diagonali. Nelle sue opere lo scontro frontale, l’aporia è tra stasi e movimento, tra spazio e tempo. Tra la presenza fisica incombente della figura, del volto, e la sua instabilità, la sua evanescenza, il suo essere transeunte. Il dissidio insanabile è tra l’essere e il divenire, tra il condensarsi della materia e il suo espandersi, esplodere sino alla dissoluzione. Ma la materia in questione è il colore bianco impresso da un timbro sulla tela, con un gesto apparentemente impersonale. La materia è il nero, l’ombra. Nelle sue  opere  il conflitto invece è triplice, tra linee orizzontali e linee verticali, tra luce ed ombra,  tra gesto e segno, tra le scisse e le ordinate che non si incontrano. Le forze spingono in direzioni ortogonalmente opposte senza incontrarsi, senza fondersi. I gesti orizzontali si sovrappongono o più spesso giustappongono a quelli verticali, generando tensioni. La luce è il risultato  di un gioco dove l’ombra affiora morbida e sfumata, quasi evanescente, oppure incombe a larghe strisce dai contorni indefiniti. L’ombra è un panno morbido che avvolge. La luce è un gesto che rende unica l’opera .L’ombra in deò non è assenza di luce, ma presenza immanente, imprescindibile, incombente. Forse, addirittura, è la luce ad essere assenza di ombra, mancanza, negazione. Non che tutto questo non ci fosse anche prima. Solo che adesso il rigore estremo di queste opere mette a nudo brutalmente gli schemi, e al tempo stesso li rende anche più prepotentemente efficaci. E come possiamo chiamare il conflitto irrisolto tra luce ed ombra, tra essere e divenire, tra gesto e segno, tra orizzontalità e verticalità.  A ciascuno poi, se lo vorrà, la possibilità di cogliere i risvolti metaforici di alcuni di questi poli contrapposti: luce ed ombra,gesto e segno, orizzontale e verticale».

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Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Programma mostra arte contemporanea Ombre Prosequio
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Si inaugura venerdì 4 settembre alle ore 19:00 la mostra Ombre Prosequio di Amedeo Gabucci in arte deò a cura di Giovanni Cardone presso “ Le Scuderie” Caffè Letterario di Villa Favorita  Ercolano , con il Patrocinio del Comune di Ercolano in collaborazione con la Universum Academy SwitzerlandRegione Campania , e con l’Associazione Culturale Libera/mente.
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La mostra si potrà visitare fino al 26 settembre 2015. Come ci dice Giovanni Cardone :
«L’arte di Amedeo Gabucci in arte deò è antitesi e sintesi allo stesso tempo, lo scontro tra la luce e l’ombra è senza fine e senza risoluzione. Penombra non datur. Le linee orizzontali e quelle verticali non generano diagonali. Nelle sue opere lo scontro frontale, l’aporia è tra stasi e movimento, tra spazio e tempo. Tra la presenza fisica incombente della figura, del volto, e la sua instabilità, la sua evanescenza, il suo essere transeunte. Il dissidio insanabile è tra l’essere e il divenire, tra il condensarsi della materia e il suo espandersi, esplodere sino alla dissoluzione. Ma la materia in questione è il colore bianco impresso da un timbro sulla tela, con un gesto apparentemente impersonale. La materia è il nero, l’ombra. Nelle sue  opere  il conflitto invece è triplice, tra linee orizzontali e linee verticali, tra luce ed ombra,  tra gesto e segno, tra le scisse e le ordinate che non si incontrano. Le forze spingono in direzioni ortogonalmente opposte senza incontrarsi, senza fondersi. I gesti orizzontali si sovrappongono o più spesso giustappongono a quelli verticali, generando tensioni. La luce è il risultato  di un gioco dove l’ombra affiora morbida e sfumata, quasi evanescente, oppure incombe a larghe strisce dai contorni indefiniti. L’ombra è un panno morbido che avvolge. La luce è un gesto che rende unica l’opera .L’ombra in deò non è assenza di luce, ma presenza immanente, imprescindibile, incombente. Forse, addirittura, è la luce ad essere assenza di ombra, mancanza, negazione. Non che tutto questo non ci fosse anche prima. Solo che adesso il rigore estremo di queste opere mette a nudo brutalmente gli schemi, e al tempo stesso li rende anche più prepotentemente efficaci. E come possiamo chiamare il conflitto irrisolto tra luce ed ombra, tra essere e divenire, tra gesto e segno, tra orizzontalità e verticalità.  A ciascuno poi, se lo vorrà, la possibilità di cogliere i risvolti metaforici di alcuni di questi poli contrapposti: luce ed ombra,gesto e segno, orizzontale e verticale».

Programma  Venerdì Letterari :

11 Settembre ore 19.00

Dibattito Sull’arte Contemporanea Interverranno :

Amedeo Gabucci in arte deò
Marcello Francolini Critico d’Arte
Modera : Giovanni Cardone Storico e Critico d’Arte

 

18 Settembre ore 19.00

La Rivoluzione Napoletana del 1799 – Insegnamento e Valori

Interverranno :

Ciro Bonaiuto Sindaco di Ercolano
Raffaele Del Giudice Vice Sindaco di Napoli
Nino Daniele Assessore alla Cultura e al Turismo di Napoli
Antonella Orefice Storica e Direttore del Nuovo Monitore Napoletano
Giovanni Cardone Storico e Critico d’Arte
Salvatore Perillo Giornalista tv city – Comuni Vesuviani News

 

25 Settembre ore 19.00

Presentazione di uno studio di Emilio Mastriani  sulla vita e le opere del romanziere napoletano Francesco Mastriani ( suo avo) .

Interverranno :

Emilio Mastriani Studioso e Filosofo;
Gennaro Mantile Presidente dell’Associazione Mondo Scuola;
Rosario Mastriani Ricercatore.

 

 

LE SCUDERIE

Caffè Letterario di Villa Favorita

Corso Resina 300/302 Ercolano ( Napoli )

dal 4 al 26 settembre 2015

Orari tutti giorni dalle ore 9.00 alle ore 22.00

Info e Contatti :  Tel : 0817778052

Press : Mediterraneo Art

Tel.: 3923405574

email:giovannicardone@hotmail.it

http://www.expoartcc.it/eventi/dettagli_evento.php?id=260

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Mostra arte contemporanea Ombre Prosequio al caffè letterario Villa Favorita
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Con il patrocinio dal Comune di Ercolano
in collaborazione con Universum Academy Switzerland e la Regione Campania
l’Associazione Culturale Liberamente
Dal 4 al 26 settembre presso il caffè letterario di Villa Favorita – Corso Resina,330 Ercolano.

L’evento ha un significato oggettivo che non l’imita la dimensione in cui avverrà alla sola esposizione delle opere, di cui parlerò, ma è l’incontro alla cultura in senso più ampio. Infatti, il coinvolgimento nei tre venerdì letterari dei docenti che interverranno, ha come scopo un coinvolgimento all’arte nelle sue svariate espressioni. Le mie opere, che dire, sono il tormento di una vita, la passione, la voglia, la gioia di dire, in una contemporaneità, il nuovo.

Un percorso iniziato da fanciullo e durato nella sua ricerca anni, fino a giungere alla dimensione metafisica che non va spiegata ma guardata, ognuno, nella propria immaginazione colorando il bianco al proprio piacere.Mi scusa per essere stato frammentario. Comunque potremmo avere un incontro più nutrito in tal senso.

 

Il promo video dell’evento.

 

info.deoarte@gmail.com

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Caffè letterario e centro culturale ex scuderie Villa Favorita
luglio 25, 2015
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Ubicate al Corso Resina, le Ex scuderie reali di Villa Favorita sono un piccolo gioiello fra i tanti nascosti lungo il miglio d’oro di Ercolano. Dopo un lungo periodo di abbandono e degrado, la struttura, di proprietà demaniale, viene restaurata nel 2010 grazie a lavori di risanamento costati 1,7 milioni di euro di fondi UE per poi guadagnarsi il bollino rosso per essere ancora mancante di una destinazione d’uso. Finalmente il 20 Marzo 2013 il risultato tanto atteso: il Sindaco del Comune di Ercolano, Vincenzo Strazzullo, e il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio, Dario Di Girolamo, siglano l’atto di trasferimento dell’immobile dallo Stato al Comune.

Grazie all’impegno delle istituzioni, viene sottoscritto l’accordo di valorizzazione delle ex scuderie tra la Direzione Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici della Campania, la Direzione Regionale del Demanio e il Comune di Ercolano, destinando l’immobile ad una nuova funzione culturale, sociale e turistica.

Il nuovo centro culturale di Corso Resina aspetta solamente la consegna materiale della struttura da parte del Comune e, una volta terminate le pratiche burocratiche, tra fine Luglio ed inizio Settembre, come spiega Patrizia Formisano, amministratrice di Ottocento Napoletano, si darà il via ad una nuova stagione anche per il Comune di Ercolano di arte, musica classica, letteratura e tutto il bello che la cultura ci offre nello scenario unico del Miglio d’Oro.

Le Ex Scuderie della Villa voluta da Ferdinando IV di Borbone dal 1° maggio 2015 sono le “Scuderie di Ottocento Napoletano“, un centro culturale pronto ad accogliere mostre, concerti di musica da camera, rassegne di film, cicli di conferenze, progetti didattico – educativi, spettacoli ed un “caffè letterario” dove promuovere manifestazioni enogastronomiche.

A pochi passi da villa Campolieto, regina delle ville vesuviane, e degli Scavi di Ercolano, il Caffè letterario nelle Scuderie di Villa Favorita ospita anche salette dove si possono ammirare mostre d’arte, organizzare eventi o convegni.

Dal 1 all’8 maggio, uno dei nostri partner, il Caffè Letterario “Scuderie di Villa Favorita” ospiterà la mostra di Pittura e Scultura patrocinata dal Comune di Ercolano e organizzata dal coordinamento ex allievi di Villa Favorita.
Il Caffè Letterario aprirà per la prima volta al pubblico proprio in concomitanza della suddetta esposizione,e tre delle sue stanze saranno adibite a galleria per l’occasione.

La collettiva mostrera’ le opere di 23 pittori locali (di Ercolano, Torre del Greco, Portici) e due scultori (da Città del Castello e Barcellona),tra i quali: Giuseppe APREA; Teresa BISOGNO; Salvatore BUONANDI; Giorgio CANGIANO; Piera CASTELLANO; Rosa COZZOLINO; Maria CUCINIELLO; Rita CUCINIELLO; Giovanni DEL MASTRO; Marco DI MAIO; Vanna DI VUOLO; Vittoria DONADIO; Gennaro EROICO; Carlo ESPOSITO; Tiziana ESPOSITO; Francesco FORMISANO; Antonio IRLANDA; Lilly LAURO; Dario MARTONE; Amedeo PALAZZI; Vincenzo PERNA; Mariarita RENATTI; Gelsomina SANNINO; Antonio SOLVINO.

L’organizzazione della mostra, che esporrà quadri a tema libero realizzati con tecniche differenti, e sculture, è partita dal coordinamento degli ex allievi di Villa Favorita (anni scolastici 1953 al 1966) provenienti da tutta Italia: dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.

Nel 2009 è partita una ricerca per ritrovare i quasi 700 ex alunni della Favorita (allora gestita dai salesiani di Don Bosco) orfani dei militari in carriera dell’esercito, e dal 2010 ad oggi sono stati già organizzati tre raduni con tanto di cerimonia dell’alza bandiera e silenzio fuori ordinanza, seguiti da una visita alla Villa.

fotomostraL’organizzazione della mostra è, infatti, proprio una manifestazione del legame affettivo degli ex-alunni per la struttura della Villa Favorita, nonché per il suo recupero e valorizzazione. La collettiva sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 19,00, nei pressi di Corso Resina 330/332, a titolo gratuito.

Dove c’è cultura c’è arte, nelle sue svariate e variopinte manifestazioni,e nulla più della creazione di eventi artistico-culturali è in grado di valorizzare al meglio il nostro territorio.

Il Caffè Letterario si propone, infatti, come centro culturale attivo pronto ad accogliere mostre, eventi, concerti , al fine di creare momenti culturali di aggregazione per l’area vesuviana.

Informazioni autore

Studioso ed autore di molti testi su Ercolano e le sue tradizioni

Mostra fotografica “Fotogr….amando” di ferdinando scognamiglio
luglio 15, 2015
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Mostra fotografica “Fotogr….amando”

di ferdinando scognamiglio che si terrò presso le scuderie di villa favorita dal 28 luglio al 2 agosto 2015.

Tour fotografico che evidenzia i due volti di una Terra, la nostra, ricca di Arte, Storia e Cultura, ma al tempo stesso così fragile ed esposta all’incuria e all’inciviltà di chi non sa apprezzarla.
Le foto saranno esposte da martedì 28/07/2015 fino a domenica 02/08/2015.

Noi del blog in resina diamo la nostra disponibilità comunicativa.

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Studioso ed autore di molti testi su Ercolano e le sue tradizioni

Concorso Letterario “Città di Ercolano già Resina” 1984
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Riportiamo un articolo de LA VOCE VESUVIANA del luglio 1984 circa la premiazione del concorso che ricordava il quindicesimo anniversario del cambio toponimo da Resina ad Ercolano. Fu assegnato un premio per il miglior per un solo alunno di tutte le scuole medie statali della città.

Premiati gli alunni delle scuole medie di Ercolano vincitori del secondo concorso su Ercolano.

Dopo circa due mesi di scrupoloso lavoro, la commissione esaminatrice del secondo concorso su Ercolano, un tema storico che avviluppava elementi di storia di ieri e di oggi sviluppando la traccia intorno al giovamento o meno di un qualificato decollo del turismo locale in ordine al quale del cambio tel toponimo da Resina ad Ercolano, avvenuto come tutti sanno con Decreto del Presidente della Repubblica di allora, 1969, Giuseppe Saragat, ha reso concreto il nominativo dei vincitori.

La stessa commissione ha elogiato, in una nota a parte, tutti i partecipanti delle terze medie delle scuole di Ercolano, per la finezza di sentimento di attaccamento per la città nativa, per l’impegno profuso nella raccoltà delle notizie storiche e per la oculata, obiettiva e concreta critica posta su certe tematiche che avrebbero dovuto sviluppare, in  chiave concreta, il turismo ad Ercolano.

La cerimonia di premiazione si è svolta nell’auditorium della Basilica di Pugliano, gentilmente messa a disposizione dal parroco Mons. Giuseppe Matrone.

Il concorso in questione è stato ripetuto anche per il quindicesimo anniversario del cambio del toponimo di Resina in Ercolano.

La premiazione come si è detto si è svolta presso l’auditorium di Santa Maria a Pugliano, presente le scolaresche di tutte le scuole medie della città., il Preside Antonio Pagano, il Preside Luigi Genovese.

Dopo il saluto dell’Assessore ai Beni Culturali Prof. Pasquale Ruggiero ed un brillante intervento dell’Assessore all’Urbanistica Prof. Francesco Scognamiglio,  è seguita la premiazione.

Per la scuola media statale  “Rocco Scotellaro” sono stati premiati con pergamena e medaglia ricordo :

Giovanna Sorrentino, Francesco Gobello, Vincenzo Cozzolino, Antonio Felleca, Ciro Pacifico, Salvatore Iengo, Rosa Cioffi, Maddalena Imperato, Maria Gaglione, Cira Solferino, Anna Maria Scudo, De Cesare Margherita.

Ha vinto il primo premio di 300 mila lire Salvatore Iengo della 3^  F.

Per la scuola media statale “Ungaretti” sono stati premiati con pergamena e medaglia ricordo :

– Antonio Imperato, Francesco Ricci, Vincenzo Cozzolino, Elisabetta Formisano, Ilaria Anziano, Ernesto Freda, Maria Michela Formisano, Maria Cozzolino, Mariolina Iavarone, Massimo Fiengo.

 Ha vinto il primo premio di 300 mila lire Elisabetta Formisano della 3^ G .

Per la scuola media statale “Dante Iovino” sono stati premiati con pergamena e medaglia ricordo :

– Laura Buono, Liberata Nocerino, Antonio de Martino, Antonella Strino, Giuseppina Romano, Elisabetta Lanzuolo, Vittorio Stingo, Concetta Cerchio e Ciro Cataldo.

 Ha vinto il primo premio di 300 mila lire Vittorio Stingo della 3^ C .

Per la 5^ scuola media statale sono stati premiati con pergamena e medaglia ricordo :

Ciro Palomba, Antonio Cozzolino, Bianca Barbieri, Maria Loreta Striano, Antonio Iacomino, Ernestina Ascione, Giuseppina Sannino.

Ha vinto il primo premio di 300 mila lire Maria Loreta Striano della 3^ B .

Per la scuola media statale “Ettore Iaccarino” sono stati premiati con pergamena e medaglia ricordo :

Nunzia Pantaleo, Assia Giuda, Vincenzo Acampora, Antonio Coppola, Gennaro Scognamiglio, Rosa Attanasio.

Ha vinto il primo premio di 300 mila lire Antonio Coppola della 3^ A .

Fonte LA VOCE VESUVIANA Luglio 1984

 Nota del blogger :

Chiunque conosca uno o piu’ dei partecipanti al concorso è pregate di diffonderlo vie email, sui social alle persone che allora parteciparono, E’ un bel modo per dimostrare il loro attaccamento alla città allora come oggi e come almeno loro all’epoca, compreso il sottoscritto, volevamo almeno con le parole dare un contributo per la nostra città.

Solo per dovere di cronaca riporto la copia del diploma di quel concorso.

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Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.