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Il sindaco Ciro Buonajuto ed il suo sogno di ercolano capitale della cultura
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Ercolano, la città che con passione e orgoglio governo dal giugno 2015 e che vivo e amo da sempre, è una città instancabile e piena di vita che lungo i secoli ha sempre saputo stupire. Sta per farlo di nuovo rinnovandosi, ancora una volta, per diventare una città sempre più creativa, innovativa, interconnessa e vitale.

Il 2016 sarà una celebrazione – lunga un anno intero – degli ercolanesi di ieri, di oggi e di domani, una comunità adattabile che nel suo complesso di relazioni coerenti ha conferito e continua a conferire significato a questo territorio con ripercussioni che vanno ben oltre i suoi confini. Ercolano è il luogo in cui possiamo costruire nuovi modelli di sviluppo e benessere sociale. La storia recente di Ercolano ci offre tutti gli ingredienti per credere in questo sogno, dalla straordinaria esperienza dei movimenti antiracket, agli Scavi archeologici divenuti una best practice mondiale.

Tutto questo è possibile proprio perché Ercolano vive le molte contraddizioni tipiche del nostro Paese ed, in particolar modo, del Sud, ma allo stesso tempo è un unicuum a livello italiano grazie al suo straordinario patrimonio culturale e ambientale, frutto di secoli di storia e storie: il Vesuvio e gli Scavi sono quelli più noti, riconosciuti come Patrimonio Mondiale dell’Unesco e MAB Biosphere.

Sul nostro piccolo ma denso territorio, tuttavia, ospitiamo anche eccezionali attrattori come il Museo Archeologico Virtuale, il Santuario della Madonna di Pugliano, il Mercato di Resina, il Miglio d’Oro con le Ville Vesuviane costruite dalla nobiltà borbonica. A questo si aggiunge un’altissima densità di facoltà universitarie e centri di ricerca nelle sue immediate vicinanze e produzioni agricole tipiche di eccellenza: dal pomodorino vesuviano del “Piennolo” al vino Lacryma Christi, alla floricultura. Tutto questo già oggi ci porta ad essere una meta conosciuta e visitata, dal mare al cratere del Vesuvio, da circa un milione di persone l’anno. Al di là di ciò, tuttavia, la nostra vera ricchezza è la Comunità, resiliente e creativa, che è stata capace di superare sia immani catastrofi che epoche di semplice inerzia istituzionale, rinascendo e reinventandosi più volte.

Negli ultimi anni, Ercolano ha vissuto un lento ma inesorabile risveglio della coscienza civile collettiva. In primis, grazie a quel nucleo di commercianti che ha detto il primo “no” allo strapotere della Camorra, creando un fronte unito e compatto con Istituzioni e Forze dell’Ordine nella lotta alla malavita organizzata. Poi i giovani, che dopo aver marciato contro la camorra, hanno dato vita ad esperienze associative e imprenditoriali che uniscono Legalità e creatività, coesione e attrattività turistica, ben rappresentate dall’esperienza di Radio Siani. Magistrati eccellenti e Forze dell’Ordine hanno permesso una drastica diminuzione dei reati e, con centinaia di arresti, hanno di fatto annullato il potere delle varie cosche camorristiche che operavano in città. Nel 2001, grazie ad un filantropo illuminato come David Packard e un ente di tutela pronto a mettersi in gioco e sperimentare, prende avvio l’Herculaneum Conservation Project (HCP) uno dei più interessanti e innovativi accordi pubblico-privato per la gestione del patrimonio archeologico italiano, che oggi affianca la Soprintendenza nell’attività di manutenzione e salvaguardia degli Scavi, di riqualificazione urbana e di coinvolgimento della comunità locale. L’HCP poi è stato un po’ il catalizzatore per la creazione dell’Associazione Herculaneum, che con il suo Centro ha creato un nuovo modello di collaborazione tra ente locale e ente di tutela, tra la comunità locale e la comunità internazionale, guadagnandosi elogi e interesse in tutto il Mediterraneo. Altre associazioni culturali e sociali sono fiorite in questo nuovo ambiente, attingendo l’energia e l’ottimismo di una cittadinanza giovane e attiva.

A testimoniare la centralità della Comunità Ercolanese, infatti, c’è la storia stessa di questa candidatura, che merita di essere raccontata. Il primo dossier di candidatura consegnato al MiBACT è stato pensato e redatto da un gruppo di ragazzi sotto i trent’anni, raccolti nel locale Forum dei Giovani e nella Pro Loco Herculaneum, che hanno capito la grande opportunità che il titolo di Capitale Italiana della Cultura può giocare per Ercolano in questo momento storico. Per farlo hanno subito coinvolto gli attori, pubblici e privati, profit e no profit, che sul territorio stanno lavorando quotidianamente per regalare alla nostra città un futuro sostenibile.

A Luca Coppola, che per primo ha proposto e assemblato il progetto di candidatura presentato al MiBACT nella primavera scorsa, va il grazie di tutta la cittadinanza, perché ci ha regalato questa opportunità e la possibilità di immaginarla oggi, con questo dossier e il con il processo partecipativo attivato per l’occasione, come una sfida che Ercolano gioca in nome di tutta la Regione Campania, il Meridione e l’Italia intera.

Il cuore della nostra proposta risiede, infatti, nel concetto di Democrazia Culturale, cioè nella possibilità per tutte le Ercolano del mondo di costruire un percorso di valorizzazione e promozione internazionale fondato sulla gestione condivisa e partecipata da parte di una Comunità dei suoi asset culturali e creativi, identitari e strategici. Per Ercolano questo significa diventare un laboratorio diffuso di co-creazione e sperimentazione che coinvolga l’intera cittadinanza e tutti coloro che sono interessati al generativo rapporto tra patrimonio culturale, patrimonio naturale archeologia, nuove tecnologie e sviluppo economico e sociale. Attorno a questa ambiziosa sfida si articoleranno XX linee di intervento prioritario, identificate in base al principio di magnitudo: si è deciso di concentrare l’opportunità di Ercolano Capitale Italiana della Cultura 2016 per valorizzare i punti di forza del territorio, ma anche per affrontare strategicamente le sue debolezze, comuni a tante città, soprattutto del Sud. L’opportunità di diventare Capitale Italiana della Cultura, quindi, assume per noi la dimensione di obiettivo simbolico e operativo, di stimolo creativo, di coraggiosa ambizione e di nuova consapevolezza per l’intero territorio, per poter fare ciò che ancora non si riesce a fare.

Lavoreremo per innovare la nostra offerta turistica e valorizzare l’artigianato, l’enogastronomia e l’agricoltura di qualità, per attrarre capitali e cervelli e diventare un incubatore diffuso di nuove imprese creative e culturali specializzate non soltanto nella valorizzazione del patrimonio culturale e naturale esistente, ma anche nella creazione di nuovi asset culturali per rappresentare il punto di incontro delle reti che quotidianamente lottano contro la criminalità organizzata, per sviluppare un progetto pilota multi-stakeholder con cui affrontare strutturalmente l’abbandono scolastico e la disoccupazione giovanile, per dar vita a azioni creative a sostegno e rilancio del tessuto economico del Centro Storico di Ercolano. E, soprattutto, lavoreremo tutti per rendere l’Amministrazione Comunale di Ercolano adeguata alle sfide del XXI secolo, attraverso il capacity building della sua struttura e della sua capacità di lavorare con altri, e la costruzione di una pianificazione strategica, partecipata e multi-stakeholder, per gli anni a venire.

Ercolano merita di diventare Capitale della Cultura Italiana, non tanto e solo per quello che ha e sta facendo, ma per quello che rimarrà sul suo territorio e nella sua comunità, come lascito fisico e culturale di lungo periodo, grazie all’innesco generato dalla vittoria del titolo. Cioè la dimostrazione che, anche in tempi di crisi, una comunità consapevole e coesa può dar vita a un modello di sviluppo sostenibile e equo grazie alla solidità del suo passato e alla forza esplosiva della sua creatività.

Ciro Buonajuto

Informazioni autore sindaco ciro buonajuto

Sindaco di Ercolano