Associazione Amici di Capracotta: A Ercolano c’è palazzo Capracotta. L’idea è quella di riqualificarlo

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Condividiamo sul nostro sito l’articolo della giornalista Adelina Zarlenga, pubblicato domenica 20 ottobre 2015 sul quotidiano molisano Primo Piano Molise, sul sostegno dell’Associazione “Amici di Capracotta” alla città di Ercolano nella corsa al titolo di “Capitale italiana della Cultura” per l’anno 2016. Ringraziamo l’autrice del testo per l’attenzione rivolta verso la nostra Associazione.

Capracotta. Ad Ercolano, nella zona centrale della città antica, c’è un edificio storico chiamato “Palazzo Capracotta”, che, adesso, con l’impegno di tanti, potrebbe essere riqualificato. La città di Ercolano con altre nove città italiane concorre per diventare la capitale della cultura italiana del 2016, un’iniziativa nata prendendo spunto dalla capitale europea per la cultura che il prossimo anno sarà Matera. Entro il 30 ottobre, tra le dieci città candidate, dopo una prima selezione – Aquileia, Como, Pisa, Pistoia, Mantova, Taranto, Terni, Spoleto, Parma ed Ercolano – ne sarà scelta una che riceverà investimenti consistenti per lo sviluppo del suo patrimonio culturale.

L’associazione “Amici di Capracotta” sostiene la candidatura di Ercolano anche per il 2017, ritenendo che nel caso in cui la città risultasse la vincitrice il Palazzo Capracotta potrebbe essere risistemato ai fini della promozione non solo della città campana, sede di una delle più preziose aree archeologiche d’Italia, ma anche il paesino dell’Altissimo Molise. Il Palazzo Capracotta apparteneva ai duchi di Capracotta, residenza estiva della famiglia Capece Piscicelli, già feudatari del paese alto molisano, ed è una struttura seicentesca che fa parte delle 122 ville vesuviane abitate dai nobili tra il 1600 e il 1800 per le vacanze sul territorio che va da Napoli a Torre del Greco. Si tratta di 15 chilometri di percorso, nel quale rientrano anche le 22 ville e palazzi di Ercolano.

“Il Palazzo Capracotta – spiega Francesco Di Rienzo dell’associazione capracottese – ha una grande importanza storica. Il tratto di strada su cui è collocato era chiamato il ‘miglio d’oro’, proprio per l’importanza dei personaggi che qui dimoravano. Il palazzo si trova al centro della vecchia città, è di gusto barocco, a tre piani e a forma di libro aperto, essendo in una piazza”. Dopo esser stato una residenza nobiliare è diventato sede della curia, prigione e poi sede del municipio dall’epoca borbonica. In seguito, frazionato tra vari proprietari privati è stato abbandonato nel 1962 a causa di alcuni crolli. Ora è fatiscente, ma nel 2008 è stato oggetto di un progetto di recupero sotto il governo regionale di Bassolino e l’ex sindaco della città Nino Daniele. L’idea era di trasformarlo in un museo del vintage. Poi però il palazzo è rimasto inutilizzato e malmesso. Adesso, con la candidatura di Ercolano a capitale della cultura italiana, iniziativa che ha visto una sinergia da parte del Comune, il Museo archeologico virtuale (Mav), la Fondazione ville vesuviane e l’Herculaneum conservation project, la fondazione filantropica di Packard, potrebbe tornare a nuova vita e a giovarne potrebbe essere anche l’Alto Molise.