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I morti dimenticati della tragedia ferroviaria di Balvano del 1944
giugno 29, 2017
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balvano1

Voglio ricordare la tragedia ferroviaria che avvenne il 3 marzo 1944, quando su un treno merci che attraversava una galleria sita fra le stazioni di Balvano e Muro Lucano in provincia di Potenza, per asfissia da gas, persero la vita 517 persone, fra le quali 82 cittadini Resinesi.

Sono i numeri forniti dalle inchieste che ne seguirono, ma il numero esatto dei morti non fu mai possibile precisarlo (forse addirittura 600). Erano i mesi che si erano succeduti dall’arrivo delle Truppe Alleate a Napoli, avvenuto nel settembre del 1943. La seconda guerra mondiale continuava in Italia, oltre la zona di Cassino, dove le truppe tedesche si opponevano agl’anglo-americani. Dalle nostre parti la vità e le attività tentavano faticosamente una ripresa, attendendo la fine di un conflitto che avrebbe causato milioni di morti in tutto il mondo. Gli edifici e le strade recavano ancora i segni dei bombardamenti aerei degl’alleati che avevano causato lutti e danni incalcolabili.

Scarseggiavano i viveri ed i cittadini della provincia di Napoli si recavano nella zone della Basilicata, per approvigionarsi di alimenti quali farina, formaggi, salami e prodotti della terra, dando in cambio tessuti, vestiti, scarpe, biancheria alla popolazione locale in una sorta di antico baratto.

Con partenza dalla stazione di Portici il 2 marzo 1944, i Resinesi, salirono su un treno merci diretto a Potenza. Lungo il percorso il treno si affollava sempre di piu’, man mano che si susseguivano le fermate. Il convoglio composto da ben 47 vagoni e della lunghezza di circa 500 metri (!), raggiunse Battipaglia nel pomeriggio. Prima della partenza per Potenza, tratto non elettrificato e di forte pendenza, al treno 8107 fu aggiunta in testa una seconda locomotiva, anzichè in coda, come da consuetudine. Durante la notte del 3 marzo il treno imboccò la galleria “Delle armi”, sita fra le stazioni di Balvano e Muro Lucano, ma, a causa di una foschia notturna e binari scivolosi, le ruote cominciarono a slittare e, purtroppo, il convoglio si arrestò. Vani furono i tentativi del personale di far ripartire il treno bruciando piu’ carbone ( di scarsa qualità poichè ricco di zolfo) per aumnetare la potenza delle caldaie, ma il tentativo aggravò ancor di piu’ la situazione. La galleria, per scarsa ventilazione, su invasa da monossido di carbonio causando la morte per asfissia di oltre 500 persone, soprese nel sonno. Si salvarono soltanto i viaggiatori delle ultime due vetture di coda rimaste fuori dalla galleria, unicamente ad altri viaggiatori che, a piedi, camminado lungo i binari riuscirono a raggiungere l’uscita. Con i ritardi dovuti alle scarse comunicazioni dell’epoca, scattò l’allarme : si organizzarono forme di soccorso, ma il risultato fu il macabro ammassarsi di centinaia di cadaveri davanti alla stazione di Balvano e conseguente seppellimento, in fosse comuni, nel locale cimitero.

A Resina, come negl’altri comuni vesuviani, le famiglie che attendevano il ritorno di mariti, padri, figli, vissero giorni di disperazione assoluta, con tentativi di raggiungere Balvano, in un triste pellegrinaggio che si ripete ancora oggi. Si susseguirono, negl’anni, inchieste, processi per accettarne le responsabilità, ma i risultati furono deludenti. Sono seguiti libri, film, documentari, inchieste televisive ma, purtroppo, dopo oltre 70 anni, tutto sembra piombato nell’oblio.

Adesso però, in vari Comuni, Benemeriti Cittadini, discendenti delle vittime, si sono organizzati decidento di onorarne la Memoria. Mi permetto di rivolgere un appello al sig. Sindaco ed all’Assessore Competente, affinchè i Comune di Ercolano (già Resina), che ebbe il piu’ alto numero tra le vittime a Balvano, di ricordare quei cittadini a mezzo di apposizione, in Luogo pubblico quale la Sede Municipale, di una Lapide di marmo con Epigrafe, ovvero ci ceppo commemorativo nel Cimitero Comunale.

Fonte : La voce Vesuviana

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Ercolano una città per tutti | Intervento di Stefano Buonincontro di In-superabili
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Di seguito il mio intervento di ieri all’Assemblea Progammatica del PD circolo di Ercolano dove si discuteva di barriere architettoniche e disabilita’ come In-SuperAbili ho lanciato la mia proposta al Segretario Sabbarese Piero e al capo gruppo Luigi Luciani, Di un tavolo tecnico istituzionale permanente che deve vedere la presenza non solo delle associazioni e parte istituzionali e tecnici ma soprattutto disabili i quali possono dare un contributo fattivo per far diventare Ercolano accessibile a tutti e diventare così un Modello Ercolano senza barriere noi come cittadini con diversa abilità crediamo di aver messo un piccolo tassello per migliorare la città perché:
#unacittasenzabarriereeunacittapiulibera

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Insuperabili conosci la disabilità evita le barriere | Sedia a rotelle manuale
giugno 21, 2017
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sedia a rotelle manuale

Una sedia a rotelle manuale che permette a chi la utilizza di stare in posizione eretta grazie a una cintura e a delle ginocchiere che impediscono al corpo di cadere. Questa la semplice e geniale innovazione nel campo delle tecnologie per disabili motori, brevettata per dar loro la possibilità di svolgere le più indispensabili attività quotidiane in maniera più autonoma.

Un meccanismo semplice ed efficace. A concepirla e realizzarla è stato il Center for Bionic Medicine di Chicago, che ha sviluppato un meccanismo capace di regolare la posizione del corpo umano fino a permettere alla persona di sollevarsi e stare in piedi, sorretta da salde cinture che circondano petto e ginocchia per evitare cadute accidentali. La sedia di ultima generazione permetterà, ad esempio, ai disabili di prendere da soli gli oggetti in casa, al supermercato, nei negozi, arrivando a raggiungere anche quelli situati sui ripiani più alti e gli scaffali più ostici da raggiungere.
La sedia a rotelle del futuro? E’ fatta per stare in piedi.

Il miglioramento della qualità della vita. E non finisce qui. Perchè la sedia a rotelle realizzata dai ricercatori americani consentirà anche a chi la usa di praticare attività ricreative e sportive di tipo diverso da quelle consentite a chi è impossibilitato a stare in piedi, andando così a migliorare drasticamente la qualità della vita di queste persone. Last but non least, la “Manual Standing Wheelchair” andrà a ridurre gli effetti nocivi della sedentarietà, diminuendo, di conseguenza, il rischio di osteoporosi, irrigidimento muscolare, contratture e aumentando le funzioni cardiovascolari, renali e digestive, senza contare l’abbassamento dei livelli di stress e depressione.

I precedenti. Qualcosa di simile era già stato sviluppato da ricercatori israeliani l’anno scorso, con la progettazione di Upnride, un ibrido tra una sedia a rotelle e un esoscheletro, pensato per garantire il sostegno di chi non può camminare. Il progetto, in fase di sperimentazione, sarà presto oggetto di studi clinici sia in Israele che a New York. Nel frattempo, non resta che fare il tifo il più possibile per l’avanzamento della tecnologia nel campo della tutela della salute: portare i disabili motori a una postura il più vicino possibile a chi è in piena forma fisica potrebbe non essere più una chimera.

fonte : Fan page Insuperabili

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