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Natale 2015 a villa favorita tra storia giardini e presepi
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Sfondo del divertimento reale già dal 1768, e scelta da Ferdinando IV per i 3 giorni di festeggiamenti delle sue nozze con Maria Carolina D’Austria, il Parco sul mare di Villa Favorita sarà sede della XV edizione di Natale in Villa organizzato dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane.

Tells Italy organizza delle visite guidate per condurvi alla scoperta della storia del Parco sul Mare, dove, con un po’ di immaginazione, potrete immergervi nell’atmosfera festaiola dell’antica aristocrazia borbonica. Tra risate, musica, fuochi pirotecnici e balli, vi basterà chiudere gli occhi per trovarvi al cospetto delle altezze Reali di Maria Carolina e Ferdinando IV e le Signorie Loro di Leopoldo e Maria Luisa di Borbone.

Verrete poi introdotti alla mostra presepiale, presente lungo il percorso, dove sarà possibile ammirare alcuni presepi contemporanei realizzati da maestri presepisti vesuviani.

Durante la manifestazione sarà anche possibile assistere ai concerti di musica classica realizzati dall’Associazione Anna Jervolino e l’Orchestra da Camera di Caserta.

Location: Parco sul Mare della Villa Favorita
Partecipanti: min. 20 – max.35
Costo: 5€ (include la visita guidata e il contributo associativo)
Partenza: Parco sul Mare della Villa Favorita- Via G. D’Annunzio, 36 – Ercolano
Data: Domenica 6 dicembre 2015
Orario: 11.30 a.m

Per maggiori informazioni e prenotazioni, utilizza i seguenti contatti:
email: tellsitaly@gmail.com

Evento facebook:

https://www.facebook.com/events/198578090476779/

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Gustavo Adolfo VI di Svezia il re archeologo innamorato degli scavi di Ercolano
novembre 14, 2015
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gustavoadolfovidisvezia

Prendiamo spunto dall’intervista che lo scrittore Mario Carotenuto fece al Dottor Alfonso Negro presso il suo studio nei primi anni 80 e da grande appassionato e studioso quale era il Dottor Negro raccontò delle due grandi personalità che portarono gli scavi di Ercolano ad avere un successo mondiale a partire dal secondo dopoguerra.

Alfonso Negro racconta nell’intervista: “Uno dei piu’ grandi amici di Ercolano fu questo sovrano svedese, il cui amore per la cultura e la passione per le bellezze naturali ed artistiche dell’Italia erano universalmente noti. Ogni anno egli veniva nel nostro Paese, con la moglie e qualche nipote, a dirigere scavi archeologici. Non erano velleità da dilettante. La sua eccezionale competenza negli studi delle civiltà sepolte era riconosciuta dagli stessi professori Universitari di tale difficilissimo campo. Così come la sua collezione d’arte cinese era tra le piu’ interessanti al mondo. La storia dell’arte era la preferita da questo sovrano, che, oltre ai libri (soltanto la biblioteca personale ne aveva centomila), amava i viaggi di istruzione, la vita all’aria aperta, la floricoltura. Quando seppe che ero anch’io stato uno sportivo, per giunta vincitore di un torneo calcistico alle Olimpiadi di Berlino, mostrò un vivo interesse per la mia persona, invitandomi a fornirgli molti dettagli su quella mia esperienza: le persone che avevo conosciuto, gli atleti che avevo incontrato, e via di questo passo. Un uomo davvero eccezionale…”

Ma scopriamo un pò di piu’ chi era questo sovrano svedese e come mai tanto amore per l’arte classica.

Gustavo Adolfo era il figlio primogenito del re Gustavo V di Svezia (1858-1950) e della regina Vittoria (1862-1930), nata principessa di Baden. I suoi nonni paterni erano il re Oscar II di Svezia e Norvegia (1829-1907) e la regina Sofia di Nassau (1836-1913); quelli materni il granduca Federico I di Baden (1826-1907) e la granduchessa Luisa di Prussia (1838-1923).

Gustavo Adolfo nacque sabato 11 novembre 1882, alle 16.25, alla presenza del conte Arvid Posse, primo ministro, e del barone Hochshild, ministro degli esteri, con le loro rispettive mogli. Poco dopo, la sua nascita venne annunciata al popolo con 42 colpi d’artiglieria.

Il battesimo del principe si tenne al Palazzo Reale di Stoccolma il 25 novembre di quello stesso anno ad opera di Anton Niklas Sundberg, arcivescovo di Uppsala, con acqua che in teoria avrebbe dovuto essere originaria del fiume Giordano, ma che in realtà, per motivi di praticità, era stata presa dal pozzo locale del castello.

Presenti alla cerimonia furono anche Claes Herman Rundgren, vescovo di Karlstad, e Frithiof Grafström. Per la presentazione ufficiale del piccolo alla corte venne usata una culla che già aveva accolto Carlo XII di Svezia ancora infante. Gustavo Adolfo trascorse gran parte della sua infanzia tra il castello di Tullgarn ed il castello di Mainau, presso i genitori della madre. La regina Sofia, sua nonna, spesso lo invitava al palazzo di Ulriksdal.

Il principe godette di un’ottima istruzione privata e si guadagnò il diploma di maturità nel 1900, iscrivendosi nella primavera dell’anno successivo all’Università di Uppsala, ove ebbe l’occasione di avere per docenti lo storico Harald Hjärne, il politologo Simon Boezio, l’economista David Dodsworth e l’archeologo Oscar Almgren, che largamente influenzò la sua passione per l’archeologia e lo coinvolse nel ritrovamento di alcuni reperti dell’età del bronzo presso gli scavi di Håga Kurgan, ora conservati presso il museo storico di stato.

 Nel contempo, Gustavo Adolfo ricevette un addestramento militare ed ottenne la qualifica di ufficiale nel 1902. Entrato nell’accademia, nel 1909 ne uscì col grado di Capitano per poi giungere nel 1913 a quello di Maggiore, Tenente Colonnello nel 1916 e Colonnello nel 1918, sino a passare al grado di Tenente Generale nel 1928. Gustavo Adolfo parlava fluentemente, oltre alla lingua madre, anche l’inglese, il francese e il tedesco. Leggeva bene anche l’italiano ed il latino, ma non era abile nel parlarli. Il 10 maggio 1906 venne eletto membro onorario dell’Accademia Reale delle Scienze di Svezia.

Il 29 ottobre 1950 Gustavo divenne re all’età di 68 anni, alla morte di suo padre Gustavo V. A quel tempo egli era il più vecchio tra i principi ereditari del mondo. Il suo motto personale era Plikten framför allt, “Il dovere innanzitutto”. Durante il regno di Gustavo VI Adolfo, stavano avviandosi i lavori per rimpiazzare la costituzione svedese del 1809 con un nuovo documento più al passo coi tempi. Tra le riforme che la nuova costituzione implicò vi fu la rimozione della frase “Il re da solo governi il reame” che rimandava a tesi assolutiste.

Le qualità personali di Gustavo VI Adolfo lo resero popolare tra il popolo svedese e questo fu uno dei motivi per cui in epoche di cambiamento la monarchia in Svezia mantenne salde le redini al governo. L’attenzione e l’esperienza accumulata dal re in campo architettonico e botanico lo resero rispettato ancor più in quanto, seguendo la propria inclinazione naturale, si presentò al pubblico informale e naturale evitando gli sfarzi e il lusso del suo ruolo. Gustavo VI Adolfo fu un archeologo di formazione, nonché appassionato di studi classici.

Il re morì nel 1973, dieci settimane prima del suo 91º compleanno, all’Ospedale di Helsingborg dopo una polmonite. Egli venne succeduto al trono dal ventisettenne nipote Carlo XVI Gustavo, figlio del principe Gustavo Adolfo, duca di Västerbotten. Rompendo la secolare tradizione, egli non venne sepolto nella Riddarholmskyrkan di Stoccolma ma nella Kungliga begravningsplatsen di Haga a fianco delle due mogli premortegli.

Interessi personali

Il principe ereditario Gustavo Adolfo incontra alcuni calciatori inglesi (c. 1910-1915).La reputazione del re per i suoi molteplici interessi personali era conosciuta a livello nazionale e internazionale. Gustavo VI Adolfo era appassionato di archeologia e venne ammesso come membro della British Academy per la sua opera di botanica nel 1958. Gustavo VI Adolfo prese parte a spedizioni archeologiche in Cina, Grecia, Korea e Italia e fondò l’Istituto svedese di studi classici a Roma.

Gustavo VI Adolfo possedeva un’enorme biblioteca privata consistente in 80.000 volumi e, cosa più impressionante, egli ne aveva letta una buona parte. Egli aveva interessi specifici nella letteratura dell’arte cinese e della storia orientale. Altra sua area di grande interesse era la botanica che egli coltivava anche come hobby nel giardinaggio, al punto da venire considerato un vero esperto nel campo dei Rododendri.

A Sofiero (residenza estiva reale) egli creò una delle migliori collezioni al mondo di rododendri. Come suo figlio, il principe Bertil, Gustavo VI Adolfo fu un appassionato di sport per tutta la sua vita e giocava regolarmente a tennis, golf e praticava la pesca sportiva per scopi benefici.

Fonti:

Mario Carotenuto – ALFONSO NEGRO campione nello sport e nella vita – Editore Effegi

https://it.wikipedia.org/wiki/Gustavo_VI_Adolfo_di_Svezia

 

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Tells italy associazione no profit turistica che promuove il territorio campano
ornella

Tells italy è un’associazione no profit con finalità turistiche di far conoscere il territorio napoletano e vesuviano ed anche per la formazione di operatori del settore.

Promuovere

TellsItaly è un’associazione no profit, il cui primo obiettivo è la promozione dell’Italia attraverso la parola. Il ruolo dei beni culturali è al centro dell’idea di un turismo sostenibile, volto alla promozione e valorizzazione della cittadinanza ed al patrimonio culturale e storico. La sfida dell’innovazione passa anche attraverso la promozione di un turismo che aumenti la qualità della vita dei territori e diffonda la conoscenza del nostro patrimonio culturale, creando ad esempio reti di raccolta ed analisi degli indicatori della sostenibilità, allargando l’attuale offerta turistica a prodotti più specifici o diversamente legati alla stagionalità.
L’universo dei piccoli Comuni italiani, che sorreggono gran parte del turismo culturale e che proprio dal fare parte di un percorso culturale possono trarre efficaci strumenti per combattere il disagio abitativo e migliorare la fruibilità dei servizi.

Raccontare

un viaggio diverso: una scoperta lenta, a piedi, in bicicletta o attraverso i sensi volta al recupero della identità culturale italiana nel contesto globale alla ricerca delle tradizioni territoriali passando per auto-produzione, sostenibilità, qualità ambientale e qualità della vita.

Coinvolgere

addetti del settore, associazioni, turisti e cittadini per condividere progetti, conoscenze ed esperienze.

Far scoprire

cibi, territori e luoghi attraverso tours, passeggiate, spettacoli, corsi, workshop.

Tour e percorsi

Alla scoperta del locale, percorsi di qualità per vivere luoghi con i loro saperi e la loro storia. La nostra associazione propone tours, visite guidate e servizi nei comuni italiani in modo da coinvolgere la partecipazione dei cittadini nella tutela e promozione del patrimonio culturale e storico.

Vita quotidiana nell’Antica Ercolano

Herculaneum_Pano24 agosto del 79 d.C, il mons Vesuvio si risveglia e tutte le città e gli edifici sorti intorno ad esso vengono inghiottiti dall’ira del fuoco della montagna. Le città vengono seppellite e resteranno addormentate al di sotto della cenere e dei lapilli per centinaia di anni… sin quando mani pazienti non cominceranno a riportare alla luce città e civiltà meravigliose.  Vi racconteremo usi e costumi dei nostri antenati, passeggiando tra le stradine ed entrando nelle loro ville potrete rivivere una giornata tipica nell’antica Ercolano.

 

 

 Foto della passeggiata

Alla Scoperta del Miglio d’oro

Spesso camminiamo distratti tra vie e palazzi delle nostre cittadine, senza renderci conto che siamo circondati da meraviglie architettoniche e giardini spettacolari. Noi vogliamo accompagnarvi alla scoperta della nostra realtà locale con percorsi di qualità per vivere luoghi con i loro saperi e la loro storia.

I Percorsi

Il tratto della strada regia delle Calabrie che attraversa San Giovanni a TeduccioSan Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano, fino a Torre del Greco  fu ribattezzata Miglio d’oro per la ricchezza paesaggistica e la presenza di splendide ville vesuviane del Settecento, sorte attorno alla Reggia Reale di Portici di Carlo III di Borbone.

Ercolano

Il percorso prevederà le ville settecentesche di Ercolano.: Villa Campolieto, Villa Ruggiero e i giardini sul mare di Villa Favorita.

Portici

Lungo il cammino,incontrando gli edifici  di maggiore interesse architettonico, si darà precedenza  alla dettagliata cronaca di quelle che sono state le illustri maestranze che hanno reso Portici  l’epicentro della vita estiva nel settecento napoletano. Vedremo Villa d’Elboeuf,  il Granatello, i giardini della Reggia di Portici, passando anche per Villa Savonarola, esempio di architettura tardo ottocentesca.

San Giorgio a Cremano

Un’ altra passeggiata sarà dedicata alle due ville meravigliosamente conservate di San Giorgio a Cremano: Villa Vannucchi con il suo splendido giardino e Villa Bruno.

Napoli tra alchimisti e martiri

” Il ventre di Napoli” ci accoglie e ci assorbe, riaccendendo le strade di luci e ombre, di realtà e leggende, di corni rossi e Mamme ro’ Carmine. E così come al grido di “o faccia gialla aiutace tu” si aspetta che si sciolga il sangue del santo patrono,  nel cuore dell’antica città greco romana, ecco il capello di Maradona, stipato ed immortalato come una reliquia, sacro e profano, ancora una volta. Matilde Serao, Benedetto Croce ed altri ci narrano le leggende di Napoli. In ogni vicolo, in ogni palazzo c’è un’anima vagante che rende questa città ancor più magica e misteriosa. Cominceremo il nostro percorso da Piazza del Gesù per poi proseguire nel centro storico, ripercorrendo attraverso i luoghi: storie, miti e leggende dell’antica Neapolis.

Piazza del Gesù Nuovo (la simbologia sulle pietre del bugnato)
Monastero di Santa Chiara (storia della regina Giovanna I Durazzo)
Piazza San Domenico e Palazzo San Severo Palazzo Petrucci (Il triangolo della morte)
Il Corpo di Napoli ( statua del Nilo) ( culti di side e di mitra)
Via dei Tribunali (bella ‘mbriana, munacielli, fatture e jettature)
Santa Maria del Purgatorio (e’ capuzzelle le anime sospese)
Palazzo Spinelli ( Storia di Bianca )
San Gregorio Armeno ( sangue e martiri)
San Paolo/ Tempio dei Di oscuri (cristiano e pagano)
Piazza San Gaetano e San Lorenzo (La rivolta di Masaniello)

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Tellsitaly@gmail.com
www.tellsitaly.com

 

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

galleria fotografica inaugurazione monumento piazza trieste 7 novembre 1965
novembre 3, 2015
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Abbiamo già scritto della cerimonia di inaugurazione del monumento ai caduti di tutte le guerre in Piazza Trieste col seguente articolo:

https://www.bloginresina.it/inaugurazione-momunento-ai-caduti-piazza-trieste-7-novembre-1965/

Adesso in occasione del cinquantenario dall’inauguazione e graziealla collaborazione con l’ing. Salvatore Losa che ci ha fornito già in un’ottima qualità digitale, le imamgini erano su diapositive, la collezione fotografica familiare dell’evento di allora da un punto di vista privilegiato ovvero dall’abitazione di Piazza Trieste.

Da notare che inizialmente erano posto anche delle lapidi laterali alla base del monumento.

Il medesimo ing. Losa ci ha ricordato che negli anni successivi il monumento ha subito diverse trasformazioni da com’era in origine. Ad esempio fu tolto il prato mettendo i basoli di pietra lavica, ed addirittura negl’anni caldi del terrorismo verso il 1975 il monumento fu oggetto di un attentato dinamitardo che danneggiò in lieve parte il velo della scultura che la rappresenta la vittoria.

Courtesy photo collezione privata ing. Salvatore Losa

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Vincenzo Colantonio ufficiale di marina ed eroe della seconda guerra mondiale
novembre 3, 2015
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In occasione dell’anniversario del 4 Novembre festa della forze armate pubblichiamo un’altra storia di un illustre figlio dell’allora Resina (odierna Ercolano), imbarcato sull’unità C.T. BOMBARDIERE, in qualità di ufficiale medico di Marina eroe e medaglia d’argento al valor militare.

Vincenzo Colantonio nato a Resina (NA) il 16/08/1914, ufficiale medico col grado di Sottotenente di Vascello,  Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria” imbarcato sul Cacciatorpediniere BOMBARDIERE.

Rct_BombardiereUna volta operativo il Bombardiere fu destinato alle missioni di scorta sulle rotte del Mediterraneo orientale e poi su quelle per la Tunisia, svolgendo un servizio piuttosto breve. Per tutto il periodo in cui l’unità fu operativa – dal luglio 1942 all’affondamento – ne fu comandante il capitano di fregata Giuseppe Moschini.

Il 18 novembre 1942 scortò a Biserta, insieme al gemello Legionario ed alla moderna torpediniera Groppo, i trasporti truppe Puccini e Viminale: il convoglio giunse indenne a destinazione nonostante attacchi da parte di sommergibili inglesi al largo di Capo San Vito.

Tornando in Italia l’unità scortò da Biserta a Napoli le grandi e moderne motonavi Monginevro e Sestriere insieme ai gemelli Legionario e Velite, ma alle 15.04 del 21 novembre, circa 18 miglia a sudovest di Ischia, il Velite fu centrato ed immobilizzato da un siluro: il Bombardiere prese a rimorchio la nave danneggiata, trainandola a Napoli.

Il 17 gennaio 1943 salpò da Biserta per scortare a Palermo, insieme al Legionario, la motonave Mario Roselli. Alle 17.30, poco dopo il tramonto, quando ormai la Sicilia era già in vista, fu avvistata la scia di un siluro, lanciato dal sommergibile britannico United: il Bombardiere cercò di virare a dritta per evitare l’arma, ma fu centrato all’altezza della plancia: l’esplosione distrusse la plancia, gettandone in mare una parte, e fece scoppiare le caldaie, spezzando in due la nave.

Il troncone di poppa affondò quasi subito, alle 17.25, in posizione 38°15′ N e 11°43′ E (24-26 miglia a nordovest di Marettimo), la prua s’inabissò qualche minuto dopo. Il comandante Moschini liberò il timoniere intrappolato nei rottami e lo gettò in acqua, prima di scomparire con la nave: alla sua memoria fu conferita la Medaglia d’oro al valor militare. Il Legionario, senza fermarsi, si limitò a gettare ai superstiti del cacciatorpediniere gli zatterini di salvataggio che aveva a bordo.

Tra coloro che morirono prima dell’arrivo dei soccorsi vi fu il direttore di macchina, capitano del Genio Navale Eugenio Amatruda, che, ferito gravemente, era salito su di uno zatterino dopo essersi prodigato per il salvataggio dei suoi uomini (ricevette la medaglia d’argento al valor militare alla memoria).

Altre unità inviate in soccorso da Palermo trassero in salvo 49 uomini del Bombardiere, in buona parte feriti od in stato di ipotermia. Scomparvero in mare il comandante Moschini, 7 ufficiali, tra cui il nostro Vincenzo Colantonio ed altri 167 tra sottufficiali e marinai.

vincenzocolantonioRitornando al nostro concittadino la motivazione per la concessione della M.A.V.M. fu la seguente: “Giovane ufficiale medico imbarcato su cacciatorpediniere affondato per siluramento da parte di sommergibile nemico in agguato, durante scorta a convoglio proveniente dall’Africa settentrionale, rimaneva miracolosamente illeso dallo scoppio del siluro, e nei brevi istanti precedenti l’affondamento si prodigava per portare ai numerosi feriti i primi soccorsi oltre alla sua parola consolatrice.

Inabissatosi il cacciatorpediniere, rinunziava a prendere posto su zattera già sovraccarica di naufraghi per non toglierlo ad altri marinai. Allontanatosi, si perdeva nella notte e, nel fugace chiarore di un razzo luminoso, il suo corpo veniva visto galleggiare nei pressi della zattera stessa. Sublime esempio di sentimento del dovere e di spirito di sacrificio.” (Canale di Sicilia, 17 gennaio 1943).

Fonte. Archivio Storico Marina Militare Italiana

Informazioni autore

Studioso ed autore di molti testi su Ercolano e le sue tradizioni