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Amici di Capracotta: Capitale italiana della cultura, organizzeremo comunque attività per valorizzare Palazzo Capracotta
ottobre 28, 2015
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sodalizio

«Complimenti a Mantova per la vittoria. Per quanto riguarda Ercolano, da parte nostra non cambia nulla: organizzeremo comunque attività per valorizzare Palazzo Capracotta e, al tempo stesso, promuovere la nostra amata cittadina fuori dai confini regionali». È il commento a caldo del presidente dell’Associazione “Amici di Capracotta”, Domenico Di Nucci, sull’assegnazione alla città virgiliana del titolo di capitale italiana della cultura per il prossimo anno. Il sodalizio culturale capracottese ha sostenuto la candidatura della città di Ercolano per la presenza, nel centro storico, di “Palazzo Capracotta”, un edificio seicentesco già residenza dei Duchi Capece Piscicelli feudatari dell’omonimo centro altomolisano.

La cerimonia di proclamazione si è svolta ieri pomeriggio presso il Salone del Consiglio Nazionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in via del Collegio Romano a Roma. È stato il ministro Dario Franceschini in persona ad aprire la busta e annunciare il nome della città di Mantova. Il capoluogo lombardo ha prevalso su un agguerrito gruppo composto da altre nove concorrenti -Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni- grazie a una proposta progettuale articolata su tre linee guida: recupero del patrimonio culturale e artistico della città; rigenerazione urbana legata alle imprese culturali che fanno economia ed enogastronomia.

«In realtà, la partita per Ercolano non è ancora chiusa- aggiunge Di Nucci-. A gennaio, il Ministero sceglierà la capitale italiana della cultura per il 2017 proprio dal gruppo delle restanti nove città in gara per il 2016. Quindi, Ercolano ha ancora tutte le carte in tavola per vincere il titolo. Al momento, aspettiamo con fiducia e serenità l’esito del prossimo verdetto della giuria ministeriale. Subito dopo, indipendentemente dal risultato, incontreremo il sindaco Ciro Bonajuto per definire qualche iniziativa in grado di fare luce sul passato di Palazzo Capracotta: importante edificio monumentale che accomuna culturalmente e storicamente le nostre due cittadine».

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Bianca Granisso la studiosa e poetessa della lingua napoletana
ottobre 28, 2015
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poesia

Tra le tante personalità locali molto attive in campo artistico oggi parliamo di Bianca Granisso. Napoletana di nascita e di animo,laureata sia in Filosofia che in Lettere Classiche con tesi sperimentali sulla lingua latina e sul napoletano, studiosa di metrica e di ortografia dell’idioma partenopeo. Socia fondatrice del teatro Sanacore a San Giorgio a cremano,attrice e regista, scrive da sempre racconti, spot pubblicitari, canzoni e poesie in italiano ed in napoletano e testi teatrali per la compagnia da lei fondata ” Ll’’arte d”o sole”.

 

Ha inoltre diretto per circa 18 anni corsi di laboratorio teatrale e lettura espressiva per giovani.

‘E FFOTO
Fanno tristezza ‘sti ffotografie,
ca senza voce parlano ‘e passato,
so’ rricorde scurdate, nustalgìe…
E mmo nun torna cchiù chello ca è stato.
 mmente nun te veneno ‘sti vvie,
qual’anno era e cchi te l’ha scattate.
Dice:”So’ brutte!”, ma ‘o ssaje ch’è ‘na buscìa.
E rride pure, ma ‘e gguarde ‘ncantata.
Dinto ce stanno ‘e penziere d’allora,
risa e ppaure ca mo tiene ancora,
cca ‘nu surriso, lla ‘o ggelo ‘int’ȏ core,
ll’uocchie d”a ggiuventù o d”o dulore,
mumente ‘e gioia e llacreme cucente,
ce cagna ‘o tiempo, ma nu’ ccagna niente.
B.G.

Ha pubblicato di recente una raccolta di liriche in idioma partenopeo, fronne ô viento (ed.ag De luca – prefazione prof. Carlo Iandolo) curati metricamente e ortograficamente, in cui esprime la sua napolitudine ed il suo legame viscerale con la città di napoli “in versi ricchi di sensibilità e di accenti musicali”.

libro

Il libro è reperibile presso la libreria IOCISTO al Vomero, Librerie Marsiglia a Portici e a San Giorgio a Cremano e in quasi tutte le agenzie on line.

Di prossima pubblicazione “si nun nascevo cca” ed “accenti di sole”.

La prof. Bianca Granisso è anche autrice dei seguenti testi teatrali :

  • così si fa
  • ‘a cullana ‘e mammà
  • tre personaggi in cerca d’autore
  • ‘na canzona, ‘na poesia, ‘nu tiatro ‘mmiez’ â via
  • a mariuole dalle fuoco, a puttane dalle luoco (versione contestualizzata in napoletano da non tutti i ladri vengono per nuocere di dario fo)
    reginella (ispirata all’ opera di libero bovio)
  • ossequi, don salvato’!
  • miseria e dignita’
  • la presidentessa (versione contestualizzata in napoletano dell’opera di hannequin)
    napolitudine mia

Tra l’altro ha recitato in ruoli comici, brillanti, drammatici, in spettacoli musicali, teatro classico e popolare.

Un vero punto di riferimento per chi si avvicina allo studio lessicale della lingua napoletana tanto musicale ma con ferree regole grammaticali.

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Expo, quella di Napoli del 1900: quando l’Italia scoprì l’igiene per tutti
expolocandina

Si inaugurò il 9 maggio nella Villa Comunale si tenne l’esposizione nazionale dedicata alla salute: fu inaugurata da Umberto I° e dalla Regina Margherita. Numerosi padiglioni anche di grandi dimensioni e degustazione di cibi e bevande.

A Napoli nel maggio del 1900 fu inaugurata l’Esposizione nazionale d’Igiene, una grande manifestazione – incentrata sul problema principale di Napoli negli ultimi cinquant’anni del XIX secolo – realizzata nell’allora Villa Reale, oggi Comunale, con la costruzione di sette padiglioni principali, anche di grandi dimensioni e di molti chioschi per offrire al pubblico una serie di informazioni su vari prodotti alimentari, con degustazioni di alimenti e bevande.

Allora il problema dell’igiene in Italia e in Europa, oggi quello dell’alimentazione nel mondo. L’iniziativa era stata promossa dal Comitato della Lega contro la tubercolosi che aveva organizzato il suo congresso al Teatro San Carlo di Napoli, il 25 aprile dello stesso anno.

Le acquisizioni scientifiche avevano fornito adeguate conoscenze del rapporto di causalità tra le condizioni abitative antigieniche e la tubercolosi, ma anche quello – insieme con il sistema di  approvvigionamento dell’acqua dai pozzi (qualcuno ricorda la leggenda del “munaciello” ?) – del rapporto con le ricorrenti epidemie di colera in tutto l’ottocento, contro le quali i provvedimenti adottati dai governi europei erano stati ed erano ancora pochi e inefficaci.

Le due epidemie di fine Ottocento avevano colpito in modo particolare Napoli, dove si era registrato un notevole aumento demografico che aveva aggravato le condizioni di vita dei cittadini, soprattutto nei quartieri Mercato, Pendino, Vicaria e Stella, dove le condizioni igieniche dei “bassi” erano molto precarie.

Il 15 gennaio 1885 era stata emanata la legge per il Risanamento della città di Napoli, che segnava una svolta nella politica governativa: essa, infatti, imponeva norme igienico- sanitarie pubbliche e private che gli allora “Municipi” dovevano osservare e far osservare a tutti i cittadini; destinava, poi, cospicui finanziamenti ad opere pubbliche essenziali: più adeguati sistemi di approvvigionamento dell’acqua potabile (con la chiusura dei pozzi) e di smaltimento nelle fogne, la demolizione di gran parte dei “quartieri bassi” costituiti da veri e propri tuguri, e l’edificazione di nuovi quartieri destinati a colmare il deficit abitativo che si sarebbe determinato.

Le realizzazioni più appariscenti della Società per il Risanamento furono un lungo corso, il  Rettifilo, poi intitolato a Umberto I e due piazze – dedicate a Giovanni Bovio e a Nicola Amore – frutto di quello “sventramento” che Matilde Serao, con il suo riferimento drammatico ed angosciato al “ventre di Napoli”, aveva preconizzato e in qualche modo sollecitato.

In questo clima, fu immaginata l’Esposizione nazionale d’Igiene per la quale, a gennaio del 1900, furono individuate “ventisei classi”, cioè ripartizioni metodologiche di realizzazione.

Su un quotidiano dell’11 gennaio 1900, si legge: “La risposta a chi chiede che cosa si può esporre è semplice e si compendia in una sola parola: tutto. L’igiene intesa come il cardine intorno a cui gravitano tutti gli interessi morali, economici, industriali e politici, non si restringe al campo prettamente scientifico, ma ha confini molto più vasti”.

Una recente, interessante pubblicazione dell’architetto Nunzia Iannone (“Architettura dei Congressi e delle Esposizioni a Napoli 1861-1934 nella stampa periodica e nella fotografia“) fornisce dettagliati e minuziosi elementi: il 9 maggio 1900, il re Umberto I e la regina Margherita inaugurarono la manifestazione, con straordinaria partecipazione di popolo, imponente schieramento di truppe, da piazza Plebiscito all’allora discesa del Gigante, e di navi da guerra nella rada di Santa Lucia.

Il sindaco Summonte pronunciò il discorso di apertura: “Napoli si presenta all’Esposizione come una città degna di studio per le migliorate condizioni sanitarie, anche per il suo programma igienico-edilizio, alla cui completa esplicazione non mancheranno l’energia del volere e il sacrificio dei mezzi più adatti per raggiungerli”. Ad esso seguì il presidente dell’Esposizione, senatore de Renzi: “La storia di questi ultimi anni, decorrenti dalla morìa dell’84 fin’oggi, dimostra che Napoli a torto è rappresentata dalla fantasia popolare sotto forma di vaghissima sirena addormentata al dolce sussurro delle onde tirrene. Della sirena conserva ancora la sovrumana antica bellezza, ma il sonno è scomparso sotto le incalzanti energie della città moderna”. Al di là dell’ovvia retorica, entrambi, dunque, esaltarono la volontà di ripresa del popolo napoletano e il grande interesse per le innovazioni nella prospettiva del nuovo secolo.

Gli ingressi alla Esposizione erano quattro: la Porta d’Onore, progettata da Giovan Battista Comencini, nei pressi del monumento a Vico e della Cassa Armonica, (16 colonne che sorreggevano una cupola alta 24 metri, sormontata da un faro dal quale veniva proiettato un fascio di luce che raggiungeva piazza Vittoria); l’Ingresso di gala che dava sull’attuale Rotonda Diaz, l’Ingresso occidentale sul lato opposto; l’Ingresso nord sulla Riviera di Chiaia, a Santa Maria in Portico.

Furono realizzati 54 tra padiglioni e chioschi, poi demoliti – a eccezione di quello, preesistente, degli “Asili infantili di Napoli”, nel quale oggi è sistemato il busto di Virgilio, e di quello del Municipio di Napoli poi diventato, nel 1905, sede del Lawn-Tennis Club (l’attuale Circolo del Tennis ricostruito nel 1949 su progetto di Luigi Cosenza).

Quaranta i chioschi di imprese italiane e straniere per la degustazione di prodotti alimentari, bevande e acque minerali (Ferro China Bisleri, Birreria Bavaria, Acque minerali Monticchio, Claudia e Fiuggi, pastiglie Panerai, liquori Alberti & Peluso, e inoltre S. Gobain, G. Goudsstikker & Fils, Ville de Lyon, Splendid Salon) tutte pubblicizzate con belle cartoline-ricordo pubblicitarie in stile liberty, che ebbero grande diffusione.

L’Auditorium era la struttura principale, ospitò la cerimonia dell’inaugurazione, con l’arcata centrale alta 32 metri, la sala principale di circa 800 metriquadri, capienza di 2500 persone, con un palcoscenico utilizzabile per conferenze, concerti e spettacoli. Manufatti e prodotti esposti erano

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dell’industria locale, nazionale e straniera, soprattutto tedesca e francese: si passava da prodotti chimici e farmaceutici a macchine per la manifattura delle sigarette; nel padiglione degli strumenti ospedalieri c’erano letti da campo della Croce Rossa. Singolari, ma quanto mai attuali – viste le polemiche sui ritardi nel completamento dei lavori dell’Expo di Milano – una vignetta satirica pubblicata dal giornale “Monsignor Perrelli” del 15 marzo 1900 sull’andamento dei lavori, e la notizia apparsa nel quotidiano “Il Pungolo Parlamentare” proprio nel giorno dell’inaugurazione: “L’Esposizione
non è completa né perfetta, sia per colpa di alcuni, sia perché niente ancora è completo e perfetto in questa nuova vita del Mezzogiorno: ma è la prova delle nostre potenzialità e del bisogno che abbiamo di affermarle”.

L’assassinio di Umberto I° a Monza il 29 luglio 1900, per mano dell’anarchico Bresci, mise improvvisamente fine alla manifestazione, che forse avrebbe avuto ben altro respiro, anche nel ricordo dei napoletani.

Le cartoline emesse per l’expo del 1900

fonte : napoli.repubblica.it/cronaca/2015/10/26/news/quando_napoli_ebbe_expo_1900_cosi_l_italia_scopri_l_igiene_per_tutti-125946110/

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Associazione Amici di Capracotta: A Ercolano c’è palazzo Capracotta. L’idea è quella di riqualificarlo
ottobre 20, 2015
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capracotta

Condividiamo sul nostro sito l’articolo della giornalista Adelina Zarlenga, pubblicato domenica 20 ottobre 2015 sul quotidiano molisano Primo Piano Molise, sul sostegno dell’Associazione “Amici di Capracotta” alla città di Ercolano nella corsa al titolo di “Capitale italiana della Cultura” per l’anno 2016. Ringraziamo l’autrice del testo per l’attenzione rivolta verso la nostra Associazione.

Capracotta. Ad Ercolano, nella zona centrale della città antica, c’è un edificio storico chiamato “Palazzo Capracotta”, che, adesso, con l’impegno di tanti, potrebbe essere riqualificato. La città di Ercolano con altre nove città italiane concorre per diventare la capitale della cultura italiana del 2016, un’iniziativa nata prendendo spunto dalla capitale europea per la cultura che il prossimo anno sarà Matera. Entro il 30 ottobre, tra le dieci città candidate, dopo una prima selezione – Aquileia, Como, Pisa, Pistoia, Mantova, Taranto, Terni, Spoleto, Parma ed Ercolano – ne sarà scelta una che riceverà investimenti consistenti per lo sviluppo del suo patrimonio culturale.

L’associazione “Amici di Capracotta” sostiene la candidatura di Ercolano anche per il 2017, ritenendo che nel caso in cui la città risultasse la vincitrice il Palazzo Capracotta potrebbe essere risistemato ai fini della promozione non solo della città campana, sede di una delle più preziose aree archeologiche d’Italia, ma anche il paesino dell’Altissimo Molise. Il Palazzo Capracotta apparteneva ai duchi di Capracotta, residenza estiva della famiglia Capece Piscicelli, già feudatari del paese alto molisano, ed è una struttura seicentesca che fa parte delle 122 ville vesuviane abitate dai nobili tra il 1600 e il 1800 per le vacanze sul territorio che va da Napoli a Torre del Greco. Si tratta di 15 chilometri di percorso, nel quale rientrano anche le 22 ville e palazzi di Ercolano.

“Il Palazzo Capracotta – spiega Francesco Di Rienzo dell’associazione capracottese – ha una grande importanza storica. Il tratto di strada su cui è collocato era chiamato il ‘miglio d’oro’, proprio per l’importanza dei personaggi che qui dimoravano. Il palazzo si trova al centro della vecchia città, è di gusto barocco, a tre piani e a forma di libro aperto, essendo in una piazza”. Dopo esser stato una residenza nobiliare è diventato sede della curia, prigione e poi sede del municipio dall’epoca borbonica. In seguito, frazionato tra vari proprietari privati è stato abbandonato nel 1962 a causa di alcuni crolli. Ora è fatiscente, ma nel 2008 è stato oggetto di un progetto di recupero sotto il governo regionale di Bassolino e l’ex sindaco della città Nino Daniele. L’idea era di trasformarlo in un museo del vintage. Poi però il palazzo è rimasto inutilizzato e malmesso. Adesso, con la candidatura di Ercolano a capitale della cultura italiana, iniziativa che ha visto una sinergia da parte del Comune, il Museo archeologico virtuale (Mav), la Fondazione ville vesuviane e l’Herculaneum conservation project, la fondazione filantropica di Packard, potrebbe tornare a nuova vita e a giovarne potrebbe essere anche l’Alto Molise.

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Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Domenica 8 novembre la cerimonia degl’incappucciati della reale anciconfraternita della ss. trinità
ottobre 19, 2015
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realearciconfraternita

La Reale Arciconfraternita della SS.Trinità  fondata nel 1716.

Domenica 8 novembre  il solenne suffragio universale con la classica processione degl’incappucciati  per tutti i confratelli,fedeli,carabinieri,caduti delle guerre e religiosi defunti.

Nella Grande Storia della Chiesa Cattolica non e’ da trascurare la piccola storia delle confraternite che,fin dai primi secoli del Cristianesimo,sotto vari nomi sacri ma sempre con fin finalita’ religiose e’ caritative,hanno avuto notevole sulla formazione della spiritualita’ cristiana. Nel Medievale confraternite sorsero accanto alle corporazioni di arti e mestieri. Cosi’a Napoli molte di esse vantono di aver avuto tra i loro associati medici,artisti,sacerdoti,orefici,etc. Nei Secoli XVI si ebbe nella Diocesi di Napoli un period0 di Massimo sviluppo delle congreghe,le quali hanno avuto una storia ricca di Benemerenze.

L’Arciconfraternita della SS.Trinità era annoverata tra le prime della Archidiocesi di Napoli. I titoli di prestigio di questo sodalizio sono parecchi : l’Antichita’,la priorita’ rispetti agli altri enti locali similari, l’Attributo di Reale concesso da Re Ferdinando IV e Ferdinando II L’Arciconfraternita della SS.Trinita fu edificata per volontà di alcuni Ercolanesi,che già tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600 avevano fondato una congregazione e’ stabilito la loro sede nella chiesa parrocchiale di S.Maria a Pugliano,L’attuale Basilica che si accedeva dalla cappella dello Spirito Santo attraverso un’ingresso che ancora oggi e possibile ammirare nella detta cappella nella navata sinistra della Basilica con degli scalini che portava nella attuale sacrestia della congrega. La congrega fu fondata nel 1716 con l’approvazione della curia di Napoli dello Statuto di cui per diritto canonico e dipendente. L’oratorio aveva come sede un luogo molto angusto per cui si penso di fabbricarne uno nuovo accanto alla storica basilica di Santa Maria a Pugliano e fu completato nel 1703 e benedetto nell’aprile dello stesso Anno dal Domenicano Raimondo Ceppaluni, che porto dal cimitero di Nola una casetta di Terra Santa,previa autorizzazione delle autorita’ locali e religiose.

Il Culto dei defunti :

Da epoca remotissima gli uomini ebbero il culto’ delle tombe presso le quali si raccoglievano in preghiera,invocando gli ave defunti come tutori del loro presente e del loro avvenire .Illuminati dalle divina rivelazione,i cristiani hanno sempre praticato il culto dei morti ed avevano massimo rispetto per le loro tombe. In molte occasioni degli anniversari dei defunti si riunivano presso le loro tombe per celebrare della liturgia eucaristica che nella chiesa cattolica ha un significato escatologico di unire la Gerusalemme terrena a quella della gerusalemme celeste che già vive la luce di Dio e dare sollievo grazie ai frutti della pasqua del signore celebrata e preannunciata in ogni celebrazione eucaristica a chi soffre nelle pene del purgatorio allo scopo di purificarsi. Il termine cimitero dal greco Koimèterion : dormitorio,luogo di riposo contiene il concetto cristiano che la morte e’ un sonno in attesa della resurrezione finale.

I cristiani secondo opera di misericordia di seppellire i morti,ebbero la carità di seppellire i loro defunti presso le tombe dei santi martiri. Nel Medioevo si ebbe l’usanza di seppellire sotto il pavimenti delle chiese in tal modo i fedeli venivono a trovarsi in quotidiano contatto con i loro morti. Durante il sec.XVIII con l’estendersi e affollarsi dei centri urbani,incominciavano a proibire salvo eccezioni,per motivi igienici le sepolture nelle chiese o in cimiteri venutisi a trovare intorno alle chiese stesse. Anche le confraternite che tra i tanti più e caritatevoli hanno quello in particolare di seppellire e suffragare i loro associati defunti hanno avuto de hanno i loro cimiteri e le loro chiese cimiteriali nel cimiteri cittadino. Fin dalla fondazione della congrega ha avuto il suo cimitero esclusivamente per i suoi confratelli e consorelle defunti. L’Antico e bellissimo cimitero sottostante l’oratorio in Piazza Pugliano a sinistra della Basilica di Pugliano in Ercolano visitabile il mercoledì dalle 15:40 alle 19:00 conserva la memoria dei nostri antenati,dove ogni mercoledì scendono moltissimi ercolanesi per pregare anche l’antico rosario in napoletano ercolanese che viene recitato alle ore 16:00. Quando nel 1902 per l’ordine legislativo che aboliva i cimiteri all’interno della città,il comune di Ercolano dovette costruire il nuovo cimitero fuori dal centro urbano in via fosso grande. La nostra reale arciconfraternita ideo di costruire una cappella cimiteriale dove custodire i suoi confratelli erano gli anni 1809.

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Antico cimitero sottostante l’oratorio della Congrega detto dal popolo ercolanese “ ‘O Priatorio” (il Purgatorio)

 

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Il Solenne suffragio universale Annuale.

In tutto il napoletano è molto sentita e praticata la devozione delle anime del purgatorio. La fede ne Purgatorio trova la sua speciale espressione nella pietà cristiana. Nella nostra Reale Arciconfraternita da molti anni si svolgono particolari pratiche di culto dei defunti. Ogni Mercoledì si recita nell’antico cimitero sottostante oratorio il rosario in napoletano dei defunti alle ore 16:00. Nel mese,poi,consacrato ai defunti,ossia nel mese di novembre nella domenica successiva al 02 novembre si svolge il solenne suffragio universale per tutti i confratelli,fedeli,carabinieri e caduti nelle grandi guerre e religiosi defunti nell’oratorio di Piazza Pugliano alle 9:20 celebrata da P.Luigi Ortaglio Gran Cancelliere del Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli con la partecipazione delle Associazioni dei carabinieri locali e cittadine,e le Autorità cittadine.

Al termine della celebrazione si svolge la solenne processione penitenziale all’interno dell’oratorio con la partecipazione di alcuni confratelli che indossono gli abiti da incappucciati che anticamente partecipano alle esequie di confratelli e che ora vediamo nelle processione del Venerdì Santo a Sorrento.Il Solenne corteo processionale scendendo nel sottostante cimitero cantano inni di resurrezione e si conclude al centro del cimitero con la supplica ai fedeli defunti scritta dalla santa carmelitana di S.Teresa D’avila e con la benedizione finale. Questa pia pratica ripresa da alcuni anni dai confratelli giovani amanti della cultura e delle tradizioni del luogo e stata fondata nel 1917 dal P.Spirituale Don Vincenzo Fiengo fu messa sotto la protezione di S.Odione.La Pia opera del suffragio universale. Nel 1916 ricorrendo il secondo centenario dell’approvazione dello statuto da parte della curia di Napoli il superiore di allora il Cav .Ferdinando Guarracino volle celebrare un solenne funerale per tutti confratelli defunti in quei due secoli di vita della congrega. In tale occasione fu costruito attuale pulpito e una lapide commemorativa che attesta tale evento. Per tale evento fu invitato il parroco di Santuario di S.Maria a Pugliano di allora il compianto Mons.Gioacchino Cozzolino che alla fine della celebrazione esorto il Padre Spirituale Don.Vincenzo fiengo e i confratelli di fare voto che quel solenne funerale si potesse ripetere tutti gli anni,Don Vincenzo Fiengo che già nutriva nell’animo un Ardente desiderio per le anime del purgatorio non si lascio sfuggire l’occasione. Perciò con tutto il suo zelo sacerdotale si prodigo per dare vita a tale evento che trovo spazio nella devozione dei fedeli ercolanesi.

Cosi nel 1017 come già detto inzio’ il Solenne Suffragio Universale nella congrega della SS.Trinità. Nel 1930 quando l’opera del suffragio era giunto nel suo massimo splendore il cardinale di Napoli di Allora Sua.Emm. Alessio Ascalesi venuto a conoscere tele opera volle con la sua augusta presenza celebrare la messa solenne. Da Allora si e sempre celebrato con grande partecipazione di popolo e di fede. Quest’anno si svolgerà Domenica 08 Novembre alle ore 9:20 sarà a celebrare P.Luigi Ortaglio Padre Guardiano del convento di S.Pasquale al Granatello in Portici e Gran Cancelliere del Cardinale.Saranno presente le associazione cittadine dei carabinieri,di S.Sebastiano al Vesuvio,le U.C.O e i confratelli e popolo ercolanese,al termine come scritto sopra si svolgerà la solenne processione penitenziale nel sottostante cimitero della congrega.

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Gli incappucciati nel Suffragio Universale del 2014

Padre Luigi Ortaglio,Padre Guardiano del convento di S.Pasquale al Granatello in Portici e’ stato nominato cancelliere nel 2015 della curia di Napoli da Sua.Emm Cardinale Crescienzio Sepe Arcivescovo Metropolita’di Napoli e stato già Padre Provinciale dei francescani dell’italia meridionale è tra le sue opere ricordiamo la ricognizione del corpo del giovane Salvo d’Acquisto.

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Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Il feudo di capracotta la sua storia e il legame storico fra capracotta ed ercolano
ottobre 18, 2015
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L’avvocato napoletano Francesco Jodice D’Enza ha voluto donare al Comune di Capracotta la riproduzione di un antico documento relativo al “Feudo di Capracotta”, il cui originale è custodito nell’archivio di famiglia della nonna paterna dell’Avvocato D’Enza, Donna Ida Jodice D’Enza Capece Piscicelli dei Duchi di Capracotta. L’avvocato D’Enza ha un doppio legame con Capracotta. Infatti oltre al legame da parte della nonna paterna, ha voluto ricordare che Adele Cardarelli, sorella del Prof. Antonio Cardarelli, Senatore del Regno, suo avo materno, aveva sposato l’avvocato capracottese Luigi Campanelli.

L’antico documento, composto da 76 pagine manoscritte, contiene l’intero incartamento dell’acquisto del feudo di Capracotta nel 1673 da parte del patrizio napoletano Andrea Capece Piscicelli: dalla pubblicazione del bando di vendita fino alla cerimonia di consegna formale del feudo da parte del viceré  nelle sale del Palazzo Reale di Napoli. All’ultima pagina riporta la data del 23 agosto 1674. La riproduzione del prezioso documento resterà esposta e conservata nel Museo Comunale di Capracotta.
L’amministrazione comunale ringrazia l’Avvocato D’Enza per aver voluto arricchire la nostra comunità con il pregevole documento.

«Ho parlato qualche settimana fa con un congiunto dei Duchi D’Enza per acquisire il documento e consegnarlo al Comune- afferma Francesco Di Rienzo, segretario dell’Associazione Amici di Capracotta-. Sono davvero molto contento che l’avvocato D’Enza, invece, abbia provveduto direttamente a recapitarlo a Capracotta. Nonostante che i D’Enza siano soltanto imparentati con i Duchi di Capracotta (Piromallo Capece Piscicelli), sono molto legati affettivamente alla nostra cittadina. Un gesto che rende onore alla loro grande nobiltà d’animo».

Il progetto di recupero e restauro di palazzo capracotta di ercolano.

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Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Antonio Madonna e la storia dell’antico mercato ortofrutticolo di resina
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Nella foto in anteprima del presente articolo che ci viene dal passato della nostra Resina, è ripreso l’antico mercato ortofrutticolo che era situato nella struttura oggi occupata dal MAV. Nel primo periodo del ventennio fascista, in una generale revisione della zona della ex Dogana, fu deciso che la struttura, oramai insufficiente, venisse destinata ad altro scopo. Acquisita nelle disponibilità comunali, venne ristrutturata e modellata sullo stile architettonico dei vicini Scavi ercolanesi e adibita a sede del Podestà.

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mercato2I venditori di prodotti ortofrutticoli, privati del locale approvvigionamento, capeggiati dall’allora Presidente dei Commercianti, Antonio Madonna (foto), persona dal carattere forte, molto stimato in paese, pretesero ed ottennero altra struttura in loco. Lo stesso Don Antonio Madonna fece sì che il nuovo mercato non fosse troppo lontano dal precedente e proprio alla II^ trav. Mercato, venne individuato il posto.

Fu realizzata una struttura molto scarna ma funzionale, con un ampio spazio dove carri e carretti potevano agevolmente manovrare. All’entrata vi erano due caserini. Quello di destra registrava la merce in arrivo. In uscita quello a sinistra. In fondo al piazzale, sotto il porticato, vi erano altri altri piccoli caserini, ognuno occupato da un battitore che assegnava il venduto. Divenne uno dei mercati più accorsati della zona vesuviana.

Era notte fonda quando si veniva svegliati dai primi carri che arrivavano in zona. Le pesanti ruote forgiate avanzavano sonoramente sui basoli di pietra lavica. Ogni carro era distinguibile dall’altro per via dei diversi sonagli con i quali venivano addobbati gli animali da traino.

Morto il Madonna, nei primi anni ’50 del ‘900, il mercato si avviò lentamente verso una inesorabile chiusura. Durò per vent’anni ancora, ma ogni anno che passava entrava sempre meno merce. Nei primi anni ’70 venne definitivamente chiuso. Oggi, quello che probabilmente fu il mercato ortofrutticolo più prestigioso di Resina, è un parcheggio privato, la cui memoria resta ancora nei resinesi più anziani.

Questa storia ci è stata indicata da un iscritto al blog ovvero il sig. Raffaele Uccello.

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Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

rassegna stampa chiusura mostra il cuore delle donne
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Il Cuore delle Donne’. Chiusa la settimana di eventi in rosa alle Scuderie di Villa Fiorita

Al convegno finale sui “diritti e tutela della famiglia” si è discusso anche di lotta al femminicidio.

logostrillonuovoSì è conclusa ieri con l’interessante convegno sui “diritti e la tutela della famiglia” la mostra fotografica collettiva “Il cuore delle donne”. Una settimana piena di eventi (tra i quali la presentazione di ‘Federica, la ragazza del lago’, librodi Massimo Mangiapelo) tutti ospitati nella splendida cornice delle “Scuderie di Villa Fiorita” ad Ercolano. Una sette giorni dedicata ad un solo obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei diritti delle donne e della lotta al femminicidio.

E’ in questo contesto che si è svolto il convegno conclusivo della manifestazione. Una tavola rotonda all’insegna delle “pari opportunità e dei nuovi diritti in rosa”. Donne sempre più vittime di violenze ed abusi, soprattutto in ambito familiare. Agghiaccianti gli ultimi dati Istat al riguardo. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica sono 179 i femminicidi in Italia: in pratica, una vittima ogni due giorni. In aumento anche la percentuale dei delitti tra le mura domestiche, che segnano un +16,2%, passando da 105 a 122 in un solo anno.

 

Anche di questo si è discusso ieri nel convegno fortemente voluto dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata. Il suo Presidente, Gennaro Torrese, aprendo il dibattito ha ricordato l’impegno dell’Ordine al fianco delle donne, con la recente inaugurazione (lo scorso 27 aprile) del primo sportello d’ascolto anti-stalking al Palazzo di Giustizia di Torre Annunziata. A seguire la proezione di ‘slides’ sulla mediazione dei conflitti e la gestione delle crisi familiari, con gli interventi degli avvocati Graziella Silvetti e Maria Elena Palomba, entrambe esperte in materia.

Il dibattito, moderato dal giornalista Salvatore Perillo, ha ospitato inoltre la sensibilissima testimonianza della dottoressa Colomba Formisano, Presidente “Commissione Sanità” del Comune di Ercolano, che ha raccontato in sala il quotidiano impegno nell’assistere in prima linea, come medico ASL, le donne vittime di abusi. In chiusura, gli interventi della professoressa Carmela della Gatta, organizzatrice del forum e di Rosa Visciano (“Gazebo Rosa Onlus”).

http://www.lostrillone.tv/il-cuore-delle-donne-chiusa-la-settimana-di-eventi-in-rosa-alle-scuderie-di-villa-fiorita/5120.html

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Dibattito sui diritti delle donne e tutela della famiglia alle ex scuderie villa favorita
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All’interno della mostra collettiva IL CUORE DELLE DONNE, si è tenuto ieri alle ore 18:00 presso le ex scuderie di villa favorita il dibattito sui diritti delle donne e tutela della famiglia fortemente voluto dall’Ordine degli  avvocati di Torre Annunziata.

La brillante moderazione del gionalista Salvatore Perillo fa da apertura alla serata che successivamente ha visto gli interventi dell’avv. Gennaro Torrese, Sportello antiviolenza ed antistalking istituito dall’Ordine degli avvocati di Torre Annunziata, poi l’avv. Gabriella Spadaro, con l’ Introduzione del Tema del convegno.
A seguire sono intervenute l’avv. Graziella Silvetti, Mediazione come risorsa nella risoluzione dei conflitti familiari, con la proiezione di slides sulla tematica della mediazione dei conflitti familiari ed infine l’avv. Maria Elena Palomba, esperta nella gestione della crisi familiare.

Molto interessante anche a testimonianza della dott.ssa Colomba Formisano, consigliere comunale e presidentessa della commissione sanità per il consiglio comunale di ercolano, che ha ricordato la sua personale esperienza come medico nelle emergenze ASL ed i tanti casi di violenza e di abusi che ha dovuto assistere in qualità di medico prima con la prospettiva particolare di donna e di madre.

In chiusura gli interventi della prof. Carmela della gatta, membro ed organizzatrice per il FOTOFORUM e di Rosa Visciano presidentessa del GAZEBO ROSA ONLUS.

Infine dopo il dibattito apertivo e buffet offerto dalla struttura che ha ospitato l’evento ovvero Il caffè letterario delle ex scuderie di Villa favorita rappresentata dalla sig.ra Imma Sorrentino.

Courtesy photo by Angelo casteltrione

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

Reportage fotografico mostra il cuore delle donne presso le ex scuderie villa favorita
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Grande successo di pubblico con le prima due giornate della mostra collettiva fotografica IL CUORE DELLE DONNE, presso il caffè lettarario delle ex scuderie di villa favorita, nelle prime due giornate  del 9 e 10 ottobre 2015. Si inizia il 9 ottobre con il vernisagge con la partecipazione di Maurizio Saleseamministratore di FotoForum (presentazione del gruppo FOTOFORUM) e dott.ssa Teresa Civitella –   docente Liceo classico “G . De Bottis (“La donna :il motore della storia). C’è stato anche il bellissimo momento musicale  a cura dei maestri     Angelo Ruggieri ( flauto) – Giuseppe Del Plato (chitarra).

Nella giornata di sabato 10 ottobre la bellissima presentazione del libro “Federica la ragazza del logo” in cui sono intervenuti il dott.  Massimo Mangiapelo autore del libro – Emilio Orlando giornalista de La Republica

Successivamente il bellissimo intervento della dott.ssa Olga Nocerino – ” Comitato donne Aifos Prospettive al femminile:salute e sicurezza negli ambienti di vita”. Successivamente la testimonianza della sig.ra Rosa Visciano Presidente del Gazebo Rosa onlus –   Il Femminicidio. Testimonianza territoriale. Infine il momento di recitazione e musica con l’attrice Susy Mennella insieme al grande sassofonista Marco Zurzolo e del bravo chitarrista Gianluigi Esposito.

Carmela della gatta :” Un’altra bellissima serata si è conclusa…torno a casa con un passo leggero e gli occhi pieni di tante immagini scattate in queste ultime due giornate. Mi sento bene, felice ,nonostante la pioggia che di solito mi intristisce, come faccio a non esserlo? Ho ricevuto la stima e sentito l’affetto dei tanti amici che hanno voluto esserci , ho conosciuto persone belle ,positive, in gamba, ho avuto la conferma che certe “reti” di relazioni si creano quasi per magia ,quando ci si ritrova a parlare la stessa lingua e ad usare la stessa quantità di cuore. Il confronto, l’incontro è sempre foriero di grande crescita ed io mi sono provata in questa nuova grande avventura insieme a compagni di viaggio che hanno risposto subito ad una chiamata d’amore per ciò in cui credono. È stato bello costruire qualcosa di nuovo e ancora di più vedere quanto la gente cerchi l incontro con temi importanti e tra se stessa …ne ha bisogno …ne abbiamo bisogno per migliorarci e sentirci meno indifesi meno soli…grazie e a presto Angelo Casteltrione Imma Sorrentino Teresa Civitella Maurice Gennaro Di Mauro Rosa Visciano Angelo Ruggieri Susy Mennella Massimo Mangiapelo “

fotogruppoRosa Visciano dalla sua pagina facebook :” GRAZIE A TUTTI ….finalmente…… Un lavoro straordinario svolto da realtà esplosive e valide. Ho avuto il cuore in gola e le emozioni che mi scappavano da tutti i pori …e vi assicuro che ne ho tanti. …ieri parlavate tutti la mia lingua …incompresa da tanti. …eravamo sulla stessa lunghezza d’onda un connubio perfetto tra CULTURA ARTE MUSICA SPETTACOLO FORMAZIONE SOCIALE ….una sinergia perfetta come se avessimo studiato insieme i copioni scritti dalle nostre consapevolezze.
Da adesso credo che saremo sempre di più sicura che per coloro che ne hanno bisogno avrete una parola giusta. I semini stanno diventando piantine …Avanti tutta ora tocca agli avvocati per completare la squadra.
Imma Sorrentino Angelo Casteltrione Veronica Entropia Bottigliero la prof. Carmela Della Gatta ed i suoi musicisti la straordinaria Teresa Civitella Maurice Gè lo scrittore @massimo mangiapelo I fotografi tutti , Susy Mennella e i suoi Artisti.
Marianna Spina Vera Cera Ada Pappacoda Concita Sollazzi Jessica Sorrentino Rosa Magliulo Michele W. Sorrentino Monia Merone Andrea Manuela Merone Marco Bottigliero Chiara Fiori Sergio Eco i giornalisti tutti il ‪#‎comunediercolano‬ Salvatore Iengo ‪#‎scuderiedivillafavorita‬ grazie a tutti….per finire un grazie speciale va a te Olga Nocerino il tuo intervento è stato limpido scorrevole e comprensibile per tutti tvb. Se ho dimenticato qualcuno perdonatemi.

Programma completo dell’evento:

https://www.bloginresina.it/programma-mostra-fotografica-collettiva-il-cuore-delle-donne-dal-6-al-14-ottobre-2015/

 

                        

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.

le glorie del mediterraneo la crociera da new york a gerusalemme passando per resina
ottobre 7, 2015
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Durante i primi decenni del 20° secolo la Thomas  Cook & son, la celebre società di navigazione famosa per aver costruito la funicolare del vesuvio, organizzava delle crociere con partenza da New york per toccare tutti i nodi storici del mediterraneo come Napoli, Atene, Istanbul, Egitto e tutti i porti piu’ importanti del mediterraneo.

Come recita il manifesto lunga oltre 2200 miglia marine per scoprire il vecchio mondo e gli splendori dei monumenti romani, l’arte della grecia, le meraviglie dell’egitto. Una fonte di ispirazione per tutti quelli vogliano navigare lungo quelle coste incantate.

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La stessa società avendo gli uffici a via chiatamone abbinava alla crociera l’escursione sul vesuvio con partenza da Napoli via vesuviana e giunti a Resina con la ferrovia funicolare e poi giunti sul vesuvio con la funicolare fino al cratere.

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Cartoline di Villa favorita e corso resina fine ottocento
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Cartoline di Villa favorita e corso resina fine ottocento

Informazioni autore

Resinese doc classe 1933. Ex Dirigente delle Poste in pensione e profondo conoscitore e memoria storica cittadina quale resinese prima ed ercolanese poi. Molto attivo come autore sul giornale locale LA VOCE VESUVIANA.

Vincenzo de luca incontra la cooperativa mercato di resina alla festa dell’unità ad ercolano
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Vincenzo de luca incontra la cooperativa mercato di resina alla festa dell’unità ad ercolano

Un ringraziamento speciale va al sindaco Buonajuto alla dott.ssa Assunta Tartaglione alla dott.ssa Saulino per averci invitato alla festa de L’Unità.
Un ringraziamento molto speciale va al nostro amico Ciro Cozzolino della MON JARDIN azienda leader nell’arte fiorista in Ercolano in via tirone di Moccia,che ci ha offerto tanti fiori per farci omaggiare gli ospiti alla festa…grazie alle tante persone non di Ercolano (ma anche di Ercolano) che si sono avvicinati al nostro stand con curiosità e complimenti.

Ieri ultima giornata della festa de l’unità ad Ercolano,la COOP ha incontrato il giornalista Peppe Iannicelli già nostro amico,poi il presidente della Regione Vincenzo de luca   che il sindaco Ciro Buonajuto ci ha presentato,gli abbiamo un po parlato del nostro mercato e anche lui da giovane ha detto veniva a comprare i montgomery inglesi.

Ciro Buonajuto : “ Si è conclusa la Festa dell’Unità. Sono arrivate in città migliaia di persone e decine di autorità che porteranno con sè un ricordo positivo di Ercolano. E mi fa piacere che a questa manifestazione abbiano attivamente partecipato alcune delle realtà positive della città. Gli stand di Ercolano Capitale, Mercato di Resina, Radio Siani e Giovani Democratici hanno mostrato per sei giorni le nostre eccellenze a migliaia di persone. Dobbiamo essere fieri di loro.”

Nicoletta Cozzolino

Informazioni autore Nicoletta Cozzolino

Architetto e libero professionista. Già membro della commissione ambientale del Comune, ha partecipato ad alcuni progetti sul territorio. Membro dell'associazione VITRUVIO "Associazione Tecnici, Territorio e Ambiente", collabora con il blog dal 2014.